L'organico questo (semi)sconosciuto
A breve la seconda parte.
Associazione cittadina di volontariato per promuovere la raccolta porta a porta (PaP)
a Cesena ed incentivare politiche di salvaguardia e tutela razionale dell'ambiente.
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Paolo Marani
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Sul giornale Romagna Oggi compare una intervista in cui il candidato Italo Macori ribadisce la sua posizione riferita ad Hera e al Porta a Porta, come già aveva avuto modo di esprimere nella recente videointervista MIZ."Il porta a porta mi andrebbe anche bene, se c'è da spendere qualcosa per la tutela dell'ambiente sono disposto ... ma occorre essere sinceri con i cittadini e spiegare loro che questa formula comporta un costo maggiore"
"Una vera e propria metastasi ... erano state promesse sinergie ed economie di scala a favore dei cittadini e delle imprese: oggi vediamo tutti che non è così"
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Sembrerebbe che Italo Macori, dopo avere annunciato la sua intenzione di sponsorizzare la costruzione di un inceneritore a Cesena, abbia intenzione di proporre un referendum consultivo per sondare la propensione dei cittadini di Cesena verso il Porta a Porta. Che io sappia non mi sovviene di alcun comune che abbia istituito un referendum "prima" di avviare il servizio domiciliare, mentre alcuni ne sono stati istituiti al termine della sperimentazione iniziale generalmente quando il sistema non ha funzionato, come é successo ad Argelato.Egregio Sig. Macori,
Mi sento in dovere di rispondere alla sua cortese replica apparsa sul Corriere in merito alla proposta di istituire un referendum propositivo a Cesena in materia di raccolta differenziata. A mio parere si tratta di un grave errore metodologico. Sono personalmente contrario affinchè certi temi delicati siano trattati alla stregua di decisioni prese a furor di opinione pubblica, ci sono infatti aspetti che non dovrebbero essere affrontati in maniera ideologica, come lei giustamente sostiene.
Perchè non è stato ad esempio indetto un referendum quando si è deciso nel 2002 di istituire Hera e dare in consegna ad essa la gestione privatistica di tutti i servizi e le forniture pubbliche essenziali ? Come avrebbe potuto esprimere, un eventuale testo di referendum propositivo, l'idea poi avveratasi che il privato avrebbe favorito si l'efficienza del servizio e le casse dei comuni, ma non altrettanto gli esborsi in tariffa dei cittadini ? Certe scelte politiche devono essere trasparenti, ma alla fine compito di una amministrazione accorta è a mio avviso sempre quello di perseguire con fiducia e tenacia certe strategie e fare delle scelte, purchè indirizzate al benessere della collettività.
Dobbiamo forse indire un referendum ogni qual volta si tratta di decidere l'apertura di un nuovo parcheggio ? Se lo si facesse sarebbe come affermare che è l'amministrazione stessa a non volere una tale scelta, anzi a boicottarla. Ovunque sul territorio si è verificata una rilevante rivoluzione di tipo gestionale, come ad esempio la sperimentazione del Porta a Porta a Forlimpopoli nata nel 2007, l'impulso non è mai partito da un referendum popolare, ma da un seria presa di consapevolezza della pubblica amministrazione.
Rilancio pertanto la sua sfida, invitandola a parteggiare politicamente per l'estensione in prova del servizio domiciliare su un quartiere di Cesena come l'Oltresavio, così come accadrà a breve ad esempio per Bertinoro, ed indire poi a distanza di un anno esatto un referendum confermativo di gradimento. Così è successo a Forlimpopoli, ove recentemente la popolazione, previa consultazione popolare, ha apprezzato il nuovo sistema con percentuali bulgare vicine al 90%, inimmaginabili solo pochi mesi prima.
Un recente studio commissionato da ATO a consulenti esterni come il prof. Alfonso Andretta, ha stimato nell'introduzione di un percorso domiciliare a Cesena un possibile aggravio dei costi inferiore al 10%, comprese le indispensabili spese di avviamento e informazione dei cittadini, il che si tradurrebbe a regime in un incremento delle tariffe paragonabile se non inferiore a quelle che Hera, comunque, già applica maggiorate ogni anno ai suoi utenti. In cambio, la prospettiva di un servizio più comodo, maggiore tutela ambientale e possibilità tecnica di commisurare la tariffa futura a quanto realmente si produce come rifiuto (tariffa puntuale).
In merito al fatto che i materiali recuperati hanno scarso mercato, questo è vero ora in quanto stiamo attraversando una fase di crisi economica, tuttavia il valore di recupero dei materiali è comunque irrisorio rispetto ad altre voci che compaiono nel costo complessivo, la cui parte preponderante (oltre il 50%) è dovuta alle spese di smaltimento, le quali più che dimezzano utilizzando un sistema domiciliare spinto. L'incremento modesto di costo é in buona parte a vantaggio dell'aumento di occupazione che il regime domiciliare comporta.
Tengo a precisare che l'associazione MIZ non intende partecipare alla prossima consultazione elettorale, che non è in alcun modo affiliata a Beppe Grillo come lei ha erroneamente indicato, e che rivendica il diritto di fare Politica con l'auspicio di avviare una seria discussione, sia con voi che con altre forze politiche incluso il PD, che su questi temi importanti preferisce al momento tacere.
Cordiali Saluti,
Paolo Marani
MIZ - Cesena
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Quando si parla di raccolta differenziata bisogna chiarire un concetto: una cosa è la raccolta differenziata altra cosa è la quantità di rifiuti che ritorna nel circuito produttivo come materia prima seconda.
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Prosegue a pieno ritmo il progetto di raccolta differenziata “Porta a Porta” a Riccione e Misano adriatico entrato a regime a fine 2007. Si tratta di un sistema di raccolta rifiuti che investe il 5,6 per cento della popolazione (oltre 16mila cittadini), e che ha come obiettivo il raggiungimento del cinquanta per cento del rifiuto differenziato (RD). Il servizio ha avuto il suo nastro di partenza nelle aree di Misano e Riccione lo scorso maggio 2007. Il “Porta a Porta” è curato e coordinato da Ato Rimini su finanziamento di Regione Emilia-Romagna e Provincia di Rimini, per la realizzazione del gestore Hera.Il 2008 ha segnato importanti miglioramenti e nello stesso tempo difficoltà nell’affrontare la raccolta differenziata. Rispetto agli anni precedenti (2005 il 15,5%, 2006 il 23,6%, 2007 il 31,1,%) nei primi mesi dell’anno, grazie agli sforzi fatti e alla risposta dei cittadini di Misano, abbiamo raggiunto il 45%.di RD. Con l’avvicinarsi dell’estate la differenziata ha avuto una diminuzione segnando un 37,71% medio (da gennaio a luglio ’08), valore che mostra la difficoltà a far decollare la Rd in estate.
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Anche il Resto del Carlino risponde all'appello congiunto del MIZ e del Meetup di Grillo per sensibilizzare il clima politico locale sui temi della raccolta differenziata. Già il Corriere di Cesena ne aveva giorni fa pubblicato qualche stralcio, mentre il Resto del Carlino ha optato per stampare la lettera aperta in forma integrale. Il testo completo dell'appello del MIZ (non ridotto per esigenze di stampa) potete trovarlo quì. Manca ora solamente l'articolo della Voce di Romagna, ci aspettiamo in ogni caso a breve una qualche reazione scritta da parte delle segreterie politiche, affinché i proclami dei candidati alle prossime amministrative includano anche questi temi all'ordine del giorno.
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Nella nostra attività sul territorio sentiamo spesso di gente che, pur di non cambiare abitudini e stili di vita, ci racconta qualsiasi scusa al solo parlare di raccolta differenziata domiciliare. Una delle cose che più spesso ci sentiamo rispondere a proposito del sistema porta a porta è:Ma se ci danno tutti questi bidoncini per separare i rifiuti, dove li mettiamo ? La mia casa è di soli xxx metri quadrati, non saprei proprio dove metterli.
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Nella tabella e nel grafico sono riportati i dati delle raccolte dei rifiuti nel Comune di Cesena, relativamente agli ultimi 10 anni. Sulla spinta degli obiettivi di raccolta differenziata (abbreviato RD) si è provveduto ad un aumento del numero di cassonetti stradali. Come si può notare l’indice percentuale di RD (dato in blu), oscilla attorno al 20%, per balzare sopra il 30% negli ultimi due anni. Al tempo stesso però i rifiuti raccolti in maniera indifferenziata e smaltiti in discarica (dato in viola), oscillano al di sopra delle 40.000 t/anno, nel complesso aumentando leggermente.
1- Ma se i rifiuti avviati a smaltimento non sono diminuiti nonostante la crescita della percentuale di raccolta differenziata, perché non chiedere al gestore del servizio di comunicare i Kg/ab*anno di rifiuto indifferenziato come indice di incremento dell’efficienza del sistema ?
2- Ma se, nonostante gli investimenti fatti, la raccolta differenziata non è cresciuta per l’aumento dei contenitori stradali, ma grazie al conteggio dei rifiuti provenienti dalla aziende, a cosa serve spendere soldi per un aumento ulteriore di cassonetti ?
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Quando si tratta di invocare investimenti per il futuro, tutti sono d'accordo, quando poi si scopre che investire significa utilizzare soldi dei contribuenti, tutti frenano. Nell'ambito della gestione dei rifiuti urbani accade esattamente questa dinamica, riciclare va benissimo purché non paghino i cittadini. Come se l'intero sistema integrato già di per se stesso non sia integralmente pagato dai cittadini, fino all'ultimo centesimo.
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Dopo un anno intero in cui il MIZ ha sensibilizzato il territorio per chiedere l'introduzione anche a Cesena della raccolta differenziata Porta a Porta, consegnate le oltre 2000 firme di cittadini, ecco arrivare nei termini previsti dal regolamento comunale la risposta del sindaco Conti. Malgrado le parole cordiali e l'atteggiamento affabile, il succo è che gli interessi di Hera sono troppo importanti e distribuiti sul territorio affinchè Cesena decida autonomamente di intaccarli proponendo soluzioni alternative e più moderne. Si è rilanciato il tutto ad ATO, il quale pur essendo rappresentato dai sindaci e quindi sulla carta strumento esecutivo dei loro voleri risulta spesso la scusa per eccellenza quando la politica non intende decidere in materia di rifiuti. Si attua perciò la politica dello scaricabarile, perseverando nel lasciare ad Hera completa carta bianca nonchè il delicato compito di pianificare le decisioni strategiche. Una seppur timida apertura però si è verificata, intenzione del sindaco è di "approfondire in consiglio comunale i modi e i tempi per lo sviluppo, al fine di portare in ATO una posizione ampiamente condivisa". Il MIZ chiederà pertanto di convocare il consiglio per discutere di questo problema, affinchè la supremazia della politica prenda il sopravvento e convinca l'amministrazione che sia l'ambiente che il cittadino, adottando politiche virtuose come questa, ne trarrà sicuramente un vantaggio, anche e non solo dal punto di vista economico.
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Il quartiere "Oltresavio", da tempo sostiene l'introduzione del porta a porta nel comune di Cesena, dimostrandosi uno dei quartieri più attenti alle tematiche ambientali. Le caratteristiche morfologiche e di distribuzione abitativa lo pongono come candidato ideale per avviare una sperimentazione su media scala a Cesena del sistema di raccolta domiciliare e verificarne pertanto i vantaggi che esso comporta. La densità di popolazione è simile a quella di Forlimpopoli, dispone di una delle due grandi stazioni ecologiche attrezzate dislocate sul territorio, confina a nord con altre esperienze di raccolta domiciliare, è delimitato con netta precisione dal fiume savio, il territorio è completamente pianeggiante, dispone di strutture di quartiere motivate ed adatte ad una campagna informativa capillare su larga scala, insomma ha tutte le carte in regola per partire ed in tempi brevi. Riceviamo dalla commissione di quartiere "ambiente e qualità dell'aria" presieduta da Maurizio Montalti un appello, diffuso anche a mezzo stampa sui principali quotidiani locali, in cui si richiede formalmente di avviare la sperimentazione sul territorio in tempi brevi, appello che quì riportiamo integralmente:Quartiere Oltresavio – Comune di Cesena
COMMISSIONE AMBIENTE & QUALITA’ DELLA VITA
L’iniziativa è sostenuta con convinzione da tutti i Consigli di Quartieri di Cesena ed in particolare dal nostro Consiglio dell’Oltresavio che ha, con un ordine del giorno votato all’unanimità, non solo approvato l’iniziativa ma proposto il proprio territorio come zona sperimentale della città per iniziare in tempi breve la raccolta dei rifiuti urbani con il sistema del porta a porta ed estenderla gradualmente all’intera città.
Sappiamo che i tempi previsti dalla legge per dare risposte ufficiali da parte del Sindaco alla petizione presentata da tanti cittadini stanno per scadere.
Siamo preoccupati dell’emergenza rifiuti che coinvolge il nostro paese e che in prospettiva nel nostro territorio vedrà nel giro di qualche anno la saturazione della discarica della Busca con la necessità di trovare altri siti per altre discariche.
Siamo convinti che la raccolta porta a porta rappresenti veramente una scelta obbligata per dare futuro alle nostre città, senza discariche con un riciclaggio dei rifiuti del 70-80% (come avviene già n tante città italiane ed europee che hanno adottato il sistema).
Chiediamo quindi al Sindaco e alla nostra Giunta Comunale di scegliere con coraggio questa strada che porterà benefici a tutti, all’ambiente alle persone e all’economia portando la percentuale di raccolta differenziata dall’attuale 25% (percentuale reale della raccolta dei soli rifiuti domestici con l’attuale sistema ) al 75% (percentuale a regime del sistema porta a porta);
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I vantaggi del sistema Porta a Porta cominciano ad essere percepiti sia dagli amministratori che dalla gente. I rifiuti hanno raggiunto a Cesena la soglia psicologica di 700kg/ab, mentre la media nazionale è inferiore ai 570kg/ab, nella vicina Forlimpopoli grazie all'introduzione della raccolta domiciliare si è scesi al di sotto dei 500Kg/ab. La raccolta domiciliare è condizione indispensabile per produrre un rifiuto omogeneo adatto ad essere riciclato a basso costo. Davvero non si capisce con tutti questi vantaggi sul tavolo cosa si aspetta ad iniziare una sperimentazione a larga scala anche sul nostro territorio comunale, ammesso che ancora di sperimentazione si possa parlare. Desideriamo oppure no verificare se il sistema funziona realmente anche nella nostra cara Cesena "sprecona" di risorse ? Armiamoci e ... Partiamo! Ringraziamo il Corriere di Cesena per l'ottimo articolo di Gian Paolo Castagnoli.
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Si chiama Differenziamoci, un esperimento di raccolta differenziata domiciliare che ha coinvolto due condomini napoletani, in tutto 50 famiglie. Una campagna della quale si è fatto testimonial Lello Arena. I risultati dell'esperimento sono stati presentati l'altroieri al governatore della Campania Bassolino. In meno di una settimana infatti è stato superato il 70% di raccolta differenziata. La perfetta dimostrazione che anche a Napoli differenziare si può. Un appunto per i nostri politici: le soluzioni sono queste e non certo la decisione di ieri della presidenza del Consiglio, che ha pensato bene di reintrodurre in via straordinaria i Cip6, per facilitare la realizzazione degli impianti di incenerimento che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, Santa Maria la Fossa e della provincia di Salerno. Una violazione delle norme nazionali e comunitarie, oltre che una presa in giro per tutti i cittadini onesti. No, scelte del genere sono assolutamente incondivisibili. Emblematica l'espressione inebetita di Bassolino al termine del filmato.
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I risultati della sperimentazione di Forlimpopoli e le prospettive di estensione del metodo porta a porta
DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE PALMIRO CAPACCI
Leggendo sui giornali gli articoli dedicati ai risultati della sperimentazione del sistema di raccolta dei rifiuti ”porta a porta” a Forlimpopoli mi sembra che il messaggio fondamentale che il lettore riceve sia che l’operazione, tutto sommato, sia riuscita, costi esorbitanti non vi siano, ma che quella (di Forlimpopoli) rimarrà una esperienza isolata. Mi sembra opportuno fare alcuni precisazioni:
1) il Consiglio Comunale di Forlì il 4 giugno 2007 ha approvato a larga maggioranza una mozione in cui si chiede alla Giunta Comunale di procedere “all’avvio della raccolta differenziata porta a porta in alcune realtà del territorio comunale” questo indirizzo trova riscontro nel “documento operativo” (PGS) della Amministrazione in cui per il 2008 si pone l’obbiettivo di dare “ l’avvio di un sistema di raccolta porta a porta in alcune realtà del territorio forlivese…”2) Per questo motivo ho atteso i risultati della “sperimentazione” di Forlimpopoli, risultati che esaminerò attentamente, ma dalle anticipazioni della stampa mi sembrano incoraggianti, anche sotto il profilo dei costi. Per Forlimpopoli, con 12.500 abitanti, il costo “secondo la stima di ATO è 1.385.000 euro” ovvero 110,8 euro pro capite. Tanto per fare un sommario confronto nel Comune di Forlì il costo 2007 è stato valutato in 12.917.269 che diviso per 114.000 abitanti dà un pro capite di 113 euro (nel 2008 è previsto un aumento del 4%). Va precisato che il costo pro capite comprende il costo degli assimilabili, poco meno della metà, pagati dalle imprese artigianali e commerciali.
3) Per potenziale la raccolta differenziata non c’è solo il metodo “porta a porta”, va bene quindi anche la “verifica” che HERA (strumento operativo) ha chiesto di fare in un quartiere di Forlì, individuato in quello di Ca’ Ossi come il più adatto.
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La Provincia - aggiunge Riguzzi - ritiene che l’iniziativa proposta dal comune di Bertinoro risulti interessante sia sotto il profilo ambientale, in quanto persegue l’obiettivo dell’incremento della raccolta differenziata, sia sotto il profilo socio economico, in quanto dovrà modificare abitudini e comportamenti consolidati da parte della popolazione.
La Provincia prevede per Bertinoro lo stesso sostegno dato a Forlimpopoli, mettendo a disposizione 20.000 euro per la campagna di informazione e sensibilizzazione.
Tali risorse saranno disponibili non appena l’amministrazione di Bertinoro presenterà il progetto definitivo per la raccolta differenziata Porta a Porta": conclue Roberto Riguzzi
(Fonte: sestopotere)
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