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sabato 29 gennaio 2011

Alessio Ciacci e la strategia Rifiuti Zero


Alessio Ciacci sta realizzando a Capannori quello che ogni assessore all'ambiente serio dovrebbe realizzare, perseguire la strategia Rifiuti Zero e coinvolgere direttamente le aziende per incentivare la produzione di merci e beni che non diventano rifiuto appena immesse sul mercato.

Un caso emblematico di intervento è quello che Capannori ha compiuto verso l'azienda Lavazza. Hanno istituito un centro di ricerca "rifiuti zero", basato sulla collaborazone fra volontari, ambientalisti, ricercatori del settore, in modo da compiere una analisi merceologica sul rifiuto che permane indifferenziato dopo la raccolta porta a porta. Hanno analizzato il materiale e trovato un enorme quantitativo di cialde del caffè non riciclabili (nove tonnellate all'anno). Hanno scritto alla Lavazza una lettera aperta, pubblicata anche sui giornali locali, e questi hanno risposto chiedendo un incontro con il comune, al fine da definire una strategia di commercializzazione dei loro prodotti con una maggiore attenzione ambientale.

Il concetto non è essere contro quella o quell'altra azienda, quanto rendere le aziende che producono rifiuti nella condizione di capire che avrebbero tutto l'interesse, anche come ritorno di immagine, nel collaborare per proporre beni più eco-compatibili. Speriamo che la lavazza colga questo segnale e dia l'esempio, speriamo anche che tanti altri amministratori pubblici riescano a compiere iniziative simili nei rispettivi comuni, perchè produrre in maniera sostenibile e nel rispetto dell'ambiente può solo favorire l'economia.

Alessio Ciacci verrà invitato a Cesena dal MIZ per una serie di conferenze, le cui date sono ancora da delineare, ma si parla di questa primavera. Ne riparleremo presto!

mercoledì 24 dicembre 2008

Monte San Pietro, comune virtuoso

Salvina Elisa Cutuli di Terranauta, parla di Monte San Pietro nel bolognese, rivolgendosi a coloro che ancora credono che la raccolta differenziata domiciliare sia in fondo una pessima idea:

10.000 abitanti e un’amministrazione illuminata. In pochi mesi a Monte San Pietro (BO) si è passati dal 25 all’80% di raccolta differenziata. E mentre in molti cercano siti per nuove discariche, loro ne chiudono una. Com’è stato possibile tutto ciò? Grazie al coinvolgimento della popolazione.

Monte San Pietro e i suoi cittadini sono l’esempio concreto che le cose possono cambiare anche in poco tempo. Basta solo volerlo.

Non stiamo parlando di una città utopica ma di un piccolo comune in provincia di Bologna, di 10.000 anime circa, riconosciuto anche come comune virtuoso per i grandi risultati ottenuti grazie alla raccolta differenziata porta a porta partita nello scorso novembre.

Tutto è nato dopo tre anni di lunghe e faticose trattative in seguito alle quali il comune è riuscito, nel luglio 2007, a mettere in pratica un progetto che permettesse lo sviluppo e il diffondersi della raccolta differenziata. La sfida più grande poi, è stata quella di sensibilizzare i cittadini attraverso un progetto di comunicazione che potesse sostenerli in questo grande sforzo, da tempo annunciato dall’amministrazione ma fino ad allora mai concretizzato.

Attraverso assemblee pubbliche (circa quaranta organizzate in modo da consentire a tutti di poter intervenire, scaglionando i partecipanti nel corso degli incontri), attività con le scuole, attività di sportello presso gli uffici comunali e attività di tutoraggio, tutti i cittadini sono stati resi partecipi ed incoraggiati a qualsiasi forma di sperimentazione e di condivisione.

In questo modo, sono state contattate telefonicamente 1800 famiglie; 2000, invece, hanno partecipato agli incontri e 3500 hanno ricevuto la visita dei tutor (ragazzi reclutati nello stesso paese che hanno seguito un percorso di formazione), mentre 200 sono stati i condomini visitati dai gestori per il posizionamento dei bidoni e 700 i bimbi che hanno partecipato alle attività didattiche.

Questo è quanto è emerso dall’intervento di Manuela Ruggeri, Assessore all’Ambiente del comune di Monte San Pietro, al convegno “RIfiuto: RIduco, RIciclo” tenutosi a Gambettola lo scorso 25-26 ottobre.

La Ruggeri spiega alla platea come nella presentazione delle scelte ambientali che avevano spinto l’amministrazione ad optare verso questa nuova direzione, siano state inserite foto di discariche e di inceneritori, poiché il 90% degli abitanti di Monte San Pietro non sapeva esattamente cosa fossero e come funzionassero.

Ma non è stato tutto semplice. Inizialmente le persone avevano mostrato molte resistenze. In molti, ad esempio, si chiedevano: “come faccio a buttare in bidoni così piccoli così tanta immondizia?” Cinque mesi dopo l’inizio della raccolta differenziata porta a porta, non solo le perplessità erano scomparse, ma i cittadini si sono dimostrati entusiasti e soprattutto più consapevoli della produzione dei rifiuti, tanto da sollecitarne una riduzione a monte.

Del resoconto di Manuela Ruggeri, infatti, impressiona la velocità con cui le seguenti pratiche si sono diffuse: il compostaggio dei rifiuti domestici, messo in pratica da mille famiglie e dai bimbi della scuola materna ed elementare; il last minute market che consente di recuperare ciò andrebbe buttato via e che viene invece nuovamnte immesso nel circuito a fini di beneficenza; un grosso gruppo di acquisto solidale sorto grazie al sistema del porta a porta e alle assemblee collettive attraverso le quali è nata una maggiore socializzazione tra i cittadini del piccolo comune; il mercatino dell’usato gestito dai bimbi che, nel corso dell’anno, hanno realizzato questo evento insieme alle loro famiglie, con scambio e piccole vendite; una maggiore distribuzione di contenitori per acqua alla spina e per detersivi alla spina (quest’ultima in corso di allestimento).

E fu così che la raccolta differenziata è passata dal 25,5% all’80%, mentre solo il 20% di rifiuti viene mandato in discarica. A tal proposito la Ruggeri ha ricordato che “il prossimo anno, la discarica vicino Monte San Pietro verrà chiusa.

Continua su: Blog di Marco Boschini


mercoledì 26 novembre 2008

"A MENO 100 KG" per la settimana europea della produzione dei rifiuti

L'iniziativa di carattere europeo partita lunedì scorso si concluderà il 30 novembre. La produzione dei rifiuti è in continua crescita, ognuno di noi può però fare qualcosa per prevenirla e ridurla: ecco una buona occasione per manifestare o sperimentare in varie forme il proprio impegno.

La settimana europea della riduzione dei rifiuti è promossa in Europa dall'Associazione "Città e Regioni per il riciclaggio e l'uso sostenibile delle risorse" (www.acrplus.org). L’Italia si è ufficialmente candidata a partecipare con un gruppo di istituzioni e associazioni già impegnate sul fronte della gestione sostenibile dei rifiuti: Federambiente, Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, Coordinamento nazionale Agenda 21 locale, Rifiuti 21 Network, Legambiente.

Come contribuire attivamente ?

  • Diffondendo il principio della prevenzione dei rifiuti anche a mezzo della Campagna informativa “Meno 100 kg” e preferibilmente per via telematica minimizzando così la stampa.
  • Partecipando ai numerosi incontri ed eventi organizzati in tutta Italia da istituzioni, enti locali, associazioni, imprese, scuole ecc.

Sono numerose le iniziative che si terranno in tutta Italia e numerosi i sostenitori della Campagna informativa. Si ricorda che, nell’occasione della Settimana europea, Federambiente e Legambiente organizzano, il 24 novembre a Salerno, la tappa campana del ciclo di seminari “Verso il programma nazionale di prevenzione: partire dalle esperienze locali”.

I materiali della Campagna informativa “Meno 100 kg” sono stati predisposti dal Coordinamento Agende 21 locali italiane e sono disponibili per tutti i cittadini su questo sito. I formati sono stati definiti anche con lo scopo di non sprecare carta. Si tratta di un libretto di 16 pagine rivolto principalmente a enti locali e organizzazioni, un pieghevole per cittadini e consumatori, una locandina nella quale è possibile inserire i riferimenti di un’iniziativa locale, un manifesto da affiggere nelle bacheche e negli appositi spazi cittadini.

Per ulteriori informazioni e per comunicare la propria partecipazione alla Settimana europea:

Servizio Tecnico Federambiente
Tel. 06 47865.311 -
prevenzione@federambiente.it

Fonte: Movimento Consumatori

venerdì 31 ottobre 2008

Convegno rifiuti di Gambettola, facciamo il punto

Si è conclusa domenica scorsa l'intensa due giorni di Gambettola interamente dedicata ai rifiuti e alle buone pratiche ambientali. I tanti relatori che sono intervenuti all'evento hanno dato, nessuno escluso, un importante contributo per esplorare ogni lato dell'argomento. L'evento è stato in buona parte coperto in diretta streaming.

Il titolo del convegno "RIFIUTO: RICICLO e RIDUCO, per vivere meglio" può essere letto con una duplice valenza, a seconda di intendere la parola RIFIUTO come sostantivo oppure come verbo. L'accezione come verbo è sicuramente la più importante, cosa dobbiamo quindi rifiutare ? Sicuramente vorremmo rifiutare l'idea che "i rifiuti" siano una parte inevitabile ed inamovibile del concetto che abbiamo di progresso, ossia un prezzo che dobbiamo obbligatoriamente pagare per perseguire la crescita ed il benessere dell'umanità. E' possibile sviluppo e benessere in assenza di rifiuti ?

Sia grazie agli interventi del prof. Tamino che di Stefano Montanari, ma soprattutto grazie all'intervento di Paul Connett, si è capito che quanto noi chiamiamo "rifiuto" in realtà non è altro che l'aspetto visibile di una nostra incapacità, di tipo tecnologico, politico, gestionale. Il rifiuto è indice di cattiva progettazione dei beni che utilizziamo, Una organizzazione sociale che possa definirsi ecologica dovrebbe impedire utilizzando le leggi la produzione di cose che non possono essere smontate, riparate, riusate, riciclate, adattate per il recupero di materia.

Il risultato della mancata applicazione di questi principi base, cioè dimenticare che la natura "non produce mai rifiuti" ma risorse da utilizzare in sistemi chiusi e circolari, porta alle deprecabili azioni che i nostri governi ci impongono, in nome di una visione dell'ecologismo completamente distorta da considerazioni economiche. Ad esempio il recente riavvio delle campagne di rottamazione, miranti a rimpiazzare prodotti perfettamente riusabili in merito a sovrastimati miglioramenti in termini di risparmio energetico, inquinamento, etc, rischiano di essere una soluzione assai peggio del male che si intende curare.

Riconvertire una automobile (con retrofit elettrico ad esempio) è sicuramente molto più ambientamente compatibile che non rottamarla per comprarne una nuova, magari più grande e con consumi maggiori, anche se relativamente meno inquinante. Analogamente utilizzare inceneritori a recupero energetico è in realtà un ottimo modo per sprecare energia, dato che si sottraggono materiali al vero riciclo, l'unico capace di restituire tutta l'energia del bene che non sarà più necessario rimpiazzare, riusandolo, senza dovere estrarre altre risorse dalle miniere.

Parlando più specificatamente del tema della raccolta differenziata, Natale Belosi ha sottolineato come l'attuale trend sia quello di avviare i comuni ad essere "RACCOGLIONI" anzichè "RICICLONI", ciò grazie a leggi poco ispirate che premiano quanto il gestore "raccoglie" anziche quanto realmente "ricicla". Ciò crea distorsioni come comuni che, accumulando macerie, ingombranti, assimilati, aumentano artificialmente le proprie performance in termini di raccolta differenziata, con l'effetto di aumentare in realtà il conteggio del rifiuto pro capite anzichè di ottenere un tangibile vantaggio ambientale.

Nella serata di Sabato si è dato inoltre ampio spazio ai dati specifici del territorio dell'Emilia Romagna (con un mio intervento), si è parlato anche di tutte le buone pratiche già presenti sul territorio, grazie ai video di Eddi Bisulli riguardanti l'esperienza di Mani Tese di Faenza e del Porta a Porta a Forlimpopoli. Molto interessanti anche gli interventi sul Compostaggio domestico, con l'esperienza di Marco Pagani di RavennaRifiuti.

Volevo ringraziare la MacroEdizioni per la impeccabile organizzazione dell'evento, piccolo editore di tanti libri molto interessanti ed istruttivi con ampia attenzione ai principi di sostenibilità ambientale. Consiglio di acquistare il calendario della decrescita da loro realizzato, come forma di sostegno verso questa ed altre manifestazioni di alto livello culturale che sicuramente verranno realizzate in futuro.

Allego alcuni dei documenti che sono stati presentati al pubblico nella serata di Sabato:



P.S. Stefano Montanari ha scritto qualche sua nota sul convegno in questo post.

sabato 25 ottobre 2008

Rifiuto Riduco Riciclo, diretta streaming da Gambettola



Sabato 25 Ottobre - La diretta Web TV partirà alle ore 17:30 per la diretta con Paul Connett e continuerà per la serata dalle ore 20:30 con gli interventi delle associazioni e un pubblico dibattito che verterà sui dati dell'emilia romagna e le buone pratiche di riduzione del rifiuto.

Domenica 26 Ottobre - La diretta Web TV partirà dal primo pomeriggio con gli interventi di Patrizia Gentilini, Raffaella Pirini, Stefano Montanari, Valerio Gennaro, sul tema "Inceneritori e discariche: La nostra salute in pericolo".

P.S. In playback la prima parte dell'intervento della dottoressa oncoematologa Patrizia Gentilini.

mercoledì 22 ottobre 2008

Convegno nazionale sui rifiuti a Gambettola

Nella stessa cornice che ha visto protagonista l'ultima edizione del convegno internazionale sulla decrescita felice, ovvero lo spazio Fabbrica a Gambettola (FC), si terrà Sabato 25 e Domenica 26 ottobre l'atteso convegno nazionale sui rifiuti, dal titolo "RIFIUTO: RIDUCO e RICICLO per vivere meglio"

L'evento vedrà la partecipazione di ospiti straordinari di livello nazionale e internazionale, fra i quali Paul Connet, Stefano Montanari, Gianni Tamino, Marino Ruzzeneti, Patrizia Gentilini e tanti altri.

Giovedì pomeriggio su VideoRegione alle ore 16 verrà intervistata la nostra Barbara Martini presidentessa del movimento MIZ per invitare tutti gli interessati a visitare il convegno, noi stessi saremo ospiti nella serata di Sabato per coordinare e gestire la parte del convegno che tratta specificatamente della situazione dei dati in Emilia Romagna, attraverso una forma innovativa di dibattito partecipato con il coinvolgimento diretto del pubblico in gruppi di lavoro autogestiti.

Il modello serale sarà diverso dal classico relatore-pubblico, attraverso un coinvolgimento diretto delle persone che saranno così invitate ad esprimersi per discutere assieme di pratiche sostenibili, compostaggio, idee per la gestione e riduzione dei rifiuti,in Emilia Romagna, il tutto in un ottica conviviale e collaborativa.

La parte serale del convegno è aperta a tutti e completamente gratuita. Sarà possibile seguire la sola parte serale del Sabato in diretta streaming su una serie di siti e blog selezionati, fra cui anche il nostro. Tanti altri dettagli sul convegno, il modulo per le prenotazioni, e il programma completo della kermesse potete trovarlo sul sito di MacroEdizioni, sponsor ed organizzatore ufficiale dell'evento.

venerdì 5 settembre 2008

Il MIZ andrà al meeting di Recoplastica

Di Recoplastica ne avevamo già parlato in questo precedente post, in particolare del meeting che si svolgerà a Moncalieri il 13 Settembre prossimo, mirante ad illustrare il loro modello di business. Ancora non ci sono notizie ben definite, ma il tutto appare basato sul sacrosanto concetto per cui l'imballaggio di quello che compriamo non è automaticamente rifiuto ma materia prima seconda, pertanto deve esistere la possibilità di rivenderlo, sottraendolo così alle logiche di smaltimento in discarica.

Le testate giornalistiche (immagine tratta da La Gazzetta) cominciano solo ora a dare risonanza mediatica all'evento, secondo i dati forniti da Recoplastica tuttavia già fin dal Luglio scorso le adesioni al meeting sono state migliaia e migliaia. A causa della limitata capienza della sala si è deciso pertanto di effettuare un ulteriore meeting che si terrà a Messina il 27 settembre. Il MIZ ha avuto l'accredito per accedere al meeting di Moncalieri, pertanto una nostra delegazione di quattro persone (me compreso) sarà presente il prossimo 13 settembre all'evento.

Non nascondo che aprire un ecopunto anche a Cesena sia un obiettivo che personalmente mi ispira parecchio. Non siamo certo ancora al livello dell'Argentina, dove è dovuta nascere una intera economia di sussistenza per gli indigenti, quella dei "cartoneros", che traggono sostentamento dalla raccolta e rivendita dei rifiuti, tuttavia pur nel nostro relativo benessere esistono altri esempi che dimostrano come riciclare tutto si può, e conviene eccome.

Iniziative come gli ecopunto sono fondamentali, fungono da centro di raccolta di materia seconda ad alta qualità, pertanto è indispensabile inerentemente una corretta separazione alla fonte perché esista un minimo di profitto. Ovviamente il sistema dei consorzi di recupero (conai, coreve, coreco, etc.) possono essere parte integrante di questa strategia. Con il sistema attuale a cassonetti non esiste alcun incentivo al riciclo, mentre con il porta a porta convenzionale c'è si una buona separazione ma non ci sono sempre precise garanzie che quanto accuratamente separato sia effettivamente riutilizzato. Oppure credete forse che quanto separato nel porta a porta a Forlimpopoli sia soggetto ad un circuito di recupero a parte anzichè essere accuratamente mischiato con lo sporco multimateriale ?

Dobbiamo fare come fanno in Germania, rendere l'atto del riciclo strutturale e parte integrante del dovere civico di ogni cittadino, evitare gli sprechi non è più un optional.

sabato 26 luglio 2008

Prime attività commerciali in franchising per il riciclo

Fare dei rifiuti una risorsa, anzi monetizzarli, per avvicinare la gente alla raccolta differenziata. È questo lo scopo dell' "Ecopunto informativo" di Moncalieri, il primo negozio in Italia a comprare spazzatura, che ha aperto nel Maggio 2008 con una serie di dimostrazioni. Voluto dalla Recoplastica, una piccola azienda che recupera rifiuti nel Canavese, l'iniziativa si basa su un'idea semplicissima: creare al posto di una discarica un servizio privato di valorizzazione dello smaltimento intelligente, premiando la clientela con ricompense a prezzo di mercato.

Non molti sanno infatti che quel che viene gettato nei cassonetti ha un valore e può diventare un "modaiolo" arredo interno o addirittura una bicicletta, nonché materia prima seconda che le aziende sarebbero disposte ad acquistare a prezzo di mercato, se solo fosse possibile avere una struttura industriale che ne garantisca in maniera consistente gli approvvigionamenti. A fronte dell'interesse suscitato dall'attività di Recoplastica, essa ha pensato di estendere questo "business" avviando l'idea di una serie di punti raccolta gestiti in franchising e distribuiti su tutta Italia.

A tal proposito, come si può leggere sul sito di Recoplastica, il prossimo 13 settembre verrà organizzato un meeting aperto a tutti coloro che desiderano iscriversi, per illustrare il loro progetto di franchising. Non ho idea se questo nuovo business potrà avere successo, l'idea però di uno sportello dove consegnare materiale ed avere direttamente un corrispettivo in denaro, anzichè un misero sconticino come avviene oggi nelle scomode stazioni ecologiche, potrebbe essere quello che manca per convincere i cittadini ad impegnarsi seriamente nella raccolta differenziata.

Malgrado ci siano persone che sostengono il contrario, il rifiuto urbano diventa del gestore "solo" dopo averlo depositato nelle aree pubbliche, il cittadino è libero di portare i beni di sua proprietà dove ritiene più opportuno al termine del loro uso, anzichè considerarli semplice spazzatura, purchè non siano smaltiti illegalmente. Sarebbe bello un futuro dove in affiancamento alla raccolta domiciliare porta a porta ci fossero attività che recuperano i materiali di scarto ingombranti direttamente, sotto forma di mercatini dell'usato o di franchising del ritiro, sarebbe un bel passo avanti per avvicinarsi finalmente ad una strategia rifiuti zero.

venerdì 18 aprile 2008

Novità dal parlamento europeo in materia di rifiuti

Pochi giorni fa, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato il rapporto, redatto dalla deputata Caroline Jackson (Regno Unito, Popolari), sulla proposta di una nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo Socialista e dalla Sinistra Unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.
Si è riusciti a non far considerare gli inceneritori, indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica, come una forma di recupero. Siamo riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l’incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l’Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.

Umberto Guidoni - parlametare europeo

Di particolare rilevanza è stata l'adozione di una gerarchia dei rifiuti, costituita da 5 livelli e con un ordine di priorità ben preciso. Gli Stati membri si devono impegnare per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio (e altre forme di recupero fra cui NON l'incenerimento) e, ultima istanza, lo smaltimento finale dei rifiuti, purché avvenga in modo sicuro ed ecologico. Si ribadisce che l'incenerimento agisce come ultimo anello della catena per diminuire gli sversamenti in discarica, e non a monte della politica di gestione.

Altro successo è stato conquistato con la definizione di obiettivi di riduzione e di riciclaggio ben precisi: il 50% dei rifiuti domestici e il 70% di quelli delle costruzioni e degli industriali devono essere riciclati. Tra alcune settimane, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, dovrà definitivamente approvare la direttiva.

Come saprete, infine, la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per il mancato rispetto della normativa europea in materia di discariche: l'ennesima condanna che l'Italia subisce in materia ambientale. La Commissione monitorerà l'adeguamento del nostro Paese alla sentenza, in caso contrario ci sarà una procedura d'infrazione che prevede multe dai 10 milioni di euro in su.

venerdì 4 aprile 2008

Quanta energia si risparmia riciclando

Per una valutazione corretta riguardo alla convenienza del riciclo rispetto alle altre forme di smaltimento è impossibile prescindere da questioni banalmente energetiche. Considerare solo gli aspetti economici è totalmente fuorviante quando siamo in presenza di una molteplicità di interessi che non convergono verso lo stesso fine. La convenienza per il cittadino è quella di avere una tariffa più bassa possibile, la convenienza di un gestore di servizi di igiene pubblica è quella di avere il minor costo possibile (e quindi massimizzare l'utile, trattando la maggiore quantità di rifiuto possibile). La convenienza di una industria cementifica è quella di sostituire il più possibile il carburante dei forni per realizzare il cemento con combustibili meno costosi. La convenienza di chi costruisce inceneritori è quella di vendere energia ed accedere ai certificati verdi. Ma quale è la convenienza dell'ambiente ? Ovviamente la convenienza è quella di riciclare tutto il possibile ed utilizzare esclusivamente processi rinnovabili, e fra le varie modalità sceglere quella che ha il minor dispendio di energia, la quale gira e rigira non può che arrivare dal sole. Il punto di vista energetico è quindi determinante per stabilire la convenienza di un processo rispetto ad un altro, ed è l'economia monetaria a doversi adattare, non il viceversa. La tabella illustrata sopra (dati Arpa Emilia Romagna) mostra una stima grossolana di quanta energia è necessaria per processare un kg di materiale vergine riferita a quanta energia è necessaria per ricavare lo stesso materiale trattando la materia prima seconda. Per un bilancio energetico completo occorre inserire tutte le altre voci della filiera, la raccolta, il trasporto, la forza lavoro necessaria, l'impiantistica, ma comunque questo dato ci consente di fare una stima di massima abbastanza attendibile. Se quanto raccolgo finisce in discarica, perdo l'intera energia necessaria per produrre una unità in peso dello stesso bene. Se quanto raccolgo finisce all'incenerimento, perdo quasi altrettanto, occorre sommare l'energia che recupero bruciando (frazione minima anche se il materiale non è metallico e brucia bene). Se quanto raccolgo finisce al riciclaggio, dipendentemente dalla sua purezza, riesco a recuperare a seconda del tipo di materiale, da 1/3 fino ai 9/10 dell'energia che avrei dovuto impiegare per produrre la stessa unità di materiale. Il maggior recupero si ottiene per quei materiali ormai molto costosi come il rame, l'alluminio, il piombo, molto meno tentando di riciclare il ferro, ma comunque con un bilancio molto promettente. In conclusione, per i materiali ferrosi sia la discarica che l'incenerimento sono un ottimo modo per buttare via energia e soldi, l'unica alternativa è il recupero diretto ad alta qualità, ottenibile cercando di non mescolare mai il materiale con altri estranei. Cioè il Porta a Porta, sia per le imprese che per le utenze domestiche.

martedì 18 marzo 2008

Rifiuti, da problema a risorsa


18 MARZO ore 20.45 a Forlì presso la Camera di Commercio

il Tavolo delle Associazioni, MIZ ed alcuni comitati di Quartiere promuovono un pubblico incontro dal titolo:

I RIFIUTI: DA PROBLEMA A RISORSA

Saranno con noi
Marino Ruzzenenti, (autore del libro L’ Italia sotto i rifiuti),
Natale Belosi ( Direttore comitato Scientifico Ecoistituto di Faenza)
Carla Poli (imprenditrice e gestore di Centro di riclaggio),

coordina Patrizia Gentilini

Dimostreremo come la gestione virtuosa dei “rifiuti” concretamente comporti sviluppo, occupazione stabile, ricchezza per i territori e che tutto ciò si coniuga con il rispetto per l’ambiente e la salute delle popolazioni: tutto è semplice, possibile, a portata di mano…. ! Vieni e vedrai.

Ti aspettiamo! un caro saluto,

Patrizia Gentilini

Fai click QUI per il volantino (.pdf)

venerdì 18 gennaio 2008

La via di uscita culturale al problema dei rifiuti

Anche la raccolta differenziata spinta, se mai verrà estesa su tutto il territorio campano, rischia di rimanere solo una lodevole dichiarazione di intenti. Qualora lo stato la regione e i comuni intendano gestirla con la stessa superficialità con cui hanno appaltato fino ad ora la gestione convenzionale dei rifiuti, non può che essere destinata al fallimento. Il criterio di affidare la gestione unica ad aziende in appalto il cui unico requisito sia quello di offrire un prezzo migliore, senza valutare la bontà del progetto, è prassi comune che deve essere sradicata. Non è strettamente necessario che il gestore sia completamente pubblico, é tuttavia indispensabile che l'amministrazione esegua costantemente un "controllo e monitoraggio" sul loro operato. Le imprese premono sulle istituzioni convincendole di avere sempre una soluzione impiantistica in mano che risolverà i loro problemi, poi la delega diventa totale ed in bianco. La via di uscita è culturale, non solo impiantistica, specialmente se ci si affida ad aziende spregiudicate come la Impregilo:

http://blogeko.libero.it/index.php/2008/01/10/p5204#more5204

A napoli sono senza speranza, sicuri che anche da noi nel ricco e opulento centro-nord ci sia tutto questo virtuosismo ?

Se volete avere una idea di chi c'è dietro in gruppo Impregilo e cosa combina nel mondo andate qui e qui e qui e qui.. (Tutti i soliti loschi affaristi della finanza italiana, Romiti, Ligresti, etc.etc.)

Se invece vi fidate ciecamente di Impregilo e volete vedere il suo documento "rapporto ambiente", con tanto di foto di idilliache colline erbose stile windows XP, potete andare qui.

lunedì 7 gennaio 2008

Rosa Russo Jervolino, VERGOGNA !!!

Oggi Lunedì 7 Gennaio è andata in onda su SkyTG24 una intervista a Rosa Russo Jervolino sul problema dei rifiuti campani. Ovviamente si è tirata fuori da ogni responsabilità sostenendo che il compito del comune è solo quello di organizzare la raccolta per le strade, mentre le decisioni sul conferimento di cosa come e dove spettano al commissariamento straordinario. Come se per 14 anni Jervolino e Bassolino fossero vissuti in svizzera! Alchè il giornalista ha "osato" fargli una domanda (di quelle che in rai sono proibite per principio).
Ma non è proprio il compito del comune quello di pianificare la raccolta differenziata ?

La risposta della Jervolino mi ha lasciato allibito e senza fiato, per la profonda ignoranza manifestata in materia, ha in sostanza replicato:
La raccolta differenziata è uno strumento possibile e utile, però ha molti problemi, fra i quali la eccessiva produzione di residuo umido dopo l'estrazione della parte differenziata.

A parte il concetto base di come la parte umida sia una parte differenziata. Ma come... la raccolta differenziata non serve proprio per estrarre soprattutto la frazione umida ? Quella da avviare al compostaggio ? Quella che rappresenta fino al 40% del volume totale ? Quella che genera percolato gas metano ed esalazioni maleodoranti ? Quella che se estratta permette di stabilizzare il residuo secco e renderlo molto più facile da trattare ?

Evidentemente, nella sua abissale ignoranza, ella ritiene che la raccolta differenziata sia solo un modo per estrarre in maniera migliore il combustibile derivato dai rifiuti, mentre la parte recuperata (umido, carta, etc.) è per lei uno scarto fastidioso, dato che non si può termovalorizzare o "eco-ballare" e quindi non ha valore. Come chicca sulla torta, ha definito inutili i consorzi, all'infamia non c'è mai fine.

Cara Rosa Russo Jervolino, la tua incredibile ignoranza in materia puoi sanarla solo con una piccola azione della quale tutti noi ti saremo grati in eterno:

VERGOGNATI E DIMETTITI !!

Ma la lista di persone che dovrebbero vergognarsi è lunga, comprende Bassolino (che afferma di non volere dimettersi per il fatto che se fosse stato utile lo avrebbe già fatto), per finire con Buttiglione (altro sommo immenso ignorante) il quale afferma che della situazione napoletana sono colpevoli i movimenti ambientalisti che non vogliono ne le discariche ne gli inceneritori. Con questa gente non si va avanti, forza, CACCIAMOLI A PEDATE!

domenica 12 agosto 2007

Le ecoballe e le ecomafie

Segnalo per chi già non lo conoscesse un blog di impegno sociale che merita grande risalto:

LE SETTE MERAVIGLIE DELL'IMMONDO

Il blog si è dato come obiettivo quello di stanare le "sòle" (fregature) che opprimono le nostre città, oltre a tutte le altre scellerate attività che gli amministratori locali compiono in barba a qualsiasi regolamentazione edilizia, ecologica, comunitaria o di semplice buon senso. Emblematica la famosa storia delle ecoballe campane (che in realtà sono solo discariche a cielo aperto legalizzate in concessione a privati in barba a qualsiasi regolamentazione) come esempio di politica devastante asservita ad interessi privati. Il sito blog vale di per se una visita.

sabato 28 luglio 2007

Posaceneri portatili per combattere le cicche a terra

La lotta alla sigaretta gettata per terra continua in tutta Italia dove il 70% dei rifiuti raccolti per le strade cittadine sono riconducibili ai fumatori: cicche e pacchetti vuoti.

Quelli della foto sono posacenere portatili frutto dell’idea di due simpatici ragazzi (Fabrizio e Maura) che ne hanno visti usare moltissimi nel civilissimo Giappone e hanno deciso di riproporre in Italia il gadget. Cercavano uno slogan e si sono imbattuti in un racconto in cui un ecologista offre da spegnere a delle ragazze. La sua frase “Hai da spegnere” ora campeggia sulle scatole dei posacenere Pokero: delle morbide bustine internamente rivestite di alluminio in vendita a 1 euro l’uno.

mercoledì 25 luglio 2007

Cesena: sei quartieri chiedono la raccolta domiciliare

E' con grande gioia che diamo notizia di nuove adesioni da parte dei quartieri di Cesena all'importante petizione a favore del "porta a porta" nella nostra città: sono saliti a sei i quartieri che hanno aderito, le nuove adesioni sono quelle di VALLESAVIO e DISMANO. In questa sede vogliamo sentitamente ringraziare la sensibilità dei presidenti, dei loro consiglieri e l'impegno dimostrato nell'organizzazione delle assemble pubbliche per informare correttamente sul difficile problema della gestione dei rifiuti, dimostrando trasparenza nella relazione con i cittadini, lungimiranza e responsabilità verso la tutela dell'ambiente e della salute. Spesso si utilizza la presunta difficoltà dei cittadini ad accettare nuove abitudini di vita nel passare a un nuovo sistema di differenziazione dei rifiuti (da cassonetto a contenitori domiciliari), vorrei far presente che questo timore, a volte un pò strumentale, è ampiamente smentito ad esempio dalla realtà forlimpopolese. Quest'ultima a fine giugno ha raggiunto, con la raccolta domiciliare, un ottimo 75% ed è dall'inizio della sua sperimentazione (ottobre 2006) in constante crescita. E' sicuramente utile e doveroso tener presente tutte le possibili difficoltà che potrebbero crearsi anche nel nostro territorio, così come é necessario non lasciarsi sopraffare da timori e diffidenze senza aver prima provato. Esempi così eccellenti, non solo a Forlimpopoli, ma in tutto il Nord d'Italia, ne sono la prova. Non fasciamoci quindi la testa prima di essercela rotta. La tutela dell'ambiente e della nostra salute non hanno prezzo per il nostro futuro. La lungimiranza ci deve guidare, non le presunte difficoltà del momento, per questo la questione logistica (già sperimentata) e quella economica devono essere valutate come parte del progetto, ma non lo devono determinare. Quando intorno al 1800 venivano costruite le prime ferrovie, non penso che la mera quantificazione economica dei costi sia stata la sola variabile determinante per la scelta, conta anche se l'investimento produttivo é utile per il futuro. In Val Pusteria, da dove sono appena tornata per le ferie, ad esempio, è inconcepibile il nostro sistema di raccolta dei rifiuti a cassonetto stradale. E' diventata prassi ed abitudine la domiciliare o i punti di raccolta a giorni fissati. Differenziano il vetro bianco da quello scuro e nei rarissimi contenitori che si trovano in giro o per i rifugi in alta e bassa quota c'è l'invito a riportare a casa i proprio rifiuti. Saranno a volte un pò troppo rigidi questi mezzi italiani e mezzi tedeschi, alias crucchi, ma sono molto più civili e intelligenti di noi, abbiamo molto da imparare.

lunedì 4 giugno 2007

Boom della raccolta differenziata grazie al servizio domiciliare

Balzo in avanti dell’8% in pochi mesi a Parma. Il servizio sarà esteso anche ad altri Comuni della Bassa Ovest. Castellani: "I dati ci incoraggiano a proseguire. Gli obiettivi del Piano provinciale sono più vicini". Stabile nel 2005, con una percentuale media del 32%, in netta crescita nell’anno in corso, con dati vicini al 40%. Sono queste le indicazioni sull’andamento della raccolta differenziata dei rifiuti in provincia di Parma diffusi oggi nel corso dell’incontro promosso dalla Osservatorio provinciale per la gestione dei rifiuti. Un incremento tanto deciso è il frutto della sperimentazione della raccolta porta a porta avviata in alcune frazioni del capoluogo e in diversi Comuni della Bassa (Salsomaggiore Terme, Fidenza, Colorno, Mezzani, Sorbolo e Torrile) per un totale di quasi centomila cittadini coinvolti.
"Siamo molto soddisfatti di questi primi dati – ha spiegato Giancarlo Castellani, assessore all’Ambiente della Provincia di Parma – anche se non ancora definitivi, infatti, danno comunque il senso di un forte incremento nelle aree interessate, che conferma la validità della nuova modalità di raccolta che sarà estesa anche ad altri Comuni della Bassa Ovest. Queste indicazioni, inoltre, ci fanno essere ottimisti sugli obiettivi indicati nel Piano provinciale per la gestione dei rifiuti (Ppgr), al centro del quale c’è la riduzione della produzione dei rifiuti e l’aumento della raccolta differenziata".

Le nuove modalità di raccolta porta a porta hanno visto la diffusione, con modalità differenti, presso ogni abitazione monofamiliare o condominio di raccoglitori dedicati a indifferenziato, umido, carta, vetro plastica e barattolame, vegetale. Questi, nel dettaglio, i risultati fatti riscontrare nei principali Comuni coinvolti: a Salsomaggiore da luglio 2005 ad agosto 2006 la raccolta differenziata è passata dal 15 al 40%. A Fidenza, che già a fine 2005 aveva una percentuale intorno al 40%, si è arrivati molto vicini al 60% nell’agosto di quest’anno. A Colorno, dove il servizio è entrato a regime appena nel giugno scorso, si è passati dal 30% di media del 2005 a quasi il 70% registrato nell’agosto di quest’anno. Andamento molto simile a Torrile, che da una percentuale già alta intorno al 40% è balzato al 70% nell’estate di quest’anno. Complessivamente sono 97.200 gli abitanti serviti dalla raccolta porta a porta, così suddivisi: 33 mila nelle frazione del capoluogo, 8.700 a Colorno, 20 mila a Fidenza, 3.000 a Mezzani, 16 mila a Salsomaggiore, 9.300 a Sorbolo e 7.200 a Torrile.
Ulteriori dati e informazioni sono disponibili sul portale www.provincia.parma.it

lunedì 9 aprile 2007

Alex Zanotelli a Forlì il 12 Aprile

Incontro pubblico da non perdere con padre Alex Zanotelli, giovedì 12 aprile, prima serata ore 20.45, a Forlì presso la camera di commercio in piazza saffi. Il titolo è "AFFARI E RIFIUTI: e la salute ?" L'incontro è organizzato dall'Associazione Medici per l'Ambiente, rappresentata a Forlì dall'oncologa d.ssa Patrizia Gentilini, che da ormai tre anni sta lavorando con enorme dispiegamento di energia e competenze per fermare il progetto del nuovo inceneritore di Forlì e ri-orientare la politica dei rifiuti verso i sistemi più sostenibili che ormai conosciamo. Assieme ai Medici, nel gruppo di organizzatori c'è il "Tavolo delle Associazioni", cui aderisce anche la nostra Sezione locale del WWF. Questo è il documento della serata, linkato da il giornale del passatore.

sabato 24 febbraio 2007

Cesena posacenere della romagna


Ho sempre pensato che una immagine vale più di mille parole. Questa slide è stata dal MIZ realizzata e proposta per essere inclusa fra quelle da presentare al prossimo spettacolo di Beppe Grillo a Forlì. Il concetto è semplice, Cesena non ha grossi impianti di incenerimento, non ha grosse industrie siderurgiche, non ha raffinerie, non ha distillerie, non ha in termini relativi al resto della regione attività ad elevatissimo impatto ambientale in assoluto. Perchè allora preoccuparsi dell'aria della nostra città ? Semplice, l'atmosfera non ha confini geografici definiti, continuiamo a sforare nel monitoraggio delle polveri sottili, la qualità dell'aria a cesena non è migliore di quella che si ha a Forlì, a Faenza, a Ravenna, a Rimini, tutte città dotate di importanti impianti di combustione dislocati sul territorio. Certamente le auto e gli impianti di riscaldamento domestico li abbiamo anche noi, ma su questi ultimi è assai difficile intervenire con risposte concrete ed immediate. Sugli impianti in fase di autorizzazione e costruzione invece si può fare molto. Cesena sta in mezzo, si respira i fumi di tutte le attività circostanti, un serio monitoraggio ambientale tocca anche a noi ma non possiamo prescindere da un discorso a scala regionale, ancorchè provinciale. Gli amministratori devono rendersene conto, qualsiasi scelta a livello locale ha ripercussioni su tutta la collettività, comprese a maggior ragione le città confinanti. Bloccare taluni tipi di combustione scellerata si può, specialmente quando esiste una alternativa valida. A Cesena e a Forlì si fanno pressioni per iniziare la sperimentazione della raccolta Porta a Porta, ciò significa meno energia spesa per produrre nuovi materiali, maggiore recupero e riciclo, meno inceneritori, ed in ultima analisi una prospettiva di miglioramento della qualità dell'aria. Non facciamo di Cesena il posacenere della romagna.

lunedì 19 febbraio 2007

Punto e virgola della situazione

facciamo il punto (e la virgola) della situazione...
Sabato pomeriggio scorso alcuni Mizzini (barbara paolo daniela franco rosella) si sono trovati davanti ad un caffè x progettare il contributo di Cesena allo spettacolo Grillo...
Eravamo anche in contatto "spirituale" con il nostro Davide Fabbri che era a Vicenza alla manifestazione (Davide spero ci racconterai qualcosa se e appena avrai tempo), discutevamo con gli occhi puntati alla diretta di SKY sulla manifestazione...speravamo anche di intravedere Davide, ma era ben mimetizzato!

Abbiamo visto insieme il video report del PaP a R. Emilia con Pinuccia Montanari e questo ci ha rinforzato nei nostri propositi...
I compiti si sono suddivisi tra i presenti, ma gli assenti sono invitati, se vogliono, a contribuire con idee, foto, e altro materiale ritengano utile, il titolo della ricerca è:

"LE PECULIARITA' DI CESENA SUL TEMA DEI RIFIUTI"

Queste le cose che più o meno abbiamo programmato di fare:

  • Slide foto con la piantina delle zone + inquinate al mondo (italia, europa e mondiale) > Paolo
  • Cesena al centro dei venti nord, sud est ovest di tutte le emissioni degli inceneritori slide> Barbara
  • Slide foto discarica della Busca > Daniela
  • Slide foto cassonetti cesenati (che tipo di immondizia ci si può trovare) > Franco
  • Stazioni ecologiche a cesena > Daniela

Integratele pure.. in seguito il 21 febbraio sera col clan-destino e gli altri meetup romagnoli si farà un lavoro di selezione x inviare il materiale a Grillo entro il 2-3 marzo... termine ultimo perchè siano inserite all'interno dello spettacolo di grillo.