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mercoledì 20 febbraio 2008

Una città senza cassonetti, come funziona

Nell'ultima puntata di Terzo Pianeta è stato trasmesso un breve documentario che mostra come viene organizzata la raccolta domiciliare a "Maserada sul Piave" in provincia di Treviso. E' possibile che sia davvero questo il sistema che sarà adottato presto in tutta italia ? Oppure è solamente un sogno ambientalista ? Fra il sogno ecologista e l'incubo campano preferiamo senza ombra di dubbio il primo, sostenibile ed economico per i cittadini. Avremo se non altro tempo sufficiente per affrontare il "vero" problema, che è quello della eccessiva produzione di rifiuti. Una città senza cassonetti non solo è possibile, ma è desiderabile, ecocompatibile e si sostiene economicamente, pertanto va fatto.

martedì 19 febbraio 2008

Il rifiuto migra, noi restiamo a casa ?

Una delle critiche più frequentemente rivolte al sistema di raccolta domiciliare "Porta a Porta" è il sospetto di come esso induca la migrazione del rifiuto verso le località adiacenti (che non adottano questo sistema). Si evince infatti sperimentalmente come l'adozione di questo schema di raccolta dei rifiuti comporti una riduzione del quantitativo globale pesato dal gestore, stimabile attorno al 20%. A Forlimpopoli ad esempio, mentre nel 2006 si erano raccolte 7.704.000 tonn. di rifiuto (per 12.500 abitanti), nel 2007, anno dell'introduzione del porta a porta, le tonnellate raccolte sono state esattamente 6.331.000 tonn., pari ad una diminuzione netta del 19.7%!!!

Dove è finito questo rifiuto mancante ? I gestori dei sistemi tradizionali a cassonetto affermano con tracotanza ed anche una punta di fastidio come, dato che la produzione al consumo non è calata di molto, essendone stato contabilizzato assai di meno, questo rifiuto deve per forza essere migrato altrove. A sostegno di questa tesi, al di la della banale argomentazione logica sopra esposta, non c'è però assolutamente nessun riscontro logistico. I comuni adiacenti non appaiono avere subito complessivamente l'incremento atteso del 20% dovuto alla migrazione. Inoltre, salvo qualche sporadico caso di malcostume di alcuni cittadini che sono usi a gettare i sacchetti ai bordi delle strade (casistica comunque presente anche con il sistema tradizionale) non si verificano complessivamente statistiche di abbandono ne del rifiuto urbano ne degli ingombranti tali da evidenziare la veridicità di questa migrazione. Non parliamo poi delle multe verso cittadini "beccati" a scaricare rifiuti illegalmente, che io sappia non ne è mai stata emessa una! Dove sono finiti allora ?

La nostra teoria è quella che il sistema domiciliare porti all'uso più razionale delle risorse, anziché buttarle se ne trovano nuovi utilizzi, il fatto stesso di doverle gestire e separare in casa incentiva la pratica del riuso e relega l'usa e getta solo allo strettamente necessario. Non è possibile dare una dimostrazione scientifica del perché il rifiuto cali così clamorosamente, però questo è oramai un dato di fatto assodato. A sostegno di questa tesi, basti considerare il caso del consorzio Priula di Treviso, in cui esattamente dal 2002 si è verificato il classico gradino di riduzione del rifiuto, del valore tipico pari ad 1/6 del totale prodotto.

Il consorzio Priula comprende ben 23 comuni attorno alla città di Treviso, per un totale di oltre 220.000 abitanti, non si può certo quindi dire che il dato non sia statisticamente significativo. Ovviamente ci potrà sempre essere chi sostiene che in Italia si fanno le cose all'italiana, mentre nel resto dell'Europa (sempre più civile per definizione) le cose vanno diversamente. Sono andato pertanto a scovare uno dei rapporti ambiente della EEA (European Environment Agency) che si riferisce al caso della Danimarca, dove il sistema porta a porta (chiamato Pay-per-Kg) è attivato da molto tempo.

La Danimarca è uno dei paesi che produce più rifiuti pro-capite al mondo (ed anche uno dei paesi che ha il maggior tasso di inceneritori per abitante), ha tuttavia investito moltissimo nella raccolta differenziata. Nella tabella si evince come la media di produzione di rifiuto procapite nei comuni che adottano il sistema tradizionale arrivi alla stratosferica cifra di 876Kg/ab, mentre dove è impiegato il porta a porta si ritorna ad una accettabile media di 592 kg/ab. Sorpresi ? La riduzione è addirittura superiore al 30%!!! Nel caso della Danimarca esiste da tempo la "tariffa puntuale" e questo induce probabilmente un incentivo ancora maggiore verso la non produzione del rifiuto.

Il porta a porta con la tariffa puntuale è quindi il classico caso di strategia win-win.

mercoledì 30 maggio 2007

Quartieri di Cesena e raccolta differenziata "Porta a Porta"

Sono ormai passati 3 mesi dall'avvio della Petizione a favore della raccolta differenziata "Porta a Porta" a Cesena promossa dal MIZ, tre mesi intensi, di grande impegno per noi semplici cittadini componenti del Movimento Impatto Zero. Ci siamo orientati verso semplici e precisi obiettivi: la raccolta delle firme per la petizione il sabato mattina sotto i loggiati del Comune e la sensibilizzazione del territorio in merito alla raccolta PaP ("porta a porta"). Per quest'ultima stiamo procedendo lenti ma inesorabili con i contatti coi 12 quartieri della città affinchè si pongano come soggetto civile attivo che agisce in direzione di una politica di riduzione dei rifiuti e di una cultura a favore della PaP, una sorta di contaminazione ecologica a favore del riciclo virtuoso dei rifiuti, in poche parole tutto ciò che la petizione propone. Abbiamo avuto il sostegno del Quartiere Fiorenzuola che ha sottoscritto all'unanimità la petizione presentando la sua adesione in Comune e che qui vogliamo ampiamente ringraziare per la sensibilità e la disponibilità dei suoi attivi consiglieri, grazie al loro sostegno è stato possibile inserire la petizione (scaricabile) all'interno del sito del Comune. Sono stati contattati anche il quartiere Cesuola e Oltresavio dai quali attendiamo una risposta al più presto. Entro l'autunno contiamo di contattare i restanti 9 quartieri e di presentare al Consiglio Comunale la Petizione con i sostegni di coloro che l'hanno condivisa. Invitiamo i lettori a segnalarci eventuali contatti diretti con i rappresentanti di quartiere, idee e proposte varie al fine di rendere il più efficace possibile la promozione della petizione che riteniamo essere un valore aggiunto per la città e i cesenati; siamo ad un punto cruciale della gestione dei rifiuti e non c'è tempo per delegare o rimandare le scelte, l'ambiente non può attendere,la discarica della Busca che serve Cesena è ormai satura e l'inceneritore di Forlì si amplia "bruciando" la nostra salute, come già più volte segnalato in questo Blog serve un 'inversione di tendenza a favore del differenziato spinto. La raccolta stradale a cassonetto ha dimostrato, statistiche alla mano di Federambiente, che non riesce a superare il 40% (mentre noi da Decreto Ronchi dovremmo arrivare nel 2007 al 50%) mentre la PaP raggiunge tranquillamente l'80% (vedi Forlimpopoli). Tutto il Nord d'Italia come il Consorzio Priula ci dimostrano, da ormai diversi anni, che la PaP è l'unico sistema per una gestione integrasta ed efficace del rifiuto tutelando ambiente e portafoglio, non dobbiamo inventare nulla solo riproporre quello che già funziona, anche a Cesena. Ringraziamo in questa sede tutti i 1120 cesenati che hanno firmato la petizione, rendendosi così partecipi di un azione positiva ed esiziale per la loro città ed in particolare i cittadini pubblici, gli Assessori che l'hanno firmata (Severino Bazzani, ass. all'ambiente, Nazario Sintini, Ines Briganti, Leonardo Belli) e il Consigliere Comunale e Regionale dei Verdi di Cesena Davide Fabbri.