lunedì 18 giugno 2007

Come si ricicla il Tetrapak?

Visto che il tetrapak è riciclabile, come ci martella incessante la pubblicità di questi ultimi giorni in tv, perchè in molti comuni dicono di buttarlo nel secco (indifferenziato)? Il Tetrapak è solo potenzialmente riciclabile: Se nel vostro comune si possono buttare i tetrapak insieme alla carta, è perchè esiste un accordo di smaltimento particolare. Nella maggior parte dei comuni italiani questo accordo non c'è, quindi in questi Comuni di fatto non è considerato riciclabile e finisce o nelle discariche o negli inceneritori. Solo 300 circa su un totale di 8ooo comuni italiani ha questo accordo di smaltimento particolare del Tetrapak, da noi in Romagna purtroppo (o per fortuna?) non c'è, quindi cari consumatori attenzione a ridurre i vostri acquisti in questo materiale.. Le aziende che lo producono stanno solo cercando di conquistarsi una nuova verginità spacciandosi per ecologiche. Il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) riporta che nel 2002 solo il 35% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato è stato avviato al recupero, parliamo di 38.000 tonnellate di tetrapak. Tetrapak stessa, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che "il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta" e da lì noi temiamo prosegua egualmente in larga misura verso alcuni dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia. I cartoni poliaccoppiati (carta + plastica + alluminio) rappresentano circa lo 0.4% dei rifiuti prodotti da una persona, per questo è antieconomico (e antiecologico) raccoglierli separatamente e dividerli in maniera appropriata. Il vostro tetrapak, dal cassonetto della raccolta differenziata o va ad un termovalorizzatore o va alla cartiera di Santarcangelo per il recupero o al centro di compostaggio di Modena, ma se abitate in romagna sappiate che in massima parte va, se differenziato, praticamente solo all'inceneritore, perchè non ci sono strutture idonee a separarne in maniera efficace i materiali costituenti.

3 commenti:

  1. Il tetrapak è molto difficile da riciclare, ed impossibile da riutilizzare. Molto meglio il vetro, che si può riutilizzare e riciclare una infinità di volte...

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  2. Claudio Lanconelli20 giugno 2007 11:33

    Sarò breve.
    La campagna martellante degli ultimi mesi sulla riciclabilità del tetrapak purtroppo dice solo una mezza verità.
    Oltre al problema che evidenzi c'è da mettere l'accento sul fatto che l'accoppiato polietilene alluminio non viene riciclato in senso stretto ma riutilizzato, ad esempio, per la realizzazioni di isolanti per l'edilizia (impropriamente, al posto di materiali più efficienti, ma se lo danno sotto costo perché non sanno dove metterlo...).
    Il problema è che non si riesce economicamente a separare l'alluminio da questo accoppiato.
    E' uno spreco enorme. Prima di tutto perché mentre l'alluminio "normale" si ricicla infinite volte in questo modo lo si riutilizza solo una volta. In secondo luogo perché si consumano delle risorse non infinite (giacimenti di bauxite). Terzo perché consumando alluminio ne serve sempre del nuovo e, in termini energetici, costa molto di più estrarre l'alluminio dalla bauxite che riciclarlo ad esempio dalle lattine.

    Ovviamente molto meglio riutilizzarlo che bruciarlo, ma se se ne può fare a meno è meglio.
    Molto meglio utilizzare il vetro o il polietilene o l'alluminio (lattine) al posto del tetrapak.

    E' una pubblicità ingannevole, mi ricorda molto le lenzuolate verdi di Bersani ;-))
    Va bannata, così come quelle di Enel ed Eni che da una parte danno "consigli" per il risparmio e dall'altra ti premiano se consumi di più.

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  3. Maria Grazia Attianese - Ufficio stampa di Tetra Pak Italiana22 giugno 2007 10:57

    Gentile Barbara,

    Quello del riciclo dei contenitori Tetra Pak è un tema di cui si deve parlare: oggi non possiamo più prescindere da comportamenti virtuosi quali la separazione ed il recupero dei rifiuti.

    Siamo quindi soddisfatti che questo tema sia entrato fra gli argomenti del vostro movimento e desideriamo dare il nostro contributo, con l’unico obiettivo di informare i cittadini dei progressi fatti nella raccolta differenziata dei cartoni per alimenti in Italia.

    La campagna di comunicazione che è in onda in questi giorni ha lo stesso scopo: informare, porre l’attenzione sul fatto che queste confezioni hanno una matrice rinnovabile, la cellulosa, che proviene da foreste sottoposte ad un programma di tutela.

    L’utilizzo di fonti rinnovabili è ormai una necessità riconosciuta a livello mondiale ed è importante diffondere questa cultura nell’opinione pubblica.

    Venendo alla raccolta differenziata dei cartoni per alimenti, segnaliamo innanzitutto che la normativa vigente attribuisce ai Comuni la responsabilita’ della raccolta differenziata dei rifiuti. Sono i Comuni a scegliere il sistema di raccolta piu’ idoneo, valutando le caratteristiche urbanistiche, sociali ed economiche nonché le realtà impiantistiche presenti e disponibili a ricevere e valorizzare le frazioni oggetto di raccolta differenziata.
    Cio’ ha prodotto in Italia un panorama gestionale decisamente variegato, in cui ad esempio ci sono realta’ che effettuano la raccolta della frazione organica dei rifiuti (la cosiddetta raccolta dell’umido) ed altri che non hanno attivato tale servizio, comuni dove le lattine si raccolgono insieme al vetro e altri dove vengono raccolti con la plastica, comuni che prediligono la raccolta multimateriale ed altri dove e’ presente la raccolta monomaterile spinta.

    La scelta di operare con un sistema di raccolta piuttosto che un altro non ha quindi un legame diretto con la riciclabilita’ o recuperabilita’ di un rifiuto. I cittadini pertanto hanno la possibilita’ di raccogliere in maniera differenziata un rifiuto riciclabile in funzione del sistema adottato dal proprio Comune.

    Il riciclo del cartone per alimenti non richiede “accordi di smaltimento particolari” ed e’ una realta’ oggi per oltre 15 milioni di italiani, distribuiti in oltre mille comuni.

    Il sito web di Tetra Pak Italiana – www.tetrapak.it - alla pagina “Protezione integrale” elenca tutti i comuni in cui è possibile fare questa raccolta e tra questi spiccano citta’ come Roma, Milano, Torino, Firenze.
    Dal 2002 ad oggi per fortuna i numeri della raccolta differenziata dei cartoni per alimenti che lei ha citato sono cambiati: nell’anno 2006 il 50,3% dei cartoni per alimenti immessi al consumo in Italia – circa 5 miliardi - sono stati recuperati e riciclati. Risultato che si avvicina moltissimo a quelli raggiunti da altri rifiuti di imballaggio e la cui raccolta e’ una realta’ consolidata gia’ da molti anni.
    E’ vero pero’ che in molti Comuni italiani, ed in Romagna in particolare, questa raccolta non e’ attiva. Ma confidiamo possa esserlo presto!
    Grazie al protocollo d’intesa con Comieco siglato nel 2003 e volto a diffondere la raccolta differenziata del cartone per alimenti, tante sono ormai le cartiere che riciclano il cartone per alimenti insieme alla carta e molti sono gli Enti di programmazione e controllo della gestione dei rifiuti che invitano i Comuni ad adottare questa raccolta. Tra questi l’Osservatorio Rifiuti della Provincia di Bologna, che nel proprio Rapporto 2005 evidenziava come “la raccolta dei cartoni per bevande rappresenta una concreta opportunita’ per incrementare i quantitativi di raccolta differenziata e conseguentemente ridurre gli smaltimenti in discarica.”

    Concordiamo con lei sul fatto che non sia appropriato raccoglierli separatamente ma le assicuriamo che una volta raggiunto il cassonetto opportuno non proseguono verso un termovalorizzatore.

    Restiamo a Sua completa disposizione per approfondire ulteriormente questi temi e per rispondere su eventuali dubbi.



    Maria Grazia Attianese

    Ufficio stampa di Tetra Pak Italiana

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