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giovedì 24 aprile 2008

Una pagina nera di democrazia

Il patto di sangue fra Hera e il comune di Cesena non ha tardato a dare l'ennesima prova di se, ieri sera 23 Aprile, durante il passaggio al voto della petizione a favore del Porta a Porta. La petizione popolare è stata bocciata, le oltre 2000 firme di cittadini gettate alle ortiche, alcuni amministratori costretti, per ragioni di partito, a votare contro un documento da loro stessi firmato. Il primo timido tentativo di democrazia partecipata, caso inedito a Cesena, dove un illuminato regolamento comunale prevede il passaggio al voto delle petizioni di origine popolare, è fallito miseramente fra le patetiche dichiarazioni di intenti sia della giunta che di larga parte dell'opposizione.

In breve, i fatti si sono svolti in questo modo; La petizione portata all'ordine del giorno, letta integralmente in aula, in fase di dichiarazione di voto ha ricevuto un consenso pressoché unanime (fatto distinguo per Forza Italia, che non ne condivideva alcuni specifici aspetti), tutti uniti appassionatamente nel sottolineare l'importanza del coinvolgimento diretto dei cittadini, la necessità di ridurre la quantità dei rifiuti da smaltire, l'ottemperanza dei limiti di raccolta differenziata che il comune stenta a raggiungere. Nel sentire le varie dichiarazioni di voto ci si sarebbe aspettati un plebiscito bulgaro a favore, invece.... si vota contro.

Sarebbe come se mi chiedessero di decidere di che colore dipingere la facciata della mia casa ed io rispondessi: "trovo giusto che sia di un colore ispirato alla natura, che ricordi un grande prato lussureggiante, che faccia venire in mente l'idea della speranza, che inizia per v... e finisce per e, pertanto la dipingiamo nera. Io mi sarei vergognato come un porcospino nudo a fare affermazioni di questa natura, ma evidentemente non sono un politico abbastanza scafato.

Il pubblico presente era ammutolito dalla pochezza dimostrata dalla giunta, in primis dalle sconcertanti dichiarazioni del sindaco, che a seguito del suo auto-elogio per il presunto coraggio manifestato dalla sua giunta, ha talmente irritato il pubblico da costringerlo ad abbandonare l'aula per protesta durante il suo intervento.

Assieme alla petizione erano presenti in discussione due altri ordini del giorno sullo stesso tema di base. Il primo, promosso da tutti i gruppi non di maggioranza, chiedeva sostanzialmente una decisione vincolante sui tempi e modi per applicare il porta a porta. Era evidente come tali vincoli avrebbero rischiato di provocare un muro contro muro, così infatti si è verificato, portando il tutto ad una sonora bocciatura dalla maggioranza, che non desidera certo imbarcarsi in vincoli imposti da scelte non da lei originate.

Il secondo ordine del giorno, promosso dal PD (ed a ruota da Rifondazione che fa parte integrante della maggioranza), in sostanza non chiedeva nulla di nulla, composto come era da una sequela irritante di frasi autoincensanti e autoreferenziali, dove il porta a porta era nominato timidamente in un unica riga come una fra le tante scelte possibili. Ovviamente, questo documento assolutamente scandaloso, che rappresenta null'altro che un modo forbito di esprimere il vuoto decisionale spinto, è l'unico che è stato approvato a maggioranza, essendo del tutto innocuo e non vincolando alcunché, figuriamoci l'avvio del porta a porta in tempi stretti.

Sia Nazario Sintini che Gianfranco Rossi del PD, al contrario di Monica Donini che pure aveva firmato la petizione ma correttamente ha lasciato l'aula (come il senso del pudore avrebbe richiesto) sono rimasti ed hanno votato contro. L'unica morale che se ne può trarre è che la firma di certi consiglieri vale quanto la moneta fuori corso, tali atteggiamenti sono assai gravi, irrispettosi verso i cittadini e minano in profondità le istituzioni democratiche, vanno pertanto adeguatamente denunciati alla pubblica opinione. Un cittadino ha il diritto di sapere come gli amministratori si sono comportati in aula prima di decidere a chi affidare le proprie sorti.

L'intero evento è stato integralmente registrato da Tele Osservanza, appena sbobinati gli interventi provvederemo ad effettuare una sintesi degli aspetti più salienti e pubblicarli in rete.

Oggi è quindi un giorno triste per la città, hanno vinto i conti taroccati di Hera e l'autoreferenzialità di una politica incapace di sceglere per il vantaggio dell'ambiente e dei cittadini. Hanno vinto i politicanti di mestiere che utilizzano il consenso di cittadini male informati per coltivare l'interesse economico di parte, contro chi desidera solo una politica pulita seria e trasparente. Di trasparenza se ne è vista assai poca ieri sera, complimenti Cesena!