giovedì 8 ottobre 2009

Serge Latouche domenica prossima a Forlimpopoli

L’economista e sociologo francese Serge Latouche, teorico della decrescita, sarà a Forlimpopoli domenica 11 ottobre alle 17 per ricevere il Premio Artusi 2009, offrendo così un’occasione per incontrarlo dal vivo e ascoltare le sue riflessioni.

Il premio è assegnato ogni anno dal Comune di Forlimpopoli (FC), città natale di Pellegrino Artusi, a chi contribuisce con il pensiero e con le opere alla riflessione su cibo e dintorni. Dopo l’assegnazione del Premio 2008 a Wendell Berry, poeta e contadino americano, autore dello slogan mangiare è un atto agricolo, il testimone passa al più conosciuto sostenitore del concetto di decrescita contrapposto all’idea di sviluppo del mondo occidentale.

Come sottolinea lo stesso Latouche, la decrescita non va intesa in senso negativo e rinunciatario: “sarebbe più esatto parlare di a-crescita, così come si parla di ateismo, si tratta proprio dell’abbandono d’una fede, di una religione, quella dell’economia senza regole, del progresso e dello sviluppo sfrenato”.

Il Premio Artusi viene assegnato a Latouche in continuità con le riflessioni portate avanti nel corso delle precedenti edizioni della Festa Artusiana: la riduzione dei consumi superflui, la riscoperta della cucina di casa, la ricerca del vero in tavola, la proposta di corretti stili di vita rispettosi dell’ambiente, con meno merci viaggianti e più beni a filiera corta, il riciclo integrato dei rifiuti.

Per maggiori informazioni consultare il sito di Casa Artusi.

mercoledì 7 ottobre 2009

Tutti in marcia contro il razzismo, anche in bici!


E' bello vedere quando due iniziative importanti, che cadono nello stesso giorno, riescono a collaborare assieme per abbracciare un ideale più grande. Sabato 10 ottobre prossimo si svolgerà a Cesena la marcia contro il razzismo "Tutti Uguali, Tutti Diversi, Tutti Uniti" promossa dalle associazioni di volontariato e da Assiprov. Questa di sabato prossimo rappresenta la seconda edizione della stessa manifestazione che si è tenuta il 22 Novembre scorso e che ha avuto un grandissimo successo.

Contemporaneamente gli "amici della bici" di Cesena si uniranno al corteo per manifestare assieme contro il razzismo e tutte le discriminazioni. Occorre più fratellanza fra i popoli e meno auto e inquinamento, questo il messaggio unificato che verrà inviato dal corteo di sabato 10 ottobre, con partenza dalla stazione di Cesena alle ore 9:30.

martedì 6 ottobre 2009

L'inceneritore di Modena in fiamme, quante diossine nell'aria ?


Il 29 settembre scorso, l’inceneritore di Modena ha preso fuoco. Sulla notizia ignari cittadini che non possono far altro che filmare con il cellulare e mettere su youtube. Sul sito del Comune di Modena è stato diffusa la seguente nota:

Dal Comune massima attenzione nell’emergenza.

L’assessore Arletti: “ora attendiamo i dati delle verifiche effettuate”.

Il Comune di Modena ha seguito fin dal primo allarme l’incendio che si è sviluppato nell’impianto di una delle vecchie linee del termovalorizzatore di via Cavazza, tenendosi in contatto con Vigili del Fuoco, Arpa, Ausl e, ovviamente, il gestore HERA.
“L’incendio -afferma l’Assessore alle politiche ambientali Simona Arletti- è stato subito circoscritto e poi rapidamente domato dai Vigili del Fuoco. Il funzionamento della catena di emergenza, dalla prima segnalazione fino al cessato allarme, ha sicuramente consentito di limitare l’impatto sull’ambiente esterno. Il fumo, secondo quanto riferito da Hera, è da imputare soprattutto alla combustione di parte dell’impianto elettrico. Nel corso dell’emergenza, comunque, sono stati effettuati rilevamenti in tempo reale che andranno ora ad incrociare i dati raccolti, nello stesso periodo di tempo, dalle centraline fisse di misurazione. Per ogni ulteriore riflessione -conclude l’assessore Arletti- bisognerà dunque attendere i risultati di queste verifiche e l’esito degli accertamenti in corso sulle cause specifiche dell’incendio.”

Riferisce ViaEmiliaNet che l’incendio si è propagato dalla fossa dei rifiuti considerati non pericolosi. In pratica se una parte dei modenesi ha respirato diossina o altre sostanze nocive, lo saprà solo dopo averle inalate. Alla cittadinanza non sono state fornite indicazioni su eventuali precauzioni.

Occorre ricordare che gli inceneritori sono considerati industrie insalubri di prima categoria, e i rischi di incidenti sono tutt'altro che remoti. Anche se difficilmente riguardano la camera stessa di ombustione, nelle "fosse" di stoccaggio sono presenti normalmente grosse quantità di materiali infiammabili (i rifiuti), che bruciando senza controllo possono inquinare pesantemente l'aria e sprigionare diossine. Costruirli in pieno centro abitato, seppure conveniente dal punto di vista dell'utilizzo della energia termica residua per teleriscaldamento, espone la popolazione a pericoli potenziali troppo elevati. In poche ore di combustione accidentale possono essere vanificati i costosi controlli di emissione di anni interi!

La soluzione ? Evitare di costruirli, adottare sistemi di trattamento meccanico biologico, chiudere il cerchio dei materiali post-consumo ben prima dello smaltimento, con il riuso e il riciclo, attività tanto più facile quanto più si utilizzano sistemi di raccolta domiciliare come il Porta a Porta.

Fonte: EcoBlog