La raccolta domiciliare
(o porta a porta) è uno strumento, non un obiettivo. È uno strumento
per aumentare la percentuale di materiale riciclato, rispetto a quello
smaltito attraverso discariche o inceneritori. È lo
strumento migliore, in quanto la raccolta differenziata “stradale”
consente di riciclare solo una piccola parte del materiale, a causa
delle contaminazioni tra porzioni diverse (es. parti di liquido nella
carta, oppure ghiaia nell’organico).
La raccolta domiciliare, invece, produce differenziato di ottima qualità.
Tre sono gli obiettivi che l’amministrazione persegue. Sensibilizzare i
cittadini sulle tematiche ambientali, rendendo ciascuno responsabile e
protagonista, al fine di ridurre le impronte che lasciamo in maniera
indelebile alle generazioni future. La natura non produce rifiuti, ricicla tutto.
Rafforzare il senso di comunità,
valorizzando l’impegno di ciascuno, per noi e per i nostri figli. È un
percorso che comporta piccoli sacrifici individuali e grandi vantaggi
per la collettività.
Realizzare un distretto del riciclo nel nostro territorio, per rilanciare lo sviluppo economico attraverso la realizzazione di impianti e il relativo indotto industriale.
Il progetto che è stato presentato è un progetto preliminare, aperto alle osservazioni e alla critiche dei cittadini,
perché gli obiettivi si possono raggiungere solo con il contributo
significativo di ciascuno di noi e non ci sono né ricette, né
imposizioni. La raccolta domiciliare è utilizzata in molti comuni del
nostro paese, in particolare in Veneto, Lombardia e Piemonte con alcune
eccezioni significative, Salerno tra tutte.
Non esiste un unico modello
e l’amministrazione è pronta a discutere con i singoli quartieri per
adattare il sistema base alle caratteristiche e alle esigenze dei
singoli territori.
La separazione alla fonte consente la riduzione di materiale per la parte di residuo, quindi riduce l’utilizzo di discariche ed inceneritore, e il riciclo quasi completo delle altre tre frazioni. I costi del servizio, a parità di materiale differenziato prodotto, non varieranno, anzi sono destinati a ridursi a regime,
grazie ai ricavi ottenuti dalla vendita del materiale differenziato ai
consorzi nazionali e alla naturale tendenza a ridurre la produzione di
rifiuti.
Le critiche e i timori sono legittimi e
comprensibili, perché un progetto che entra così profondamente nelle
nostre abitudini quotidiane è sicuramente difficile da accettare, ma esistono soluzioni per ogni problema,
e nel sito web del canale ambiente o presso URP sono disponibili le
risposte alle “domande più ricorrenti” dove viene spiegato come gestire
pannolini, scarti di cucina e come verrà applicata la tariffa puntuale
(uno strumento per incentivare e premiare i cittadini che svolgono con
cura la separazione dei rifiuti).
Gli
incontri pubblici e
gli incontri con le circoscrizioni, i quartieri e le associazioni di
categoria serviranno a costruire un grande progetto partecipato: “
Forlì fa la differenza”, dove saranno analizzate le singole situazioni.
Ciascun cittadino riceverà i contenitori a casa propria
da un operatore che sarà a disposizione per fornire le principali
informazioni. Particolare attenzione sarà destinata alle categorie
deboli, quali bambini, anziani e diversamente abili, attraverso
incentivi tariffari e soluzioni specifiche a problemi quali pannolini e
difficoltà di accesso.
Mi sento di rassicurare tutti, perché cercheremo le migliori soluzioni
ad ogni problema e non vi saranno imposizioni. Sicuramente un anziano
solo non si deve preoccupare. La sua produzione di rifiuto è certamente
al di sotto della media di un nucleo famigliare e, anche se, per
legittime difficoltà, non dovesse differenziare nulla, è probabile che
la sua tariffa puntuale sia minore di quella attuale e probabilmente
troverà il servizio domiciliare un comodo ausilio alle sue necessità.