venerdì 30 settembre 2011
sabato 28 novembre 2009
Evento MIZ nella settimana europea per la riduzione dei rifiuti
Museo di Scienze naturali - Cesena
Sabato 28 Novembre h. 17.30
Sala Consigliare – Comune di Cesena
CONFERENZA PUBBLICA
Domenica 29 Novembre, Quartiere Oltresavio (VEDI MAPPA)
Sala P.zza A. Magnani – Cesena h. 10.00 – 18.00
RIVESTITI, RIUSAMI e RIGIOCA: non si butta via nulla!
DISIMBALLIAMOCI
A cura del MIZ Movimento Impatto Zero ass. di volontariato ONLUS
Domenica 29 Novembre, Quartiere Oltresavio
Sala P.zza A. Magnani – Cesena h. 15.00 – 17.00
PICCOLO LABORATORIO “L’arte della manutenzione della bicicletta”
Assessorato alla Sostenibilità Ambientale - ambiente@comune.cesena.fc.it - Tel. 0547-356414/356399 www.comune.cesena.fc.it - www.cesenadialoga.it
Per informazioni sulle iniziative del MIZ:
www.movimentoimpattozero.it - Barbara, Cell.349.3207788
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Paolo Marani
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venerdì 11 settembre 2009
A Colorno sanno come ridurre i rifiuti
P.S. Vi aspettiamo Sabato 12 alla Festa del Riciclo e Domenica 13 allo Sc'arti Party.
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Paolo Marani
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8:44 AM
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Etichette: Colorno, Marco Boschini, riduzione rifiuti
lunedì 13 luglio 2009
Il new deal di Lucchi sui rifiuti
La parola "new deal" è una fra le più evocate in assoluto nel mondo politico, fa tornare alla mente Delano Roosvelt e la sua ricetta per uscire dalla famosa crisi del 29, (che è poi anche la stessa ricetta che si vorrebbe proporre oggi, cioè costruire, consumare e spendere). Forse però, in questo caso, il riferimento pare essere solamente una "licenza poetica" del giornalista.Si, perchè "new deal" significa letteralmente "nuovo corso", in quanto si basa (o dovrebbe basarsi) su idee completamente nuove e di rottura con il passato. Tanto nuove però queste idee non sono, dato che questa famigerata storia delle varie R (in numero variabile di 3, 4, 6, 8 a scelta) risale addirittura al decreto Ronchi 22/97, quindi di oltre 12 anni fa, poi aggiornato nel monumentale Testo Unico 152/2006, che ribadisce ancora una volta il concetto di come le strategie di riduzione e riuso vadano sempre applicate dai Comuni in via prioritaria rispetto allo smaltimento. Ovviamente si è fino ad oggi fatto tutt'altro, puntando tutto sullo smaltimento e poco sui limiti alla produzione.
Siamo comunque contenti che si riscoprano queste "perle dimenticate" e si riconosca come un serio approccio al problema dei rifiuti non possa che passare da una approfondita analisi e applicazione di tutte le metodologie che tentano di ridurre il rifiuto alla fonte. Mi sento di considerarne alcune applicabili abbastanza facilmente, tanto per iniziare (i valori in Kg sono le riduzioni procapite di rifiuti che ci si aspetta di osservare in media):
- Raccolta domiciliare Porta a Porta (-90Kg)
- Promozione capillare del compostaggio domestico (-30Kg)
- Promozione prodotti con imballaggi a rendere (-12Kg)
- Limite nei doppi/tripli imballaggi nel packaging (-10Kg)
- Mercatini dell'usato comunali per mobili/giocattoli (-8Kg)
- Documentazione paperless in scuole e uffici (-8Kg)
- Last minute market, sprechi grande distribuzione (-6Kg)
- Regole restrittive per volantini pubblicitari (-4Kg)
- Incentivi all'uso dell'acqua del rubinetto (-2Kg)
- Utilizzo di pannolini lavabili e riciclabili (-2Kg)
- Distribuzione di sacchetti e borse multiuso (-1Kg)
Fonte dei dati: European Campaign for waste reduction – ACR+ (www.acrplus.org)
Quando si passerà dai generici propositi R-compatibili al mettere in atto davvero alcuni di questi provvedimenti, capirò che il "new deal" sarà davvero alle porte, per il momento accontentiamoci delle belle dichiarazioni e dei nobili intenti diffusi mezzo stampa.
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Paolo Marani
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Etichette: raccolta differenziata, rassegna stampa, riduzione rifiuti
giovedì 16 ottobre 2008
Meglio ridurre il rifiuto oppure aumentare la RD ?
In questo interessantissimo e ben documentato articolo di Terenzio Longobardi Ridurre o differenziare i rifiuti, si analizza l'effetto relativo comparato che si avrebbe adottando politiche di riduzione alla fonte degli imballaggi piuttosto che politiche di incremento della raccolta differenziata. La tesi in breve parte dalla constatazione che abbiamo raggiunto una sorta di PICCO dell'imballaggio, vuoi grazie alla recessione economica, vuoi per il fatto che imballare le merci più di così è oramai impossibile, pertanto se ne deduce che (alla luce della situazione consultiva attuale fornita dagli enti di monitoraggio) la via di incrementare il riciclo appare più promettente che il ridurre il solo imballaggio alla fonte, a parità di effetto voluto. Ciò indicherebbe un diverso ordine di priorità, che vedeva classicamente la riduzione alla fonte come preferibile.
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Paolo Marani
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8:13 AM
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lunedì 13 ottobre 2008
Mercatino dell'usato di Friburgo
- Diffusione pianificata e capillare sul territorio
- Sinergia con gli impianti di trattamento e recupero della differenziata
- Nessuno scopo di lucro (nei mercatini privati il 50% o più del valore del bene venduto rimane al gestore come profitto di impresa)
- Nessun obbligo di tesseramento come venditore o acquirente
- Minore inquinamento dovuto a viaggi di trasporto presso altre sedi di smistamento
- Possibilità di offrire lavoro a categorie svantaggiate o protette
- Risparmio per il cittadino e per le persone indigenti
- Notevole incremento del riuso dei materiali
- Minore conferimento in discariche ed inceneritori
- Aumento della quota imputabile di raccolta differenziata
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Paolo Marani
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8:17 AM
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domenica 28 settembre 2008
Come riciclare gli oggetti impossibili
Si stanno facendo progressi nel campo del riciclaggio degli oggetti e dei materiali più comuni, ma cosa succede ai prodotti che non rientrano nei normali piani della raccolta differenziata? Se da un lato i programmi di raccolta porta a porta aiutano a semplificare e unificare la separazione dei rifiuti dall'altro molti oggetti resteranno necessariamente fuori dai cassonetti della differenziata. In Inghilterra esistono iniziative interessantissime che varrebbe la pena di applicare anche nella nostra vituperata Italia capitale della "monnezza". Citiamo alcuni esempi.Per smaltire un mazzo di chiavi che non servono più le si può buttare in un cassonetto dei rifiuti metallici misti oppure spedirle a keys for kindness, una associazione inglese che ricicla chiavi e manda il ricavato ad enti di beneficenza.
Si prevede che tra non molto il numero delle sveglie elettriche abbandonate nei rifiuti crescerà in modo allarmante (oramai tutte sostituite dai telefonini con la funzione di sveglia) e diverranno ufficialmente RAEE "rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche", cioè rifiuti elettronici che vanno consegnati a strutture apposite di raccolta e smaltimento dove ci si occupa di smontarle in condizioni di sicurezza. Oppure si può affidarle a Wombling, una società che ritira piccole apparecchiature elettroniche per rimetterle a nuovo e rivenderle oppure smontarle per riciclarne i più minuscoli componenti.
Una delle domande più frequenti riguarda lo smaltimento delle videocassette. Sono un problema perché la cassetta, essendo di plastica, può essere riciclata mentre il nastro invece no. Basterebbero iniziative come quella di keymood, che ricicla completamente i nastri delle cassette, ma richiede un modesto contributo per le spese di smaltimento in discarica: quindici sterline (meno di venti euro) per 50 videocassette, venti sterline fino a 140 pezzi. Il riciclaggio di dvd e cd e gratuito.
Con l'arrivo dell'estate tante donne si accorgono di avere cassetti straripanti di collant smagliati. E' inutile sperare di recuperarli: riparare come si deve una calzamaglia che non sia di pura lana è pressochè impossibile. Tights-please raccoglie collant vecchi o smagliati e lì invia in Etiopia ad Addis Abeba (fistola hospital) che accoglie le donne colpite da fistola post parto, facendone certo un uso migliore di una discarica. Si possono inviare collant a: Ethiopia Tights Appeal, Tightsplease, 2nd Floor Albion Court, 18-20 Frederick Street, Hockley, Birmingham B1 3HE Gran Bretagna.
Gli armadi di tante famiglie sono notoriamente stracolmi di teli ed asciugamani lisi e logori, lo stesso vale per le lenzuola. Tutti i manufatti tessili dovrebbero essere riutilizzati, per esempio come stracci, finché è possibile farlo. Oggi siamo abituati a trattare il cotone come un prodotto economico e di poco valore eppure basta considerare il suo impatto ambientale e sociale per capire che è vero semmai il contrario. Non è ancora possibile però recuperare e rigenerare completamente le fibre su larga scala. Fortunatamente ci sono società come Lm Barry che ritirano e riciclano ogni tipo di prodotto tessile. Gran parte delle lenzuola e degli asciugamani sono tagliate a brandelli o striscioline e usate per fabbricare strofinacci industriali per pavimenti, donando alla fibra nuova vita. Una fine un po ingloriosa, direte. Ma è pur sempre meglio della discarica dove finiscono a macerare i prodotti tessili che non vengono riciclati, spesso impregnati di sostanze tossiche come coloranti e ritardanti di fiamma.
Insomma, per farla breve, riciclare in maniera industriale molti oggetti complessi della nostra quotidianità è prossimo all'impossibile, ciò non toglie però che nell'ottica di un utilizzo parsimonioso e sobrio delle risorse nonché soprattutto del riuso, possano esistere nicchie economiche per le quali questi "rifiuti" hanno ancora un (seppur modesto) valore.
[Via The Observer]
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Paolo Ricci
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giovedì 20 marzo 2008
Forlimpopoli e il mistero del rifiuto perduto
A Forlimpopoli con l'introduzione del sistema di raccolta "porta a porta" la quantità di rifiuti raccolti è calata considerevolmente di quasi un 18%. Dove è finito questo rifiuto?La risposta che va per la maggiore è che, i cittadini della Città Artusiana che odiano tale sistema, carichino le loro sportine di pattume sull'auto e le portino nei comuni confinanti (per quelli di S.Leonardo basta attraversare la strada). Andiamo allora ad analizzare cosa è successo nei comuni limitrofi.
A FORLI' nel 2007 i rifiuti raccolti da HERA sono aumentati solo dello 0,55% contro un aumento medio degli anni precedenti del 3,5%. Sembra proprio che i cassonetti di Forlì non piacciano più di tanto ai Forlimpopolesi.
Andiamo a vedere a BERTINORO. A prima vista sembrerebbe proprio che gli "artusiani" abbiano una vera e propria passione a scaricare il proprio pattume sul colle, infatti Bertinoro segna nel 2007 un aumento record di rifiuti, più 21%. Se si guarda con attenzione la questione è meno semplice di quanto parrebbe, infatti l'aumento di Bertinoro è dovuto per la massima parte alla raccolta differenziata, più 87% e solo del 5% è stato l'aumento del rifiuto indifferenziato.
Ora è difficile immaginare che un cittadino di Forlimpopoli che odia tanto differenziare i rifiuti a casa sua tanto da recarsi presso un cassonetto di un altro Comune, poi quando è sul posto apra i suoi sacchetti e metta il vetro nel cassonetto del vetro, la carta in quello della carta e via di seguito. In realtà se va a guardare nel dettaglio i dati dell' aumento di Bertinoro si scopre che esso proviene dal rifiuto assimilato delle attività produttive che è stato introdotto nel ciclo dell' RSU.
L'esempio più eclatante di questo meccanismo è Rocca San Casciano che si è vista quasi raddoppiare la "produzione" dei rifiuti, ma nessuno ha mai pensato che sono stati quei dispettosi dei loro vicini a portaglieli (suggerimento: un importante mobilificio è entrato recentemente nel computo degli assimilati). In conclusione una certa migrazione di rifiuti è certamente da mettere nel conto, ma bisogna prendere atto che il sistema di raccolta porta a porta induce a produrre meno rifiuti, perché non avendo più il cassonetto non lo si riempie più di ciò che rifiuto non è, parlo ad esempio degli sfalci in campagna che rimangono dove dovrebbero rimanere, cioè sul terreno, o dei rifiuti che non dovrebbero andarci, parlo dei rifiuti speciali pericolosi o non assimilabili.
Fonte: Comunicato stampa di Palmiro Capacci
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Paolo Marani
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1:26 PM
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martedì 19 febbraio 2008
Il rifiuto migra, noi restiamo a casa ?
Il consorzio Priula comprende ben 23 comuni attorno alla città di Treviso, per un totale di oltre 220.000 abitanti, non si può certo quindi dire che il dato non sia statisticamente significativo. Ovviamente ci potrà sempre essere chi sostiene che in Italia si fanno le cose all'italiana, mentre nel resto dell'Europa (sempre più civile per definizione) le cose vanno diversamente. Sono andato pertanto a scovare uno dei rapporti ambiente della EEA (European Environment Agency) che si riferisce al caso della Danimarca, dove il sistema porta a porta (chiamato Pay-per-Kg) è attivato da molto tempo.
La Danimarca è uno dei paesi che produce più rifiuti pro-capite al mondo (ed anche uno dei paesi che ha il maggior tasso di inceneritori per abitante), ha tuttavia investito moltissimo nella raccolta differenziata. Nella tabella si evince come la media di produzione di rifiuto procapite nei comuni che adottano il sistema tradizionale arrivi alla stratosferica cifra di 876Kg/ab, mentre dove è impiegato il porta a porta si ritorna ad una accettabile media di 592 kg/ab. Sorpresi ? La riduzione è addirittura superiore al 30%!!! Nel caso della Danimarca esiste da tempo la "tariffa puntuale" e questo induce probabilmente un incentivo ancora maggiore verso la non produzione del rifiuto.Il porta a porta con la tariffa puntuale è quindi il classico caso di strategia win-win.
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Paolo Marani
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mercoledì 23 maggio 2007
A Trento Progetto Ecoacquisti
L'obiettivo principale del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti 2002 è la riduzione dell’incremento della produzione lorda dei rifiuti urbani, dall’1,5% annuo ad una crescita nulla entro il 2017.
• PROMUOVERE NEI CITTADINI COMPORTAMENTI
E ACQUISTI PIU' CORRETTI
• STIMOLARE I COMMERCIANTI AD USARE E
VENDERE PRODOTTI ECOCOMPATIBILI
… e di conseguenza …
• STIMOLARE I PRODUTTORI A PRODURRE BENI
PIU' ECOCOMPATIBILI
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Barbara Martini
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11:25 AM
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