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venerdì 12 agosto 2011

Il sindaco Cenname ci riprova con la raccolta differenziata


Ne avevamo già parlato parecchi mesi fa citando la tragicomica vicenda di Vincenzo Cenname, sindaco del piccolo comune campano di Camigliano in provincia di Caserta. Il comune è noto alle cronache per essere stato commissariato a causa del risultato troppo buono in termini di raccolta differenziata.

In sintesi, la provincia imponeva di applicare sul tutto il territorio un metodo di raccolta differenziata uniforme ma inefficiente, mentre il sindaco si era "impuntato" con la raccolta Porta a Porta, conseguendo risultati sbalorditivi vicini al 70% di RD.

L'affronto era troppo grave perché il sindaco rimanesse al suo posto, infatti è stato cacciato e la sua giunta sciolta, ma non avevano fatto i conti con gli elettori, che evidentemente non hanno gradito il gesto rieleggendolo rapidamente e in modo plebiscitario.

Ora, Vincenzo Cenname ci riprova con la raccolta differenziata, con l'obiettivo questa volta dell'80%, promuovendo al contempo un ricorso al TAR e alla corte costituzionale per dichiarare incostituzionale una legge che vincola i comuni ad agire secondo i dettami (sbagliati) della provincia. Nel frattempo introduce i pannolini lavabili, l'illuminazione pubblica a risparmio energetico e le case dell'acqua per ridurre il consumo di bottiglie di plastica. Oggi Vincenzo Cenname fa parte del direttivo dell'associazione dei comuni virtuosi.

Io, casomai, vorrei commissariare chi queste cose non le fa.

lunedì 11 gennaio 2010

Solidarietà a Davide Fabbri per la ingiusta querela ricevuta



Chi vive il mondo ambientalista con passione e rigore è ovviamente contrario alla cementificazione selvaggia del territorio, a prescindere se coloro che compiono operazioni edili spregiudicate siano dotati di tutte le abilitazioni e concessioni in regola o meno. I piani regolatori sono notoriamente infarciti di autorizzazioni per costruire centinaia e centinaia di insediamenti abitativi e produttivi, gran parte dei quali assolutamente inutili o comunque sproporzionati rispetto alla reale necessità del territorio. Troppo spesso si riconoscono solo a posteriori, a cose fatte, le reali intenzioni dei costruttori, pura e semplice speculazione a scopo di profitto.

Nessuno vuole assistere a cascate di cemento sul proprio territorio, ma pochi hanno il coraggio di denunciare realmente gli abusi e ancora meno hanno l'ardire di fare i nomi per manifestare concretamente il proprio  impegno civile. Davide Fabbri, ex consigliere dei Verdi a Cesena è uno di questi, troppo indipendente per essere condizionato, troppo orgoglioso per essere zittito, una persona che malvolentieri riesce a piegarsi verso qualsiasi compromesso che possa ledere la sua integrità morale.

Questo comportamento espone certamente a dei rischi, e purtroppo fra le tante querele (tutte archiviate) che Davide è riuscito a collezionare durante la sua lunga storia di consigliere comunale, così come per gli spermatozoi che cercano di raggiungere l'ovulo per fecondarlo, una di queste ce l'ha fatta ad arrivare a giudizio. Il 13 Gennaio prossimo ci sarà infatti la prima udienza in cui Davide Fabbri dovrà difendersi dall'accusa di diffamazione a mezzo stampa.Ulteriori dettagli sulla sua vicenda giudiziaria potete trovarli qui.

I fatti a cui si riferiscono le accuse corrispondono a un periodo in cui Davide Fabbri era consigliere comunale, pertanto sulla carta dovrebbe risultare protetto dal punto di vista legale dal comune di Cesena affinchè possa esercitare il suo diritto di opinione politica senza pericolo di condizionamenti. Oggi però consigliere non lo è più, e nonostante la certezza di dovere sborsare di tasca propria i soldi per difendersi nel processo, non c'è nessuna reale garanzia che possa avere alcun rimborso postumo da parte del Comune, non dico un appoggio diretto dell'ufficio legale come a mio parere sarebbe stato opportuno. D'altronde, una delle accuse che Davide ha sempre rivolto dall'opposizione, è proprio l'estrema facilità con cui l'attuale giunta PD rilascia concessioni edilizie, non stupisce quindi che pochi consiglieri dell'attuale mandato si siano espressi a sua difesa.

Esprimiamo piena solidarietà a Davide Fabbri, invitando a leggere i dettagli sulla sua interessante storia giudiziaria soprattutto sul sito di Senso Civico Cesena, oppure sul passatore, affinchè agli alfieri della legalità mai possa mancare il calore e il supporto di chi pensa che l'abuso palese di territorio sia sempre da condannare, anche se con le autorizzazioni in regola.

Il processo in primo grado è ovviamente pubblico, per chi volesse andare ed esprimere così solidarietà in prima persona l'appuntamento è per Mercoledì 13 Gennaio alle ore 11.00, davanti al tribunale di Cesena.

mercoledì 16 dicembre 2009

Davide Fabbri e la sua battaglia giudiziaria

Ricevo e pubblico da Davide Fabbri un aggiornamento sulla sua vicenda giudiziaria che sta tenendo impegnato il combattivo ex consigliere comunale dei Verdi di Cesena, non rieletto nelle ultime elezioni. E' stato infatti querelato poche settimane fa per una vicenda di diffamazione a mezzo stampa a proposito di presunti abusi edilizi da lui scoperti e risalenti al lontano 2006, quando era ancora consigliere comunale.

Ovviamente esprimo piena solidarietà per una persona che ha spesso osato sfidare i poteri forti e denunciare vicende sotto gli occhi di tutti, anche con toni duri, ma che nessuno si sentiva di affrontare. Non ho il minimo dubbio che Davide abbia sempre agito con l'obiettivo della tutela della legalità e il rispetto intransigente per l'ambiente. Ecco il suo messaggio:

Sono stato rinviato a giudizio per il reato di diffamazione a mezzo stampa, per una vicenda legata alla mia attività politica di consigliere comunale: nel 2006 avevo denunciato pubblicamente una potenziale speculazione edilizia in area fluviale, a rischio di esondazione del Torrente Cesuola, nel Comune di Cesena.

La notizia di questo mio rinvio a giudizio, non fa che aumentare la mia rabbia, la mia indignazione per il senso di ingiustizia di questo paese, un paese con la p minuscola, governato da mediocri - incompetenti - affaristi, che hanno disprezzo per il valore della legalità, della moralità e della tutela dell'ambiente, dove giustamente, secondo la logica del rovesciamento dei valori, vanno processate le persone scomode che raccontano fatti che altri trascurano.

In vista dell'inizio del processo - ore 11 del 13 gennaio 2010 in Tribunale a Cesena -occorre allora organizzare la resistenza e l'azione politica. Il mio desiderio è quello di affrontare il processo, non in solitudine, ma con l’appoggio di cittadini, gruppi, partiti, associazioni, comitati.

Auspico che questi gruppi si facciano vivi in città (in molti già lo stanno facendo, la notizia è stata pubblicata sui quotidiani locali, su diversi siti internet e blog italiani), inviando lettere ai giornali, comunicando la solidarietà e l'azione possibile.

Propongo una linea processuale offensiva, e non solo difensiva; credo che sia utile ed opportuno scegliere una strategia processuale politica e pubblica: l'idea è quella di organizzare assemblee pubbliche, conferenze stampa, iniziative politiche sul tema della cementificazione dei suoli, presidi con cartelli in Tribunale, ne faremo cioè un caso politico.

Cercheremo di evidenziare come il forte potere di un grande costruttore ed immobiliarista tenti di colpire una voce libera dell'ecologismo cesenate, con tentativi di intimidazione mirante a distogliere l'attenzione sulla sua vicenda, colpendo il sottoscritto con una querela per diffamazione.

Il mio caso, politicamente parlando, meriterebbe di più di una generica solidarietà, con iniziative non solo a difesa della mia persona, ma dello stesso diritto di essere liberi di dire le cose come stanno, senza dover temere ritorsioni e vendette più o meno trasversali. In difesa non solo del singolo cittadino, ma di tutti i cittadini che non vogliono vivere nel timore ma nella fiducia del diritto.

Davide Fabbri