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domenica 15 giugno 2008

Porta a Porta a Capannori

Riporto integralmente un bellissimo articolo scritto da Ugo Bardi il quale è stato recentemente ad un convegno a Capannori in provincia di Lucca, dal nome "Capannori Rifiuti Zero". Questi di Capannori, pensate che razza di esseri strani, fanno da anni la raccolta differenziata porta a porta e si trovano pure bene... sono proprio dei marziani!


Arrivando a Capannori, comune in provincia di Lucca, l'impressione è che sia cambiato qualcosa; che uno sia stato catapultato dall'universo normale a un altro universo da uno space-warp da fantascienza.

Ci vuole un attimo per rendersi conto di cosa manca, ma poi te ne accorgi. Mancano i cassonetti. Eh, si. Quei bei cassonetti blu, verdi, gialli che sono tanto comuni che non ci facciamo più caso. Ovvero, ci facciamo caso quando mancano. E questo è il caso di Capannori. Evidentemente un pianeta diverso dal nostro.

Se vi capita di girellare per la città, vi accorgerete di altre caratteristiche di questo mondo alieno. Per esempio, sul tetto del comune si vedono chiaramente delle file di pannelli fotovoltaici. Ohibò, il sindaco deve essere veramente un alieno. In Toscana (il pianeta in cui vivo normalmente) è già tanto se il comune non ti mette i bastoni fra le ruote; figuriamoci se li fa mettere proprio sul tetto del palazzo comunale.

In realtà il sindaco di Capannori non ha un aspetto particolarmente alieno. Mi è capitato di incontrarlo in questo viaggio. L'incontro è avvenuto al convegno "Capannori rifiuti zero" che si è tenuto il 27 Aprile su quello strano pianeta alieno di cui vi stavo parlando.

In effetti, il convegno mi è parso popolato da alieni. Non avviene spesso sul nostro pianeta di vedere un convegno sui rifiuti dove non ci sono i soliti tizi che ti dicono che non si può fare altro che incenerire. Qui, c'erano quattro esperti di rifiuti americani, tutti passati probabilmente attraverso lo stesso space warp, che hanno raccontato delle loro esperienze con i rifiuti negli Stati Uniti. Apparentemente, su questi pianeti lontani, si possono trattare i rifiuti senza bisogno di incenerirli e ci si guadagna sopra, anche. Parlano addirittura di "rifiuti zero". Alieni.

Curioso: il sindaco di questo pianeta-Capannori dice bene dei comitati dei cittadini e non li accusa di "non volere le cose nel loro cortile" ("nimby"). Anzi, il sindaco loda i comitati per le loro proposte e i comitati lodano il sindaco per averle messe in pratica. Siamo veramente su un pianeta alieno - perlomeno a diversi anni luce di distanza.

La cosa aliena che hanno fatto sul pianeta Capannori è la raccolta differenziata porta-a-porta. Si, proprio quella cosa che sul nostro pianeta non si riesce a fare perché, come sanno tutti, i terrestri non sono capaci di farla, non la vogliono e poi costa troppo, ed è comunque una fesseria: non è tanto meglio bruciare tutto? Si vede che qui sono veramente degli alieni, perché pare che i cittadini del pianeta siano entusiasti del nuovo metodo che li fa risparmiare e anche di essersi tolti dalle scatole quei cassonetti ingombranti e puzzolenti.

Viene a parlare al microfono il presidente dell'azienda locale che gestisce la raccolta porta a porta. Dice che non è costata più cara della raccolta tradizionale e che funziona benissimo. Strano che non è tutto verde e non ha nemmeno le antenne; sembrerebbe proprio un terrestre. Ma deve essere per forza un alieno se dice queste cose.

L'ultima cosa che viene detta al convegno è preoccupante: la raccolta porta-a-porta funziona talmente bene che la stanno espandendo anche oltre il pianeta Capannori; verso i pianeti vicini. Questi alieni ci invadono!! Chissà che non ci tocchi fare la raccolta porta a porta anche a noi terrestri!

Per saperne di più, leggete il Resoconto del convegno

giovedì 8 gennaio 2009

Si allarga il Porta a Porta a Capannori

Continua senza sosta la lunga marcia del comune di Capannori (LU) che si avvia a diventare uno dei primi comuni in Italia rispondenti alla "Strategia Rifiuti Zero". Con il concludersi del 2008 il comune toscano ha confermato l'ottenimento di una performance stabile della raccolta differenziata sulla soglia del 70% (nelle zone dove il servizio è attivo) coinvolgendo con l'ultimo adeguamento del servizio "porta a porta" oltre l'80% del suo territorio. Ciò corrisponde ad almeno 36000 persone servite su un totale bacino di utenza di 46000 persone.

La strategia perseguita dal giovane assessore Alessio Ciacci, non si limita alla sola gestione dei rifiuti ma tenta di introdurre concetti di eco-efficienza in tutta la gestione dei beni e dei servizi del comune, cercando di impegnare meno risorse, consumare meno energia, ridurre le emissioni, modificare le prassi per progettare e produrre i beni (limitazione degli usa e getta), rimettere in discussione i comportamenti consolidati e gli stili di vita. In soldoni, si promuove la cultura del recupero, del riuso, e del riciclaggio. Capannori si posiziona infatti in vetta alle classifiche per il riciclo "reale" del materiale e non per la semplice "raccolta" ai fini dello smaltimento.

A dimostrazione della sensibilità che interessa l'intera macchina comunale e non solamente la gestione del rifiuto, questa amministrazione è stata fra le prime ad applicare la metodologia GPP (Green Pubblic Procurement) per le procedure di acquisto dei beni per la pubblica amministrazione.

Ulteriore passo di questa strategia è stata nel dicembre 2008 l'introduzione di 4 nuovi mezzi elettrici adibiti al servizio domiciliare, finanziati in parte dalla cassa depositi e prestiti e in parte da contributi regionali a disposizione per l'introduzione dei mezzi ecologici. L'obiettivo entro il 2009 é di completare il progetto ed interessare nei prossimi anni il 100% della popolazione residente, con l'obiettivo finale di raggiungere il "Rifiuto Zero" entro il 2020, ovvero ne discariche ne inceneritori ma riutilizzo integrale come materia prima seconda.

Non bisogna pensare che Capannori sia solo una mosca bianca, anche grazie a questo esempio virtuoso tanti altri comuni toscani stanno raccogliendo la sfida, per dimostrare, soprattutto in tempi di crisi, che spendere bene le risorse significa:

Né investimenti miliardari, Né grandi opere, Né tecnologie futuribili, ma buone pratiche e attenzione all'ambiente: Lo smaltimento finale rappresenta solamente una parte del problema, la soluzione comincia da una gestione più intelligente dei consumi!


Fonte: Comuni Virtuosi, AltraCittà

sabato 17 ottobre 2009

Capannori, rifiuti zero ma solo con il porta a porta


E' possibile ridurre la produzione dei rifiuti e al contempo aiutare l'economia locale. E' quanto succede a Capannori, dove l'assessore all'ambiente Alessio Ciacci è riuscito pochi anni fa nell'intento di fare approvare una delibera comunale tesa a raggiungere l'obiettivo rifiuti zero entro il 2020.

Fate attenzione ai conti che Ciacci fornisce nel video riguardo allo smaltimento in discarica, 160 euro/ton è davvero tanto rispetto ai 100 euro/ton scarsi che in media si pagano da noi in Emilia Romagna, questo giustifica senz'altro il ricorso ad azioni per ridurre questa spesa che grava sulla collettività. Il punto però è un altro, qualora si riesca con politiche volte alla riduzione del rifiuto a ridurre la parte da smaltire e quindi i relativi costi, chi se ne avvantaggierà realmente ?

Se lo smaltimento é pagato direttamente dal comune, se ne avvantaggia ovviamente il cittadino nelle tariffe. Cosa succede invece se il gestore del servizio (Hera) controlla sia di raccolta che lo smaltimento ? Accade che Hera ne riceve un danno economico, che pertanto ribalterà sui comuni e in ultima analisi sui cittadini, per aggiustare i mancati margini. I comuni si troveranno a richiedere al cittadino una tariffa maggiorata comunque, come in effetti avviene da troppi anni.

La considerazione principale che se ne può trarre è che chi raccoglie i rifiuti non dovrebbe anche partecipare ai proventi per smaltirli. Il caso di Hera infatti è emblematico, non basterà certo lo scorporo di facciata della divisione Hera Ambiente (che si occupa dello smaltimento) per fugare i dubbi su un pesante conflitto di interessi. Serve ben altro.

Occorre che lo smaltimento sia gestito da un soggetto completamente indipendente, pubblico o privato andrebbe bene uguale, purchè realmente autonomo e soggetto a rigidi controlli pubblici. Condizione tra l'altro indispensabile per un vero regime di concorrenza quando si andrà nel 2011 a gara di appalto per la fornitura dei servizi cittadini principali.

Non meravigliamoci più se le tante belle iniziative che succedono a Capannori da noi rappresentano ancora pura utopia, il porta a porta, i prodotti alla spina, i distributori di acqua pubblica trattata, i mercatini dell'usato, la riduzione delle sportine di plastica, e tante altre cose utili e in grado di fare girare una forma di economia solidale necessaria al territorio. Sono tutte strategie virtuose ma che rischiano di non portare i risparmi attesi, fino a quando non si spezza il regime di monopolio che ingessa completamente il sistema dei servizi.

E' un implicito ricatto, ordito a colpi di irrinunciabili dividendi (elargiti dalle ex municipalizzate oggi SPA) per i comuni, tanto più quanto perdura il periodo di crisi e la difficoltà a fare fronte al patto di stabilità. La politica quì da noi ha grandi e precise responsabilità, è bene saperlo.

mercoledì 8 ottobre 2008

Capannori sarà nel 2020 a rifiuti zero


Alessio Ciacci, il giovane assessore all’ambiente del Comune di Capannori (45mila abitanti suddivisi un 40 frazioni), racconta la sua strategia per raggiungere l'ambizioso risultato di una gestione futura a rifiuti zero. Nel marzo di quest’anno Capannori ha raggiunto l’82% di raccolta differenziata e intende superare questo record, giungendo entro il 2020 a chiudere definitivamente sia discariche che inceneritori. Utopia ? Forse... oppure un modello virtuoso da seguire. Vedremo a consultivo come evolverà l'esperienza, nel frattempo facciamo i migliori auguri al coraggio di Alessio, ricordando che "rifiuti zero" è possibile anzi necessario!

mercoledì 24 giugno 2009

Le amministrazioni del porta a porta vincono

Il ballottaggio del 22 Giugno 2009, ha riconfermato a Capannori il sindaco uscente di centrosinistra, Giorgio Del Ghingaro, con una netta maggioranza del 54% dei voti espressi. Questo risultato è importante perché le elezioni di Capannori potevano essere viste come un test della politica di gestione dei rifiuti basata sulla raccolta porta a porta, inaugurata, appunto, dalla giunta di Del Ghingaro con gli assessori Baronti e Ciacci.

Da notare, comunque, che anche il candidato contrapposto a Del Ghingaro, Lorenzo Matteucci, aveva messo nel programma che non solo avrebbe mantenuto la raccolta porta a porta, ma l'avrebbe addirittura potenziata. Questa è un'ulteriore evidenza della popolarità del porta a porta, indicata anche dai sondaggi di opinione a Capannori.

A Forlì vince Balzani con il 55% dei voti, ed era stata data una chiarissima indicazione di volere il porta a porta su tutta la città entro i primi anni del mandato. A Forlimpopoli quasi un plebiscito con oltre il 65% per Paolo Zoffoli, che del porta a porta ha fatto la sua bandiera personale.

Si conferma quindi la validità di un approccio verso la gestione dei rifiuti basato sulle buone pratiche e sulla collaborazione dei cittadini, piuttosto che su soluzioni drastiche dettate dall'emergenza o gestioni industriali in totale continuità con il passato, come desiderato da Hera.

Uno degli ultimi tabù quindi sembra caduto, quello che vuole la scelta del porta a porta pericolosa dal punto di vista elettorale da parte delle coalizioni di maggioanza, come le recenti elezioni amministrative hanno ampiamente dimostrato. Dove si fa il porta a porta, la giunta si avvicina ai cittadini e vince!

Capito signor Paolo Lucchi neo eletto sindaco di Cesena ?

martedì 2 dicembre 2008

Capannori a GEO & GEO


Alessio Ciacci, Assessore all'ambiente del Comune di Capannori (LU), primo comune italiano ad aver aderito alla Strategia internazionale Rifiuti Zero, è riuscito a fare scuola in termini di corretta gestione ambientale dei rifiuti. Oltre l'80% del materiale raccolto viene "realmente" riciclato, senza ricorrere all'assurdità termodinamica di recuperare energia tramite incenerimento. Ovviamente tutto ciò è possibile grazie all'adozione del sistema porta a porta, indispensabile per sostenere il rivoluzionario progetto che prevede, entro il 2020, Capannori come primo comune italiano a raggiungere l'obiettivo rifiuti zero.

venerdì 15 maggio 2009

Un esempio da imitare per Cesena

Ecco come vorrei che diventasse Cesena, un po come Capannori.

Energie alternative, obiettivo rifiuti zero, porta a porta, prodotti alla spina, acqua pubblica e fontanelle intelligenti, edifici a risparmio energetico, democrazia partecipativa, isole ecologiche con porta e incassa, niente inceneritori e poche discariche, strade pulite senza cassonetti, attenzione al sociale.

Non è che ci vuole poi molto!

Nella foto Alessio Ciacci, giovane assessore all'ambiente del comune di Capannori. Anticipo il mio desiderio di portarlo presto a Cesena per un incontro pubblico, avrebbe certo molto da insegnarci.

lunedì 4 aprile 2011

Finalmente una Casa dell'Acqua a Cesena e Rimini!

Vi abbiamo già parlato della Casa dell'Acqua di Cesena (nella foto una analoga appena installata a Rimini), vorremmo integrare quanto già scritto segnalandovi un articolo realizzato dalla redazione di "ROMAGNA e DINTORNI ... A TUTTO GAS", il periodico territoriale di informazione ecosostenibile e dei Gruppi di Acquisto Solidale.

In molti ci hanno infatti chiesto se l'acqua distribuita in queste "colonnine" sia davvero al 100% di ridracoli, o al limite filtrata in qualche modo. Il sospetto è che si tratti di semplice acqua del rubinetto refrigerata. La redazione di A tutto gas ha compiuto una ricerca specifica per capire se l'acqua è davvero filtrata. Ed ecco cosa hanno scoperto (leggi parte evidenziata):

Nella giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, anche Cesena e Rimini (il giorno successivo) hanno la loro Casa dell’Acqua. A Cesena si trova in via IV Novembre e a Rimini all’interno del Parco “Cervi”, vicino all’Arco di Augusto. Entrambe distribuiscono acqua pubblica, refrigerata e, volendo, anche gasata. L’erogazione è programmata per rilasciare 1 litro d'acqua. È vietato l'impiego di contenitori di capienza superiore a 2 litri, quali taniche o altro. L'acqua deve essere prelevata con bottiglie preferibilmente in vetro.

E’ possibile prelevare un massimo di 6 bottiglie. L'imbottigliamento, il trasporto e la conservazione dell'acqua sono a totale responsabilità dell'utente. L’impianto sarà attivo con orari diversi a seconda della stagione. Nel periodo dal 1 maggio al 30 settembre sarà aperta dalle 6 alle 24. L'acqua gassata refrigerata è l’unica ad aver un costo, pari a 5 centesimi a litro (fino al 31 marzo gratuita). La qualità dell'acqua erogata è garantita dal gestore (Hera) e, in questo caso, dalla proprietà delle reti (Romagna Acque), in virtu' dei circa 100 controlli giornalieri in Regione.

L’impatto ambientale dell’iniziativa è notevole. Si prevede l’erogazione di circa 2.500 litri di acqua al giorno, mediamente 600.000 bottigliette d’acqua in plastica in meno ogni anno. Con il progetto si ridurrà annualmente l’utilizzo di circa 150 tonnellate di plastica e 100.000 litri di petrolio per la produzione di bottiglie, oltre a 27 tonnellate di emissioni di CO2 nell’ambiente per la loro produzione e circa 40 tir in meno per il relativo trasporto.Il progetto si colloca, nel più ampio progetto di collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni, Gruppo Hera e Romagna Acque Spa, per la promozione delle buone pratiche per la salvaguardia dell’ambiente e per la promozione dell’acqua del rubinetto, buona e sicura, sottoposta ad oltre 100 controlli al giorno. L’intervento offre un beneficio sociale, prospettando un risparmio per le famiglie che utilizzeranno la Casa dell’Acqua, pari a circa 250 euro all’anno rispetto all’acquisto delle normali acque minerali in bottiglia.

Il progetto, che fa parte dell’iniziativa “L’acqua dei Sindaci”, è promosso da Adriatica Acque e coinvolge già dieci città (oltre Rimini e Cesena), tra cui Forlì, Ravenna e Bologna. Ha l’obiettivo di creare un network per garantire la qualità dell’acqua erogata e a breve dovrebbe essere esteso anche a Santarcangelo, Riccione ed altre città della costa romagnola.

Noi della redazione ci siamo chiesti se questa acqua è filtrata da un qualche sistema brevettato. Abbiamo chiamato il numero verde, visto che nel sito non compaiono informazioni in merito e una gentile operatrice ci ha informato che l’unico filtro presente è quello antiparticolato. Trattasi unicamente di un filtro meccanico con tela in polipropilene 50 micron (conforme ex dm 443 del 1990), che trattiene micro particelle in sospensione (ferro, sabbia, limo, ecc...) e che può essere installato anche nel rubinetto della propria abitazione, quindi in pratica non esiste un sistema di filtraggio vero e proprio del termine.

In sintesi ben vengano le case dell’acqua che promuovono “l’acqua del sindaco” contro quella in bottiglia meno controllata e altamente inquinante per via dell’utilizzo della plastica, pensiamo sia comunque un atto di trasparenza doveroso verso il cittadino, pubblicare nella casa dell’acqua le analisi di riferimento, come fanno tanti altri Comuni (come quello di Capannori ad esempio www.comune.capannori.lu.it/node/3066 ) e di fornire col tempo un sistema di filtraggio vero e proprio, migliore di quello attuale.

Contatti utili: numero verde 800 323800 www.adriaticacque.it
Romagna e dintorni a tutto GAS
Periodico di informazione ecosostenibile e del gioioso coordinamento dei G.A.S.
Via V. Bachelet, 65 47522 Cesena
tel. 0547.345238
cell. 334.3661552

lunedì 12 ottobre 2009

Effecorta... vita lunga

Quando si vede unire al business anche eticità, sostenibilità ambientale e sobrietà, gli ambientalisti veri drizzano le orecchie, come nel caso del giovane negozio di prodotti alla spina EFFECORTA a Marlia di Capannori (LU). Lunedì scorso siamo andati finalmente a visitarlo di persona, una esperienza davvero coinvolgente.

Arrivati al negozio Effecorta siamo stati subito accolti da un gruppo di toscani molto cordiali e ospitali, i soci della Cooperativa che gestisce il negozio appena nato (29 agosto 2009) hanno con entusiasmo risposto alle nostre numerose domande. Già dopo un solo mese di attività stanno avendo una buona risposta dal territorio, economicamente il sistema al momento regge. Si tratta infatti del primo negozio "tutto alla spina" con in vendita oltre 100 prodotti locali. Il motivo ispiratore di fondo è ovviamente quello di offrire un nuovo modo di consumare, etico, sostenibile, sano ed economico. La vera novità però non è solo il prodotto alla spina, che in alcune rare occasioni qualcuno può trovare in vendita anche nella grande distribuzione, quanto il principio di consumare a filiera corta (da qui il nome Effecorta appunto).

I prodotti arrivano tutti dal territorio locale, all'ingresso varie cartine geografiche della zona con spilloni numerati che indicano la precisa localizzazione di provenienza di ogni cosa. Non c'è dubbio che si tratti di un modo di consumare più consapevole e responsabile, poichè centrato sui bisogni del territorio e della persona e non su quelli del mercato (dove l'accento è sul marchio, quasi mai sulla provenienza dei prodotti).

Ecco come funziona: i clienti arrivano con i propri contenitori portati da casa, pesano la tara e li riempiono per le quantità desiderate, pagando solo il prodotto effettivamente acquistato senza imballaggi inutili. Ciò ottimizza l'utilizzo di carta, cartone, plastiche, rivestimenti vari. Se poi proprio non hai un tuo contenitore non c'è alcun problema, il negozio è fornito di contenitori di ogni tipo, pagando qualcosa in più ovviamente.

Ricordiamo che Capannori è uno dei 27 Comuni Virtuosi e ha investito moltissimo sui temi della sostenibilità puntado molto sul riciclo di tutti i materiali e promuovendo la "Strategia rifiuti zero". Attendiamo fiduciosi che anche a Cesena nascano iniziative ambientali di questo livello.

Consiglio caldamente, per chi volesse visitare la zona e magari andare a visitare di persona il negozio "Effecorta", di programmare una propizia fermata in località Pianaccio a fare un saluto alla tomba di Enzo Biagi. Anche quella è un vero esempio di sobrietà.

sabato 29 gennaio 2011

Alessio Ciacci e la strategia Rifiuti Zero


Alessio Ciacci sta realizzando a Capannori quello che ogni assessore all'ambiente serio dovrebbe realizzare, perseguire la strategia Rifiuti Zero e coinvolgere direttamente le aziende per incentivare la produzione di merci e beni che non diventano rifiuto appena immesse sul mercato.

Un caso emblematico di intervento è quello che Capannori ha compiuto verso l'azienda Lavazza. Hanno istituito un centro di ricerca "rifiuti zero", basato sulla collaborazone fra volontari, ambientalisti, ricercatori del settore, in modo da compiere una analisi merceologica sul rifiuto che permane indifferenziato dopo la raccolta porta a porta. Hanno analizzato il materiale e trovato un enorme quantitativo di cialde del caffè non riciclabili (nove tonnellate all'anno). Hanno scritto alla Lavazza una lettera aperta, pubblicata anche sui giornali locali, e questi hanno risposto chiedendo un incontro con il comune, al fine da definire una strategia di commercializzazione dei loro prodotti con una maggiore attenzione ambientale.

Il concetto non è essere contro quella o quell'altra azienda, quanto rendere le aziende che producono rifiuti nella condizione di capire che avrebbero tutto l'interesse, anche come ritorno di immagine, nel collaborare per proporre beni più eco-compatibili. Speriamo che la lavazza colga questo segnale e dia l'esempio, speriamo anche che tanti altri amministratori pubblici riescano a compiere iniziative simili nei rispettivi comuni, perchè produrre in maniera sostenibile e nel rispetto dell'ambiente può solo favorire l'economia.

Alessio Ciacci verrà invitato a Cesena dal MIZ per una serie di conferenze, le cui date sono ancora da delineare, ma si parla di questa primavera. Ne riparleremo presto!

venerdì 29 aprile 2011

Un po di numeri sul porta a porta che partirà a Cesena

Il quartiere Oltresavio di Cesena è già interamente mobilitato per l'avvio a breve della raccolta differenziata porta a porta. Non è un esperimento da poco, dato che il quartiere è il più popoloso di Cesena, comprendendo all'incirca 20.000 abitanti. Sono quasi il doppio rispetto all'intera città di Forlimpopoli (circa 12000 persone), dove il servizio porta a porta è già entrato in funzione dal 2008, ed ha permesso alla città artusiana di raggiungere e superare la quota del 70% di raccolta differenziata.

Saranno gli addetti della cooperativa "Il Mandorlo" a girare casa per casa per raccogliere le due frazioni oggetto di raccolta domiciliare, l'organico (umido) e l'indifferenziato (secco). Le altre frazioni continueranno ad essere conferite su cassonetto stradale presso le isole ecologiche, che quindi non spariranno completamente ma si ridurranno solo di dimensioni, dovendo permanere il servizio per il vetro, la plastica e multimateriale, la carta.

Le case singole usufruiranno di un bidone da 30 litri per l’indifferenziato, di due per l’organico (di cui uno più piccolo per il sottolavello dove gettare i resti di cibo) con i sacchi compostabili e tre borse riutilizzabili per carta, plastica, lattine e vetro.

Chi vive nei condomini con sei o più utenze avrà comunque il bidone da 10 litri per l’organico e il kit di borse, mentre la dotazione condominiale comprende un carrello da 360 litri per l’indifferenziato e uno per l’organico.

Un ampia zona di campagna nella parte nord-ovest del quartiere, caratterizzata da case sparse, non sarà coperta dal servizio a domicilio, verranno però date a disposizione dei cittadini delle compostiere domestiche per smaltire in proprio la frazione organica. In campagna rimarranno quindi i cassonetti dell'indiferenziato, ma saranno chiusi a chiave per evitare fenomeni di migrazione. Solo le utenze limitrofe potranno aprire quei cassonetti

Anche la zona industriale nella parte nord del quartiere non sarà servita interamente a domicilio, saranno però razionalizzate le isole ecologiche separando carta e plastica/lattine rispetto al vecchio multimateriale. L'obiettivo è quello di superare il 60% di raccolta differenziata complessiva nel quartiere, pur utilizzando un sistema misto anziche un sistema integrale a 4 bidoncini, come succede invece a Forl'.

Apri la cartina PDF con la mappa delle varie zone coperte dal servizio.

Il comune di Cesena ha approntato un sito dove reperire tutte le informazioni sul progetto "differenziamoci", al quale parteciperanno varie associazioni del territorio per la parte informativa e di distribuzione dei kit, attività che durerà fino alla fine di maggio.

A partire dal 30 maggio, al termine di un breve periodo di due settimane in cui il sistema vecchio (a cassonetti) e nuovo coesisteranno, verranno definitivamente tolti i cassonetti per l'umido e l'indifferenziato dalle strade, e il bidoncino rimarrà l'unica alternativa a disposizione dei cittadini. Un piccolo cambio nello stile di vita, un passo importante per l'ambiente.

Il MIZ parteciperà alla parte informativa proponendo il 6 Maggio una serata dedicata alla cittadinanza del quartiere oltresavio, alla quale parteciperà Alessio Ciacci del comune di Capannori. In quella città, paragonabile come dimensioni alla metà di Cesena, il porta a porta già da parecchi anni sta dando prova di essere la soluzione migliore per quel tipo di territorio, in ogni quartiere ed in maniera integrale. A breve un post apposito sull'evento.


P.S. La cooperativa Il Mandorlo è composta da tanti ragazzi che fanno del loro impegno sociale una reale scelta di vita, tuttavia consiglio al loro staff di sostituire l'orrendo sito in flash, completamente inusabile, con qualcosa di più semplice e intuitivo.

martedì 24 febbraio 2009

La nuova classe dirigente che avanza

Ci ho messo molto per trovare un esempio di reale rinnovamento nella classe dirigente della sinistra italiana, finalmente l'ho trovato! Matteo Renzi, giovane presidente della provincia di Firenze, neo eletto vincitore alle primarie di Firenze, rappresenta forse l'emblema e il simbolo di un tentativo estremo di rinnovamento nel panorama politico democratico. Se il PD decidesse mai di abbandonare la gerontocrazia attuale ed affidarsi con fiducia ai giovani, Matteo Renzi con solamente 34 anni, sarebbe in pole position, darebbero probabilmente a lui una chance e lo spazio che merita.

Lasciamo perdere per il momento i suoi trascorsi giovanili in TV alla ruota della fortuna con Mike Buongiorno. Potete trovare in questo articolo di Panorama un profilo completo sul personaggio. Noi siamo interessati alle politiche ambientali, pertanto abbiamo provato a saggiarne la sensibilità in merito a questi temi. Volevamo valutarne il linguaggio e lo spessore, condividerne l'indole sorridente e positivista, apprezzarne la proprietà di linguaggio e l'uso accorto delle parole. Il nostro desiderio era quello di trovare finalmente un giovane competente, che con rinnovato impegno sapesse apportare un clima di fiducia costruttiva in un futuro fatto di sostenibilità e benessere. Cercavamo insomma un pensiero positivo di speranza, invece purtroppo abbiamo trovato questo:




Non ce l'abbiamo fatta! Quanto appena citato nel filmato non è affatto un pensiero positivo, direi piuttosto un farneticare che illude e pecca di faciloneria. Riporre la fiducia in una falsa positività, condita da idolatria contemplativa per la tecnica e le virtù taumaturgiche dell'industria, significa gettare le basi di una completa continuità con il presente. Si persevera continuando ad illudere le persone che il solito deus-ex-macchina verrà a salvarci, mentre nel frattempo siamo invitati a costruire, espanderci, inquinare, sposando in pieno la logica "business as usual". Davvero strano che Renzi non sia leader anche di Forza Italia...

Ma per quale oscuro motivo la sinistra italiana, specialmente su temi come la sostenibilità ambientale, ad ogni occasione tangibile di rinnovamento, trova così irresistibile l'istinto autolesionista di mirarsi diritto ai coglioni e sparare con il bazooka ?

E' stucchevole soprattutto il continuo e ripetuto utilizzo della parola Termovalorizzatore, (poiché chiamarlo "termovalorizzatore" equivale a chiamare "alberovalorizzatore" una motosega). Un termine che persino la comunità europea ci vieta di utilizzare.

L'inceneritore (la mancanza del quale), rappresenta a parere di Renzi la principale ragione del disastro campano. Perciò se non vogliono finire come i napoletani converrà che anche a Firenze se ne costruiscano di nuovi. Semmai è vero l'opposto, cioè il tentativo di modellare l'intero ciclo dei rifiuti sulle esigenze dell'incenerimento (tra l'altro senza realizzarli) ha causato, quello sì, la paralisi scandalosa che perdura tuttora. La scusa che l'indotto del riciclo non è in grado di assorbire la raccolta differenziata non regge, perchè se mai quello fosse il problema occorrerebbe affrontare lui, anzichè pensare a sistemi alternativi che ingessano e rendono cristallizzata la situazione.

L'inceneritore di Acerra, ad esempio, dovrebbe lavorare per ben 8 anni continuativamente solamente per smaltire le "ecoballe" accumulate, figuriamoci per risolvere il problema dei rifiuti alla radice. Come è possibile che Matteo Renzi proponga una soluzione così obsoleta, proprio in una terra che già presenta punte di eccellenza per una corretta gestione ambientale, come a capannori ?

Un inceneritore, cosa che Matteo Renzi evidentemente ignora, è in realtà questo. Bel rinnovamento che ci prepara la nuova classe dirigente che avanza ...

Update: Neanche a farlo apposta, proprio oggi Matteo Renzi è rinviato a giudizio per ingiuria e diffamazione nei confronti dell'oncoematologa Patrizia Gentilini, dal Renzi pesantemente offesa verbalmente per avere evidenziato in diretta TV i pericoli causati dall'inquinamento e dalle combustioni. Ovviamente l'alfiere del PD non si è presentato davanti al giudice. In caso di riconoscimento dei danni morali ed esistenziali valutati in 250.000 euro, l'oncologa ha affermato che devolverà l'intera cifra alla ricerca sul cancro.

venerdì 4 giugno 2010

Il caso di Camigliano, quando essere virtuosi non sempre conviene

Da una parte ci sono i comuni normali, dall'altra i Comuni Virtuosi. I comuni sono enti territoriali amministrativi, autonomi e indipendenti, ai quali sono affidate molte competenze esclusive sulla pianificazione urbanistica, salute pubblica, istruzione, gestione dei servizi pubblici essenziali, tutela dell'ambientale e del territorio. I comuni virtuosi pure.

I comuni non possono fare a meno della politica, sono strutturati attraverso un consiglio comunale composto da consiglieri, da un sindaco, da assessori. I comuni virtuosi pure. I comuni ottemperano alla legge, mantengono un bilancio delle spese, attuano un piano regolatore, gestiscono i servizi direttamente o tramite aziende partecipate. I comuni virtuosi pure.

Cosa distingue allora un comune da un comune "virtuoso" ? A mio parere la distinzione principale sta nello spirito delle persone che agiscono all'interno dell'amministrazione, il cui intento non è solo migliorare la qualità di vita dei propri cittadini, ma agire in diretto confronto con le altre realtà comunali, cercando di impiegare tutti gli strumenti e le buone pratiche che hanno dimostrato di saper funzionare efficacemente nelle altre amministrazioni. I comuni virtuosi quindi non ragionano in termini di successo politico, ma in termini di competizione e confronto con gli altri comuni.

I comuni virtuosi non si accontentano di migliorare le cose, propongono modelli di eccellenza e si adoperano per raggiungere obiettivi anche a lungo termine. Un esempio di comune virtuoso è Capannori, il cui intento è di arrivare gradualmente ad essere un comune a rifiuti zero entro il 2020.

I comuni virtuosi danno fastidio, perché sono inerentemente dei "copioni", vanno alla ricerca delle cose migliori realizzate da altri e le emulano, dimostrando che si può fare anche di meglio. Qualche comune ci prova ma non ci riesce, altri ci riescono, e pertanto vanno puniti, perchè creano pericolosi precedenti destabilizzanti per la classe politica.

Il caso emblematico che volevo presentarvi è quello del comune di Camigliano, piccolo comune Campano di appena 2000 abitanti, situato vicino a Caserta (Vedi Wikipedia). 

Camigliano è un comune con il 65% di raccolta differenziata, è un comune che fa il compostaggio domestico e ha abbassato la tassa rifiuti ai cittadini oltre ad inserire i pannolini lavabili negli asili nido e a recuperare completamente gli oli esausti. Ma non basta. Camigliano ha smesso di erodere il proprio territorio, di cementificarlo e ha anche messo lampade a basso consumo nel cimitero. Piccole ma grandi cose - soprattutto se fatte in Provincia di Caserta dove camorra e politica governano spesso insieme - tutte volte a migliorare la vita dei cittadini nel rispetto dell’ambiente in cui si è scelto di vivere.

Il sindaco Vincenzo Cenname è un sindaco giovane e preparato, eletto nel 2007 da una lista civica, e sta per vedersi il comune commissariato, per quale motivo ?

Il motivo è l'essere stato troppo virtuoso nella gestione dei rifiuti urbani, con una scelta indipendentista differente dai dettami della provincia. Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha infatti diffidato il sindaco affinché trasmetta alla società provinciale che gestisce la raccolta rifiuti gli archivi di Tarsu e Tia, pena il commissariamento e lo scioglimento del consiglio comunale. In altre parole, la gestione locale (basata sul porta a porta) non è conforme a quanto stabilisce una legge regionale, la n. 26 del 2010, che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la sola regione Campania, sottraendola al volere dei comuni e voincolando il servizio al volere delle provincie.

Grazie al porta a porta e alla gestione diretta del servizio rifiuti, il comune di Camigliano non ha aumentato le tariffe per 4 anni consecutivi, garantendo al contempo un buon servizio e una raccolta differenziata almeno doppia rispetto alla media della provincia. Obbedendo ai dettami della regione, dovrà smantellare il suo servizio e affidarsi a quanto concordato nel piano d'ambito provinciale, un sistema industriale convenzionale (affatto virtuoso) che prevede discariche, inceneritori, cassonetti stradali, raccolta differenziata di basso livello.

Speriamo che il sindaco di Camigliano resista nella sua battaglia per vedersi riconoscere ciò che la costituzione stabilisce per diritto, cioè il rispetto della autonomia dei Comuni, specialmente quando sono governati in maniera così illuminata e lungimirante.

Si può sottoscrivere l'appello "Io sto con camigliano" per fermare questa vergogna. Chi vuole interessarsi all'argomento può leggere un esteso resoconto della vicenda qui.




mercoledì 21 ottobre 2009

Effecorta diventa un fenomeno mediatico


Si moltiplicano i servizi televisivi che portano all'attenzione del pubblico esempi virtuosi come il negozio EFFECORTA di Capannori, dove è possibile risparmiare producendo al contempo molto meno rifiuti.

Qualche giorno fa eravamo andati a visitarlo di prima persona e ne abbiamo parlato in questo post, ho trovato oggi in rete un altra recensione molto completa a cura di Marina Turola di TerraNauta.

Recenti dichiarazioni dell'assessore all'ambiente di Cesena Lia Montalti vanno verso l'indicazione di incentivare questa tipologia di esercizi commerciali anche nella nostra città, a partire dalla grande distribuzione, ma speriamo non solo.

martedì 13 aprile 2010

Reggio Emilia apre un negozio alla spina e a Km0





Reggio Emilia fa da apripista in regione Emilia Romagna aprendo il primo negozio che serve solo prodotti alla spina e a Km0, analogo del toscano Effecorta di Capannori del quale abbiamo già parlato. Gestito da una giovane coppia (Emanuela Ferrari e Paolo Boni), si chiama semplicemente "Alimentari point" ed è stato appena inaugurato lo scorso 10 Aprile 2010. Si trova in via Buozzi, 2 a Reggio Emilia.

Scelte come queste sono importanti, poichè mostrano come con piccole buone idee si possa affrontare gradualmente una trasizione verso una società a rifiuti zero. Tutte le pubbliche amministrazioni dovrebbero incentivare e favorire la nascita di attività di questo tipo, che sono al contempo economiche ed educative.

Alla inaugurazione sono intervenute diverse personalità note nel mondo della sostenibilità ambientale. Da Maurizo Pallante, scrittore ed esperto di tematiche ambientali ed energetiche e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, a Marco Boschini, assessore di Colorno e coordinatore associazione Comuni Virtuosi, a Walter Ganapini, ambientalista reggiano ex assessore tecnico all’ambiente della Regione Campania ed in passato del Comune di Milano. Per finire a Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it ed i consiglieri comunali e circoscrizionali di Reggio 5 Stelle.

Acquistare alimentari sfusi (pasta, cereali, legumi, caffè, caramelle) permette di evitare l'uso di imballaggi di plastica, carta e cartone, riducendo i rifiuti che produciamo e il nostro impatto ambientale. Si tratta anche di un risparmio per i comuni, che avranno meno materiale da smaltire. Se fossero capillarmente diffusi si avrebbe un doppio risparmio per il cittadino, sia come tariffa rifiuti che come costo della merce acquistata.  Il costo di una confezione si aggira infatti in media intorno al 30% del costo del prodotto, ma in alcuni casi costa più il contenitore che il contenuto!

Ora che Reggio Emilia ha aperto la strada, auguriamo al nuovo negozio un grande successo, confidando che anche nel nostro territorio nasceranno presto attività simili.

sabato 30 aprile 2011

Ciclo di incontri "Non siamo ... nati per rifiutare"

"Non siamo … nati per ’Rifiutare’" è il ciclo di incontri a Cesena per conoscere e incentivare stili di vita sostenibili. È questo il contributo del Miz-Movimento impatto zero a supporto dell’avvio del sistema integrato di raccolta differenziata nel quartiere Oltresavio. Fu proprio il Miz a battersi per primo per l’attivazione del porta a porta in città, promuovendo nel 2008 una petizione che ha raccolto oltre 2600 firme.

Il primo appuntamento è il 6 maggio nella sede del quartiere Oltresavio (piazza Magnani 143) con Alessio Ciacci, assessore all’ambiente di Capannori (Lucca), primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale "Rifiuti zero", iscritto a pieno titolo nell'elenco dei comuni virtuosi.


Il 13 maggio nella sala Auser (corso Ubaldo Comandini 7) Federico Valerio, docente di chimica ambientale all’Ist di Genova, illustrerà tutti i segreti del compostaggio domestico, incluso come fabbricarsi da soli una compostiera casalinga. Enrico Piraccini di Romagna Compost illustrerà invece il funzionamento dell'impianto di compostaggio industriale di Cesena, quello che accoglierà i rifiuti umidi della raccolta differenziata domiciliare.


Gran finale, il 7 giugno al San Biagio (via Aldini 24), con Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria di Bologna che parlerà di "Last Minute Market", innovativo progetto da lui ideato per trasformare lo spreco in risorsa. Interverrà anche l’attore Roberto Mercadini che si esibirà in pillole di teatro civile.


Tutti gli incontri inizieranno alle ore 20.30 precise e vedranno la partecipazione espositiva di alcune interessanti associazioni del territorio, in particolare il progetto compostuter per il riciclo creativo e la sezione cesenate del forum italiano dei movimenti per l'acqua, che promuoverà gli importantissimi referendum del 12-13 Giugno. 

Per info scarica il volantino

mercoledì 30 settembre 2009

Oggi 8° giornata mondiale contro l'incenerimento rifiuti

Incenerire è una cattiva idea, su questo non c'è il minimo dubbio. Pur senza tenere conto dei problemi di carattere sanitario (che pure esistono) tanti sono i motivi che portano a pensare come questa scelta scellerata sia sbagliata anche dal punto di vista concettuale. Forse l'idea del "fuoco purificatore" ha ancora il suo fascino, ma dal punto di vista termodinamico è semplicemente un nonsenso.

L'energia recuperata è minima, i soldi spesi troppi, le discariche non si evitano comunque, i materiali non si recuperano più, ne abbiamo gia discusso qui. Nella data del 30 settembre (oggi ndr) è stata istituita la giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti, arrivata alla ottava edizione, con tanto di conferenza stampa in diretta streaming. Il Movimento Impatto Zero ha diramato un comunicato stampa che alleghiamo integralmente, perchè sia sempre chiaro che non possiamo bruciare il nostro futuro.

Comunicato Stampa

30 settembre 2009 – 8° giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti

In occasione della giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti indetta per il 30 settembre 2009, le associazioni Movimento Impatto Zero, il Comitato “Lasciateci l’aria per respirare”di Cesena, Clan-Destino di Forlì e la Lista civica “Destinazione Forlì”, vogliono ricordare ancora una volta come la scelta di utilizzare questi ultimi per lo smaltimento dei rifiuti sia una scelta scellerata e contro ogni logica di buon senso sia ambientale che economico. Scelta che a nostro parere inciderà sulla qualità dell’ambiente e quindi sulla salute di chi vi abita, ostacolando al contempo ogni ulteriore iniziativa volta a preservare le risorse e incentivare il riuso e riciclo delle materie prime. I rifiuti debbono essere considerati per quello che sono, cioè "materiali" post-consumo riciclabili e riusabili, una volta inceneriti si perdono preziose materie prime non rinnovabili e difficilmente recuperabili dalle ceneri e dai fumi prodotti. Solo un malinteso senso dello sviluppo economico può far ritenere che la problematica dei rifiuti debba essere risolta tramite l’incenerimento. In molti paesi tale pratica è in progressivo abbandono ed in ogni caso limitata alle sole frazioni non più recuperabili (Germania e Francia, un tempo noti paesi inceneritoristi, ora praticano una raccolta differenziata spinta su gran parte del loro territorio e promuovono politiche di recupero alla fonte).

Un inceneritore dal costo di svariate decine di milioni di euro offre lavoro a una dozzina di persone al massimo, la stessa spesa investita in centri avanzati di selezione e recupero dei materiali produce lavoro per centinaia di persone, come dimostrato da esperienze come il Centro di Vedelago (TV). Ad una frazione del costo di un moderno inceneritore un centro del riciclo evita comunque l’impiego di ulteriori discariche e ci consente di risparmiare tanta energia ed emettere meno gas serra nell’ambiente. Un inceneritore emette infatti enormi quantità di CO2 ed impiega fonti fossili per mantenere la sua temperatura di esercizio. Qualora venissero presi sul serio dai governi gli impegni per ridurre le emissioni di gas serra, semplicemente non potremmo più permetterceli, data l’esistenza di tante valide tecnologie alternative e meno impattanti (come il TMB trattamento meccanico biologico) parimenti idonee a risolvere il problema dei rifiuti producendo al contempo molti meno gas serra.

L’Italia, come al solito in ritardo su tutto (inclusa la nostra provincia) persevera nella promessa salvifica data dall’incenerimento (nuovo inceneritore da 120.000 t costruito a Forlì, piani di Hera per la costruzione di altri due nuovi inceneritori in regione). Abbiamo ben 8 impianti già in funzione in Emilia Romagna di cui 3 solo nella nostra zona (2 a Forlì e 1 a Rimini), lasciando a Cesena (al 5° posto in Italia come sforamento delle polveri sottili) l’appellativo di “posacenere della Romagna”. L’effetto delle correnti e dei venti porta infatti le loro emissioni a stazionare a lungo soprattutto nel catino geologico naturale racchiuso dalla bassa pianura padana. La via maestra è quella di ridurre i rifiuti globalmente e alla fonte, incentivare prodotti alla spina, compostabili, riusabili, poi praticare una raccolta differenziata porta a porta seria e puntuale (non quella del grande cassonetto, diseducativo e deresponsabilizzante) così come le nostre associazioni hanno chiesto sia a Forlì che a Cesena negli anni passati con petizioni firmate da tantissimi cittadini, tutte respinte dalle Amministrazioni Comunali. L’incenerimento invece riceve sussidi, senza i quali sarebbe antieconomico.

Chiediamo responsabilità nella gestione dei rifiuti, alle amministrazioni Comunali di Forlì e Cesena e ai relativi Sindaci nel muoversi speditamente verso la raccolta differenziata porta a porta, al cittadino nel rendersi in grado di ben separare i rifiuti prodotti. Arrivare al 90% della raccolta differenziata dei rifiuti non è utopia ma un obiettivo al quale tendere con coraggio. A Capannori la giunta ha deliberato l’obiettivo “rifiuti zero” entro il 2020 e sta già promuovendo, oltre al porta a porta attivo da anni, anche tante altre politiche virtuose per la riduzione dei rifiuti alla fonte. Al contrario, pensare di avere un inceneritore sul cammino dei rifiuti significa doverlo fare funzionare per oltre 20 anni, solo per ammortizzarne le altissime spese di gestione, creando costi non giustificabili per i cittadini e vanificando implicitamente la raccolta differenziata, dal momento che sono impianti che funzionano bene solo se alimentati da materiale nobile, carta e plastiche. I medici dell'ISDE (Medici per l'Ambiente) hanno già segnalato alle amministrazioni le pesanti responsabilità di questa scelta ha sull'impatto sanitario (la nostra provincia offre anche tristi primati per le statistiche sui tumori) e hanno definito l'incenerimento come una seria minaccia incombente nei confronti della salute dei cittadini. Una vera “spada di Damocle” sul nostro futuro.

I dati sull’incidenza in Italia del cancro nell’infanzia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008) parlano chiaro. I bambini non fumano, eppure si ammalano di tumori tipici dei fumatori con una crescita di oltre l’1% all’anno! Occorre attivare al più presto una politica di corretta gestione dei rifiuti, investendo in vere filiere del riciclo. A Forlimpopoli c’è già il porta a porta, la gente è soddisfatta, le tariffe non sono aumentate, ma non ci sono ancora centri di recupero e riciclo in grado di avvantaggiarsi della maggiore qualità del materiale raccolto. Vogliamo investimenti in questi settori, non più solo soldi per nuovi inceneritori.

Ass. Movimento Impatto Zero,
Comitato “Lasciateci l’aria per respirare” di Cesena,
Ass. Clan-Destino di Forlì
Lista Civica “Destinazione Forlì”

Cesena, 30 Settembre 2009