Risposta da Tetrapak Italia

Gentile Barbara,
Quello del riciclo dei contenitori Tetra Pak è un tema di cui si deve parlare: oggi non possiamo più prescindere da comportamenti virtuosi quali la separazione ed il recupero dei rifiuti. Siamo quindi soddisfatti che questo tema sia entrato fra gli argomenti del vostro movimento e desideriamo dare il nostro contributo, con l’unico obiettivo di informare i cittadini dei progressi fatti nella raccolta differenziata dei cartoni per alimenti in Italia. La campagna di comunicazione che è in onda in questi giorni ha lo stesso scopo: informare, porre l’attenzione sul fatto che queste confezioni hanno una matrice rinnovabile, la cellulosa, che proviene da foreste sottoposte ad un programma di tutela. L’utilizzo di fonti rinnovabili è ormai una necessità riconosciuta a livello mondiale ed è importante diffondere questa cultura nell’opinione pubblica. Venendo alla raccolta differenziata dei cartoni per alimenti, segnaliamo innanzitutto che la normativa vigente attribuisce ai Comuni la responsabilita’ della raccolta differenziata dei rifiuti. Sono i Comuni a scegliere il sistema di raccolta piu’ idoneo, valutando le caratteristiche urbanistiche, sociali ed economiche nonché le realtà impiantistiche presenti e disponibili a ricevere e valorizzare le frazioni oggetto di raccolta differenziata. Cio’ ha prodotto in Italia un panorama gestionale decisamente variegato, in cui ad esempio ci sono realta’ che effettuano la raccolta della frazione organica dei rifiuti (la cosiddetta raccolta dell’umido) ed altri che non hanno attivato tale servizio, comuni dove le lattine si raccolgono insieme al vetro e altri dove vengono raccolti con la plastica, comuni che prediligono la raccolta multimateriale ed altri dove e’ presente la raccolta monomaterile spinta. La scelta di operare con un sistema di raccolta piuttosto che un altro non ha quindi un legame diretto con la riciclabilita’ o recuperabilita’ di un rifiuto. I cittadini pertanto hanno la possibilita’ di raccogliere in maniera differenziata un rifiuto riciclabile in funzione del sistema adottato dal proprio Comune. Il riciclo del cartone per alimenti non richiede “accordi di smaltimento particolari” ed e’ una realta’ oggi per oltre 15 milioni di italiani, distribuiti in oltre mille comuni. Il sito web di Tetra Pak Italiana – www.tetrapak.it - alla pagina “Protezione integrale” elenca tutti i comuni in cui è possibile fare questa raccolta e tra questi spiccano citta’ come Roma, Milano, Torino, Firenze. Dal 2002 ad oggi per fortuna i numeri della raccolta differenziata dei cartoni per alimenti che lei ha citato sono cambiati: nell’anno 2006 il 50,3% dei cartoni per alimenti immessi al consumo in Italia – circa 5 miliardi - sono stati recuperati e riciclati. Risultato che si avvicina moltissimo a quelli raggiunti da altri rifiuti di imballaggio e la cui raccolta e’ una realta’ consolidata gia’ da molti anni. E’ vero pero’ che in molti Comuni italiani, ed in Romagna in particolare, questa raccolta non e’ attiva. Ma confidiamo possa esserlo presto! Grazie al protocollo d’intesa con Comieco siglato nel 2003 e volto a diffondere la raccolta differenziata del cartone per alimenti, tante sono ormai le cartiere che riciclano il cartone per alimenti insieme alla carta e molti sono gli Enti di programmazione e controllo della gestione dei rifiuti che invitano i Comuni ad adottare questa raccolta. Tra questi l’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Bologna, che nel proprio Rapporto 2005 evidenziava come “la raccolta dei cartoni per bevande rappresenta una concreta opportunita’ per incrementare i quantitativi di raccolta differenziata e conseguentemente ridurre gli smaltimenti in discarica.” Concordiamo con lei sul fatto che non sia appropriato raccoglierli separatamente ma le assicuriamo che una volta raggiunto il cassonetto opportuno non proseguono verso un termovalorizzatore. Restiamo a Sua completa disposizione per approfondire ulteriormente questi temi e per rispondere su eventuali dubbi.
-- Maria Grazia Attianese, ufficio stampa di Tetrapak Italia.
Ringraziamo Tetrapak italia per averci chiarito le posizioni dell'azienda, verificheremo e vigileremo affinchè i protocolli di corretto smaltimento di questa tipologia piuttosto "difficile" di rifiuti siano sempre presi in seria considerazione da parte delle amministratori locali, trattandosi di una parte rilevante del totale dei rifiuti prodotti da imballaggio. Come movimento, desideriamo porre l'attenzione su come a nostro parere sia opportuno realizzare, su scala nazionale e non lasciando l'iniziativa ai singoli comuni, direttive e metodologie condivise su come trattare questi particolari tipi di materiali. I "poliaccoppiati" come il tetrapak non sono carta, non sono alluminio, non sono plastica, ma sono una particolare combinazione a strati degli stessi che necessitano di attrezzature specializzate per essere correttamente smaltiti. Una corretta strategia di differenziazione deve essere eseguita in sinergia con una corretta tecnologia di smaltimento, altrimenti si rischia di differenziare qualcosa che poi non è realmente riutilizzabile dal mercato come materia prima secondaria. A nostro parere Tetrapak stessa dovrebbe in prima persona spingere sulle amministrazioni per adottare globalmente tali strategie, solo successivamente vantarsi di promuovere l'utilizzo a larga scala di un prodotto vantandone le intrinseche caratteristiche ecologiche.