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venerdì 5 settembre 2008

Il MIZ andrà al meeting di Recoplastica

Di Recoplastica ne avevamo già parlato in questo precedente post, in particolare del meeting che si svolgerà a Moncalieri il 13 Settembre prossimo, mirante ad illustrare il loro modello di business. Ancora non ci sono notizie ben definite, ma il tutto appare basato sul sacrosanto concetto per cui l'imballaggio di quello che compriamo non è automaticamente rifiuto ma materia prima seconda, pertanto deve esistere la possibilità di rivenderlo, sottraendolo così alle logiche di smaltimento in discarica.

Le testate giornalistiche (immagine tratta da La Gazzetta) cominciano solo ora a dare risonanza mediatica all'evento, secondo i dati forniti da Recoplastica tuttavia già fin dal Luglio scorso le adesioni al meeting sono state migliaia e migliaia. A causa della limitata capienza della sala si è deciso pertanto di effettuare un ulteriore meeting che si terrà a Messina il 27 settembre. Il MIZ ha avuto l'accredito per accedere al meeting di Moncalieri, pertanto una nostra delegazione di quattro persone (me compreso) sarà presente il prossimo 13 settembre all'evento.

Non nascondo che aprire un ecopunto anche a Cesena sia un obiettivo che personalmente mi ispira parecchio. Non siamo certo ancora al livello dell'Argentina, dove è dovuta nascere una intera economia di sussistenza per gli indigenti, quella dei "cartoneros", che traggono sostentamento dalla raccolta e rivendita dei rifiuti, tuttavia pur nel nostro relativo benessere esistono altri esempi che dimostrano come riciclare tutto si può, e conviene eccome.

Iniziative come gli ecopunto sono fondamentali, fungono da centro di raccolta di materia seconda ad alta qualità, pertanto è indispensabile inerentemente una corretta separazione alla fonte perché esista un minimo di profitto. Ovviamente il sistema dei consorzi di recupero (conai, coreve, coreco, etc.) possono essere parte integrante di questa strategia. Con il sistema attuale a cassonetti non esiste alcun incentivo al riciclo, mentre con il porta a porta convenzionale c'è si una buona separazione ma non ci sono sempre precise garanzie che quanto accuratamente separato sia effettivamente riutilizzato. Oppure credete forse che quanto separato nel porta a porta a Forlimpopoli sia soggetto ad un circuito di recupero a parte anzichè essere accuratamente mischiato con lo sporco multimateriale ?

Dobbiamo fare come fanno in Germania, rendere l'atto del riciclo strutturale e parte integrante del dovere civico di ogni cittadino, evitare gli sprechi non è più un optional.

martedì 2 settembre 2008

Riciclare i PC con i volontari del Trashware

Sommacampagna (VR), 26 agosto 2008. Quasi 30 computer smontati, riparati e rimessi in circolazione, tutto materiale inquinante sottratto allo smaltimento, significano anche risparmio di petrolio, acqua e sostanze chimiche, materiali che sarebbero stati impiegati nel processo di produzione di nuovi PC. Sono questi gli intenti dell'Officina per una Società Sostenibile e Solidale (OS3), un'associazione costituita attorno ai valori dell’etica e della sostenibilità ambientale, attiva già da tre mesi e che inaugurerà la propria sede domenica prossima, nell'ambito della Fiera di Sommacampagna.

Nella loro officina i volontari del trashware (così amano chiamare la loro attività) ridanno nuova vita a macchine destinate alla distruzione solo perché apparentemente obsolete.

"I computer sono sostituiti di norma ogni tre anni o poco più" dice Mirco Gasparini, responsabile dell'Officina, "ma si tratta di una manovra orchestrata dai produttori di software e hardware. In realtà le macchine potrebbero durare anche più di dieci anni".
"Con un cacciavite, un compressore e un po' di inventiva" dice Matteo Castioni, presidente di OS3, "diamo forma concreta ai nostri ideali di risparmio energetico e aiutiamo la collettività a minimizzare i rifiuti tecnologici".

L'officina sarà aperta al pubblico tutti i martedì a partire dalle ore 18, per ritirare i computer obsoleti dai cittadini sotto forma di donazione. E le macchine rigenerate, che fine fanno? "Cerchiamo di favorire le associazioni di volontariato come la nostra" continua Castioni, "ma anche chi non può (o non vuole) sottostare alle regole del consumismo informatico, troverà qui la macchina che gli si adatta".

Ma l'attività non si limita al trashware: l'officina fornisce anche corsi di formazione, come 'Smonta & rimonta', su iniziativa del comune, che ha sfornato un gruppo agguerrito di abili meccanici del PC. Non occorre essere dei maghi del computer: "Basta condividere la nostra attenzione per l'ambiente" conclude Gasparini, "le competenze possono essere acquisite qui in officina, tra una chiacchiera e una barzelletta, in un clima operoso, ma amichevole".

Fonte: buonenotizie.it

sabato 26 luglio 2008

Prime attività commerciali in franchising per il riciclo

Fare dei rifiuti una risorsa, anzi monetizzarli, per avvicinare la gente alla raccolta differenziata. È questo lo scopo dell' "Ecopunto informativo" di Moncalieri, il primo negozio in Italia a comprare spazzatura, che ha aperto nel Maggio 2008 con una serie di dimostrazioni. Voluto dalla Recoplastica, una piccola azienda che recupera rifiuti nel Canavese, l'iniziativa si basa su un'idea semplicissima: creare al posto di una discarica un servizio privato di valorizzazione dello smaltimento intelligente, premiando la clientela con ricompense a prezzo di mercato.

Non molti sanno infatti che quel che viene gettato nei cassonetti ha un valore e può diventare un "modaiolo" arredo interno o addirittura una bicicletta, nonché materia prima seconda che le aziende sarebbero disposte ad acquistare a prezzo di mercato, se solo fosse possibile avere una struttura industriale che ne garantisca in maniera consistente gli approvvigionamenti. A fronte dell'interesse suscitato dall'attività di Recoplastica, essa ha pensato di estendere questo "business" avviando l'idea di una serie di punti raccolta gestiti in franchising e distribuiti su tutta Italia.

A tal proposito, come si può leggere sul sito di Recoplastica, il prossimo 13 settembre verrà organizzato un meeting aperto a tutti coloro che desiderano iscriversi, per illustrare il loro progetto di franchising. Non ho idea se questo nuovo business potrà avere successo, l'idea però di uno sportello dove consegnare materiale ed avere direttamente un corrispettivo in denaro, anzichè un misero sconticino come avviene oggi nelle scomode stazioni ecologiche, potrebbe essere quello che manca per convincere i cittadini ad impegnarsi seriamente nella raccolta differenziata.

Malgrado ci siano persone che sostengono il contrario, il rifiuto urbano diventa del gestore "solo" dopo averlo depositato nelle aree pubbliche, il cittadino è libero di portare i beni di sua proprietà dove ritiene più opportuno al termine del loro uso, anzichè considerarli semplice spazzatura, purchè non siano smaltiti illegalmente. Sarebbe bello un futuro dove in affiancamento alla raccolta domiciliare porta a porta ci fossero attività che recuperano i materiali di scarto ingombranti direttamente, sotto forma di mercatini dell'usato o di franchising del ritiro, sarebbe un bel passo avanti per avvicinarsi finalmente ad una strategia rifiuti zero.

venerdì 4 aprile 2008

Quanta energia si risparmia riciclando

Per una valutazione corretta riguardo alla convenienza del riciclo rispetto alle altre forme di smaltimento è impossibile prescindere da questioni banalmente energetiche. Considerare solo gli aspetti economici è totalmente fuorviante quando siamo in presenza di una molteplicità di interessi che non convergono verso lo stesso fine. La convenienza per il cittadino è quella di avere una tariffa più bassa possibile, la convenienza di un gestore di servizi di igiene pubblica è quella di avere il minor costo possibile (e quindi massimizzare l'utile, trattando la maggiore quantità di rifiuto possibile). La convenienza di una industria cementifica è quella di sostituire il più possibile il carburante dei forni per realizzare il cemento con combustibili meno costosi. La convenienza di chi costruisce inceneritori è quella di vendere energia ed accedere ai certificati verdi. Ma quale è la convenienza dell'ambiente ? Ovviamente la convenienza è quella di riciclare tutto il possibile ed utilizzare esclusivamente processi rinnovabili, e fra le varie modalità sceglere quella che ha il minor dispendio di energia, la quale gira e rigira non può che arrivare dal sole. Il punto di vista energetico è quindi determinante per stabilire la convenienza di un processo rispetto ad un altro, ed è l'economia monetaria a doversi adattare, non il viceversa. La tabella illustrata sopra (dati Arpa Emilia Romagna) mostra una stima grossolana di quanta energia è necessaria per processare un kg di materiale vergine riferita a quanta energia è necessaria per ricavare lo stesso materiale trattando la materia prima seconda. Per un bilancio energetico completo occorre inserire tutte le altre voci della filiera, la raccolta, il trasporto, la forza lavoro necessaria, l'impiantistica, ma comunque questo dato ci consente di fare una stima di massima abbastanza attendibile. Se quanto raccolgo finisce in discarica, perdo l'intera energia necessaria per produrre una unità in peso dello stesso bene. Se quanto raccolgo finisce all'incenerimento, perdo quasi altrettanto, occorre sommare l'energia che recupero bruciando (frazione minima anche se il materiale non è metallico e brucia bene). Se quanto raccolgo finisce al riciclaggio, dipendentemente dalla sua purezza, riesco a recuperare a seconda del tipo di materiale, da 1/3 fino ai 9/10 dell'energia che avrei dovuto impiegare per produrre la stessa unità di materiale. Il maggior recupero si ottiene per quei materiali ormai molto costosi come il rame, l'alluminio, il piombo, molto meno tentando di riciclare il ferro, ma comunque con un bilancio molto promettente. In conclusione, per i materiali ferrosi sia la discarica che l'incenerimento sono un ottimo modo per buttare via energia e soldi, l'unica alternativa è il recupero diretto ad alta qualità, ottenibile cercando di non mescolare mai il materiale con altri estranei. Cioè il Porta a Porta, sia per le imprese che per le utenze domestiche.

lunedì 18 giugno 2007

Come si ricicla il Tetrapak?

Visto che il tetrapak è riciclabile, come ci martella incessante la pubblicità di questi ultimi giorni in tv, perchè in molti comuni dicono di buttarlo nel secco (indifferenziato)? Il Tetrapak è solo potenzialmente riciclabile: Se nel vostro comune si possono buttare i tetrapak insieme alla carta, è perchè esiste un accordo di smaltimento particolare. Nella maggior parte dei comuni italiani questo accordo non c'è, quindi in questi Comuni di fatto non è considerato riciclabile e finisce o nelle discariche o negli inceneritori. Solo 300 circa su un totale di 8ooo comuni italiani ha questo accordo di smaltimento particolare del Tetrapak, da noi in Romagna purtroppo (o per fortuna?) non c'è, quindi cari consumatori attenzione a ridurre i vostri acquisti in questo materiale.. Le aziende che lo producono stanno solo cercando di conquistarsi una nuova verginità spacciandosi per ecologiche. Il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) riporta che nel 2002 solo il 35% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato è stato avviato al recupero, parliamo di 38.000 tonnellate di tetrapak. Tetrapak stessa, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che "il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta" e da lì noi temiamo prosegua egualmente in larga misura verso alcuni dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia. I cartoni poliaccoppiati (carta + plastica + alluminio) rappresentano circa lo 0.4% dei rifiuti prodotti da una persona, per questo è antieconomico (e antiecologico) raccoglierli separatamente e dividerli in maniera appropriata. Il vostro tetrapak, dal cassonetto della raccolta differenziata o va ad un termovalorizzatore o va alla cartiera di Santarcangelo per il recupero o al centro di compostaggio di Modena, ma se abitate in romagna sappiate che in massima parte va, se differenziato, praticamente solo all'inceneritore, perchè non ci sono strutture idonee a separarne in maniera efficace i materiali costituenti.