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domenica 21 settembre 2008

Latte e Yogurt alla melamina, la Cina è ancora più vicina

Un recente studio della Food and Drug Administration e AVMA (American Veterinary Medical Association) recita in maniera allarmante:
Recentemente, l’Unione Europea ha ripreso nel suo sistema di allerta rapido, una segnalazione effettuata dalla Food and Drug Administration negli Stati Uniti riguardo alla contaminazione con melamina di materie prime ad alto tenore proteico, quali farine di glutine di mais e di frumento, farine di soia, farine di pesce. Tale allerta è originato dalle segnalazioni, fatte principalmente dai veterinari liberi professionisti, di casi di insufficienza renale e di morte in cani e gatti. Segnalazioni, che, incanalate attraverso un sistema informatico accessibile via web, hanno raggiunto il numero di circa 10.000. La causa è stata rintracciata nell’utilizzo nelle materie prime proteiche, soprattutto di origine vegetale, contaminate con melamina, in cibi per cani e per gatti.

Questo sta comportando il ritiro dal commercio negli USA di svariati lotti di petfoods che abbracciano circa 5.000 linee di produzione. Contemporaneamente, la contaminazione è stata rintracciata anche in alimenti zootecnici utilizzati negli USA e nel Canada destinati all’acquacoltura, all’avicoltura e alla suinicoltura. Negli animali da produzione esposti non sono stati riscontrati fenomeni tossici e i residui presenti sono stati considerati di non rilevante pericolosità, per cui, in alcuni casi, le carni sono state esitate al consumo.

La melamina (1,3,5-Triazine-2,4,6-triamina, formula bruta C3H6N6 si presenta come polvere bianca ed è scarsamente solubile in acqua. In virtù del numero di atomi di azoto, può trovare impiego quale fertilizzante, ma il suo uso principale è nell’industria della plastica, per la formazione di resine melaminiche, in combinazione con la formaldeide, resine che trovano impiego anche nella produzione di materiali a contatto con gli alimenti. Ha caratteristiche di ritardante di fiamma e costituisce il componente principale anche di alcune colle e inchiostri. Può essere il metabolita principale negli animali di un pesticida utilizzato sui vegetali, la ciromazina.

Poco è dato a conoscere sulla tossicità della melamina nell’uomo, d’altra parte non sono stati fino a ora riportati casi di intossicazione acuta, imputabili direttamente a tale sostanza. Non ci sono dati tossicologici per l’uomo e il gatto.

(qui il documento completo)

Beh, sembra che in Cina, qualche segnale di tossicità umana ci sia stato. Pare che a causa di latte e Yogurt contaminati da melamina 4 neonati siano già morti, 6200 bambini con calcoli renali indotti dalla melamina, 170 bambini in gravi condizioni. Un paese così grande e popoloso è come un enorme laboratorio biochimico in cui è statisticamente facile che qualsiasi composto prima o poi venga immesso al consumo umano, indebitamente, in dosi massicce.

Dalle analisi sembra proprio che abbiano a che fare con latte e yogurt contaminato dalle stesse sostanze che fanno strage di cani e gatti. Tra l'altro, lo scandalo USA era prodotto proprio da farine alimentari contaminate importate regolarmente dalla Cina (fortunatamente utilizzate solo per "petfood"). Poi qualcuno ha scoperto che aggiungendo melamina era possibile allungare il latte con acqua, mantenendo artificialmente alti i tassi proteici (da azoto) al punto da nascondere l'adulterazione alle analisi biochimiche.

Non voglio certo fare del terrorismo, ma possiamo stare davvero tranquilli in un mondo alimentare di stampo industriale sempre più globalizzato ?

lunedì 14 luglio 2008

Stiamo diventando noi i prossimi termovalorizzatori

Non so voi, ma quando sento parlare di scandali alimentari come le uova marce riciclate dalla grande industria dolciaria, oppure la truffa dei formaggi avariati, recuperati e rivenduti come buoni da tante blasonate marche, mi viene la pelle d'oca. Siamo davvero sicuri di che cosa compriamo e mangiamo ? Se smaltire prodotti avariati costa, cosa ci assicura davvero che gente senza scrupoli, approfittando della enorme quantità di prodotto su cui diluire le schifezze, non ne approfitti per rimetterle in circolo e farci diventare noi i veri "termovalorizzatori" del rifiuto organico ?

Nessuno appunto, nemmeno i controlli tossicologici, è per questo motivo che occorre ridurre il gigantismo delle grandi case alimentari e ritornare ad una produzione più locale ed improntata alla valorizzazione del prodotto tipico. Pensateci, un bicchiere di arsenico diluito in una piscina probabilmente non causerà alcun danno misurabile, ma nessuno vorrebbe mai fare il bagno in una piscina nella quale sa che è stata versata una sola goccia di arsenico.

I gruppi di acquisto solidali, la vendita diretta del produttore, i "farm market", lo scambio dei beni autoprodotti, possono dare una garanzia maggiore. Se stai male perchè hai mangiato qualcosa di nocivo, se eri in un ristorante te la prendi con il ristoratore, se hai fatto spesa al supermercato con chi te la prendi ? All'ultimo convegno nazionale dei GAS che si è svolto a Cesena qualche anno fa, una signora piccola produttrice di origine inglese (!?) di formaggi disse:

Se qualcosa va storto nella grande distribuzione, rischi di intossicare seriamente migliaia di persone, se qualcosa va storto nel mio piccolo laboratorio artigianale, male che vada una decina di persone si prenderà un po di cagarella!


Dobbiamo acquisire la necessaria cultura su cosa mangiamo e come è stato prodotto, altrimenti rischiamo seriamente che i prossimi termovalorizzatori saremo noi.