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domenica 26 aprile 2009

Arrivano gli incentivi sulle biciclette

Dal giornale la gazzetta, arriva la notizia che sono stati sbloccati dal ministero dell'ambiente gli incentivi per l'acquisto di nuove biciclette, con un sconto fino al 30% sul prezzo di listino.

Accordo tra il Ministero dell'Ambiente e l'Associazione dei costruttori: si può risparmiare fino a 700 euro. Agevolazione anche sui veicoli elettrici

MILANO, 23 aprile 2009 - Sono operativi da ieri gli incentivi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, in accordo con Confindustria Ancma, per l’acquisto di biciclette, ciclomotori e veicoli elettrici. Si tratta di un fondo di 8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009 a chi decide di comprare una nuova bicicletta (comprese le bici elettriche a pedalata assistita), senza obbligo di rottamazione, oppure un ciclomotore Euro 2 termico o elettrico, in questo caso con obbligo di rottamazione di un ciclomotore omologato Euro zero o Euro 1. La grande novità è lo sconto per le biciclette.

COSA FARE - Lo sconto sulla bici è pari al 30% del prezzo di listino fino a un massimo di 700 euro di sconto. L’elenco dei produttori che aderiscono all’iniziativa si trova su www.minambiente.it, sito del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Cliccando su "news" si arriva alla voce "Incentivi alla diffusione di veicoli a basso impatto ambientale". Cliccando ancora su "listini", si apre un lungo elenco (3.154 mezzi) con marca, modello, prezzo di listino (Iva inclusa) e contributo del ministero già calcolato. A questo punto, fatta la scelta, bisogna presentarsi per l’acquisto presso un rivenditore autorizzato. Ogni persona può comprare al massimo 3 bici presentando il codice fiscale o la partita Iva. A tutto il resto penserà il rivenditore.

Mannaggia... avevo appena comprato la bicicletta nuova!

martedì 9 settembre 2008

Cip6 o ci fai ?

Credevate che lo scandalo dei Cip6 fosse finito, vero ? Sbagliato! Gli incentivi del 2007 alle fonti rinnovabili sono andati solo per il 18% alle vere energie pulite. Lo comunica Greenpeace che fa sapere che su 5,3 miliardi di euro, solamente 932 milioni vanno alle vere rinnovabili. Si tratta evidentemente di tutti i diritti acquisiti, che non possono essere estromessi anche se allo stato attuale non ci sono stati finanziamenti per nuove opere.

La questione riguarda il meccanismo del CIP6, grazie al quale, fa sapere l'associazione ambientalista nel 2007 in Italia sono stati elargiti alle fonti fossili assimilate circa 3,7 miliardi di euro, mentre alle rinnovabili sono andati solo 847 milioni di euro. Al solare fotovoltaico finanziato con il conto energia, sono stati erogati appena 26 milioni di euro, meno dell'1% sul totale.

Il problema che fa notare Greenpeace è che su 5,3 miliardi di euro di incentivi per l'energia pulita circa 4,4 miliardi sono stati erogati alle società che producono le assimilate (combustibili fossili di processo, residui di raffinazione, rifiuti). I restanti 932 milioni di euro sono andati ad incentivare le vere fonti rinnovabili. In sostanza gli incentivi per le rinnovabili vanno per la maggior parte verso le stesse aziende che producono energia da fonti non rinnovabili, in particolare verso le raffinerie.

Fonte: ambientenergia.info


INCENTIVI FONTI RINNOVABILI NEL 2007
(dati in milioni di euro)

FONTI RINNOVABILI ...........................................932

Incentivi da fondi pubblici attraverso “CIP6” 
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse ........ 846,9

Incentivi da Certificati Verdi
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse, rifiuti .... 59,1

Incentivi da fondi pubblici attraverso “Conto Energia”
Solare fotovoltaico.............................. 26

FONTI FOSSILI “ASSIMILATE” E RIFIUTI ............. 4.376,3

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6
Combustibili fossili di processo, residui raffinazione ....... 3.746,5

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6 Rifiuti ..... 629,8

TOTALE FONTI RINNOVABILI E ASSIMILATE ......... 5.308,3

Elaborazione Greenpeace su dati “Rapporto GSE 2007”, “Relazione AEEG del 2008”, “Relazione Annuale GME 2007”

mercoledì 30 aprile 2008

In Europa gli inceneritori vengono sempre più tassati

In Europa, dopo anni di sostegno all’incenerimento, e un’attenta verifica sui suoi effetti, si è scelto di cambiare direzione: i contributi sono stati diminuiti (in Inghilterra sono meno della metà rispetto all’Italia) o, nella maggior parte dei casi, tolti. Ora, nello stato preso per tanti anni come riferimento, dove la produzione dei rifiuti pro capite raggiunge i livelli più alti in assoluto, la Danimarca, è stata introdotta una tassa sull’incenerimento. Lo smaltimento tramite incenerimento è quindi equiparato sostanzialmente alla discarica. Una tassa simile è stata introdotta da pochi anni anche in Svezia.

Cosa sta succedendo ? Si è scoperto che il grosso problema dell'utilizzo della combustione come forma di smaltimento, al di la degli aspetti di pericolosità ambientale su cui non vorrei soffermarmi, consiste nella disincentivazione attiva verso le politiche volte alla riduzione dei rifiuti alla fonte e nella competizione economica verso forme più pulite di smaltimento.

Le nazioni che spingono sull'incenerimento, sono anche le nazioni che hanno una produzione di rifiuto pro-capite più alto, tanto più se la pratica è sovvenzionata con soldi pubblici, questo non può essere un caso. Gli imprenditori privati che accettano di entrare nel mercato pilotato e drogato dello smaltimento sovvenzionato guadagnano infatti posizioni di privilegio all'interno delle amministrazioni, condizionandole pesantemente e ponendo in essere seri vincoli nei riguardi di ogni tentativo della politica di ridurre il rifiuto alla fonte. A Brescia, dove esiste il più grande inceneritore d'Europa (oltre 750.000 ton/anno smaltite), il rifiuto supera i 2Kg/procapite al giorno, il che è indicativo di come il sistema stesso spinga nella direzione opposta rispetto alla risoluzione di un problema.

Ancora c'è qualcuno che si meraviglia del come, nella nostra piccola realtà locale, grandi aziende come Hera riescano a bloccare sistematicamente i tentativi dei cittadini di introdurre sistemi virtuosi tipo il Porta a Porta ? Il riciclo è solo una fastidiosa perdita di guadagno!

Solo l’Italia va controtendenza, pensando all’incenerimento come panacea alla gestione dei rifiuti e alla produzione di energia. Spulciando i dati Terna risulta come il contributo totale dato dalla termovalorizzazione (rifiuti + biomasse) in rapporto al dislocamento nazionale di potenza elettrica installata sia di appena 1.2GW su oltre 50GW totali, addirittura inferiore dell'eolico, che ammonta in Italia, già fanalino di coda d'Europa, a più di 2GW. Parlando in termini di energia elettrica ceduta alla rete (considerando come il rendimento tipico di una centrale elettrica a rifiuti e biomasse non superi il 12%) siamo ben al di sotto dello 0,5%, contributo pertanto trascurabile.

domenica 3 giugno 2007

CONVERSIONE METANO E GPL, STOP A INCENTIVI

Il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di sospendere il regime di incentivi statali per la conversione degli autoveicoli a metano e Gpl. Il sistema di facilitazione aveva registrato un vero e proprio boom di richieste: in meno di cinque mesi e' gia' stato utilizzato l'80% dei 50 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria 2007. Gli incentivi statali ex Dl 324/97 erano indirizzati a persone fisiche e giuridiche intenzionate a installare un impianto a metano o Gpl su autoveicoli con meno di 3 anni di vita (650 euro) o su un autoveicolo euro 0 o euro 1 (350 euro). Sono invece ancora a disposizione gli incentivi per l'acquisto di autovetture nuove (1500 o 2 mila euro) omologate anche od esclusivamente a metano o Gpl (o elettriche o ad idrogeno), previsti dall'articolo 1, comma 228 della stessa Finanziaria 2007. (fonte:Ansa del 4.06.07)