sabato 7 giugno 2008

Perchè la sinistra ha perso ma sarà costretta a vincere

Mi sono imbattuto per caso, frugando in rete, in questo scritto che in maniera illuminante ed esemplare, anche se apparentemente un po complessa, spiega almeno due cose: Il perché la sinistra ha perso. Il perché sarà costretta a vincere.

La forza attrattiva della sinistra stava nella sua decisa denuncia delle contraddizioni della società borghese; della sua ipocrisia e della sua ingiustizia: dell’impossibilità di coniugare i suoi valori trascendenti esibiti, con la pratica della sopraffazione e dello sfruttamento. La sinistra di oggi si trova di fronte a classi dirigenti che, grazie al formidabile progresso tecnologico, non hanno più bisogno sistematico di sfruttamento del lavoro (sebbene questo sia tutt’altro che scomparso) essendo in grado di produrre masse enormi di beni di consumo. Viene meno dunque, almeno in parte, la sua missione di denuncia dello sfruttamento del lavoro. Si ingigantisce invece lo sfruttamento della natura, praticato in cambio di utilità sempre più frivole e al costo di distruzione di risorse irreversibili. D’altra parte, le nuove classi dirigenti rinunciano a presentarsi come portatrici di valori trascendenti per identificarsi con quelli decisamente immanenti dell’edonismo materialistico. Sul terreno economico, la virtù ascetica del risparmio è sostituita dalla incentivazione pubblicitaria dell’incontinenza consumistica; e l’ammirazione per i grandi imprenditori costruttori per quella dei grandi maghi speculatori. Di fronte a questa vera e propria conversione a U del vangelo capitalistico, la sinistra, da una parte si trincera combattendo un capitalismo che non c’è più; dall’altra, manca di percepire le nuove contraddizioni del nuovo capitalismo: che sono soprattutto ecologiche e morali.

Ecologiche: l’insostenibilità di una economia basata sul consumo del capitale naturale: una distruzione chiamata crescita.

Morali: l’orientamento della potenza creatrice della tecnica verso le finalità frivole del consumo, anziché verso la realizzazione di una società più giusta, di bisogni collettivi più urgenti, di scopi culturali realmente trascendenti.


Anche se solo indirettamente, l'articolo suggerisce che per riscattarsi la sinistra dovrebbe semplicemente fare proprio il paradigma della decrescita. Altrochè governo ombra!

Nel frattempo, in deroga a qualsiasi norma ambientale, motivati della gestione dell'emergenza, guidati dal pallino della crescita che vede in chi difende l'ambiente solo un nemico, il governo dei nuovi capitalisti vincenti vara nel decreto rifiuti norme che permetteranno di riversare in discarica come rifiuti normali le ceneri pericolose provenienti dai nuovi inceneritori campani.

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