
Ci ho messo molto per trovare un esempio di reale rinnovamento nella classe dirigente della sinistra italiana, finalmente l'ho trovato!
Matteo Renzi, giovane presidente della provincia di Firenze,
neo eletto vincitore alle primarie di Firenze, rappresenta forse l'emblema e il simbolo di un tentativo estremo di rinnovamento nel panorama politico democratico. Se il PD decidesse mai di abbandonare la gerontocrazia attuale ed affidarsi con fiducia ai giovani, Matteo Renzi con solamente 34 anni, sarebbe in pole position, darebbero probabilmente a lui una chance e lo spazio che merita.
Lasciamo perdere per il momento i suoi
trascorsi giovanili in TV alla
ruota della fortuna con Mike Buongiorno. Potete trovare in
questo articolo di Panorama un profilo completo sul personaggio. Noi siamo interessati alle
politiche ambientali, pertanto abbiamo provato a saggiarne la sensibilità in merito a questi temi. Volevamo valutarne il linguaggio e lo spessore, condividerne l'indole sorridente e positivista, apprezzarne la proprietà di linguaggio e l'uso accorto delle parole. Il nostro desiderio era quello di trovare finalmente un
giovane competente, che con rinnovato impegno sapesse apportare un clima di fiducia costruttiva in un futuro fatto di sostenibilità e benessere. Cercavamo insomma un
pensiero positivo di speranza, invece purtroppo abbiamo trovato questo:
Non ce l'abbiamo fatta! Quanto appena citato nel filmato non è affatto un pensiero positivo, direi piuttosto un farneticare che illude e pecca di faciloneria. Riporre la fiducia in una falsa positività, condita da idolatria contemplativa per la tecnica e le virtù taumaturgiche dell'industria, significa gettare le basi di una completa continuità con il presente. Si persevera continuando ad illudere le persone che il solito deus-ex-macchina verrà a salvarci, mentre nel frattempo siamo invitati a costruire, espanderci, inquinare, sposando in pieno la logica "business as usual". Davvero strano che Renzi non sia leader anche di Forza Italia...
Ma per quale oscuro motivo la sinistra italiana, specialmente su temi come la sostenibilità ambientale, ad ogni occasione tangibile di rinnovamento, trova così irresistibile l'istinto autolesionista di mirarsi diritto ai coglioni e sparare con il bazooka ?
E' stucchevole soprattutto il continuo e ripetuto utilizzo della parola Termovalorizzatore, (poiché chiamarlo "termovalorizzatore" equivale a chiamare "alberovalorizzatore" una motosega). Un termine che persino la comunità europea ci vieta di utilizzare.
L'inceneritore (la mancanza del quale), rappresenta a parere di Renzi la
principale ragione del disastro campano. Perciò se non vogliono finire come i napoletani converrà che anche a Firenze se ne costruiscano di nuovi. Semmai è vero l'opposto, cioè il tentativo di
modellare l'intero ciclo dei rifiuti sulle esigenze dell'incenerimento (tra l'altro senza realizzarli) ha causato, quello sì, la paralisi scandalosa che perdura tuttora. La scusa che l'indotto del riciclo non è in grado di assorbire la raccolta differenziata non regge, perchè se mai quello fosse il problema occorrerebbe affrontare lui, anzichè pensare a sistemi alternativi che ingessano e rendono cristallizzata la situazione.
L'inceneritore di Acerra, ad esempio, dovrebbe lavorare per ben
8 anni continuativamente solamente per smaltire le
"ecoballe" accumulate, figuriamoci per risolvere il problema dei rifiuti alla radice. Come è possibile che Matteo Renzi proponga una soluzione così obsoleta, proprio in una terra che già presenta
punte di eccellenza per una corretta gestione ambientale, come a
capannori ?
Un inceneritore, cosa che Matteo Renzi
evidentemente ignora, è in realtà
questo. Bel rinnovamento che ci prepara la nuova classe dirigente che avanza ...
Update: Neanche a farlo apposta, proprio oggi Matteo Renzi è rinviato a giudizio per ingiuria e diffamazione nei confronti dell'oncoematologa Patrizia Gentilini, dal Renzi pesantemente offesa verbalmente per avere evidenziato in diretta TV i pericoli causati dall'inquinamento e dalle combustioni. Ovviamente l'alfiere del PD non si è presentato davanti al giudice. In caso di riconoscimento dei danni morali ed esistenziali valutati in 250.000 euro, l'oncologa ha affermato che devolverà l'intera cifra alla ricerca sul cancro.