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venerdì 7 maggio 2010

Commissione UE manda all'Italia l'ultimo avvertimento per le "polveri sottili"

Secondo il sito web eco delle città, l'Italia sta per vedersi recapitare dalla Unione Europea l'ennesima procedura di infrazione in materia ambientale, questa volta relativa al mancato recepimento delle norme allo scopo di ridurre e abbattere le polveri sottili delle nostre città.

Il Commissario UE per l’ambiente, Janez Potocnik, ha così commentato: 
L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni.

Le norme europee sulla qualità dell'aria dovevano entrare in vigore nel 2008, l'Italia non è però l'unico paese europeo ad aver perso tempo, pare infatti che la maggior parte degli stati membri interessati (inclusa l'Italia) abbia inviato richieste di proroga. La direttiva autorizza infatti gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del paese, una proroga di durata limitata per l’adeguamento alle norme in materia di PM10.

L’Italia ha presentato due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. Ovviamente l'unione Europea le ha bocciate quasi tutte, poichè non erano state specificate quali azioni sarebbero state intraprese, durante la proroga, per limitare efficacemente i livelli di particolato PM10 come la legge prevede.

Valori limite della normativa europea

I valori limite per il PM10 impongono una concentrazione annuale media in città di 40 microgrammi/m3 e una concentrazione giornaliera di 50 microgrammi/m3, che non può essere superata più di 35 volte per anno.
Da noi in Romagna come rispondiamo ai limiti di legge imposti dalla normativa ?

Nei primi 50 giorni dell'anno (non tutto l'anno, ma solo il primo mese e mezzo), Rimini ha avuto ben 30 sforamenti, forlì 28 sforamenti, Cesena 22 sforamenti !!! (Fonte RomagnaOggi) In soldoni, ci stiamo giocando il bonus di un anno tutto nei primi due mesi, non è escluso che per la nostra incapacità di risolvere il problema in maniera strutturale ci toccherà pure pagare la multa europea.

Come se non bastasse, la normativa è a dire il vero già un po antiquata, poiche prende in considerazione solo i PM10, polveri relativamente grossolane, responsabili si di infiammazione delle vie respiratorie ma tutto sommto non così penetranti. Ci sono evidenze molto inquietanti che oggi portano sotto accusa soprattutto le particelle ancora più fini (PM2,5 e PM1), prodotte in maggior numero anche a causa delle normative degli autoveicoli Euro-5 dotate di filtro FAP. Il sistema pare infatti essere molto efficace nel ridurre il peso complessivo del particolato, ma al contempo moltiplicandone esponenzialmente la quantità espressa come n numero totale di particelle (più piccole). Vi invito a leggere questo interessantissimo studio sul filtro antiparticolato.

Che fare quindi ? Prendersela con il parco circolante mediamente troppo anziano non serve a gran chè, bisogna ridurre il numero totale di auto circolanti, tenerle lontane dai centri storici, rendere regolare il flusso nei tratti ad ampia percorrenza, incentivare la mobilità sostenibile. Per molti purtroppo ll problema continuerà ad essere solo l'insufficienza dei parcheggi.

venerdì 18 aprile 2008

Novità dal parlamento europeo in materia di rifiuti

Pochi giorni fa, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato il rapporto, redatto dalla deputata Caroline Jackson (Regno Unito, Popolari), sulla proposta di una nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo Socialista e dalla Sinistra Unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.
Si è riusciti a non far considerare gli inceneritori, indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica, come una forma di recupero. Siamo riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l’incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l’Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.

Umberto Guidoni - parlametare europeo

Di particolare rilevanza è stata l'adozione di una gerarchia dei rifiuti, costituita da 5 livelli e con un ordine di priorità ben preciso. Gli Stati membri si devono impegnare per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio (e altre forme di recupero fra cui NON l'incenerimento) e, ultima istanza, lo smaltimento finale dei rifiuti, purché avvenga in modo sicuro ed ecologico. Si ribadisce che l'incenerimento agisce come ultimo anello della catena per diminuire gli sversamenti in discarica, e non a monte della politica di gestione.

Altro successo è stato conquistato con la definizione di obiettivi di riduzione e di riciclaggio ben precisi: il 50% dei rifiuti domestici e il 70% di quelli delle costruzioni e degli industriali devono essere riciclati. Tra alcune settimane, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, dovrà definitivamente approvare la direttiva.

Come saprete, infine, la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per il mancato rispetto della normativa europea in materia di discariche: l'ennesima condanna che l'Italia subisce in materia ambientale. La Commissione monitorerà l'adeguamento del nostro Paese alla sentenza, in caso contrario ci sarà una procedura d'infrazione che prevede multe dai 10 milioni di euro in su.

martedì 26 giugno 2007

Dal 2007 parte la differenziata per i rifiuti elettrici

Sapevate voi che già da 6 mesi abbiamo bella che pronta un'ottima legge sullo smaltimento dei rifiuti Hi-Tech (grazie all'UE) ? Ebbene sì, l'Italia è il paese in cui è prioritario parlare di gossip piuttosto che di leggi, persino i sassi in questi giorni sapevano della detenzione della povera Paris Hilton, ma solo chi usa la rete o qualche fortunato che si collega a Rainews 24 la mattina presto ha saputo di questa legge. Con l'anno nuovo va attuata tassativamente la direttiva europea per la spazzatura elettronica. Lavatrici, computer, televisori vanno smaltiti e riciclati secondo un protocollo comunitario comune. Fra le novità é previsto il ritiro a rendere per l'acquisto di prodotti nuovi. Pecoraro Acanio ha affermato pubblicamente:

«Entro il 2007 la raccolta del materiale elettrico deve partire».

Dal primo gennaio 2007 il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia deve quindi partire. Il ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio é intervenuto a Milano a un incontro promosso da Ecoqual.it e dalla camera di commercio. La scadenza del 2007 riguarda l'attuazione di una direttiva europea recepita in Italia con il decreto legislativo 151 del 2005, che inizialmente sarebbe dovuto entrare in vigore il 13 agosto 2006 e che poi è slittato al 31 dicembre 2006. Tutti i materiali legati a vecchi computer, televisori, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ecc. che vengono buttati, devono essere smaltiti tramite un apposito piano di raccolta differenziata e successivo riciclaggio. Nel nostro caso, in Romagna da dove scriviamo, se vogliamo smaltire un elettrodomestico senza acquistarne uno nuovo è necessario chiamare il numero verde di Hera 800-500-999, se sono ingombranti li prelevano da casa gratuitamente loro, se sono di medie dimensioni li si deve recapitare alla più vicina stazione ecologica, tuttavia se si acquista un elettrodomestico nuovo lo smaltimento è a carico gratuito del produttore, fin'ora questo era scontato solo per lavatrici e frigoriferi, mentre ora sappiamo che si estende a tutti gli elettrodomestici, questo per la parte del consumatore. Per il produttore viene introdotto il principio del "vuoto a rendere" anche per la cosiddetta spazzatura elettronica, il che obbliga le aziende produttrici ad attrezzarsi per organizzare il ritiro delle merci finite in disuso contestualmente al momento dell'acquisto di un prodotto nuovo da parte del consumatore. In pratica, per i produttori, la direttiva impone l'obbligo di finanziare sistemi di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale dei rifiuti hi-tech pena l'attribuzione di pesanti sanzioni amministrative, fino a 100.000 euro.

«Eventuali slittamenti dell'entrata in vigore del nuovo sistema di smaltimento - ha aggiunto il ministro - porterebbero a una ennesima procedura di infrazione europea verso il nostro Paese. Sarebbe invece auspicabile un accordo di programma tra comuni e produttori per facilitare e accelerare il sistema di raccolta dei Raee».

Oltre alla Direttiva Raee, il D. lgs 151/05 ha recepito la Direttiva RoHS sulla restrizione di utilizzo di sostanze pericolose (mercurio, piombo, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma) nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche a partire dal 1° luglio 2006. Questo perché alcune componenti, come cadmio, cromo esavalente e ritardanti di fiamma, possono danneggiare uomo e pianeta.