Visualizzazione post con etichetta raccolta differenziata porta a porta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta raccolta differenziata porta a porta. Mostra tutti i post

martedì 5 luglio 2011

L'organico questo (semi)sconosciuto


PRIMA PARTE

Alcuni suggerimenti per una buona raccolta dell'organico (che non puzza!!). Cosa evitare e piccole strategie per vivere meglio con i nostri bidoncini in casa.

A breve la seconda parte.

sabato 16 gennaio 2010

Paul Connet a Forli il 19 gennaio


E' un appuntamento importante da partecipare a tutti i costi, Paul Connet è stato in passato anche da noi invitato al Convegno nazionale di Gambettola nel 2008 (vedi video con Paul Connet).

La conferenza sarà finalizzata sia a fare il punto sulle strategie alternative applicate in tutto il mondo e percorribili anche nelle nostre realtà locali, per tendere ai più evoluti modelli di gestione a “rifiuti zero”, sia ad approfondire la tematica degli impatti ambientali e sanitari derivanti dall’incenerimento dei rifiuti.

Relatore d’eccezione della serata sarà il Prof. PAUL CONNETT, candidato al premio Nobel nel 2008, docente di chimica generale, chimica dell’ambiente e tossicologia all’Università St. Lawrence di Canton nello stato di New York.

A Forlì sembra si faccia decisamente sul serio, importante anche la partecipazione dell'assessore all'ambiente Alberto Bellini, che illustrerà come l'amministrazione forlivese (e si spera in futuro anche quella cesenate) intenderà affrontare concretamente il problema dei rifiuti, finalmente in sintonia con quanto il movimento ambientalista ripete da tanto tempo: Politica per Rifiuti zero, stop agli inceneritori, filiera del riciclo.

sabato 30 maggio 2009

Balzani incontra Grillo a Forlì e promette il Porta a Porta


Questo video è stato girato in backstage al termine dello spettacolo di Beppe Grillo il 28 maggio scorso a Forlì, seguitelo con attenzione. Roberto Balzani candidato sindaco del PD si intrufola e promette a Grillo la realizzazione del porta a porta, invitandolo alla sua futura inaugurazione. Non voglio entrare nel contesto delle polemiche riguardo all'opportunità di un candidato sindaco di sfruttare qualsiasi buona occasione per darsi visibilità, vorrei rimanere sul fatto specifico di ciò che ha affermato Balzani con presenti numerosi testimoni: L'impegno a partire al più presto con il porta a porta.

Forse qualcuno dovrebbe ricordargli del fatto che sono passati oltre 4 anni da quando i cittadini forlivesi hanno raccolto ben 17.000 firme a Forlì per il porta a porta, sentendosi rispondere sempre "picche" in ogni occasione. Anzi, subendosi la costruzione di un nuovo inceneritore assolutamente sovradimensionato da ben 120.000 tonnellate. Non ce la si può cavare dicendo banalmente "prima o poi dobbiamo pure iniziare".

Per lo meno a Cesena il candidato sindaco Paolo Lucchi non è stato così ipocrita, decidendo fin da subito di non mettere il porta a porta all'interno del proprio programma elettorale, con il sottointeso pretesto fornitogli da Hera di presunti costi superiori per i cittadini.

La realtà è che non solo il porta a porta permette performance ambientali inarrivabili rispetto alla differenziata da cassonetto stradale, ma costa anche nettamente di meno nel medio-lungo periodo, come dimostrato da tante esperienze, specialmente in Veneto con il consorzio priula. I loro costi sono dimezzati rispetto ai nostri, pur utilizzando un sistema porta a porta (con tariffa puntuale) fin dal 2003, davvero i costi del sistema in sè sono elevati oppure è Hera a non essere così efficiente ?

Nonostante la campagna elettorale agli sgoccioli e lo promesse spese, il PD crede ancora alle favole di Hera. Bisogna svegliarlo!

mercoledì 6 maggio 2009

Anche Macori sembra aprire al Porta a Porta

Sul giornale Romagna Oggi compare una intervista in cui il candidato Italo Macori ribadisce la sua posizione riferita ad Hera e al Porta a Porta, come già aveva avuto modo di esprimere nella recente videointervista MIZ.

Partito inizialmente da una posizione pregiudizialmente contraria, paventando addirittura costi superiori del 300% e richiedendo (caso unico in Italia) un referendum preventivo, sembra essere ritornato parzialmente sulle sue posizioni dichiarandosi possibilista.

"Il porta a porta mi andrebbe anche bene, se c'è da spendere qualcosa per la tutela dell'ambiente sono disposto ... ma occorre essere sinceri con i cittadini e spiegare loro che questa formula comporta un costo maggiore"

Al contempo, viene criticata pesantemente Hera sostenendo che si tratta di un cancro fuori controllo.

"Una vera e propria metastasi ... erano state promesse sinergie ed economie di scala a favore dei cittadini e delle imprese: oggi vediamo tutti che non è così"

Implicitamente, Macori ammette che Hera non ha svolto un buon lavoro nel migliorare il servizio e diminuire (o almeno calmierare) le tariffe ai cittadini. Allora io mi chiedo, è affidabile Hera quando lei stessa prospetta i costi di un servizio di tipo diverso che potrebbe non sapere svolgere correttamente ?

Secondo uno studio commissionato al Prof.Alfonso Andretta, le proiezioni del costo del Porta a Porta su tutta Cesena, effettuate prendendo a modello il servizio a Forlimpopoli ed estrapolando i costi relativi, porterebbero a un costo da 10,5 Milioni di Euro a quasi 12 milioni di euro, per un incremento vicino al 10% netto. L'occupazione degli addetti allo spazzamento e raccolta passerebbe da 59 unità a 149 unità (se mi ricordo bene), cioè un incremento di un centinaio circa come ordine di grandezza di nuovi assunti per la raccolta domiciliare (che non è poco di questi tempi).

Hera stessa, nota per la sua relativa inefficienza ed attenzione ai margini di profitto, da salvaguardare a tutti i costi per volere degli azionisti, pone un limite del 10% circa di incremento di costo (cioè di tariffe per i cittadini).

Ebbene, se Hera propone una sua visione di aumento dei costi, può essere benissimo che Hera non sia capace di competere per offrire il servizio richiesto (a parità di margine con quello precedente), e non propriamente una effettiva dimostrazione che il servizio costi realmente di più. Nel 2011 il servizio va ad appalto, se dovesse competere in un campo che non gli è proprio si troverebbe in serie difficoltà, pertanto deve scoraggiare le amministrazioni che vogliono adottare il sistema, paventando lo spauracchio dei costi in ogni occasione.

Infatti nelle stime vengono tralasciate importanti voci come:
  • Efficientamento di esercizio (stimato sull'8% del costo totale)
Fai una cosa per qualche anno, diventi più bravo, aggiusti le spese e tagli quelle inutili, ti costa un po di meno l'anno dopo.
  • Utilizzo di lavoratori in fascia protetta
Invece di contabilizzare gli stipendi applicando il contratto FISE, si utilizzano in parte lavoratori in fascia protetta, che godono di contributi agevolati, anche se scontano una minore efficienza.
  • Indotto industriale e di impresa
La creazione di "distretti del riciclo" sul modello di Vedelago, consente di accorciare la filiera del rifiuto, con riduzione dei costi e nuove opportunità per gli imprenditori che desiderano investire in strutture di recupero e di riciclo. (Attualmente i rifiuti del porta a porta multimateriale (plastica e lattine), così come quelli dei cassonetti stradali, vengono portati in parte all'inceneritore di Forli, alle varie discariche, e se va di proprio lusso trasportati fino ad Argenta per il recupero delle varie frazioni multimateriale. Non costa nulla tutto questo?)
  • Diminuzione del rifiuto totale prodotto
La raccolta domiciliare (anche se Hera sostiene il contrario, parlando di migrazione) ha prodotto ovunque una diminuzione netta del rifiuto prodotto quantificabile attorno al 15-20 %, questo significa che anche se il servizio costa di più per ogni chilo smaltito opera su un volume globalmente minore di materiale, con evidenti conseguenze in termini di costi totali del servizio.
  • Spese più efficienti per sostenere le campagne informative
Hera dovrà comunque spendere tanti soldi per grosse campagne informative a sostegno della raccolta differenziata, altrimenti l'obiettivo di raggiungere il 50% di raccolta appare una pura chimera. La stessa spesa per informazione, se orientata alla raccolta domiciliare, è enormemente più efficiente, perchè mentre per il sistema stradale va ripetuta tutti gli anni, per il sistema domiciliare va eseguita praticamente solo in fase di avviamento. Il sistema domiciliare "incoraggia" il cittadino a prendere e mantenere una buona abitudine, quella di separare i rifiuti all'origine, il sistema stradale non ha questa caratteristica, e fa leva solo sul senso civico, che se non adeguatamente "foraggiato" da campagne informative tende a decadere.
  • Minore inquinamento dovuto ai mezzi tecnici pesanti
Mezzi più piccoli (che spostano masse molto minori) sono intrinsecamente meno inquinanti e consumano meno combustibile di mezzi tecnici automatizzati enormi e pesanti, anche se come quantità numerica dovranno essere maggiori. Inoltre possono essere in teoria utilizzati mezzi elettrici, cosa difficile per i grandi compattatori, a causa del peso eccessivo.
  • Dimezzamento delle spese per lo smaltimento in discarica e per l'incenerimento
Oggi portare in discarica costa relativamente poco (circa 90€/tonn) mentre incenerire costa decisamente di più (circa 160€/tonn). I prezzi di oggi sono destinati a salire drammaticamente in futuro, date le sempre più stringenti norme a tutela dell'inquinamento di acqua, aria, suolo. Basti pensare che oltre un terzo dei costi totali di un inceneritore è dovuto al solo sistema di trattamento fumi! Con i prezzi di smaltimento di oggi la raccolta domiciliare va circa alla patta, ma domani non sarà più così, lo smaltimento in discarica e l'incenerimento costeranno sempre di più, anche perchè i rifiuti dovranno essere portati sempre più lontano. Sta qui il vero vantaggio della raccolta domiciliare, dimezza il materiale non recuperato quindi dimezza i costi di smaltimento, che crescono più velocemente dei costi in stipendi!
  • Sanzioni del 20% in bolletta se non si raggiungono i vincoli di RD
Il 2012 è dietro l'angolo, per quella data dovremo raggiungere il 65% di raccolta differenziata, pena una penale del 20% in tariffa ai comuni che non la ottengono. Il sistema tradizionale non permette di superare il 50% se non con costi esplosivi di trattamento e separazione.
  • Possibilità di tariffa puntuale
Oggi la TIA (ex Tarsu) si paga sui metri quadrati calpestabili e sui componenti familiari, cioè indipendentemente se una famiglia produce poco o molto rifiuto. Con il sistema porta a porta la tariffa può essere commisurata al rifiuto prodotto, conteggiando gli svuotamenti. Cosa assai difficile se non impossibile con il sistema tradizionale a cassonetto stradale.

Da notare che non è stato nemmeno citato il ricavo per il materiale recuperato rivenduto!

In conclusione, se l'incremento di Hera è solo del 10%, senza nemmeno considerare tutti i vantaggi potenziali di cui sopra, significa non solo che a regime costerebbe di meno, ma che il cittadino ci guadagnerebbe alla stragrande.

Ce lo vogliamo mettere finalmente in zucca ?
Il Porta a Porta conviene davvero, ma non ad Hera!

giovedì 29 gennaio 2009

Macori chiede un referendum sul porta a porta

Sembrerebbe che Italo Macori, dopo avere annunciato la sua intenzione di sponsorizzare la costruzione di un inceneritore a Cesena, abbia intenzione di proporre un referendum consultivo per sondare la propensione dei cittadini di Cesena verso il Porta a Porta. Che io sappia non mi sovviene di alcun comune che abbia istituito un referendum "prima" di avviare il servizio domiciliare, mentre alcuni ne sono stati istituiti al termine della sperimentazione iniziale generalmente quando il sistema non ha funzionato, come é successo ad Argelato.

Per inciso, ad Argelato la tariffa era stata ridotta dopo l'introduzione del servizio, ma la campagna informativa è stata pessima e sono stati commessi incredibili errori, come il non dotare tutti i condomini di opportuni contenitori interni di capacità maggiorata. La colpa più grave è stata comunque il non coinvolgere direttamente i cittadini nel processo di miglioramento del servizio. E' normale che dove si sono verificati problemi conclamati la gente si ribelli e ribalti una decisione a suon di referendum, lasciando vincere logiche opportuniste ed egoiste.

Dobbiamo pertanto supporre che ove non è stato chiesto un referendum la popolazione sia contenta oppure scontenta ? Io credo che generalmente sia contenta. Caso mai il problema è al contrario, ove cittadini invocano il referendum ma questi vengono negati dalle pubbliche amministrazioni per paura di perderlo, come è avvenuto a Reggio Emilia. Quando referendum confermativi vengono richiesti, specialmente quando riguardano gli inceneritori, questi perdono sempre, perchè allora ne abbiamo tanti dislocati sul territorio ? Si va contro il volere dei cittadini anche li ?

Allo scritto del Sig. Macori, persona che in ogni caso considero seria e ragionevole, rispondo pubblicamente con la seguente:

Egregio Sig. Macori,

Mi sento in dovere di rispondere alla sua cortese replica apparsa sul Corriere in merito alla proposta di istituire un referendum propositivo a Cesena in materia di raccolta differenziata. A mio parere si tratta di un grave errore metodologico. Sono personalmente contrario affinchè certi temi delicati siano trattati alla stregua di decisioni prese a furor di opinione pubblica, ci sono infatti aspetti che non dovrebbero essere affrontati in maniera ideologica, come lei giustamente sostiene.

Perchè non è stato ad esempio indetto un referendum quando si è deciso nel 2002 di istituire Hera e dare in consegna ad essa la gestione privatistica di tutti i servizi e le forniture pubbliche essenziali ? Come avrebbe potuto esprimere, un eventuale testo di referendum propositivo, l'idea poi avveratasi che il privato avrebbe favorito si l'efficienza del servizio e le casse dei comuni, ma non altrettanto gli esborsi in tariffa dei cittadini ? Certe scelte politiche devono essere trasparenti, ma alla fine compito di una amministrazione accorta è a mio avviso sempre quello di perseguire con fiducia e tenacia certe strategie e fare delle scelte, purchè indirizzate al benessere della collettività.

Dobbiamo forse indire un referendum ogni qual volta si tratta di decidere l'apertura di un nuovo parcheggio ? Se lo si facesse sarebbe come affermare che è l'amministrazione stessa a non volere una tale scelta, anzi a boicottarla. Ovunque sul territorio si è verificata una rilevante rivoluzione di tipo gestionale, come ad esempio la sperimentazione del Porta a Porta a Forlimpopoli nata nel 2007, l'impulso non è mai partito da un referendum popolare, ma da un seria presa di consapevolezza della pubblica amministrazione.

Rilancio pertanto la sua sfida, invitandola a parteggiare politicamente per l'estensione in prova del servizio domiciliare su un quartiere di Cesena come l'Oltresavio, così come accadrà a breve ad esempio per Bertinoro, ed indire poi a distanza di un anno esatto un referendum confermativo di gradimento. Così è successo a Forlimpopoli, ove recentemente la popolazione, previa consultazione popolare, ha apprezzato il nuovo sistema con percentuali bulgare vicine al 90%, inimmaginabili solo pochi mesi prima.

Un recente studio commissionato da ATO a consulenti esterni come il prof. Alfonso Andretta, ha stimato nell'introduzione di un percorso domiciliare a Cesena un possibile aggravio dei costi inferiore al 10%, comprese le indispensabili spese di avviamento e informazione dei cittadini, il che si tradurrebbe a regime in un incremento delle tariffe paragonabile se non inferiore a quelle che Hera, comunque, già applica maggiorate ogni anno ai suoi utenti. In cambio, la prospettiva di un servizio più comodo, maggiore tutela ambientale e possibilità tecnica di commisurare la tariffa futura a quanto realmente si produce come rifiuto (tariffa puntuale).

In merito al fatto che i materiali recuperati hanno scarso mercato, questo è vero ora in quanto stiamo attraversando una fase di crisi economica, tuttavia il valore di recupero dei materiali è comunque irrisorio rispetto ad altre voci che compaiono nel costo complessivo, la cui parte preponderante (oltre il 50%) è dovuta alle spese di smaltimento, le quali più che dimezzano utilizzando un sistema domiciliare spinto. L'incremento modesto di costo é in buona parte a vantaggio dell'aumento di occupazione che il regime domiciliare comporta.

Tengo a precisare che l'associazione MIZ non intende partecipare alla prossima consultazione elettorale, che non è in alcun modo affiliata a Beppe Grillo come lei ha erroneamente indicato, e che rivendica il diritto di fare Politica con l'auspicio di avviare una seria discussione, sia con voi che con altre forze politiche incluso il PD, che su questi temi importanti preferisce al momento tacere.

Cordiali Saluti,
Paolo Marani
MIZ - Cesena

mercoledì 10 dicembre 2008

C'è (r)accolta e (R)accolta

Quando si parla di raccolta differenziata bisogna chiarire un concetto: una cosa è la raccolta differenziata altra cosa è la quantità di rifiuti che ritorna nel circuito produttivo come materia prima seconda.

Non tutto quello che viene raccolto è quindi recuperato come risorsa: ci sono frazioni assolutamente non recuperabili che subiscono inevitabilmente scarti durante il processo di recupero (sovvalli). Se carta, plastica, vetro sono sporchi ci sarà molto scarto. Se sono fusi assieme ci sarà molto scarto, se sono schiacciati e sbriciolati ci sarà molto scarto.

La raccolta differenziata multimateriale può avere un senso qualora esista un principio fisico semplice ed economico per effettuare la separazione meccanica, come ad esempio plastiche e lattine di banda stagnata, separabili tramite una elettrocalamita, in linea generale è però sconsigliabile se l'obiettivo è un elevato recupero, dato che nel multimateriale ci può finire di tutto, e pochi cittadini prestano davvero attenzione all'elenco dei materiali permessi.

La raccolta monomateriale, paradossalmente, può rivelarsi anche essa piuttosto problematica a causa della elevata variabilità delle composizioni dei materiali, i quali pur omogenei come tipologia non possono talvolta essere riutilizzati se non sono della stessa specie chimica. Occorrerebbe tenere separati PET, PVC, Nylon, Teflon, Plexiglass, polipropilene (PP), poliammide (PA). Per un recupero di qualità occorrerebbe inoltre tenere separati i vari colori, specialmente nel vetro, ed impedire contaminazioni da parte di materiali ceramici, dannosi per il recupero anche se in quantità piccolissime.

Il grande cassonetto stradale, di volumetria elevata, non può essere efficiente senza l'ausilio un sistema compattatore installato a bordo del veicolo adibito alla raccolta. Dato che schiacciando e mescolando i rifiuti si riduce la possibilità di recuperarli efficacemente, risulterà molto più difficile avere un recupero di qualità anche utilizzando i più moderni sistemi di separazione meccanica. Al contrario, la raccolta domiciliare, specialmente quella in cui i cittadini sono istruiti a separare i tappi, i contenitori di tipo diverso, i materiali omologhi, schiacciati ma non pressati al punto di renderli irriconoscibili, permettono una efficace separazione tramite l'utilizzo di un sistema combinato meccanico e manuale.

Questo é il motivo principale per cui affidarsi interamente alla separazione meccanica, ignorando qualsiasi intervento a monte, produrrà inevitabilmente un alto tasso di scarti, le soluzioni miracolose infatti non esistono, ogni incremento di resa desiderato necessita di un incremento di costo ben più che proporzionale, quando il materiale non sia stato trattato fin dall'origine in funzione da facilitarne il recupero.

Un sistema che permette di avere a monte un rifiuto molto pulito è quello porta a porta, il quale ha anche l’enorme vantaggio di incentivare comportamenti virtuosi in tutto il sistema di filiera, dalla riduzione dei rifiuti alla fonte, alla sensibilizzazione dei cittadini.

Esistono in verità altri sistemi possibili che presentano taluni dei vantaggi auspicati, ad esempio si potrebbe dotare ogni cittadino di una "card" con la quale aprire il cassonetto stradale e contabilizzare in qualche modo il rifiuto prodotto. Tali sistemi sono comunque classificabili di tipo "non domiciliare", pur permettendo una tariffa puntuale. Il requisito di utilizzare grossi compattatori per svuotare i contenitori stradali rimane inalterato, il controllo incrociato dei cittadini sulla qualità di raccolta è comunque scarso o inesistente, pertanto gli scarti saranno comunque molto elevati.

La realtà industriale della Romagna, con una forte presenza impiantistica, una elevata efficienza del lavoro (pochi addetti al servizio) e una gestione a scopo di lucro del servizio di gestione dei rifiuti (Hera è una SPA) si sta avviando verso una crisi di tipo strutturale. Le normative si stanno rendendo sempre più stringenti (e quindi costose se affrontate con il sistema attuale), ciò induce il gestore a creare fortissime resistenze politiche verso l’introduzione di un qualsiasi sistema tecnicamente più efficiente per la raccolta dei rifiuti, con il timore che ciò intacci il proprio margine di profitto.

Non nascondiamoci dietro a un dito, il sodalizio di affari fra il gestore dei rifiuti e la politica locale, dove non si capisce più chi sia il controllore e il controllato, induce la politica stessa a comportamenti che sembrano più tutelare il bisogno di profitto delle sue controllate piuttosto che garantire un servizio migliore alla cittadinanza. Il costo inferiore in fondo non importa al gestore, ciò che conta è la redditività garantita a chi guadagna in proporzione del volume dei rifiuti trattati. Una migliore raccolta riduce i volumi trattati, perché educa i cittadini a buttare di meno, ciò è inaccettabile per Hera, che infatti le prova tutte, dal cassonetto di prossimità alle campagne informative nelle scuole, pur di non affrontare il tema alla radice.

Queste resistenze sono comprensibili,, già si è investito pesantemente nel sistema attuale, cambiare rotta ora significherebbe letteralmente buttare guadagni di impresa, anche se l'obiettivo sarebbe avere una migliore performance ambientale ed un risparmio per i cittadini.

In questi giorni sarà deciso se e come sperimentare la raccolta dei rifiuti porta a porta a Cesena e Forlì. L'attuale normativa prevede infatti il raggiungimento del 65% di RD entro il 2012, e se tale obiettivo non venisse raggiunto dovremmo pagare una salatissima penale da rigirare direttamente in tariffa. Nessun sistema a cassonetti in Italia, in assenza di trucchi come il ricorso a grosse iniezioni di "rifiuto assimilato", è in grado di raggiungere queste percentuali senza fare esplodere i costi.

Al cittadino ora la scelta, pagare a breve molto di più come tariffa di igiene ambientale (già oggi salatissima) a causa delle penali, oppure pagare poco di più oggi, ed in una prospettiva a medio termine addirittura meno, per finanziare un sistema diverso capace di raggiungere l'obiettivo e recuperare il materiale per la massima quantità possibile, come prevede la legge. Inoltre, un sistema basato prevalentemente su tecnologie leggere e sul lavoro manuale, garantirebbe uno sviluppo in termini di occupazione notevole, e con i tempi che corrono questo non è poco.

Solo il porta porta garantisce percentuali maggiori del 60% a costi accettabili, da un punto di vista normativo questo é il momento giusto per in cambiamento, in modo che entro il 2012 si entri a regime in tutta la Città e non solo in un quartiere pilota.

Però bisogna fare presto, prima che questo governo insensibile alle tematiche ambientali cambi le carte in tavola e dichiari inutile la raccolta differenziata, ricorrendo all'incenerimento come unica via per smaltire il rifiuto. (sarà possibile solo il riciclaggio di denaro sporco e di politici corrotti).

Il porta a porta non è un costo ma un investimento, significa in sostanza più risorse, più posti di lavoro, tariffe nel medio termine più leggere e commisurate al rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto, più tecnologia orientata al recupero anziché allo smaltimento.

Prendiamo ad esempio ciò che già accade nei consorzi Priula, Chierese, Novara, Salerno.. e tutte le altre realtà compresa la famigerata Forlimpopoli che è già al 70% di RD da più di un anno e ha ridotto i suoi rifiuti alla fonte di quasi 100Kg/anno pro capite, con un indice di soddisfazione della popolazione di oltre il 90%.

Non ci sono più scuse, la raccolta domiciliare si può fare.

giovedì 13 novembre 2008

Riccione e Misano confermano il Porta a Porta

Prosegue a pieno ritmo il progetto di raccolta differenziata “Porta a Porta” a Riccione e Misano adriatico entrato a regime a fine 2007. Si tratta di un sistema di raccolta rifiuti che investe il 5,6 per cento della popolazione (oltre 16mila cittadini), e che ha come obiettivo il raggiungimento del cinquanta per cento del rifiuto differenziato (RD). Il servizio ha avuto il suo nastro di partenza nelle aree di Misano e Riccione lo scorso maggio 2007. Il “Porta a Porta” è curato e coordinato da Ato Rimini su finanziamento di Regione Emilia-Romagna e Provincia di Rimini, per la realizzazione del gestore Hera.

La sperimentazione nei due comuni riguarda a Riccione, la zona turistica lato nord, mentre a Misano Adriatico l’intera zona turistica con eccezione di Portoverde. A Riccione nord, sono raccolti ‘porta a porta’ dalle utenze domestiche carta, vetro e rifiuto indifferenziato. La raccolta del rifiuto organico riguarda solo i condomini con più di quattro appartamenti. Nella zona turistica di Misano Adriatico, invece, la sperimentazione ‘porta a porta’ comporta la sola raccolta dell’organico nei condomini con più di quattro appartamenti, essendo il servizio di raccolta presso le utenze domestiche di carta, vetro e indifferenziato - con esclusione della zona “Misano Brasile”, coperta dal servizio territoriale - già previsto all’interno del Piano d’ambito Ato.

Adriano Tossani, assessore all'ambiente di Misano, ha dichiarato quanto segue:

Il 2008 ha segnato importanti miglioramenti e nello stesso tempo difficoltà nell’affrontare la raccolta differenziata. Rispetto agli anni precedenti (2005 il 15,5%, 2006 il 23,6%, 2007 il 31,1,%) nei primi mesi dell’anno, grazie agli sforzi fatti e alla risposta dei cittadini di Misano, abbiamo raggiunto il 45%.di RD. Con l’avvicinarsi dell’estate la differenziata ha avuto una diminuzione segnando un 37,71% medio (da gennaio a luglio ’08), valore che mostra la difficoltà a far decollare la Rd in estate.

Comuni ad alta recettività turistica come quelli di Riccione e Misano sono molto più problematici a causa della presenza di tante seconde case per turisti utilizzate esclusivamente nei mesi estivi - Continua Adriano Tossani -, persone che vengono spesso da fuori regione e che talvolta non sono state adeguatamente informate su come funziona il servizio. Ciò rende tra l'altro difficile installare sistemi di tariffazione "puntuale" in grado di fare pagare quanto effettivamente conferito.

Un sistema puntuale alternativo, Hera lo ha proposto nel Comune di Poggio Berni. Un sistema basato sui cassonetti stradali ma a cui è stato applicato un meccanismo di apertura con una chiave elettronica personalizzata per singola utenza e che pesa il rifiuto prodotto ad ogni immissione. A questo si dovrebbe aggiungere un Led nei vari cassonetti, collegato alla centrale operativa di Hera, che segnali quando il cassonetto è pieno. Così facendo si riducono sia le spese di gestione sia le emissioni di polveri sottili, in quanto i camion di Hera circolerebbero per svuotare solo i cassonetti pieni e non tutti, anche se sono mezzo vuoti, come avviene adesso.

sabato 6 settembre 2008

Il Porta a Porta di Novara

In a "nutshell" (in soldoni) come dicono gli anglosassoni: Città di Novara, circa 110.000 abitanti, raccolta differenziata che sfiora il 70%. Una delegazione del comune di Forlì e di Cesena è stata recentemente in visita a Novara per studiare il loro modello di raccolta differenziata, di tipo domiciliare, in quanto rappresentativa di una realtà paragonabile a quella che potrebbe interessare Forlì o Cesena nel nostro immediato futuro. A Novara opera la ditta ASSA Spa, di intera proprietà comunale, quindi un modello un po diverso dalla palude di interessi in cui si è incastrata la nostrana Holding Hera Spa, ma veniamo ai dati sulla loro gestione operativa.

La particolarità del porta a porta di Novara è che la raccolta avviene a “a domicilio”, nel senso che dove è possibile gli operatori di ASSA prelevano il rifiuto direttamente dentro le aree cortilizie (ed in alcuni casi anche abitazioni), manualmente o con mezzo meccanico. Per poter svolgere tale operazione i cancelli sono dotati di una particolare serratura che in una determinata fascia oraria può aprirsi su comando degli operatori addetti alla nettezza urbana.

Il sistema di raccolta è iniziato nel 2004, ma non è partito in contemporanea su tutta la città, è cresciuto pezzo dopo pezzo fino ad essere esteso in tutto il territorio nel 2006. I risultati dimostrano che un dispiegamento graduale del servizio é possibile anche su una città di medie dimensioni e permette di “impostare” il territorio su cui modificare il sistema di raccolta. Ciò da un punto di vista organizzativo e informativo consente un impatto iniziale minore di risorse, con efficientamento graduale e crescente nel tempo, tramite il quale si ricavano risorse aggiuntive che consente di pianificare nel tempo l'estensione del servizio.
 
Per tutta la fase iniziale della trasformazione una squadra di 4-5 persone ha lavorato a tempo pieno nel settore che potremo definire come pubbliche relazioni col territorio. Complessivamente gli addetti di ASSA per il servizio di N.U sono una settantina, (più 20 addetti col p.ap.) l’unico sub-appalto operante è nella raccolta della carta.

Particolare attenzione è stata data all’analisi dell'indice di assimibilità dei rifiuti speciali, Novara appare infatti avere una "inspiegabile" bassa produzione pro-capite (475 Kg pro-capite) contro i 741 kg/ab di Forlì (al netto degli "sgravi" che non sono RSU!). I loro amministratori asseriscono che a Novara si assimila tutto il possibile per legge, ma la questione andrebbe approfondita, perché o il “loro possibile” è minore del nostro, oppure Novara ha davvero un tipo di attività che produce meno rifiuti.

Noi ovviamente siamo convinti che, almeno parzialmente, la risposta di questa bassa produzione pro capite risieda nell'adozione del sistema di raccolta p.a.p. stesso, infatti la produzione di RSU totale è passata da 51.967 del 2003 (con R.D 29%) a 48.690 del 2007 (con R.D. 69%), un risultato significativo in linea con quanto accade in altre esperienze analoghe tipo Forlimpopoli.

Passando ai costi del servizio, le notizie si fanno molto interessanti. Il costo complessivo per il 2006 è stato di Euro 13.766.000 (nel 2007 vi è stata addirittura una leggerissima contrazione) pari a 123 euro a persona, a Forlì nel 2007 il costo era di 13.108.000 pari a 115 euro a persona. Costa di più quindi ? Attenzione a considerare correttamente i dati!

Verificando il trend di aumento a Novara dal 2003 i costi assoluti sono diminuiti di 220.000 euro in termini assoluti, a Forlì si è invece avuto un forte trend di aumento dei costi, con gli aumenti previsti nel 2008 saremmo ai livelli dei costi pro-capite di Novara, poi se prosegue in questo trend velocemente li distanzieremo.

Avviene pertanto a Novara ciò che noi sapevamo già da tempo, i costi vanno valutati nel loro trend e non nel loro valore assoluto, così come è avvenuto a Torino nel 2003, il punto di pareggio esiste ed è chiaro ed incontrovertibile, se si fosse continuato con il sistema precedente i costi sarebbero cresciuti molto di più.

Il Porta a Porta quindi è una assicurazione sulla diminuzione futura dei costi, comparare con il sistema tradizionale (anche a prescindere dalla qualità del risultato) è come mettere a raffronto le mele con le pere. Spendere poco di più oggi per avere enormi risparmi nel trendo di crescita per il domani, e con un vantaggio ambientale tutt'altro che trascurabile.

A Novara ci sono arrivati, agiamo perchè questo succeda anche da noi, ottusità di Hera permettendo.

lunedì 11 agosto 2008

Il Carlino pubblica la lettera del MIZ

Anche il Resto del Carlino risponde all'appello congiunto del MIZ e del Meetup di Grillo per sensibilizzare il clima politico locale sui temi della raccolta differenziata. Già il Corriere di Cesena ne aveva giorni fa pubblicato qualche stralcio, mentre il Resto del Carlino ha optato per stampare la lettera aperta in forma integrale. Il testo completo dell'appello del MIZ (non ridotto per esigenze di stampa) potete trovarlo quì. Manca ora solamente l'articolo della Voce di Romagna, ci aspettiamo in ogni caso a breve una qualche reazione scritta da parte delle segreterie politiche, affinché i proclami dei candidati alle prossime amministrative includano anche questi temi all'ordine del giorno.

sabato 9 agosto 2008

Eppoi dicono che la raccolta differenziata é scomoda!

Nella nostra attività sul territorio sentiamo spesso di gente che, pur di non cambiare abitudini e stili di vita, ci racconta qualsiasi scusa al solo parlare di raccolta differenziata domiciliare. Una delle cose che più spesso ci sentiamo rispondere a proposito del sistema porta a porta è:

Ma se ci danno tutti questi bidoncini per separare i rifiuti, dove li mettiamo ? La mia casa è di soli xxx metri quadrati, non saprei proprio dove metterli.

Molti di coloro responsabili di queste affermazioni magari sono soliti a fare shopping e comprare ogni ben di dio, tenendosi in casa talvolta i relativi imballaggi, pur di contribuire a fare girare l'economia, è inoltre assai raro trovare oggi appartamenti residenziali che non siano oltre i 50 metri quadrati (tipicamente famiglie che non hanno manco i suoceri ospiti in casa). E' evidente che la scusa spesso non regge nemmeno ad una analisi superficiale.

Siamo stati recentemente in ferie in valle d'Aosta, si sa che i montanari sono gente che prende molto sul serio il problema dei rifiuti, dato che la pulizia degli ambienti montani è assolutamente necessaria per sostenere il turismo. In alcune parti di Aosta città hanno un sistema di raccolta differenziata domiciliare, in altre parti solo bidoncini di prossimità (tutti rigorosamente con colorazioni non standard, giallo per la carta, arancione non si sa per cosa, etc. etc.). In ogni caso è diffusa la convinzione che fare la raccolta differenziata sia un motivo di orgoglio, poiché è giusto ed indispensabile.

Siamo rimasti colpiti da come le persone riescano a fare di necessità virtù, anche con poco spazio a disposizione, guardate (nella foto sopra) dove hanno posizionato i bidoncini della raccolta domiciliare questa famiglia valdostana nella loro "modesta" abitazione, siamo rimasti basiti!

La prossima volta che una signora un po snob mi dirà che non ha il posto per tenere i bidoncini, saprò cosa rispondergli ;o)

martedì 29 luglio 2008

La raccolta differenziata a Cesena

Ripropongo un articolo uscito qualche mese fa (nel frattempo nulla è cambiato), affinché il tema della raccolta differenziata, uno dei motivi costituenti del movimento MIZ, non cada nel dimenticatoio in questa estate pre-elettorale per il rinnovo della giunta di Cesena. Nel frattempo, forti dell'aumento recente delle tariffe che Hera è riuscita a strappare al comune e ai cittadini, ecco partire la nuova campagna di incremento dei bidoni stradali, che noi abbiamo ampiamente dimostrato avere un effetto assolutamente marginale sulle qualità ambientali del servizio (ma effetti tutt'altro trascurabili per le tasche dei cittadini). Hera sostiene di volere raggiungere il risultato di legge del 50% di RD, e per questo chiede altri soldi ai comuni, consapevole che utilizzando il porta a porta diminuirebbe molto le spese (ed anche i guadagni), garantirebbe una tariffa rifiuti minore di quella attuale, infine supererebbe di gran lunga gli obiettivi minimi del piano triennale così come già avviene a forlimpopoli. Quando vedete un nuovo cassonetto per le strate collocato da Hera, ricordate che lo state pagando voi con l'incremento della vostra tariffa, e che i volumi smaltiti in discarica non cambiano di una virgola, quello che in realtà state migliorando sono i dividendi delle loro azioni, non la vostra salute.

Nella tabella e nel grafico sono riportati i dati delle raccolte dei rifiuti nel Comune di Cesena, relativamente agli ultimi 10 anni. Sulla spinta degli obiettivi di raccolta differenziata (abbreviato RD) si è provveduto ad un aumento del numero di cassonetti stradali. Come si può notare l’indice percentuale di RD (dato in blu), oscilla attorno al 20%, per balzare sopra il 30% negli ultimi due anni. Al tempo stesso però i rifiuti raccolti in maniera indifferenziata e smaltiti in discarica (dato in viola), oscillano al di sopra delle 40.000 t/anno, nel complesso aumentando leggermente.

All’aumentare della RD dovrebbe però corrispondere una pari diminuzione dei rifiuti smaltiti in discarica. Così non è poiché, per ottenere elevati valori percentuali di RD, ai materiali separati dai cittadini e dalle piccole e medie attività economiche (dato in verde chiaro) vengono aggiunti i dati dei quantitativi differenziati dalle aziende grandi e medio-grandi (dato in verde scuro). Essendo però questi ultimi quantitativi già da tempo differenziati dalle aziende, non rappresentano quantitativi precedentemente indifferenziati e ultimamente sottratti allo smaltimento in discarica. Come unico risultato, la percentuale aumenta notevolmente senza che ci sia una diminuzione dei rifiuti avviati a smaltimento ovvero un reale aumento dell’efficienza del sistema di raccolta.

Così come la percentuale di RD, anche gli RSU Totali (dato in grigio) aumentano notevolmente negli ultimi due anni, ma appunto solo per quantitativi aggiunti al conteggio e precedentemente mai considerati. Il valore più importante e maggiormente indicativo del reale livello di efficienza del sistema non è quindi la percentuale di RD, ma il Kg/ab*anno (chilogrammo abitante anno, anch’esso dato in viola) di rifiuto indifferenziato, che rende conto dei quantitativi avviati a discarica, in funzione della popolazione. Come si può notare dall’ultima riga della tabella, anche questo valore non si è ridotto, avendo oscillato sopra i 450 Kg/ab*anno ed essendo complessivamente aumentato negli anni.

Ai quantitativi smaltiti andrebbero poi aggiunti i quantitativi che, seppur raccolti in maniera differenziata, non vengono riciclati, ma avviati a smaltimento. Tali quantitativi risultano dalle operazioni di riciclaggio e da quanto, seppur raccolto in maniera differenziata, non viene accettato dai recuperatori poiché di scarsa qualità. Questi ultimi in particolare possono avere un peso rilevante in quelle realtà, come Cesena, in cui sono presenti raccolte multimateriale e cassonetti per i materiali differenziati, nei quali spesso i cittadini conferiscono anche rifiuto indifferenziato.



Dai dati riportati risulta che gli investimenti effettuati negli anni per l’aumento del numero di contenitori stradali, seppur di diversa foggia, colore o dimensione, e la loro riorganizzazione sul territorio, non hanno portato a sostanziali ed efficaci incrementi della raccolta differenziata, la cui crescita può essere dimostrata solo grazie ad artifici contabili. Di fatto la crescita delle rese di raccolta differenziata degli ultimi anni viene “creata” inserendo nel conteggio i rifiuti differenziati dalle aziende che già da tempo differenziano i loro scarti ed in particolare di quelle aziende che neppure si rivolgono al servizio pubblico.

Proponiamo al Consiglio due domande:

1- Ma se i rifiuti avviati a smaltimento non sono diminuiti nonostante la crescita della percentuale di raccolta differenziata, perché non chiedere al gestore del servizio di comunicare i Kg/ab*anno di rifiuto indifferenziato come indice di incremento dell’efficienza del sistema ?

2- Ma se, nonostante gli investimenti fatti, la raccolta differenziata non è cresciuta per l’aumento dei contenitori stradali, ma grazie al conteggio dei rifiuti provenienti dalla aziende, a cosa serve spendere soldi per un aumento ulteriore di cassonetti ?

Il Movimento Impatto Zero ed i cittadini firmatari della petizione per la raccolta “porta a porta” dei rifiuti a Cesena chiedono ai Consiglieri Comunali di accorgersi dell’inefficienza dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti e di prevedere l’avvio di un sistema domiciliare anche nella nostra città. I sistemi domiciliari infatti riducono i rifiuti indifferenziati sotto i 200 kg/ab*anno (157 a Forlimpopoli), portando ad un incremento notevole dei materiali differenziati e, grazie ad una maggior qualità di quanto raccolto, ad un loro reale recupero.

giovedì 1 maggio 2008

Porta a Porta, costo o investimento ?

Quando si tratta di invocare investimenti per il futuro, tutti sono d'accordo, quando poi si scopre che investire significa utilizzare soldi dei contribuenti, tutti frenano. Nell'ambito della gestione dei rifiuti urbani accade esattamente questa dinamica, riciclare va benissimo purché non paghino i cittadini. Come se l'intero sistema integrato già di per se stesso non sia integralmente pagato dai cittadini, fino all'ultimo centesimo.

Perché non si ragiona con la stessa analogia ideologica anche in altri ambiti, tipo gli investimenti in pubblicità ? Qualcuno dubita forse del fatto che le spese pubblicitarie vengano riversate in quota proporzionale sui prodotti che acquistiamo ? Vorrei sentire dire dagli stessi soggetti anche cose del tipo "fare pubblicità va bene, purché non la paghino i consumatori acquistando i prodotti".

Il "porta a porta", ovvero la raccolta domiciliare dei materiali, non è un costo ma un investimento. Solo in questa ottica si può parlare davvero di "Gestione". Il sistema tradizionale è puramente un costo, pertanto ogni soldo investito ha un ritorno virtualmente nullo per il cittadino (a parte i lauti guadagni per il gestore unico del servizio).

La raccolta spinta dei materiali, costosa in tempo fatica e dedizione assai più che in reali termini monetari, è il solo sistema in grado di ripagare i suoi costi senza farli ricadere genericamente sulla collettività, ed in subordine (cosa non da poco) è il sistema largamente più efficace per ridurre al contempo la quota destinata a smaltimento.

E' come pretendere di pagare meno pubblicità ed investire i soldi così risparmiati per acquistare prodotti migliori, magari solo quando servono realmente, senza comportamenti indotti. Tutti avremmo da guadagnarci, tranne ovviamente i gestori unici del mercato pubblicitario e coloro che sanno di vendere un prodotto scadente.

Un dato (sbalorditivo) su tutti: a Mercato San Severino (SA), in piena "emergenza rifiuti" perenne a causa del commissariamento, mentre tutto intorno a loro era un disastro sociale, economico sanitario e ambientale, il Comune otteneva il 60% di raccolta differenziata e una incoraggiante stabilizzazione degli scarti complessivi (il bacino di utenza è di circa 20.000 abitanti). I cittadini pagano una quota fissa ed una variabile in funzione degli svuotamenti certificati tramite codice a barre, possono inoltre controllare su internet il loro risparmio. La tariffa che i cittadini e le aziende pagano per il servizio, una volta stabilizzata, può avere incrementi legati unicamente al costo della vita, senza inique indicizzazioni basate sulla superficie abitabile. Il risultato é sotto gli occhi di tutti, mentre in larga parte della Campania il servizio non funziona e si hanno le tariffe più alte d'Italia, nei luoghi dove sono state applicate logiche di riciclo spinto e non di gestione industriale fallimentare i risultati si sono avuti sia dal lato ambientale che soprattutto sul fronte dei costi.

Il "porta a porta" è innanzitutto crescita culturale e di equità sociale, in quanto capace di creare legami fra le persone. Responsabilizza. Favorisce il controllo del territorio, la riqualificazione lavorativa degli addetti e, aspetto non indifferente, rende più appetibile un luogo sotto l'aspetto turistico. Il suo valore va ben oltre quello meramente economico, la differenza alla fine non la fanno 5 euro in più o in meno per i primi anni da quando lo si introduce, ma la qualità della vita che migliora nel suo insieme.

Una discarica senza frazione organica di rifiuti urbani e senza rifiuti industriali è di fatto innocua. Rimosso tutto il riciclabile una discarica rimane una soluzione accettabile, mentre l'eliminazione di tutte le frazioni ad alto potere energetico (perché integralmente riciclate) consente al contempo di diminuire drasticamente la necessità di ricorrere agli inceneritori, facendo risparmiare indirettamente tanti altri soldi alla collettività.

Abbiamo tutte le conoscenze per "gestire" realmente e prevenire gli sprechi, usiamole!

mercoledì 19 marzo 2008

Il sindaco risponde alla petizione del MIZ

Dopo un anno intero in cui il MIZ ha sensibilizzato il territorio per chiedere l'introduzione anche a Cesena della raccolta differenziata Porta a Porta, consegnate le oltre 2000 firme di cittadini, ecco arrivare nei termini previsti dal regolamento comunale la risposta del sindaco Conti. Malgrado le parole cordiali e l'atteggiamento affabile, il succo è che gli interessi di Hera sono troppo importanti e distribuiti sul territorio affinchè Cesena decida autonomamente di intaccarli proponendo soluzioni alternative e più moderne. Si è rilanciato il tutto ad ATO, il quale pur essendo rappresentato dai sindaci e quindi sulla carta strumento esecutivo dei loro voleri risulta spesso la scusa per eccellenza quando la politica non intende decidere in materia di rifiuti. Si attua perciò la politica dello scaricabarile, perseverando nel lasciare ad Hera completa carta bianca nonchè il delicato compito di pianificare le decisioni strategiche. Una seppur timida apertura però si è verificata, intenzione del sindaco è di "approfondire in consiglio comunale i modi e i tempi per lo sviluppo, al fine di portare in ATO una posizione ampiamente condivisa". Il MIZ chiederà pertanto di convocare il consiglio per discutere di questo problema, affinchè la supremazia della politica prenda il sopravvento e convinca l'amministrazione che sia l'ambiente che il cittadino, adottando politiche virtuose come questa, ne trarrà sicuramente un vantaggio, anche e non solo dal punto di vista economico.

martedì 11 marzo 2008

Appello del quartiere Oltresavio

Il quartiere "Oltresavio", da tempo sostiene l'introduzione del porta a porta nel comune di Cesena, dimostrandosi uno dei quartieri più attenti alle tematiche ambientali. Le caratteristiche morfologiche e di distribuzione abitativa lo pongono come candidato ideale per avviare una sperimentazione su media scala a Cesena del sistema di raccolta domiciliare e verificarne pertanto i vantaggi che esso comporta. La densità di popolazione è simile a quella di Forlimpopoli, dispone di una delle due grandi stazioni ecologiche attrezzate dislocate sul territorio, confina a nord con altre esperienze di raccolta domiciliare, è delimitato con netta precisione dal fiume savio, il territorio è completamente pianeggiante, dispone di strutture di quartiere motivate ed adatte ad una campagna informativa capillare su larga scala, insomma ha tutte le carte in regola per partire ed in tempi brevi. Riceviamo dalla commissione di quartiere "ambiente e qualità dell'aria" presieduta da Maurizio Montalti un appello, diffuso anche a mezzo stampa sui principali quotidiani locali, in cui si richiede formalmente di avviare la sperimentazione sul territorio in tempi brevi, appello che quì riportiamo integralmente:

Quartiere Oltresavio – Comune di Cesena

COMMISSIONE AMBIENTE & QUALITA’ DELLA VITA

La Commissione Ambiente & Qualità della Vita del Quartiere Oltresavio nel suo ultimo appuntamento – 25/02/2008 - ha incontrato gli amici del MIZ (Movimento Impatto Zero) per fare il punto sulla loro iniziativa/petizione per la raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” nella città di Cesena, cosi come sta avvenendo nella vicina Forlimpopoli.

La Commissione è stata aggiornata dai componenti del MIZ sul confronto in atto con la Giunta ed il Consiglio Comunale riguardo al percorso istituzionale della raccolta di firme di tantissimi cittadini, che condividono l’iniziativa, presentata dai promotori al Sindaco.

L’iniziativa è sostenuta con convinzione da tutti i Consigli di Quartieri di Cesena ed in particolare dal nostro Consiglio dell’Oltresavio che ha, con un ordine del giorno votato all’unanimità, non solo approvato l’iniziativa ma proposto il proprio territorio come zona sperimentale della città per iniziare in tempi breve la raccolta dei rifiuti urbani con il sistema del porta a porta ed estenderla gradualmente all’intera città.

Sappiamo che i tempi previsti dalla legge per dare risposte ufficiali da parte del Sindaco alla petizione presentata da tanti cittadini stanno per scadere.

Siamo preoccupati dell’emergenza rifiuti che coinvolge il nostro paese e che in prospettiva nel nostro territorio vedrà nel giro di qualche anno la saturazione della discarica della Busca con la necessità di trovare altri siti per altre discariche.

Siamo convinti che la raccolta porta a porta rappresenti veramente una scelta obbligata per dare futuro alle nostre città, senza discariche con un riciclaggio dei rifiuti del 70-80% (come avviene già n tante città italiane ed europee che hanno adottato il sistema).

Chiediamo quindi al Sindaco e alla nostra Giunta Comunale di scegliere con coraggio questa strada che porterà benefici a tutti, all’ambiente alle persone e all’economia portando la percentuale di raccolta differenziata dall’attuale 25% (percentuale reale della raccolta dei soli rifiuti domestici con l’attuale sistema ) al 75% (percentuale a regime del sistema porta a porta);

La Commissione ambiente e qualità della vita del Quartiere Oltresavio ritiene questa una scelta di civiltà obbligata ed improrogabile, una scelta di responsabilità che dovrà coinvolgere tutta la comunità per la soluzione di un problema che riguarda tutti noi e le generazioni future: impareremo a gestire i nostri rifiuti con la consapevolezza e la responsabilità necessarie, utilizzando l’organizzazione e le tecniche già sperimentate con successo in altre città.

Il coordinatore
Maurizio Montalti


venerdì 29 febbraio 2008

Friburgo la città del riciclo

Friburgo, città di oltre 200.000 abitanti nella Germania meridionale, aspira a diventare una delle città più ecologiche d'Europa. Con buona pace di chi pensa ai tedeschi come insostenibili sviluppisti sempre pronti a costruire inceneritori, la Germania é anche il paese che più si sta avviando a passi da gigante verso indici di sostenibilità sempre più alti. Non hanno il sole come noi ma hanno 10 volte più potenza installata da energia solare (A friburgo c'è un intero quartiere, Am Schlierberg, con oltre 50 abitazioni passive a bassissimo consumo energetico). Costruiscono inceneritori ma hanno anche una forte raccolta differenziata e tanti impianti di trattamento meccanico biologico a freddo. Davvero i tedeschi dovrebbero essere presi a modello, non tanto per la loro proverbiale efficienza, ma anche per avere saputo conciliare le necessità dell'industria con quelle dell'ambiente, soprattutto attraverso un sistema integrato di gestione dei rifiuti che rispetta le regole europee. Prima cercare di ridurre alla fonte, poi recuperare, poi riciclare, solo alla fine smaltire il minimo indispensabile. A Friburgo sembra che queste cose le abbiano prese sul serio, raggiungendo il risultato di estendere la raccolta domiciliare all'interno di ogni abitazione. Da notare come dispongano addirittura di elettrodomestici pensati appositamente per la raccolta differenziata familiare. E pensare che da noi c'è ancora chi si lamenta dei troppi contenitori da tenere in casa.

mercoledì 20 febbraio 2008

Una città senza cassonetti, come funziona

Nell'ultima puntata di Terzo Pianeta è stato trasmesso un breve documentario che mostra come viene organizzata la raccolta domiciliare a "Maserada sul Piave" in provincia di Treviso. E' possibile che sia davvero questo il sistema che sarà adottato presto in tutta italia ? Oppure è solamente un sogno ambientalista ? Fra il sogno ecologista e l'incubo campano preferiamo senza ombra di dubbio il primo, sostenibile ed economico per i cittadini. Avremo se non altro tempo sufficiente per affrontare il "vero" problema, che è quello della eccessiva produzione di rifiuti. Una città senza cassonetti non solo è possibile, ma è desiderabile, ecocompatibile e si sostiene economicamente, pertanto va fatto.

domenica 17 febbraio 2008

Porta a Porta: Partiamo!

I vantaggi del sistema Porta a Porta cominciano ad essere percepiti sia dagli amministratori che dalla gente. I rifiuti hanno raggiunto a Cesena la soglia psicologica di 700kg/ab, mentre la media nazionale è inferiore ai 570kg/ab, nella vicina Forlimpopoli grazie all'introduzione della raccolta domiciliare si è scesi al di sotto dei 500Kg/ab. La raccolta domiciliare è condizione indispensabile per produrre un rifiuto omogeneo adatto ad essere riciclato a basso costo. Davvero non si capisce con tutti questi vantaggi sul tavolo cosa si aspetta ad iniziare una sperimentazione a larga scala anche sul nostro territorio comunale, ammesso che ancora di sperimentazione si possa parlare. Desideriamo oppure no verificare se il sistema funziona realmente anche nella nostra cara Cesena "sprecona" di risorse ? Armiamoci e ... Partiamo! Ringraziamo il Corriere di Cesena per l'ottimo articolo di Gian Paolo Castagnoli.

domenica 3 febbraio 2008

Parte a napoli l'iniziativa "differenziamoci"

Si chiama Differenziamoci, un esperimento di raccolta differenziata domiciliare che ha coinvolto due condomini napoletani, in tutto 50 famiglie. Una campagna della quale si è fatto testimonial Lello Arena. I risultati dell'esperimento sono stati presentati l'altroieri al governatore della Campania Bassolino. In meno di una settimana infatti è stato superato il 70% di raccolta differenziata. La perfetta dimostrazione che anche a Napoli differenziare si può. Un appunto per i nostri politici: le soluzioni sono queste e non certo la decisione di ieri della presidenza del Consiglio, che ha pensato bene di reintrodurre in via straordinaria i Cip6, per facilitare la realizzazione degli impianti di incenerimento che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, Santa Maria la Fossa e della provincia di Salerno. Una violazione delle norme nazionali e comunitarie, oltre che una presa in giro per tutti i cittadini onesti. No, scelte del genere sono assolutamente incondivisibili. Emblematica l'espressione inebetita di Bassolino al termine del filmato.

Fonte: Blogeko


venerdì 25 gennaio 2008

Comunicato stampa di Palmiro Capacci sulla raccolta differenziata

I risultati della sperimentazione di Forlimpopoli e le prospettive di estensione del metodo porta a porta

DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE PALMIRO CAPACCI

Leggendo sui giornali gli articoli dedicati ai risultati della sperimentazione del sistema di raccolta dei rifiuti ”porta a porta” a Forlimpopoli mi sembra che il messaggio fondamentale che il lettore riceve sia che l’operazione, tutto sommato, sia riuscita, costi esorbitanti non vi siano, ma che quella (di Forlimpopoli) rimarrà una esperienza isolata. Mi sembra opportuno fare alcuni precisazioni:

1) il Consiglio Comunale di Forlì il 4 giugno 2007 ha approvato a larga maggioranza una mozione in cui si chiede alla Giunta Comunale di procedere “all’avvio della raccolta differenziata porta a porta in alcune realtà del territorio comunale” questo indirizzo trova riscontro nel “documento operativo” (PGS) della Amministrazione in cui per il 2008 si pone l’obbiettivo di dare “ l’avvio di un sistema di raccolta porta a porta in alcune realtà del territorio forlivese…”

2) Per questo motivo ho atteso i risultati della “sperimentazione” di Forlimpopoli, risultati che esaminerò attentamente, ma dalle anticipazioni della stampa mi sembrano incoraggianti, anche sotto il profilo dei costi. Per Forlimpopoli, con 12.500 abitanti, il costo “secondo la stima di ATO è 1.385.000 euro” ovvero 110,8 euro pro capite. Tanto per fare un sommario confronto nel Comune di Forlì il costo 2007 è stato valutato in 12.917.269 che diviso per 114.000 abitanti dà un pro capite di 113 euro (nel 2008 è previsto un aumento del 4%). Va precisato che il costo pro capite comprende il costo degli assimilabili, poco meno della metà, pagati dalle imprese artigianali e commerciali.

3) Per potenziale la raccolta differenziata non c’è solo il metodo “porta a porta”, va bene quindi anche la “verifica” che HERA (strumento operativo) ha chiesto di fare in un quartiere di Forlì, individuato in quello di Ca’ Ossi come il più adatto.

I cittadini vogliono il porta a porta, i quartieri sono quasi all'unanimità per il porta a porta, l'amministrazione si fa carico di redarre dei documenti operativi in cui si chiede la sperimentazione del porta a porta a breve, i risultati operativi di forlimpopoli malgrado hera ci stia provando in tutte le salse non sono affatto negativi, sono possibili economie di scala e tante altre ottimizzazioni, il costo per il cittadino anche a Forlì sarebbe paragonabile. Di quale verifica ancora si parla ?

Caro Palmiro Capacci, chi ti ha suggerito il punto 3 ? Stai forse facendo il gioco delle 3 carte ?

COSA STIAMO ASPETTANDO ANCORA ???

lunedì 15 ottobre 2007

Bertinoro chiede il "porta a porta"

L’Assessore alla Qualificazione e Sviluppo Ambientale Roberto Riguzzi ha inviato oggi al Sindaco di Bertinoro la disponibilità della Provincia di Forlì – Cesena a contribuire anche economicamente all’estensione della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta in quel comune.

Questa disponibilità, espressa nell’ultima Giunta Provinciale, segue la richiesta inviata dal comune circa un mese fa, su iniziativa del Consiglio Comunale di Bertinoro.
Oltre al comune artusiano, anche quello di Bertinoro ha quindi ufficializzato il suo interesse alla raccolta dei rifiuti porta a porta, con la Provincia che lo stesso Riguzzi si dice "pronta a sostenere tali iniziative in quanto coerenti con l’obiettivo prioritario del Piano Rifiuti: incrementare la raccolta differenziata e migliorare la qualità degli scarti avviati a recupero".

La Provincia - aggiunge Riguzzi - ritiene che l’iniziativa proposta dal comune di Bertinoro risulti interessante sia sotto il profilo ambientale, in quanto persegue l’obiettivo dell’incremento della raccolta differenziata, sia sotto il profilo socio economico, in quanto dovrà modificare abitudini e comportamenti consolidati da parte della popolazione.

La Provincia prevede per Bertinoro lo stesso sostegno dato a Forlimpopoli, mettendo a disposizione 20.000 euro per la campagna di informazione e sensibilizzazione.
Tali risorse saranno disponibili non appena l’amministrazione di Bertinoro presenterà il progetto definitivo per la raccolta differenziata Porta a Porta": conclue Roberto Riguzzi

(Fonte: sestopotere)