sabato 29 gennaio 2011
lunedì 10 maggio 2010
VegFest Sabato 5 Giugno a Cesena
In Italia ogni anno 700 milioni di animali terrestri e almeno cinque volte tanto di animali acquatici vengono uccisi per il consumo alimentare umano, il 99% dei quali proviene da allevamenti intensivi.Ma oltre all'uccisione di tutte queste creature, paghiamo alti prezzi in termini ambientali, poiché gli allevamenti intensivi destinati all'alimentazione umana sono il principale responsabile di fenomeni di inquinamento delle falde acquifere e dei mari, della deforestazione, dello spreco di risorse territoriali, idriche e alimentari e contribuiscono in maniera determinante all'effetto serra.
L'alternativa a tutto questo esiste: l'alimentazione vegetariana. Quest'ultima è riconosciuta da tanti specialisti come uno stile alimentare in grado di mantenere un buono stato di salute e il corretto apporto di elementi nutritivi per ogni fascia d'età. Nei vegetariani l'incidenza delle principali malattie tipiche dei paesi industrializzati (malattie cardiovascolari , cancro, obesità e diabete) è molto inferiore rispetto agli onnivori.
Nella nostra provincia la LAV (lega antivivisezione), l'ENPA (ente nazionale protezione animali) e altre associazioni animaliste sono molto attive nel territorio e hanno dato vita a questo bel progetto: un Festival Vegano, il VEGFEST, che si terrà nella splendida cornice di Villa Silvia il 5 giugno 2010 dalle ore 17 alle ore 24.
Lo stile vegano è un po più rigido del vegetariano, dato che rifiuta per principio anche qualsiasi altro alimento derivato di origine animale, come le uova e i formaggi, facendo uso in sostituzione di elementi come la soia o il seitan. Tuttavia occorre ricordare come il "veganismo" sia qualcosa di più di una semplice dieta, è anche uno stile di vita che abbraccia il comportamento alimentare con un messaggio di tipo etico, quello di evitare lo sfruttamento insostenibile e crudele del mondo animale.All'evento verrà servita anche una cena "vegan" per invitare i profani a conoscere di cosa si tratta, e che in fondo rinunciare per un po alla carne e al latte è possibile senza perdere il gusto del cibo, pur senza farne una scelta integrale di vita.
Saranno presenti diverse associazioni, tra cui anche noi del MIZ, mercatini, conferenze, animazione per bambini, libri e mostre tematiche animaliste. In caso di maltempo la festa verrà rinviata a sabato 19 giugno 2010. L'iniziativa è promossa da ASSIPROV e patrocinata dal Comune di Cesena.
Vi aspettiamo allora tutti il 5 giugno a Villa Silvia, che tra l'altro l'ONU ha promosso come giornata mondiale dell'ambiente.
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BargiBlog
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martedì 29 settembre 2009
Earth Overshoot Day: la crisi lo ha spostato solo di due giorni
lunedì 11 maggio 2009
Servirebbe un mondo a prova di picco
Sto leggendo non senza una punta di sconforto e preoccupazione alcuni articoli in cui si mostra come tante risorse minerarie fra cui il ferro e il mercurio si stiano esaurendo a un ritmo veramente allarmante.Ma ci pensate ? L'eta del ferro è collocata all'incirca a 12 secoli avanti cristo, cioè almeno 3500 anni fa, e fra solo 50 anni sarà finita! Al solo pensiero mi assale un brivido per la schiena.
Ma questo vale anche per il Litio (con cui si fanno le batterie), e di un sacco di altri minerali. Tutto sta piccando, ovvero raggiungendo il limite oltre al quale la domanda di un bene è destinata a scendere, per il banale motivo che "non se ne riesce a produrre a sufficienza".
Sono convinto che siamo all'apice di un mondo destinato a collassare, come fece l'impero romano. Non tanto per un cataclisma, ma per l'incapacità di rendersi conto delle necessità del cambiamento, senza nemmeno arrivare a scomodare la classica sindrome della rana bollita.
Il mondo cambia sempre e, se il nuovo deve arrivare, qualcosa di vecchio deve sparire. Sic transit gloria mundi.
martedì 7 aprile 2009
Le 10 migliori notizie del 2008 sull'ambiente
Barack Obama é il 44.mo presidente degli Stati Uniti, il primo di colore... verde! Il suo programma per l'ambiente, battezzato “New energy for America”, si articola in 6 punti principali e rivoluzionari:
- ridurre in 10 anni il consumo di petrolio in una quantità pari a quello che attualmente gli Stati Uniti importano da Arabia Saudita e Venezuela messe insieme;
- produrre il 10% dell’energia degli Stati Uniti da fonti rinnovabili entro il 2012 e il 25% entro il 2025;
- immettere sul mercato almeno 1 milione di auto ibride entro il 2015;
- ridurre del 15% dei consumi di elettricita' entro 10 anni;
- creare 5 milioni di posti di lavoro in 10 anni nell'energia pulita, investendo 150 miliardi di dollari;
- arrivare a un taglio delle emissioni di C02 nell'atmosfera dell'80% entro il 2050.
L'anno scorso nel mondo sono stati installati 20mila megawatt di impianti eolici contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall'atomo. A livello di produzione vince ancora l'atomo, ma solo perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di un impianto nucleare e dunque, a parita' di potenza, producono meno elettricità. Il merito del sorpasso sarebbe degli Stati Uniti, dove il 30% di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 viene dal vento.
3) Settembre 2008: aumenta l'uso della bicicletta in Italia.
Secondo i dati registrati dall’Osservatorio “Audimob” di Isfort, la bicicletta rappresenta un mezzo di trasporto abituale, utilizzato cioe' almeno 3-4 volte a settimana, per oltre il 13% degli italiani tra 14 e 80 anni. A questo dato bisogna aggiungere un altro 23,5% della popolazione che la adopera in modo occasionale, vale a dire non piu' di 1 o 2 volte a settimana. Si tratta di percentuali in forte e continua crescita: la percentuale di persone che fa un uso frequente delle due ruote risulta praticamente raddoppiata dal 2002 al 2007 e quasi quadruplicata restringendo l’arco temporale al periodo 2004-2007. Da sottolineare anche l'iniziativa del governo tedesco che ha lanciato un piano per raddoppiare la diffusione delle biciclette (il 20% del traffico complessivo nel Paese) entro il 2012.
4) Agosto 2008: diminuiscono gli incendi boschivi in Italia
Dal 1° gennaio al 31 agosto 2008 si sono verificati complessivamente 4.093 incendi boschivi che hanno distrutto 32.268 ettari, di cui 12.502 boscati e 19.766 non boscati. Rispetto allo stesso periodo del 2007, quando i roghi erano stati 8.505, si registra una diminuzione del 50%, con un netto calo anche la superficie totale percorsa dalle fiamme che passa da 205.253 ettari del 2007 agli attuali 32.268, ben l’80% in meno. Sempre al 31 agosto 2008 i comandi territoriali del Corpo forestale dello Stato avevano denunciato 281 persone per il reato di incendio boschivo: 11 arresti e 270 a piede libero. Fonte dei dati: Corpo Forestale dello Stato
5) Gennaio 2008: l'Australia segue l'esempio cinese e vieta la distribuzione gratuita degli shopper di plastica nei supermercati.
4 anni fa lo stesso provvedimento era stato adottato in Bangladesh, dove i sacchetti di plastica causavano inondazioni intasando le reti idriche bengalesi. Anche a San Francisco in California sono vietati. Fonte: Peacereporter.net
6) Febbraio 2008: in Norvegia viene inaugurata banca fitoterapica piu' grande del mondo.
La banca dei semi agricoli norvegese viene definita “una delle imprese piu' innovative e straordinarie al servizio dell’umanita'”. Costruita all’interno di una montagna ghiacciata nei pressi del villaggio di Longyearbyen, nelle isole Svalbard, nei prossimi anni ricevera' circa 200.000 sementi, ma la sua capacita' complessiva e' di 4.5 milioni di campioni, per un totale di circa 2 miliardi di semi. (Fonte: fao)
7) Giugno 2008: Il presidente del Brasile Lula annuncia l'istituzione di tre nuove aree protette nella foresta amazzonica.
Per un totale di 16 milioni ettari (quasi quanto l'Irlanda), questa nuova area si va ad aggiungere ai 23 milioni di ettari precedentemente protetti. L'Amazzonia diventa cosi' il piu' grande mosaico di aree protette del mondo. Buone notizie anche per le foreste dal Paraguay, dove il governo ha deciso di prolungare di due anni la "Zero deforestation Law".
8) Settembre 2008: aumentano gli italiani che scelgono di bere l'acqua del rubinetto.
Lo rivela addirittura un'indagine dei concorrenti, l'Associazione di costruttori di impianti per il trattamento delle acque 'Acqua Italia'. Il 72,3% del campione contattato afferma di aver bevuto almeno una volta nell'ultimo anno acqua del rubinetto. Di questi, la porzione di chi la beve sempre o quasi ha raggiunto quota 39,9%, registrando una crescita di quasi 10 punti percentuali in due anni (nel 2006 erano 31,2%). Di questi, il 43,7% sceglie l'acqua potabile perché e' piu' controllata di quella in bottiglia, il 46,7% perché e' molto piu' economica. Una delle note piu' incoraggianti viene dalla citta' di Milano, dove chi ha dichiarato di aver bevuto l'acqua di rubinetto almeno una volta negli ultimi 12 mesi raggiunge l'82%.
9) Settembre 2008: rivoluzione nel settore fotovoltaico.
William Yuan, dell'Oregon, 12 anni, appassionato di tecnologia e spronato dal suo professore di Scienze, riesce a mettere a punto a un nuova cella solare 3D, in grado di captare sia la luce visibile che i raggi UV. L'efficienza di cella di Yuan é di circa 500 volte superiore a una normale cella solare 2D, in grado di catturare solo la luce visibile. Per approfondire il progetto William ha ricevuto una borsa di studio di 25mila dollari. L'ispirazione per il progetto é arrivata da una casa costruita in Lego.
10) La società tedesca Beluga Shipping vara la “Beluga SkySails”, la prima nave portacontainer (130 metri di lunghezza) trainata da un aquilone.
Progettata e costruita grazie a finanziamenti europei, la “vela” é grande come un campo da tennis, viene ancorata a poppa e permette di risparmiare il 20% del carburante, circa 1.500 euro al giorno. Si può adattare a qualsiasi modello di imbarcazione e si guida con estrema facilita' grazie a un sistema computerizzato.
domenica 1 marzo 2009
Dalla politica, nessun rispetto per l'ambiente
L'articolo completo di Marco Cedolin continua su "Il Corrosivo".
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Paolo Marani
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mercoledì 18 febbraio 2009
Una Parola
è parola che ho usato sempre con cautela, ma bisogna pur cominciare a farlo. parola che spiega la disuguaglianza, la prevaricazione del forte sul debole. parola che descrive il senso delle ronde autorizzate a pretendere l’esibizione dei documenti da chi abbia la pelle scura. parola che risolve l’interrogativo su quale forma di governo viga oggi in Italia.la parola è questa
nemmeno a sinistra, d'altronde, c'è un barlume di speranza
Fonte e foto: MenteCritica (su licenza Creative Commons)
lunedì 9 febbraio 2009
Cambiamenti climatici, l'irreversibile leggerezza dell'essere
Susan Solomon è una ricercatrice del National Oceanic and Atmospheric Administration che ha supervisionato una parte del lavoro dell'IPCC; insieme ad altri tre scienziati svizzeri e francesi ha da poco pubblicato l'articolo: Irreversible climate change due to carbon dioxide emissions. (1)Secondo l'articolo i cambiamenti climatici indotti dalle emissioni di CO2 sono in larga parte irreversibili, almeno sulla scala temporale di un millennio.
In parole povere, le scelte che faremo nei prossimi decenni influenzeranno il pianeta e i nostri discendenti in saecula saeculorum.
Il motivo è illustato da questi due grafici. In alto si vede l'andamento futuro della CO2 in atmosfera ipotizzando che cresca al ritmo attuale del 2% all'anno fino a raggiungere livelli massimi di 450, 550, 650,750, 850 e 1200 ppm.
Dopo il picco si suppone che le emissioni si interrompano. Naturalmente non si tratta di previsioni realistiche, ma semplicemente di scenari volti a illustrare la risposta del sistema atmosferico. Dopo la fine delle emissioni la CO2 atmosferica decadrà perchè verrà assorbita dagli oceani, ma molto lentamente. Alla fine del millennio si prevede che rimanga ancora intorno al 40% del valore raggiunto al picco (meno il valore preindustriale di 280 ppm).
La temperatura continuerà a salire fintanto che le emissioni proseguiranno, ma dopo la loro eventuale interruzione non scenderà (grafico in basso, le curve hanno colori corrispondenti a quelli del grafico in alto).
Questo è un risultato della massima importanza. Se smettiamo di emettere CO2, la temperatura non scenderà per almeno mille anni. Ci aspetteremmo che la riduzione della CO2 dovrebbe ridurre il forcing radiativo e quindi almeno in parte la CO2, ma purtroppo non è così,perchè questo effetto verrà compensato dalla minore disponibilità degli oceani ad assorbire il calore dell'atmosfera.
Parlando in soldoni, il succo è questo:
I cambiamenti climatici ed il relativo innalzamento di temperatura accenderanno a breve un dibattito mondiale per stabilire se saranno o meno un disastro per l'umanità, oppure banalmente uno stato anomalo a cui l'umanità finirà per adattarsi. In ogni caso, le decisioni che prenderemo adesso avranno influenza per i prossimi mille anni e oltre, il danno già causato sarà pertanto irreversibile.
Siamo disposti a scommettere ora se vale la pena di intervenire oppure no ? Anche senza la matematica certezza che la situazione sia grave, siamo disposti a correre questo rischio sulle spalle dell'intero futuro dell'umanità ?
Saremo in grado noi tutti di sollevare lo sguardo dalle nostre preoccupazioni immediate ed effimere per preoccuparci del futuro ?
(1) PNAS 106,1704 (2009). L'articolo era stato già annunciato una decina di giorni fa sul sito NOAA, ma la versione integrale è disponibile solo da qualche giorno.
Leggi l'intervista alla Dr.a Solomon in occasione della presentazione del rapporto IPCC (febbraio 2007).
Fonte: EcoAlfabeta
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Paolo Marani
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mercoledì 28 gennaio 2009
Facciamo il punto sugli inceneritori e la raccolta differenziata
Vorrei fare il punto del perché gli inceneritori sono una scelta che non è adatta per una corretta gestione industriale del rifiuto, a prescindere dal territorio in cui sono utilizzati. Non è una questione di orticello privato o di sindrome Nimby, è qualcosa di più organico e complesso da valutare nei suoi molteplici aspetti.Considerazioni energetiche
Considerazioni economiche
Considerazioni sanitarie
Considerazioni gestionali
Come possiamo evitare di usarli
Approfondimenti: Inceneritori su Wikipedia
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Paolo Marani
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lunedì 12 gennaio 2009
Conferenza pubblica a Ravenna su Salute e Ambiente
Vi segnaliamo un interessante incontro pubblico che si svolgerà a Ravenna Mercoledì 14 Gennaio organizzato dall’Associazione Collettivo Bizantinum e dal MeetUp Beppe Gillo di Ravenna.AMBIENTE E SALUTE
Cosa può fare un cittadino per tutelarsi
e vivere in armonia con l’ambiente
Relatori della serata saranno il Prof. Gianni Tamino (Docente di Diritto Ambientale Università di Padova) e la dr.ssa Raffaella Pirini (Presidente Ass. Clan-Destino). Per gli interessati alle 19:30 verrà organizzata una cena vegan, su prenotazione. Per tutte le informazioni cliccate sull’immagine della locandina.
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Paolo Marani
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sabato 15 novembre 2008
Il petrolio e la gioconda, piccola storia delle non rinnovabili
Supponete di conoscere un ladro compiacente che è disposto ad entrare al Louvre, a notte fonda, e rubare per voi la ... Gioconda di Leonardo da Vinci. Quanto potreste pagarlo ? Esiste un prezzo equo ? Essendo un oggetto così raro (anzi unico) pattuite che un prezzo equo per il ladro possa essere, diciamo, un milione di euro!Cosa fareste se voi foste il ladro ? Analizziamo le scelte possibili:
- Chiamo il mandante per denunciare la cosa, chiedendogli un congruo aumento della cifra pattuita dato che ora la Gioconda è ridiventata una merce piuttosto rara per l'intera umanità, pertanto vale molto di più. (1)
- Preoccupato dal tasso di esaurimento delle Gioconde, decido di rinunciare al furto, per non privare i posteri e le future generazione dal godere di questa meravigliosa opera d'arte, i miei figli un giorno mi ringrazieranno. (2)
- Rubo comunque una delle tre gioconde rimaste, al prezzo pattuito, tanto i futuri turisti potranno comunque visitare le altre due. (3)
La (2) la escluderei, dato che il ladro non è un filantropo ed era comunque deciso a rubare in precedenza anche l'unica copia ritenuta disponibile, seppure per un prezzo molto maggiore.
La (3) é l'unica scelta rimasta, pertanto il ladro ruba la gioconda e la consegna al mandante. La settimana seguente il guardiano scopre che tutte le gioconde sono state rubate, ognuna ad un ora diversa, da altri ladri.
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Paolo Marani
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lunedì 6 ottobre 2008
L'italia è il paese del sole
Secondo un recente sondaggio, appena il 9% dei cittadini italiani con meno di 30 anni pensa che l'ambiente sia un problema prioritario! Ciò è frutto evidente di disinformazione, bombardati come siamo da pensieri ben più contingenti ed immediati, come la criminalità, la disoccupazione, la recessione economica. Bob Dylan disse che non si possono pretendere virtù morali dai poveri che pensano solo a campare. Non ci rendiamo conto però, noi gente ancora relativamente ricca e benestante, che se il problema ambientale scoppia ne andiamo di mezzo tutti. Senza energia e ambiente non c'è economia, non c'è lavoro, non c'è cibo, io e quello sparuto 9% continueremo imperterriti a considerare quello ambientale IL PROBLEMA, non solo una opzione da coltivare a tempo perso. Il SOLE, questa davvero sarà una delle poche ancore di salvezza, per un nuovo rinascimento a carattere ambientale, non certo il nucleare convenzionale (l'uranio si esaurirà fra appena 40 anni). La tutela ambientale, l'energia, i cambiamenti climatici, sono fenomeni strettamente correlati e per i quali occorre adottare strategie unificate. Spazio al sole quindi, che l'italia ne è piena, fortunatamente.Allego una lettera aperta di Vincenzo Balzani dell'università di Bologna, affinchè chi può ne tragga saggi consigli:
L'Italia non ha combustibili fossili né uranio, ma una risorsa pulita e illimitata per 4 miliardi di anni. Appello al governo: adesso i politici devono saper ascoltare gli scienziati, gli unici che sanno guardare lontano.
Per mettere a fuoco il problema dell'energia bisogna considerare che la Terra è come un’astronave che viaggia nell'immensità dell'Universo. Non consuma sue risorse energetiche per viaggiare, ma ha bisogno di tanta energia per i numerosi passeggeri che trasporta: già oggi sono più di 6,7 miliardi, con un aumento di circa 75 milioni all'anno. Ogni minuto nascono 32 indiani e 24 cinesi.
La storia della civiltà è strettamente correlata al progressivo sviluppo delle risorse energetiche, perché con l'energia si può fare tutto, o quasi. Si può anche rimediare alla scarsità di altre risorse; per esempio, se l'acqua potabile scarseggia, se ne può ottenere a volontà dall'acqua del mare, ma al caro prezzo energetico di un litro di petrolio per ogni 3 metri cubi di acqua.
Nell'attuale fase storica l'energia è fornita quasi esclusivamente dai combustibili fossili, ma ci rendiamo conto che sono un regalo irripetibile e quantitativamente limitato che la natura ci ha fatto. Oggi sappiamo anche che il loro uso massiccio e prolungato reca gravi danni all'uomo e all'ambiente. Partendo da questi incontrovertibili dati di fatto, è necessario compiere scelte sagge e prendere rapide decisioni nel campo della politica energetica.
La questione energetica mette l'umanità di fronte ad un bivio. Da una parte c'è la difesa ad oltranza dello stile di vita ad altissima intensità energetica dei Paesi ricchi. Uno stile di vita che non si fa carico dei danni dell'ambiente, non esclude azioni di forza o, addirittura, di guerra per conquistare le riserve fossili residue, non si cura di ridurre le disuguaglianze, si espone ai rischi della proliferazione nucleare e lascia in eredità alle generazioni future scorie radioattive per migliaia di anni. Dall'altra parte la necessità di rispettare i vincoli fisici del nostro pianeta imporrebbe un cambiamento dello stile di vita, che dovrebbe anche essere visto come una scelta etica: uno stile di vita fondato su più bassi consumi energetici, sobrietà e sufficienza.
Questa seconda alternativa prevede un periodo di transizione, nel quale dovrà essere progressivamente ridotto l'utilizzo dei combustibili fossili, evitata l'espansione del nucleare e sviluppati tutti i tipi di energie rinnovabili, diffuse e non inquinanti, ciascuna valorizzata a seconda della specificità del territorio.
Per fare la scelta giusta ci vuole una politica che guardi lontano. De Gasperi ha scritto che proprio in questo sta la differenza fra un politico e un vero statista: il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda invece alla prossima generazione. Per agire come statisti, i politici dovrebbero ascoltare più spesso gli scienziati che, avendo minori condizionamenti, possono guardare più lontano.
Questo è fondamentalmente lo scopo che ha spinto un folto gruppo di scienziati a rivolgere al governo un appello (http://www.energiaperilfuturo.it/), che è stato poi illustrato in un incontro presso il ministero per lo Sviluppo Economico. L'appello sottolinea l'urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell'energia, mette in guardia contro un inopportuno e velleitario rilancio del nucleare e, infine, esorta il futuro governo a sviluppare l'uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell'energia solare.
L'Italia non ha combustibili fossili e neppure uranio. La sua più grande risorsa è il Sole, una fonte di energia che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un'immensa quantità di energia, 10 mila volte quella che l'umanità intera consuma. Guardare lontano, quindi, significa sviluppare l'uso dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili, non quello dell'energia nucleare.
E' un guardare lontano nel tempo, perché non lascia alle prossime generazioni un immane fardello di scorie radioattive. E' un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell'uranio, l'energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.
L'Italia ha più Sole dell'Austria, ma ha una superficie pro capite di pannelli solari termici 20 volte meno estesa. L'Italia ha più Sole della Germania, ma la potenza fotovoltaica pro capite installata in Germania è 30 volte maggiore. Fa specie che in Italia, dove l'unica risorsa energetica ampiamente disponibile è proprio il Sole, la maggior parte dei politici e degli industriali, e persino alcuni scienziati, non si siano ancora accorti che l'attuale crisi energetica offre al nostro Paese una grande opportunità che nazioni meno ricche di Sole hanno già colto, sviluppando nuove industrie e creando nuove forme di occupazione. Il risparmio, l'uso più efficiente dell'energia e lo sviluppo del solare e delle altre fonti rinnovabili sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.
Tratto da: MondoElettrico
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Paolo Marani
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mercoledì 13 agosto 2008
Approvata una legge regionale vergogna contro i mercatini degli hobbisti
Davvero non ci credevo quando ho letto dell'approvazione della proposta di legge regionale per regolamentare i mercatini di strada. I Comuni saranno tenuti a schedare e redigere un elenco dettagliato dei partecipanti ad ogni manifestazione. Per prendervi parte gli hobbisti dovranno richiedere un tesserino — del costo di 200 euro — che consente la partecipazione a 5 manifestazioni all’anno, per un massimo di due anni nell’arco di ogni quinquennio. Potranno essere venduti inoltre soltanto beni di importo inferiore a 250 euro, ogni bene dovrà essere preventivamente prezzato, vige l'obbligo di esporre pubblicamente e farsi vidimare il tesserino con un timbro prima di ogni evento (max 5 timbri poi sarà possibile rifarlo solo dopo 5 anni). All'interno della stessa unità abitativa può essere rilasciato un solo tesserino, (per evitare evidentemente cordate parentali). Nella stessa area espositiva non sono ammesse altre persone estranee alla famiglia di copertura del tesserino. L'intestatario del tesserino deve essere sempre presente ed identificabile. In caso di mancanza di tesserino esposto, oppure in presenza di tesserino ma mancanza di intestatario sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 250€ a 1.500€. La violazione di una qualsiasi delle norme sugli hobbisti causa le stesse sanzioni già applicate agli operatori professionali privi di autorizzazione al commercio.Ma vi rendete conto dell'idiozia di una legge del genere ?
Update: Ahahh... lo sapevo che sotto sotto c'era lo zampino degli alfieri del PD
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Paolo Marani
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lunedì 7 luglio 2008
La recessione è ambientalista ?
E' un po di tempo che parlando fra la gente serpeggia la parola "recessione", per molti un incubo, fatto di diminuzione dei salari, disoccupazione, il famoso "non arrivare alla fine del mese", per altri semplicemente una contrazione dei consumi superflui. Da un punto di vista ambientale, contrarre i consumi, pensare alla possibilità di una vita più sobria, dovrebbe essere un buon affare, purché ciò non sia visto in un ottica di privazione.Forse abbiamo vissuto fino ad ora come i bambini ai quali si dava l'abitudine di rimanere giorni interi all'interno della stanza dei giochi, diventandone emotivamente dipendenti, ma ora i giochi volgono quasi al termine, non sono rinnovabili, e gran parte di essi si sono con il tempo trasformati in rifiuti, residui di una società votata allo sfruttamento sistematico delle risorse naturali. Il distacco dal periodo della spensieratezza è traumatico ma salutare, sarà la stessa cosa con l'obbligo di sobrietà imposto dalla recessione ? Sicuramente non saprei spiegarlo meglio di quanto ha fatto Blogeko in questo bellissimo post, pertanto lo allego in forma integrale.
Ora che la borsa barcolla e che la Terra perdipiù è spolpata anch'io mi chiedo se questo può essere l'annuncio di un mondo migliore. Non so. Anzi: temo che non sia così. E tanto per cominciare, vorrei demolire uno dei pensieri correnti. Quello secondo cui battere e ribattere - come io faccio - sulla necessità di ridurre i consumi presuppone un mondo primitivo e deprivato. Questo non è vero: e da qui inizio a ragionare.
Il mondo migliore che spero è quello in cui ognuno ha cibo sufficiente e adeguato, cure mediche, caldo d'inverno e istruzione. Pure internet e un bel tot di libri, se possibile. Un mondo di questo genere però è un mondo complesso, che va oltre il puro e semplice zappare la terra e di lì campare. Presuppone che ciascuno produca più di ciò che gli serve per mangiare: gli antibiotici non crescono spontaneamente sui meli.Però per quel che mi riguarda moltissimi consumi si possono felicemente potare. Che senso ha comprare un gioiello? Che senso ha il servizio buono di piatti per 12 persone, da usare una volta ogni mai, e la credenza solo per tenercelo dentro, e la sala da pranzo aggiunta alla casa perchè anche la credenza abbia un posto? Se la crisi - questa o un'altra ventura - si porterà via queste cose, dirò solo menomale. Ma c'è un problema.
Bisogna governarla, la crisi, perchè abbia questo sbocco, perchè porti via ciò che inutilmente appesantisce il pianeta e il resto invece sia salvo. Se si lascia che il mercato faccia semplicemente il suo corso, continuerà la tendenza che è in atto ora: i ricchi - pochi - sempre più ricchi di gioielli, credenze e tutte le altre varie ed eventuali; gli altri, se già non sono poveri, sempre più immiseriti. Pare che negli Stati Uniti le cose stiano prendendo proprio questa piega. E' per questo che la recessione mi fa paura.
giovedì 29 maggio 2008
Ridurre le emissioni entro il 2050, cioè mai
Ridurre della metà le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. Lo hanno affermato i ministri dell'Ambiente del G8 riuniti a Kobe, in Giappone, ribadendo che sono proprio i paesi industrializzati a doversi impegnare in prima linea nella lotta contro il riscaldamento climatico. L'annuncio dei dirigenti dei principali paesi sviluppati (per l'Italia presente il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo) non ha al contrario fissato obiettivi di riduzione per il 2020. La dichiarazione, diretta a preparare il terreno per il vertice del G8 in luglio in Giappone, precisa anche che è responsabilità dei paesi ricchi di dare l'esempio in termini di diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Il testo tuttavia menziona solo indirettamente la raccomandazione della comunità scientifica di una riduzione dal 25% al 40% delle emissioni entro il 2020, sottolineando semplicemente che "la necessità di obiettivi intermedi efficaci come ribadito dal Giec (gruppo d' esperti intergovernativo sull'evoluzione del clima dell'Onu) è stata espressa".fonte: APCom
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Paolo Marani
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martedì 29 aprile 2008
Il petrolio è morto, viva il petrolio
Partiamo dal punto fondamentale, siamo sull'orlo di una crisi energetica senza precedenti, picchisti o non picchisti lo stile di vita basato sui consumi fossili folli non durerà a lungo se non si prendono seri provvedimenti fin da ora. Malgrado non sia impossibile che qualche paese lontano tiri fuori dal cilindro un giacimento di petrolio ancora incontaminato, in grado forse di spostare il problema più in la di qualche anno, ciò non modifica di una virgola l'enorme dilemma che abbiamo di fronte. Per la prima volta nell'esistenza dell'umanità abbiamo la "certezza" che i nostri figli avranno molte meno risorse dei nostri padri, un futuro di contrazione dei consumi e una limitazione delle possibilità di mobilità che oggi ci sembrano ovvie ed assodate (auto privata, aviazione, viaggi oltreoceano).A questo punto si delineano due strategie di intervento
Gli sviluppisti ottimisti
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I fatalisti della decrescita
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Paolo Marani
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lunedì 11 febbraio 2008
Ambiente
Il verbo "ambire" in latino corrisponde all'italiano circondare. Ambiens, ambiente era ciò che stava intorno, il circostante. Non è più così, ora ambiens, l'ambiente, è circondato da noi.Aria, acqua, suolo, sono sotto assedio e si restringono.
Circondati, si arrenderanno.
- Erri de Luca, Alzaia
lunedì 15 ottobre 2007
Un articolo per il "Blog Action Day"
Oggi in data 15 ottobre è stata proclamata la giornata mondiale del blog action day, tutti i bloggers sono invitati a focalizzare la loro attenzione verso il tema dell'ambiente e dare risalto alle notizie che sempre più stanno portando i temi dell'ecologia e della sostenibilità ambientale al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. Talvolta troppo poche volte ci rendiamo conto, come genere umano, del fatto di abitare in un pianeta fragile, soprattutto assai poco ci ricordiamo come questo bistrattato pianeta che sostiene la nostra vita sia l'unico che abbiamo. Nonostante si discuta costantemente e con toni allarmistici di guerre, ingiustizie, interessi lesi, disoccupazione, conflitti sociali ... ma siamo davvero sicuri di non fare la parte di quelli che si lamentano della polvere sul tappeto mentre la casa brucia ?? La realtà purtroppo è sotto gli occhi di tutti (almeno di quelli che la vogliono intendere), nel 2025 saremo 8 miliardi di individui, se per allora tutti riuscissero a raggiungere uno stile di vita paragonabile a quello che abbiamo ora negli stati uniti servirebbero 6 pianeta terra per ricavarne le risorse necessarie. Se invece, sempre nel 2025, si continuerà (come è invero assai probabile) ad avere la solita piccola parte del genere umano (pari al 5%) che consuma più del 30% delle risorse totali, lasciando il rimanente in una situazione intollerabile di povertà, di pianeti terra ne serviranno soltanto 2. Peccato però che ne avremo solamente 1! Stiamo passando inesorabilmente dalla civiltà dei diritti alla civiltà dei bisogni, ciò che dovrebbe essere considerato un diritto fondamentale dell'individuo (accesso all'acqua, al cibo, alla salute, all'integrità fisica e culturale) si riduce ad un bisogno che deve solo cercare di essere soddisfatto, cioè accessibile solo per chi può "pagarselo", non certo per diritto alla nascita. Così, ecco spiegato il via alla privatizzazione dell'acqua, il benestare allo smembramento del territorio per venderlo al migliore offerente, tutte pratiche che inquadrano l'ambiente come mera voce economica fra le tante, non come fondamentale entità da tutelare. Occorre ritornare ad una gestione pubblica dello sfruttamento delle risorse del pianeta. La corrente cultura capitalistica universale ci insegna che l'economia di mercato rappresenta la maniera più efficace per massimizzare il principio dell'utilità individuale: Produrre di più per poi comprare e meritare così di avere quello di cui necessitiamo. Andiamolo a dire ai 3,5 miliardi di cinesi e indiani che aspirano al nostro modello di sviluppo. Dopo il v-day di beppe grillo verso la classe politica italiana, ci dobbiamo forse aspettare assai prima di quanto non si creda il v-day della natura contro il genere umano, colpevole di totale ottusità e gestione scellerata dell'ambiente.venerdì 5 ottobre 2007
I medici rispondono a Bersani
Riporto da Ansa.it
RIFIUTI: I MEDICI DELL'EMILIA ROMAGNA A BERSANI, INTERESSATI DELL'IMPATTO ALLA SALUTE
"Noi non abbiamo detto che il ministro deve chiudere gli impianti esistenti che sono stati costruiti secondo le normative. Riteniamo però che non sia bene costruire nuovi impianti fino a che non venga chiarito che tutto ciò che è stato fatto finora con le tecnologie correnti non ha un impatto sulla salute".
"Se tutti fossimo tranquilli -ha spiegato Pizza- non avrebbe senso che la Regione abbia disposto studi tanto importanti e tanto costosi. Il nostro invito a persone pertinenti a considerare attentamente qesta situazione ci sembrava un atto doveroso, visto che siamo medici eletti che rispondono a un impulso Istituzionale. Il nostro non è un invito a bloccare lo sviluppo economico del paese,ma a considerare attentamente certe decisioni".Pizza ha concluso invitando Bersani alla riunione della federazione degli ordini dell'Emilia Romagna convocata per 17 OTTOBRE A BOLOGNA.
"... perchè in quella occasione potremo spiegare tranquillamente qual'è il senso del nostro intervento"Fonte: ANSA.IT 05/10/07-ORE15.03
martedì 21 agosto 2007
Troppe mani sul mondo
Il pianeta si sta ribellando, su questo fatto ci sono pochi dubbi, sapere se è tutta colpa nostra oppure no può essere interessante ma non aiuta certo di un metro verso la soluzione del problema. Che fare allora ? Sempre più studiosi sono convinti che l'unica cosa sensata da fare è ... non fare nulla! perchè per quanto un uomo illuminato possa impiegare la tecnologia a vantaggio di tutti esisteranno sempre coloro che, incuranti del prossimo, danneggeranno se stessi e chi sta loro accanto, noncuranti delle conseguenze. E allora via di SUV per andare a fare lo shopping, su con il condizionatore a manetta vestiti con giacca e cravatta, avanti con lo sfruttamento intensivo di qualsiasi risorsa fossile che ci capita sotto il naso. E se la radice di tutti i problemi sia semplicemente che .... siamo troppi a sfruttare quello che ci regala il mondo ? Questa è in sostanza la tesi del politologo Giovanni Sartori, leggete questo suo articolo pubblicato sul corriere della sera qualche tempo fa e che io giudico assolutamente illuminante:La bomba demografica, questo il vero problema, tolto il quale per quanti danni l'uomo sia capace in teoria di causare, non riuscirà con le sue sole forze a sconvolgere gli equilibri del pianeta.. Detto così sembra una cosa pericolosa, come sarebbe a dire che dobbiamo ridurre la popolazione del pianeta ? Dobbiamo per caso incentivare una campagna di sterilizzazione di massa ? Dobbiamo impedire (come in cina stanno tentando di fare) di avere figli ? Forse basterebbe il buon senso, tipo piantarla di boicottare gli anticoncezionali per assecondare puerili convinzioni religiose, oppure impedire alle nazioni più ricche lo sistematico sfruttamento delle nazioni emergenti (le quali hanno come reazione quello di fare sempre più figli per compensare il problema.
Il professor Santori afferma in conclusione al suo articolo:
L’uomo dell’età tecnologica ha, rispetto ai suoi antenati, un potere cento volte superiore (dico a caso) di danneggiare il suo habitat. Oggi ogni persona in più dei paesi sviluppati o in rapido sviluppo (Cina inclusa) inquina ed esaurisce le risorse naturali (mettiamo) 50 volte di più di un uomo di cinquecento anni fa. Comunque, ammettiamo — ottimisticamente — che la tecnologia ci possa salvare. Ma questa speranza è sottoposta a una condizione tassativa: fermare, e anzi fare retromarcia, sulla crescita della popolazione. Volendo, è l’intervento più facile e indolore: basta promuovere con risolutezza l’uso dei contraccettivi. Già, volendo. Senonché la Chiesa cattolica (non le altre religioni) non vuole, il piissimo presidente Bush non vuole, e i demografi (assieme a molti economisti) vogliono sempre più bambini per alimentare le pensioni. Si può essere più irresponsabili e dissennati di così? Non volere i contraccettivi equivale a condannare, nei prossimi decenni, due miliardi di persone a morire di sete, e un altro miliardo a morire di fame. Anche se queste sono stimeall’ingrosso, sono stime attendibili. Afronte delle quali non ci dovrebbero essere tabù (religiosi o emotivi) che tengano. Invece tengono. Ci siamo fregiati del titolo di homo sapiens sapiens. Ma un’umanità che non sa salvare se stessa da se stessa merita semmai il titolo di homo stupidus stupidus.
Difficile dargli torto completamente.







