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domenica 3 luglio 2011

Decolonizzare l'immaginario


"L'intelligenza, la bellezza, l'amore, la poesia sono i valori da opporre 
alle bassezze del mondo, sono le armi che abbiamo a disposizione"
(Salman Rushdie)



"Chi e' cittadino? Colui che e' capace di governare ed essere
governato e' cittadino."
(Aristotele)



Per essere cittadini consapevoli dobbiamo uscire dalla morsa che monetizza il tempo e condiziona i nostri comportamenti. I desideri indotti fanno parte del nostro immaginario collettivo, non riusciremo mai a liberarcene se non con un salto culturale. Forse basterà a malapena una seria crisi economica, per indurci a pensare che il sale della vita è incrociare il massimo della qualità con il minimo dispendio di energia e denaro.

Per raggiungere questo risultato serve decolonizzare l'immaginario con una economia della felicità, così come suggerisce Serge Latouche nei suoi ottimi libri.

Si può coniugare il mondo moderno con una frugalità felice ?

Certo che si può, c'è un lungo percorso da compiere,  qualcuno anzi ci sta già provando, vale la pena di leggerlo con attenzione.

martedì 23 febbraio 2010

La crescita impossibile del criceto

Quello che vedete nel filmato è un criceto. Perché proprio un criceto ? Perché rappresenta una perfetta metafora della nostra economia. Questo piccolo roditore infatti ha la capacità di raddoppiare di peso e di volume, dalla nascita all’età adulta, ogni settimana.

Se però, una volta appunto raggiunta l’età adulta, non si dovesse fermare, raddoppiando di settimana in settimana raggiungerebbe al suo primo compleanno un peso di circa nove miliardi di tonnellate, diventando un mostro capace di divorare in un solo giorno la produzione mondiale di mais di un intero anno.

Pensiamoci, quando crediamo che l'unico obbiettivo di una moderna società civilizzata sia la crescita perenne dell'economia. Può benissimo essere che il criceto della società dei consumi abbia già raggiunto l'età adulta, e che l'arresto della sua crescita (scambiato erroneamente per una crisi) non sia poi così tanto un male come molti economisti sostengono. Troppo spesso ci ripetono la panzana che per stare meglio dobbiamo crescere.

Il video, molto suggestivo ed efficace, è tratto da The Impossible Hamster Club, un sito inglese iniziativa della new economy foundation, che profetizza concetti molto simili a quelli affini al movimento della decrescita felice. La crescita ha sempre un limite, che ci piaccia oppure no occorre imparare ad accettarlo, anche in economia.

giovedì 1 ottobre 2009

Maurizio Pallante al Decrescifest


Questa intervista a Maurizio Pallante è stata registrata nella serata del 20 settembre 2009 al decrescifest di Villa Silvia di Cesena, incontro organizzato dal Movimento Impatto Zero.

Una economia non più basata sulle merci ma sui beni, l'autoproduzione e la solidarietà sociale come antidoto alla crisi, il falso mito della crescita del PIL come promotore dell'occupazione nel mercato del lavoro. Non si riescono quasi più a cogliere i vantaggi di questa società consumista, globalizzata, pervasa da una cultura di massa instupidita dai desideri delle multinazionali, priva di consapevolezza e di filosofie divergenti dal mero interesse economico. Con un territorio sconvolto e degradato, con gli ecosistemi a rischio, con le risorse naturali non rinnovabili in declino, concetti nuovi come "decrescita felice" promettono di offrire una nuova e inaspettata speranza.

La crisi che ci sta avvolgendo è strutturale, poiché è impensabile una crescita continua in un territorio limitato, una crescita cioè che non accetti il concetto di limite. Il modello di sviluppo va quindi rivisto perché porta a condizioni di infelicità e sconvolgimenti pesanti per l'equilibrio naturale del pianeta.

Di questo e di altro si è parlato nella interessante intervista con Maurizio Pallante del Movimento per la Decrescita Felice.

P.S. L'audio del video purtroppo è un po basso, aumentate il volume delle casse.

martedì 22 settembre 2009

Conclusioni sul decrescifest

Decrescere per superare la recessione e la crisi ambientale. E’ il messaggio conclusivo del Decrescifest, la festa della decrescita: il primo ecohappening a Villa Silvia conclusosi ieri, che ha promosso e mostrato in pratica alcuni stili di vita sostenibili. L’evento è stato organizzato dal Miz (Movimento Impatto Zero) in collaborazione con Viaterrea e patrocinato dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna e dal Comune di Cesena.

Ospite di chiusura della rassegna è stato Maurizio Pallante, il più importante pioniere e interprete italiano della decrescita felice, che ha presentato – per la prima volta in Romagna - il suo ultimo volume “La felicità sostenibile”. «La decrescita è l’unico modo di uscire dalla crisi — ha detto il fondatore del Movimento della Decrescita felice — La recessione ha infatti una causa strutturale economica, aggravata da problemi finanziari: già da tempo stiamo producendo più del necessario. Si tratta di una concezione del mondo che ha a che fare con l’uso più intelligente e razionale delle risorse. Una consapevolezza che si sta facendo strada: il 53 per cento delle persone, infatti, non rifiuta più a priori il termine ‘decrescita’, parola tabù fino a poco tempo fa ed esorcizzata dalle forze politiche e industriali del Paese».

Sempre Domenica Scorsa è stata presentata, durante l’incontro con lo scrittore Michele Dotti, l’iniziativa dei Comuni Virtuosi (27 in Italia, l’unico in zona è Portico di Romagna), che ha invitato tutti gli 8.102 Comuni italiani (fra cui anche a quello di Cesena) a “copiare” le esperienze positive rispettose dell’ambiente fino ad ora messe in pratica. A tale scopo è in fase di spedizione ai sindaci di ogni comune italiano un DVD contenente tante utili informazioni sulle buone pratiche dei Comuni Virtuosi.

La due giorni ecosostenibile ha richiamato in totale oltre un migliaio di persone (tante anche le presenze da fuori città) che hanno voluto provare l’esperienza concreta di tanti piccoli comportamenti di consumo responsabile e gestione della casa, in modo da ridurre la propria impronta ambientale, mettendo così in pratica la decrescita felice. Numerosa l’affluenza anche nella giornata di Domenica, nonostante un acquazzone improvviso che si è abbattuto all’apertura della manifestazione e che non ha fortunatamente demoralizzato i visitatori dal prendere d’assalto il parco di Villa Silvia. All’evento dedicherà un servizio anche il Tg3 regionale della Rai che con una troupe è venuto all’evento per le riprese ed alcune interviste esclusive.

Un primo esperimento dunque, che ha centrato il segno, e che gli organizzatori promettono di ripetere. «Le persone hanno reagito positivamente oltre le nostre più rosee aspettative — commenta Barbara Martini, presidente del Miz e coordinatrice dell’evento — Intendiamo ripetere l’appuntamento anche nei prossimi anni, gli obiettivi che ci eravamo prefissati per l’evento, l’attenzione al cibo, all’acqua, all’aria che respiriamo e al riciclo e riuso sono stati raggiunti, in molti infatti hanno aderito al Gruppo di Acquisto Solidale, hanno potuto imparare buone pratiche sostenibili e hanno avuto la sporta in cotone dell’iniziativa "PORTA LA SPORTA" per l’abolizione dei sacchetti di plastica. Ci riteniamo estremamente soddisfatti».

L’iniziativa ha voluto promuovere il coinvolgimento diretto dei cittadini nei circoli territoriali della Decrescita Felice presenti a Cesena e Forlì per un “decrescifest quotidiano” e non solo periodico. Letteralmente inondati di visitatori gli oltre 30 stand, come confermano i numeri: il bio farmer market ha esaurito i prodotti, il distributore automatico di latte ha distribuito oltre 300 litri di latte crudo in bottiglie di vetro riusabili, numerose le famiglie che hanno preso contatto con i Gas-Gruppo di acquisti solidali, che seguono la filosofia dell’acquisto etico e tanti i “baratti” allo spazio “Rivestiti e riarredati”, che offriva la possibilità di scambiare un abito o un oggetto usato. Molto seguite e apprezzate anche le visite guidate alla dimora storica e al parco di Villa Silvia (a cura dell’associazione AMMI e Viaterrea) e l’osservazione astronomica della volta stellata a cura del Gruppo Astrofili di Cesena.

Da segnalare anche la ciclo-officina, i cui ragazzi hanno creato quasi dal nulla, con qualche pezzo di recupero saldato assieme, alcune biciclette perfettamente funzionanti collaudate dai tanti ragazzini che ne hanno ammirato la realizzazione dal vivo. Difficile essere completi e nominare tutte le tante iniziative presentate, dalla realizzazione in casa dei saponi, alle essenze naturali autoprodotte, alla costruzione di borse utilizzando parti riciclate di teli da camion e copertoni di bicicletta, ammiratissime dal pubblico. Infine la bio-cena, sicuramente sottodimensionata rispetto ai visitatori presenti, servita interamente con prodotti compostabili in materbi offerti da EcoZema, in accompagnamento ad acqua di ridracoli alla spina in taniche con rubinetti. Tante piccole cose, nella direzione di chi crede che anche con poche risorse si possa fare tanto, e soprattutto si può essere più felici, pur riducendo il PIL.

Per tutti i sostenitori della decrescita, il prossimo appuntamento è per Domenica 11 ottobre a Casa Artusi a Forlimpopoli (Fc), dove l’economista e sociologo francese Serge Latouche, teorico della decrescita serena, ritirerà il Premio Artusi 2009. Sarà possibile a breve visionare foto, video e altro materiale dell’evento al sito apposito www.decrescifest.it, e per chi è interessato a prendere contatti con la sede locale del Movimento della Decrescita Felice può informarsi chiamando Barbara al cell.349.3207788.

Per concludere, una esperienza ricca ed emozionante, che riproporremo senza dubbio l'anno prossimo invitandovi fin da ora alla seconda edizione del Decrescifest 2010.

giovedì 17 settembre 2009

La decrescita come strategia per vincere la crisi

Bello l'articolo che il Corriere Romagna ha dedicato alla nostra iniziativa decrescifest programmata per questo fine settimana.

La visita di Maurizio Pallante è prevista per la serata finale di Domenica, non ci limiteremo alla presentazione del suo ultimo libro "La Felicità Sostenibile" ma cercheremo di allargare il campo per esplorare quel concetto, ancora da molti considerato "eretico", che prende il nome di decrescita (felice).

Siamo abituati ad associare il benessere con la crescita economica, cioè con l'aumento dei beni prodotti, o meglio delle merci, misurate dal Pil (Prodotto interno lordo). Il movimento della decrescita felice sostiene invece da anni che la crescita non può andare avanti all'infinito, che il pil misura le cose sbagliate, che ci sono limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla necessità di salvaguardare l'ambiente, che si può essere più felici anche e soprattutto rispettando principi di sobrietà e di risparmio energetico, e che è indispensabile scegliere un modello alternativo. Di questo si parlerà nella serata di Domenica.

Maurizio Pallante è nato a Roma ma vive in Piemonte, in una cascina tra i boschi nel Monferrato vicino ad Asti, laureato in lettere, studioso di questioni ambientali, è stato consulente del ministero dell'ambiente, oggi è presidente del movimento per la decrescita felice, con decine di circoli sparsi in tutta Italia.