Tre domande a un Travaglio senza "Bavaglio"
Molti partecipanti hanno trovato le porte chiuse poiché per motivi di sicurezza non era più possibile entrare. L'incontro, finito a mezzanotte circa, ha spaziato in molti ambiti della politica, senza tralasciare pesanti critiche a destra e a manca, in un vero e proprio discorso bipartisan. «Ci sono temi come la giustizia e le sue lungaggini che sono superiori ad ogni schieramento politico» è uno dei tanti passi che ha suscitato nel pubblico un caloroso applauso.
Perchè "il Bavaglio"? Perché non si deve mai svelare il reale funzionamento della macchina politica che, citando Travaglio, «non produce altro che fumo». Lo scrittore più che uno spettacolo fa una lezione di senso civico. Spiega come funziona la prescrizione o come la chiama lui «il modo in cui la si fa franca» nel nostro sistema giudiziario; spulcia decreti e leggi entrati in vigore negli ultimi anni mettendo in luce l'altra faccia della medaglia. Prodi, Carfagna, D'Alema, Berlusconi ma financheil presidente Napolitano chiamato all'appello come colui «che ha la firma incorporata», nessuno si salva.
Dopo due ore cariche di notizie destabilizzanti in grado di suscitare rabbia e malcontento in qualunque cittadino, anche se solo distrattamente interessato alla cosa pubblica, l'incontro si chiude con una vena decisamente ottimista. Si parte dalla constatazione che la forza di chi governa risiede nella nostra insicurezza e mancanza di conoscenza, non certo si genera nell'atto del voto sempre meno informato. Tuttavia oggi «sempre più persone si informano e realizzano ciò che accade grazie a internet, a libri e articoli d'inchiesta e percepiscono il proprio potere. Pensiamo a chi protesta oggi per la riforma dell'istruzione».
ecco alcune domande rivolte a caldo da un giornalista presente in sala al termine della serata:
Travaglio, cosa comporta fare informazione in Italia?
«E' un lavoro a tempo pieno, certo non sempre facile».
Se potesse fare una domanda al premier cosa le piacerebbe sapere?
«Da chi prende i soldi. Sono anni che glielo chiedo ma non mi ha mai risposto».
Torno all'istruzione, la storia, nei libri di scuola, si ferma alla seconda guerra mondiale, secondo lei perchè gli avvenimenti dell'Italia più recenti non sono trattati?
«E' un argomento delicato. Oggi troppo spesso anche i periodi storici sono frutto di scontro politico. Comunque temo che tra poco anche la resistenza sarà esclusa dai programmi delle scuole».
Marco Travaglio scrive quotidianamente nel bellissimo blog voglioscendere, ricchissimo di informazioni e analisi critiche sulle follie che capitano quotidianamente nella vita politica italiana.
