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lunedì 23 marzo 2009

Con il nucleare il costi non tornano


Ce lo spiega in maniera chiarissima e difficilmente contestabile Giuseppe Onufrio, direttore di GreenPeace Italia. Intervistato da Carlo Messora di Byoblu, smonta totalmente le tesi di coloro che propongono un ritorno italiano al nucleare, adducendo benefici di natura economica e ambientale. Dice sostanzialmente le stesse cose che scrissi alcuni giorni fa in questo articolo.

Forse Chicco Testa dovrebbe fare una seria analisi di coscenza e rivedere le sue posizioni. La sua tesi è che il nucleare dovrebbe entrare in funzione come sostituzione delle inquinanti centrali a carbone e a gas, soprattutto per diminuire le emissioni di CO2 che causano i cambiamenti climatici. Chi mai potrebbe garantirci che all'apertura delle nuove centrali le vecchie a carbone o a gas verrebbero smantellate ? Io credo che difficilmente succederà.

Chi promuove il nucleare sostenendo un risparmio economico è evidentemente in malafede, perchè il suo costo per Kwh è superiore a quello delle energie fossili e paragonabile a quello dell'eolico (vedi filmato). Chi strumentalizza la necessità della riduzione della CO2 come motivo principale per ritornare al nucleare è parimenti ipocrita, perchè intervenire sui consumi e sul risparmio energetico avrebbe lo stesso effetto a costi assai inferiori, c'è un margine di miglioramento ancora enorme.

Allora perchè mai tutti i poteri forti lo vogliono anche se per motivi diversi e contraddittori ? Io sono convinto, così come avviene per altre tecnologie non necessarie ed estremamente costose come l'incenerimento, che il motivo sia semplicemente accedere ai finanziamenti pubblici per fare lavorare le aziende amiche.

Un giro di soldi enorme, cantieri, società di ingegneria, industria siderurgica oramai al collasso, infrastrutture a pioggia, tutto lascia pensare a una economia drogata che ha come scopo evitare la chiusura di aziende che non riescono a restare sul mercato, altro che bene dell'Italia! L'unico nucleare che ha senso è quello di sostituzione per prolungare la vita di impianti obsoleti. Ogni nuovo impianto verrà semplicemente cancellato dalle leggi di mercato.

Fonte: ByoBlu

martedì 17 marzo 2009

La Finlandia nei guai con il nucleare EPR

Comunicato stampa del 5 marzo 09 di Greenpeace:

Liti a suon di miliardi in Europa, per chi ha deciso di investire nella costruzione di nuovi impianti Epr che si rivelano ogni giorno più costosi e, tentando di risparmiare, meno sicuri. Si tratta dello stesso tipo di reattore nucleare che si vorrebbe costruire in Italia in quattro centrali.

Areva e TVO, i due contraenti nella costruzione del nuovo impianto nucleare di Olkiluoto in Finlandia, sono ai ferri corti. Come ha infatti pubblicato il principale giornale economico finlandese Kauppalehti, la società costruttrice francese Areva ha dichiarato di voler procedere per vie legali contro la committente TVO.

Le due società si stanno infatti incolpando l’un l’altra degli enormi ritardi: l’impianto Epr (Olkiluoto 3), che doveva essere consegnato nel 2009, non sarà consegnato nemmeno nel 2011, avendo accumulato 3 anni di ritardo nei primi 3 anni di cantiere.

Secondo la CEO di Areva Anne Lauvergon, TVO non ha eseguito le procedure di accelerazione che erano state concordate nel giugno 2008, mentre ha impiegato un anno per l’approvazione dei documenti di costruzione rispetto ai due mesi precedentemente concordati. Per cui Areva ha deciso di chiedere a TVO per via giudiziale 2 miliardi e mezzo di euro. Inoltre, secondo Areva, TVO pretenderebbe a sua volta dall’azienda francese 2,4 miliardi di euro per il ritardo.

Areva stima che OL3 costerà 1,7 miliardi di euro in più rispetto ai 3,2 miliardi di euro stabiliti da contratto. L’anno scorso ha accantonato riserve per 749 milioni di euro per Olkiluoto 3, che hanno duramente impattato sull’utile di esercizio della società, riducendo il risultato di fine anno del 21%.

Una cosa è certa: comunque andrà a finire, gli ulteriori ritardi e costi peseranno non poco sulla bolletta dei cittadini finlandesi. Secondo la testata finlandese Kauppalehti gli utenti finali finlandesi si accolleranno almeno 3,5 miliardi di euro in più rispetto al passato.

“Su questi aspetti l’informazione in Italia è stata molto carente.- Denuncia Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia- Se si aggiungono le 2100 ‘non conformità’ rilevate dall’Autorità di Sicurezza Nucleare finlandese, il quadro è chiaro: gli EPR costano troppo e per tentare di ridurre i costi anche la sicurezza viene messa in dubbio”.

--
Giuseppe Onufrio
Direttore Esecutivo
Greenpeace Italia


Faccio un riassunto tagliato con l'accetta: Le aziende che collaborano al progetto di costruzione della centrale nucleare si denunciano a vicenda per inadempimento contrattuale, dato che tempi e costi si stanno dilatando a dismisura. E questo nella efficientissima Finlandia!

Ma ve li immaginate ENEL e EDF che si citano in tribunale per miliardi di euro, quando si capirà che la prima centrale Italiana non verrà consegnata prima del 2019!, mentre al contempo continuerà a dilapidare miliardi con infinite varianti di progetto per garantirne la sicurezza ? L'unico accordo che potrebbero trovare è quello di spalmare i costi sulle future bollette, come sta succedendo infatti in Finlandia...

Il Nucleare è morto, chi sostiene che lo si vuole per garantire un risparmio nella bolletta energetica dei cittadini o non sa quello che dice, o è animato da desideri irrazionali, oppure semplicemente agisce in malafede per aiutare le asfittiche industrie compiacenti desiderose di commesse in tempo di crisi.

sabato 6 dicembre 2008

Inquinatores Non Prevalebunt


Un Berlusconi-Nerone bellicoso contro la plebe colpevole di chiedere salute e salvaguardia del clima. Stufa di essere sottomessa e stordita a furia di "panem et circenses", la ribellione si organizza ... bellissimo ed evocativo questo video di GreenPeace!

martedì 9 settembre 2008

Cip6 o ci fai ?

Credevate che lo scandalo dei Cip6 fosse finito, vero ? Sbagliato! Gli incentivi del 2007 alle fonti rinnovabili sono andati solo per il 18% alle vere energie pulite. Lo comunica Greenpeace che fa sapere che su 5,3 miliardi di euro, solamente 932 milioni vanno alle vere rinnovabili. Si tratta evidentemente di tutti i diritti acquisiti, che non possono essere estromessi anche se allo stato attuale non ci sono stati finanziamenti per nuove opere.

La questione riguarda il meccanismo del CIP6, grazie al quale, fa sapere l'associazione ambientalista nel 2007 in Italia sono stati elargiti alle fonti fossili assimilate circa 3,7 miliardi di euro, mentre alle rinnovabili sono andati solo 847 milioni di euro. Al solare fotovoltaico finanziato con il conto energia, sono stati erogati appena 26 milioni di euro, meno dell'1% sul totale.

Il problema che fa notare Greenpeace è che su 5,3 miliardi di euro di incentivi per l'energia pulita circa 4,4 miliardi sono stati erogati alle società che producono le assimilate (combustibili fossili di processo, residui di raffinazione, rifiuti). I restanti 932 milioni di euro sono andati ad incentivare le vere fonti rinnovabili. In sostanza gli incentivi per le rinnovabili vanno per la maggior parte verso le stesse aziende che producono energia da fonti non rinnovabili, in particolare verso le raffinerie.

Fonte: ambientenergia.info


INCENTIVI FONTI RINNOVABILI NEL 2007
(dati in milioni di euro)

FONTI RINNOVABILI ...........................................932

Incentivi da fondi pubblici attraverso “CIP6” 
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse ........ 846,9

Incentivi da Certificati Verdi
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse, rifiuti .... 59,1

Incentivi da fondi pubblici attraverso “Conto Energia”
Solare fotovoltaico.............................. 26

FONTI FOSSILI “ASSIMILATE” E RIFIUTI ............. 4.376,3

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6
Combustibili fossili di processo, residui raffinazione ....... 3.746,5

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6 Rifiuti ..... 629,8

TOTALE FONTI RINNOVABILI E ASSIMILATE ......... 5.308,3

Elaborazione Greenpeace su dati “Rapporto GSE 2007”, “Relazione AEEG del 2008”, “Relazione Annuale GME 2007”