Merendine "Frutta Snack" nelle scuole
E' purtroppo assai probabile che la "lobby" delle macchinette posizionate in posti strategici (scuole, ospedali, bar, luoghi pubblici) non vedrà di buon occhio questa iniziativa, vista come una forma di concorrenza sleale. Se dal punto di vista nutrizionale può dare sicuramente alcuni vantaggi, questa iniziativa si preannuncia però come fonte di notevoli perplessità dal punto di vista ambientale, per lo meno non offre sulla carta nessun miglioramento rispetto alle macchinette che servono altre tipologie di prodotto. Basta ingrandire la foto per verificare come le porzioni monodose contengano quasi più plastica per imballaggi che prodotto. Le vaschette di frutta sono impcchettate due volte, per contenere l'immancabile forchettina rigorosamente di plastica, gli altri prodotti sono comunque di tipo industriale, come i succhi di frutta e gli yoghurt. I poliaccoppiati tipo tetrapack sono di utilizzo estensivo per il contenimento dei liquidi.
Inoltre, queste macchine necessitano di un impianto di refrigerazione per mantenere l'integrità del prodotto tale da consumare molta energia elettrica. Sono poi pesantemente illuminate, per rendere accattivante il prodotto. Insomma, ne più ne meno che le macchine che distribuiscono pastarine e prodotti analoghi. Concludendo, non è tutto oro quello che luccica.
Quando andavo a scuola io, avevo il mio bel sacchettino di carta con dentro la frutta, un coltellino (riusabile) per sbucciarla, un panino avvolto nella carta stagnola (se c'era il tonno) oppure nella carta da rotoli. Mai mi sarei sognato di scartare la merenda e buttare nel bidone qualcosa, rimettevo tutto diligentemente nel sacchetto e riportavo il tutto a casa nella cartellina, a casa i tovaglioli ancora buoni si riusavano, così come anche i panini o le mele non mangiate.
Ben venga incentivare il consumo di frutta nelle scuole, non pensiamo però che basti una macchinetta a gettone, serve soprattutto un approccio culturale diverso alla sostenibilità, basato sulla sobrietà e sulla riscoperta delle cose semplici, approccio che ai miei tempi era comune e che ora praticamente è scomparso.
