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martedì 26 giugno 2007

Dal 2007 parte la differenziata per i rifiuti elettrici

Sapevate voi che già da 6 mesi abbiamo bella che pronta un'ottima legge sullo smaltimento dei rifiuti Hi-Tech (grazie all'UE) ? Ebbene sì, l'Italia è il paese in cui è prioritario parlare di gossip piuttosto che di leggi, persino i sassi in questi giorni sapevano della detenzione della povera Paris Hilton, ma solo chi usa la rete o qualche fortunato che si collega a Rainews 24 la mattina presto ha saputo di questa legge. Con l'anno nuovo va attuata tassativamente la direttiva europea per la spazzatura elettronica. Lavatrici, computer, televisori vanno smaltiti e riciclati secondo un protocollo comunitario comune. Fra le novità é previsto il ritiro a rendere per l'acquisto di prodotti nuovi. Pecoraro Acanio ha affermato pubblicamente:

«Entro il 2007 la raccolta del materiale elettrico deve partire».

Dal primo gennaio 2007 il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia deve quindi partire. Il ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio é intervenuto a Milano a un incontro promosso da Ecoqual.it e dalla camera di commercio. La scadenza del 2007 riguarda l'attuazione di una direttiva europea recepita in Italia con il decreto legislativo 151 del 2005, che inizialmente sarebbe dovuto entrare in vigore il 13 agosto 2006 e che poi è slittato al 31 dicembre 2006. Tutti i materiali legati a vecchi computer, televisori, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ecc. che vengono buttati, devono essere smaltiti tramite un apposito piano di raccolta differenziata e successivo riciclaggio. Nel nostro caso, in Romagna da dove scriviamo, se vogliamo smaltire un elettrodomestico senza acquistarne uno nuovo è necessario chiamare il numero verde di Hera 800-500-999, se sono ingombranti li prelevano da casa gratuitamente loro, se sono di medie dimensioni li si deve recapitare alla più vicina stazione ecologica, tuttavia se si acquista un elettrodomestico nuovo lo smaltimento è a carico gratuito del produttore, fin'ora questo era scontato solo per lavatrici e frigoriferi, mentre ora sappiamo che si estende a tutti gli elettrodomestici, questo per la parte del consumatore. Per il produttore viene introdotto il principio del "vuoto a rendere" anche per la cosiddetta spazzatura elettronica, il che obbliga le aziende produttrici ad attrezzarsi per organizzare il ritiro delle merci finite in disuso contestualmente al momento dell'acquisto di un prodotto nuovo da parte del consumatore. In pratica, per i produttori, la direttiva impone l'obbligo di finanziare sistemi di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento finale dei rifiuti hi-tech pena l'attribuzione di pesanti sanzioni amministrative, fino a 100.000 euro.

«Eventuali slittamenti dell'entrata in vigore del nuovo sistema di smaltimento - ha aggiunto il ministro - porterebbero a una ennesima procedura di infrazione europea verso il nostro Paese. Sarebbe invece auspicabile un accordo di programma tra comuni e produttori per facilitare e accelerare il sistema di raccolta dei Raee».

Oltre alla Direttiva Raee, il D. lgs 151/05 ha recepito la Direttiva RoHS sulla restrizione di utilizzo di sostanze pericolose (mercurio, piombo, cadmio, cromo esavalente e alcuni ritardanti di fiamma) nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche a partire dal 1° luglio 2006. Questo perché alcune componenti, come cadmio, cromo esavalente e ritardanti di fiamma, possono danneggiare uomo e pianeta.

sabato 31 marzo 2007

Lettera a pecoraro scanio

LETTERA APERTA AL MINISTRO
ALFONSO PECORARO SCANIO

Dalle battaglie contro gli inceneritori, ai progetti per la raccolta differenziata
porta a porta.
Questa lettera dei Verdi di Cesena è stata consegnata al Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio il 29 marzo 2007 a Pievesestina di Cesena, per maggiori informazioni potete consultare il blog di Alessandro Ronchi.
A questa fiera sulle energie rinnovabili, con l’aiuto del Ministro dell’Ambiente, vogliamo parlare di una delle più importanti occasioni, una delle occasioni più concrete e rilevanti, che i Comuni (e quindi i cittadini) hanno per risparmiare energia: il riciclaggio dei materiali. I Comuni infatti, a parte realizzare singoli interventi su edifici pubblici, agire sulle politiche delle società partecipate e controllate, o dotarsi di Regolamenti edilizi che incentivino all’utilizzo di tecnologie e accorgimenti per il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, non hanno strumenti di azione diretta in materia energetica, potenti quanto l’introduzione di un efficiente sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. È noto alla scienza e confermato dall’Unione Europea, che recuperare i materiali presenti nei rifiuti consente di risparmiare quell’energia che servirebbe per riprodurre quegli stessi materiali a partire dalle materie prime. È noto anche che il bilancio energetico del recupero di materia è decisamente positivo, mentre è negativo il bilancio energetico dell’attività di incenerimento (l’energia recuperata dall’incenerimento è minore di quella necessaria per produrre nuovamente i materiali inceneriti). Quest’anno ricorre il decimo anniversario della pubblicazione del Decreto Ronchi che I Verdi fecero approvare nel 1997 e che poneva obiettivi minimi di raccolta differenziata, obiettivi che in Romagna le amministrazioni locali non hanno mai raggiunto. Nonostante la legge individui come prioritaria la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata ed il recupero di materia, Hera spa (l’azienda multiservizi che abbraccia l’intera Romagna, fino a Bologna, e parte delle Marche) e le amministrazioni locali, non hanno mai raggiunto questi obiettivi minimi ed hanno invece puntato prioritariamente sull’incenerimento. Purtroppo i governi precedenti non hanno mai non hanno mai completato la normativa che pure prevedeva di far pagare maggiormente quelle realtà che non raggiungevano neppure i suddetti obiettivi minimi, anzi ha incentivato l’incenerimento dei rifiuti. Questo Governo ha fatto una cosa importantissima di cui si parla poco, sempre grazie ai Verdi si è disposto che non potranno più essere riconosciuti incentivi all’incenerimento e tutte le risorse fino ad oggi ad esso dirottate dovranno essere dedicate alle vere energie rinnovabili e si parla di circa 3 miliardi di euro all’anno. Dal governo ci attendiamo che completi e renda efficace anche la normativa sulla raccolta differenziata prevedendo disincentivi economici per chi non raggiunge obiettivi minimi di raccolta differenziata o meglio incentivi per chi li supera. A Cesena quest’anno ricorrono anche i 10 anni dalla prima richiesta di attuare un sistema di raccolta differenziata porta a porta, effettuata da un gruppo di associazioni ambientaliste e sostenuta in Consiglio Comunale dai Verdi, e mai condivisa dalle amministrazioni di centro-sinistra. Oggi insieme al Ministro vorremmo rilanciare questa proposta alla città, una proposta per combattere l’inquinamento, ma soprattutto lo spreco di risorse ed energia e quindi anche il cambiamento climatico. Vogliamo farlo anche grazie al MIZ, Movimento Impatto Zero ovvero gli amici di Beppe Grillo, che stanno raccogliendo le firme su una petizione che appunto chiede l’introduzione di questo sistema di raccolta differenziata. Questa è una proposta concreta che si è dimostrata efficace non solo in molte realtà d’Europa e d’Italia, ma anche a Forlimpopoli, dove la Raccolta Differenziata si attesta oggi sul 70% del rifiuto prodotto. Invitiamo quindi tutti i cittadini a fermarsi a firmare questa petizione ai nostri tavolini ed ai tavolini del MIZ, poiché chiedere che l’azienda dei servizi pubblici sviluppi sistemi efficienti di raccolta differenziata è un modo concreto per ridurre l’impatto ambientale della nostra città e quindi il rischio associato ad esso. Sappiamo inoltre che la raccolta differenziata porta a porta responsabilizza i cittadini e fa crescere l’educazione ambientale ed il senso civico. La nostra città, interessata a porsi nel territorio come riferimento per il turismo, anche culturale, è disseminata di piccole discariche stradali, che si formano attorno ai cassonetti dei rifiuti. Questo accade sia per lo scarso senso civico di molti cittadini, sia per la necessità di Hera spa di contenere gli elevati costi del sistema di raccolta a cassonetti, contenendo i giri di raccolta e lasciando quindi per lungo tempo i cassonetti stradali pieni di rifiuti. Oggi lanciamo anche un’altra iniziativa dal nome “SpazzaLaVia”: mettiamo a disposizione un indirizzo info@verdicesena.it al quale inviare fotografie di questi immondezzai cittadini che saranno poi visibili sul sito www.verdicesena.it Intendiamo usare questo strumento come ulteriore sistema di pressione verso l’amministrazione e l’azienda, affinché si decidano ad applicare sistemi di gestione dei rifiuti moderni, sostenibili e compatibili con la salubrità dei luoghi in cui viviamo.
                                                                                          - Verdi di Cesena