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giovedì 13 maggio 2010

Incontro sui rifiuti al quartiere oltresavio, 21 Maggio a Cesena


Si terrà il 21 Maggio a Cesena, nella sala del quartiere oltresavio di Piazza Magnani, l'importante appuntamento

“DIFFERENZIAMOCI – I RIFIUTI DA PROBLEMA AD OPPORTUNITA’: RIDURRE, RICICLARE, RIUTILIZZARE”

E’ un’iniziativa organizzata dal circolo Pd dell’Oltresavio, in collaborazione con i gruppi consigliari del Pd di Provincia e Comune di Cesena. Vista l’importanza del tema, la sensibilità di molti cittadini, ed i progetti che il Comune stia portando avanti sui rifiuti, l’incontro è un’ottima occasione di confronto, anche per fare il punto e raccontare alla città cosa si sta facendo e dove vogliamo andare in materia di gestione corretta dei rifiuti urbani.


E' prevista la partecipazione dell'assessore Lia Montalti, del sindaco Paolo Lucchi che offrirà un breve saluto e Massimo Bulbi rieletto presidente della provincia al secondo mandato, colui che qualche anno fa esternò questa emblematica frase a proposito dell'inceneritore sovradimensionato di Coriano a Forlì:

"Costruire l'inceneritore è come comprarsi una macchina nuova, hai in previsione di farti una grande famiglia e ti compri la station wagon, domani magari non ti serve più una macchina così grande, e tu che fai ? La butti ?"

Nella felice metafora, la famiglia numerosa erano le previsioni di crescita del rifiuto urbano indifferenziato in provincia, che in tempi di boom economico si pensava potesse arrivare alle stelle. Invece, con la crisi, i rifiuti totali prodotti in provincia (e in Italia) sono addirittura complessivamente diminuiti dal 2008. Si teme che impianti sovradimensionati oggi rischiano di richiamare rifiuti dalle province limitrofe, disincentivando la realizzazione di pratiche realmente virtuose per la gestione dei rifiuti, come il riciclo spinto e la differenziazione domiciliare porta a porta.

Nella speranza di vedervi numerosi, ecco il volantino dell'evento.

giovedì 15 aprile 2010

A Parma la manifestazione nazionale contro gli inceneritori

Il 17 aprile a Parma si svolgerà la prima manifestazione nazionale contro tutti gli inceneritori. Per la salute, l'aria pulita, l'acqua pubblica, la difesa del territorio e il bene comune. STRATEGIA RIFIUTI ZERO!! 

Nella valle più inquinata d'Europa, la valle Padana, nella capitale della Food Valley (e del parmigiano) Parma, vogliono costruire un nuovo grande inceneritore, che brucierà 130.000 ton. di rifiuti all'anno. Noi vogliamo decontaminare la Food Valley, con la riduzione, il riuso, il riciclo e l'estrusione finale dei rifiuti, cioè trattamenti senza elevate emissioni in atmosfera.

I rifiuti sono un difetto di progettazione, in natura non esistono, sono la cartina tornasole di un sistema economico e sociale difettoso. La lotta per una gestione corretta dei rifiuti, o meglio delle risorse, è una lotta per dare un futuro alle nuove generazioni. E' importante la presenza di tutti coloro che si battono per la tutela dei territori, per nuovi paradigmi economici e industriali, rispettosi, delle persone, dell'ambiente, della gisutizia sociale. I nostri figli ci accuseranno, se restituiremo loro un territorio avvelenato.


PROGRAMMA:

Venerdì 16 aprile - ore 21,00 - Camera di Commercio - Via Verdi - Parma - Incontro sul tema: L'ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI, con PAUL CONNETT, ROSSANO ERCOLINI ED ALTRI OSPITI

Sabato 17 aprile - dalle ore 14,00 Parco Ex Eridania MANI/FESTA/AZIONE Musica, animazione, artisti di strada, creatività, preparativi per partenza corteo.

Sabato 17 aprile - ore 14,30 Ritrovo: Parco Ex Eridania- ingresso da via Toscana. BICICLETTATA PARMA- UGOZZOLO (luogo in cui vorrebbero costruire l'inceneritore) e ritorno.

Sabato 17 aprile - ore 16,00 - Ritrovo: Parco Ex Eridania Ingresso via Toscana - CORTEO - destinazione Piazza della Pace - Condivisione delle informazioni

Domenica 18 aprile - sede del WWF di Parma - – Piazzale Rondani, 3 Incontro nazionale dei comitati per la gestione corretta dei rifiuti – CHE FARE?
 

venerdì 30 ottobre 2009

Dal prosciutto all'inceneritore di Parma ?


Parma è stata eletta da Legambiente come una delle cinque città più ecosostenibili d’Italia con Verbania, Belluno, Bolzano e Siena. Ma il primato è destinato a svanire se viene costruito l’inceneritore.

Il progetto, definito eufemisticamente “Polo ambientale integrato”, è in piedi da circa cinque anni e si attende solo che sia comunicata dall’Amministrazione la data di inizio lavori. Intanto, i comitati cittadini che si sono coordinati sotto l’unico movimento Gestione corretta rifiuti che ha lanciato una petizione per fermare i lavori dell’inceneritore di Parma, ha raccolto a oggi 10mila firme.

I comitati sono seriamente preoccupati che a risentirne, oltre alla salute e all’ambiente, anche le eccellenze tipiche della “Food Valley” come Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, latte e pomodori.

Ribloggato da: ecoblog.it


lunedì 1 dicembre 2008

Oggi la giornata mondiale contro l'incenerimento

Lunedì 1 dicembre 2008 è stata dichiarata da Gaia (l'alleanza mondiale per le alternative all'incenerimento) “giornata mondiale contro l'incenerimento”. Lo scopo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare la popolazione e renderla consapevole che un'alternativa all'incenerimento dei rifiuti è possibile.

E' dimostrato che il bilancio energetico complessivo è decisamente a sfavore dell'incenerimento, che si qualifica essere una scelta politica di corto respiro e che trasforma il rifiuto in residui pericolosi, ceneri ed emissioni tossiche (centinaia di tipi molecolari, molti dei quali tuttora mai analizzati) con uno scarso recupero energetico, circa il 15% in media in energia elettrica (dati CEWEP) e con maggiori costi a carico della comunità.

L'energia elettrica prodotta è talmente scarsa che in assenza di sovvenzioni statali (ad esempio i CIP6), nessuno troverebbe conveniente produrla mediante gli inceneritori. La minor produzione di rifiuti, il riuso e il riciclo sono inconfutabilmente migliori per l'ambiente, per la salute e per l'economia del territorio.

A questi punti cardine va aggiunto il sistema di raccolta dei rifiuti col metodo Porta a Porta che è fondamentale per ottenere la massima percentuale di rifiuto differenziato e che consentirebbe ai cittadini, attraverso l'applicazione della tariffa puntuale, di ridurre gli importi delle bollette. Una seria raccolta domiciliare spinta non può andare d'accordo con l'incenerimento, a meno che non si accetti di servirsi di essa per selezionare i materiali migliori per la combustione, anziché per il riciclo di materie prime seconde, cosa assai stupida dal punto di vista termodinamico.

Per celebrare questa giornata il Tavolo delle Associazioni organizza un volantinaggio informativo che analizza e ricalcola le percentuali reali di raccolta differenziata nella Provincia di Forlì-Cesena, facilmente manipolabili ricorrendo ad assimilati e vari sgravi in tariffa.

Inoltre nella stessa giornata ci sarà il passaggio del testimone della “Catena del Digiuno” alla città di Brescia che ha raccolto temporaneamente questo metodo di sensibilizzazione e di protesta non violenta, iniziato nella città forlivese l'8 maggio 2007 e che va avanti da oltre 560 giorni senza soluzione di continuità.

TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI
Lunedì 1 dicembre 2008
“Giornata mondiale contro l'inceneritmento”

Intervista a Raffaella Pirini presidente dell'associazione Clan-Destino


Scarica l'elenco di tutte le iniziative italiane previste per la giornata mondiale contro gli inceneritori

lunedì 5 maggio 2008

Ancora sull'inceneritore di pollina a Santa Sofia!

Riporto un documento scritto di Palmiro Capacci, assessore all'ambiente di Forlì, che esprime in maniera esemplare cosa sta succedendo a Santa Sofia a proposito del nuovo inceneritore della pollina che si vorrebbe costruire, della serie come una risorsa riesce a diventare un problema. Scusate la lunghezza ma mi premeva riproporlo in forma integrale.


PROLOGO
Sono 20 anni che uno spettro si aggira per la Romagna, prima è apparso nel Cesenate ma i cittadini di quella terra e hanno avuto paura e l’hanno esorcizzato, poi, sarà per una qualche consonanza col nome, la sig.ra Marcegaglia l’ha evocato presso il proprio stabilimento posto fra Forlimpopoli e Forlì, ma siccome di qua da Mont Spaché non siamo più “pataca” dei nostri cugini cesenati, anche questa volta lo spettro è stato cacciato. Ora qualcuno deve aver pensato che ciò è aborrito dai “pianeggianti” può essere accettato dai “montanari “. A questo qualcuno bisogna spiegare che noi montanari (sto nella piana ma vado orgoglioso delle mie origini) “an senmiga atachè con e caveji ”. Parlo dello spettro dell’inceneritore della pollina.

PERCHE’ INCENERIRE LA POLLINA E’ IN SE UNA BESTEMMIA ECONOMICA ED AMBIENTALE?
Da che mondo è mondo il letame va riportato sul terreno, certo la pollina è un letame un po’ difficile, (è fuori discussione che il letame di bovino o cavallo sia meglio) puzza, in determinate condizione fa le mosche, prima di stenderlo va fatto maturare, però non sono problemi insormontabili, sinora si è fatto così, anzi da qualche tempo si fa anche meglio, c’erano più problemi una volta. Per anni ho assistito a convegni in cui, dati alla mano, si affermava che i nostri terreni si stanno "sterilendo", perché il contenuto di sostanza organica sta calando in modo preoccupante, ciò determina minor resa, impoverimento della qualità del prodotto, erosione, necessità di aggiungere in modo abbondante concimi chimici e maggior inquinamento della falda, perché viene meno quel filtro biologico che blocca i nitrati ed altre sostanze alla superficie. La situazione sta peggiorando. Ora la pollina oltre ad essere un fertilizzante è anche un emendante, che pur di non eccelse qualità, ha un effetto positivo sul terreno.

Ora, da quando gli inceneritori hanno le sovvenzioni, di tutto questo non ne sente parlare, verrebbe da pensare che sia la sovvenzione che crea l’esigenza, modificando le emergenze ambientali. Naturalmente non è così. Si dice che ora c’è una legge sui nitrati per cui è più problematico lo spandimento della pollina. Ma se lo spandimento è ben fatto va a sostituire lo spandimento dei concimi chimici composti anch’essi in prevalenza da nitrati, che per giunta sono anche più solubili e quindi meglio raggiungono la falda. Le prime falde di pianura in pochi anni si sono arricchite di nitrati con la comparsa dei concimi chimici, prima secoli di espandimenti di deiezioni sui campi non avevano mai creato questo problema.

Certo se facciamo un allevamento con 200.000 capi e stendiamo, magari anche in malo modo, tutta la pollina, su di un piccolo appezzamento di terreno, magari sabbioso, per il solo fatto che è comodo e vicino alle stalle si possono creare preoccupanti fenomeni di inquinamento delle falde sottostanti. E’ la concentrazione fa diventare negativo ciò che nella giusta concentrazione è positivo. Bruciando pollina si produce energia, che per giunta è rinnovabile, poiché i polli sono ciò che mangiano al netto di ciò che espellono e finché mangeranno espelleranno. Messa così il ragionamento è piuttosto tirato ma potrebbe anche andare, ma non è questo il punto, il punto è che il bilancio energetico non è positivo. Ma come!? Si dirà: ”brucio pollina ed ottengo energia elettrica, anche se questi impianti non hanno una gran resa attorno al 20% ed anche dovendo togliere il gasolio consumato dai camion per portarla da tutta la Romagna a S.Sofia, qualcosa rimarrà, poco ma sempre meglio di niente, e in definitiva è tutto petrolio che non vado a consumare”.

Questo conto è sbagliato, se brucio la pollina non la porterò più nel campo ed al suo posto dovrò mettere nitrati prodotti chimicamente, ora la produzione chimica di nitrati richiede una gran quantità di energia, molte volte maggiore di quella che andrò a ricavare dal mio inceneritore, pardon termovalorizzatore di pollina. Questo significa aumento complessivo della CO2. Tradotto in termini pratici, all’agricoltore con l’alto costo del petrolio sarà col tempo sempre più conveniente utilizzare pollina e non concimi chimici. Non meravigliatevi se chi oggi propone di bruciare pollina per ricavare energia risparmiando sull’acquisto del petrolio, domani vi proponesse di bruciare i mobili di casa per riscaldarsi perché cosi si risparmia nell’acquisto della legna.

L’IMPATTO AMBIENTALE LOCALE
Oltre all’impatto che definirei “generale”, bisogna esaminare l’impatto diretto sul territorio in cui è collocato. Ogni opera genera un impatto sul territorio, a cominciare da quello circostante, non necessariamente è un impatto negativo, sia perché può essere in sé positivo, sia perché pur essendo in sé negativo va a sostituire impatti maggiormente negativi. Da quanto sopra esposto un inceneritore di pollina non rientra in nessuno di questi due casi, è un impianto che ha un impatto negativo in senso assoluto e relativo. Quanto negativo dipende poi da molti fattori, per dare una risposta precisa bisogna esaminare ed approfondire il progetto, tuttavia vi sono alcune situazioni che possiamo già valutare.

L’IMPIANTO
Pur essendo tutti impattanti, non tutti gli impianti sono eguali, può essere un forno a griglia o a letto fluido oppure a pirolisi (gassificazione), ciò che tuttavia fa gran parte della differenza sono i sistemi di depurazione dei fumi, che possono essere più o meno efficienti. Ho ben pochi elementi sull’impianto che s’intende costruire ma dubito che un impianto di pollina possa avere una depurazione spinta dei fumi, tanto per fare un paragone pari ai livelli istallati nel nuovo inceneritore di rifiuti urbani costruito a Forlì. Nonostante i contributi elargiti, questa attività non ha ampi margini di profitto, quindi per mantenere la redditività dell’impianto questi non potrà essere molto avanzato e quindi costoso.

A differenza dei rifiuti in cui il maggior costo può essere “scaricato” sulle tariffe pagate dai cittadini, i quali una volta impostato il sistema non hanno alternative, questo impianto non può scaricare più di tanto i costi sull’allevatore, perché una alternativa l’hanno: tornare allo spandimento a meno che non abbiano fatto contratti troppo vincolanti. Se si accetta questo ragionamento è del tutto secondario chiedersi quanto l’impianto possa inquinare e nuocere alla salute, perché già è evidente che non vada costruito, comunque affrontiamo anche questi aspetti.

IL COMBUSTIBILE (la pollina)
Più il combustibile è omogeneo meglio si calibra la combustione, quindi il rendimento termico e la qualità dei fumi, la pollina (in prevalenza lettiera di polli o tacchino ma suppongo anche deiezioni disidratate di ovaiole) è, tuttavia, un combustibile pessimo, se non altro per la grande quantità di azoto ammoniacale che contiene, questi con la combustione si trasforma in Ossido di Azoto che esce coi fumi e quindi si trasforma in Acido Nitrico che ricade al suolo. Naturalmente l’azoto non è l’unico inquinante, ma mi sembra il più rilevante, insieme alle polveri.

LA COLLOCAZIONE
La collocazione dell’ impianto è importante, per gli effetti dell’inquinamento ma anche per la sua resa termica. Se un impianto che produce calore può essere messo in prossimità di un centro abitato si potrebbe pensare di utilizzarlo non solo per produrre energia elettrica, ma anche per utilizzarne il calore di risulta per riscaldare gli edifici (teleriscaldamento), ma non è certamente il caso di questo impianto perché troppo impattante. Bisognerebbe quindi collocarlo lontano da luoghi abitati.

Nel caso in specie si parla di collocarlo in località Macallè, dove si trova l’attuale impianto dell’ AGROFERIL, la collocazione è quanto mai infelice, per chi abita a Santa Sofia non c’è bisogno di spiegarlo perché già oggi questo centro abitato è lambito dagli odori che inevitabilmente verso sera scendono a valle, l’inceneritore avrà un raggio d’azione più ampio, certamente anche i Galeatesi ne saranno coinvolti in quanto, specialmente nelle ore notturne, i fumi tenderanno a scendere a valle e si incanaleranno lungo il Bidente.

Ricordiamoci che il 90% dei problemi che ha avuto L’AGROFERIL sono stati dovuto alla sua disgraziata collocazione, pensare di mettere lì l’inceneritore è puro sadismo. (Se l’impianto sarà gestito dall’AGROFERTIL penso che perlomeno debba cambiare nome perché nulla di agro e di fertil vi sarà più in questa attività.)

VIABILITA’
50.000 tonnellate a Macallè bisogna portarcele, provenendo anche da lontano. Ho letto che faranno una nuova strada fino alla SS 310 del Bidente, è sempre quella che dovevano costruire quando impiantarono l’AGROFERTIL, allora doveva essere fatta e non fu fatta. Ma questa nuova strada sarà di pochi chilometri il resto del traffico insisterà sulla Bidentina, forse qualcuno dal carnaio, i camion passeranno in mezzo a tutti i paesi, quando passeranno i cittadini non avranno bisogno di vederli se ne accorgeranno per la traccia olfattiva.

QUALI PROSPETTIVE ALTERNATIVE
Per la verità il sistema attuale di smaltimento della pollina regge e funziona, ciò non toglie che ci sia necessità di migliorarlo. Ho parlato degli effetti positivi della collocazione della pollina sul terreno, ma ne ho parlato con toni problematici, questo tipo di letame, come già detto, se sparso male, nelle dosi sbagliate e senza una preventiva stabilizzazione può determinare inconvenienti, alle colture (allettamento, infestanti), può inquinare le falde in pianura e a corsi d’acqua e sorgenti in collina, genera odori e può essere causa di proliferazioni di mosche.

L’impianto attuale dell’ AGROFERTIL è stata una risposta a questa esigenza, purtroppo è stato collocato in un posto disgraziato ed ha avuto diversi problemi gestionali e funzionali, per cui si verificava la discesa del puzzo verso il fondo valle, se fosse sorto in una diversa collocazione credo che il bilancio sarebbe stato ampiamente positivo, il prodotto realizzato con la pollina è di buona qualità e ben commercializzato, non è forse un eccezionale emendante agricolo ma è certamente un ottimo concime.

Un elemento cui fare attenzione quando si va pianificare sono anche le dimensioni degli impianti, non mi riferisco all’ inceneritore ma a tutti gli impianti in genere, se è vero che bisogna tener conto che il sistema produttivo attuale tende a concentrare la produzione e questo è quello che è successo negli allevamenti avicoli, bisogna tuttavia contrastare il gigantismo che esaspera i problemi e l’impatto. Non affronto tutta la questione dell’ impatto paesaggistico, economico e sociale che indubbiamente è rilevante.

LA PROPOSTA
Nella nostra Regione abbiamo terreni che si stanno impoverendo di sostanza organica la quale viene tolta dai campi e va a finire nei rifiuti urbani e speciali, o prendono la strada delle fogne per poi concentrarsi nei fanghi dei depuratori. La sostanza organica sottratta al terreno generalmente va a finire in discarica o a un inceneritore determinando comunque inquinamento, occorre mettere in atto un meccanismo per riportala sul suolo, per fare ciò è naturalmente necessario che non sia contaminata da sostanze indesiderate (magari mescolate ad arte per smaltirle in modo improprio).

La strada per arrivare a ciò è quella di un forte incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, deve essere una raccolta differenziata di qualità, nel caso in specie parlo della raccolta differenziata dell’umido che nella nostra provincia è a livelli ancora bassi (3,7 % del totale cui si aggiunge un 4,1di vegetali) ma che dovrà crescere velocemente. Altro punto su cui bisogna tornare a riflettere sono i fanghi dei depuratori. Comprendo che oggi non è facile, la questione è stata rimossa a seguito della vicenda “fangopoli” che non si è ancora chiusa.

Questi fanghi organici, tornavano sul terreno a condizioni che rispettassero determinati limiti di qualità, poi con “fangopoli” è scaturita l’inchiesta che ha portato all’accusa per lo spandimento di alcune partite di fanghi che non rispettavano i limiti di qualità imposti dalla legge. Da allora, questi fanghi prendono la strada della discarica o eventualmente degli inceneritori, con un aggravio ulteriore per le tariffe di alcuni milioni di euro. I soggetti interessati sono quasi tutti contenti di questa soluzione, HERA non deve più impazzire ad organizzare lo spandimento e a controllare la qualità dei fanghi ne a controllore cosa si scarica in fogna e non corre più rischi che una partita non sia più a norma, e in conclusione ha solo rifiuti in più da gestire e per chi ha come mission gestire rifiuti non è certamente un dramma, tanto più che i costi sono scaricati sulle tariffe.

Aggiungiamo poi come questa soluzione è richiesta da una certa vulgata pseudo-ambientalista ed è largamente condivisa dalla opinione pubblica spaventata da traffici illeciti sui fanghi. In conclusione i fanghi essendo brutti, sporchi, neri ed anche un po’ puzzolenti sono in se la rappresentazione del male, per questo l’importante è allontanarli in discarica o ad un inceneritore (occhio non vede inquinamento non nuoce). Certo questo allontanamento determina un aggravio nelle bollette ma il fenomeno causa effetto non è evidente e nessuno lo mette in rilievo. Credo che questi fanghi adeguatamente controllati nei requisiti di qualità ed adeguatamente trattati debbano ritornare sul terreno, non certamente tal quali ma previa una azione di compostaggio con la restante frazione organica proveniente dai rifiuti.

Il compost ottenuto, se tutti i passaggi sono stati corretti, sarà un ottimo emendate per i terreni agricoli, restituirà ai terreni carbonio. Il compost è un ottimo emendate ma ha uno scarso potere concimante, qui rientra in gioco la pollina che ha caratteristiche opposte per cui andrebbe ad integrarsi perfettamente. In conclusione credo che vada costruito un sistema che integra tutti questi materiali organici il risultato sarebbe un prodotto veramente ottimo per l’agricoltura e ridurremmo gli impatti ambientati determinati da discariche ed inceneritori, ottenendo peraltro un beneficio economico,. Credo che diversamente ed in modo specifico vada affrontato il discorso sulle biomasse.

Forlì,12.04.08
Palmiro Capacci

venerdì 7 marzo 2008

A Terni si avvierà la Raccolta differenziata domiciliare

E' notizia ormai nota da tempo, a Terni è stato chiuso un inceneritore ad opera di un magistrato (in via cautelativa provvisoria) a causa delle esalazioni inquinanti provocate da un carico di rifiuti tossici non adeguatamente controllato (proveniente sembra dalla campania). Nella stessa città ora promuovono la raccolta differenziata domiciliare! Si è iniziato un percorso verso la sostenibilità che va avanti con progetti in linea con la normativa italiana ed europea. Il sospetto che in questo caso la raccolta differenziata sia finalizzata a procurare materiale di alts qualità per gli inceneritori è forte, come ha candidamente confermato Degli Espinosa nella famosa puntata di Terzo Pianeta durante il contraddittorio con Maurizio Pallante. La strategia è quella del 50-50 (metà all'inceneritore e metà smaltito in altro modo), malgrado questo obiettivo non certo lodevole dal punto di vista ecologico, persino a Terni hanno capito che raccogliere a domicilio conviene. A Cesena invece sembra in atto un processo involutivo, dal momento che i rappresentanti della città e le alte cariche propongono, a dispetto della legislazione vigente, esclusivamente altri inceneritori osteggiando pubblicamente la raccolta domiciliare: quando uno dice il progresso!!

Raccolta differenziata direttamente a casa. È il progetto preliminare che verrà presentato a Terni mercoledì prossimo, in un convegno organizzato dall'assessorato regionale all'ambiente nella sala Rossa di palazzo Gazzoli. A annunciarlo l'assessore all'ambiente del Comune di Terni, Gianfranco Salvati, che introdurrà i lavori al tema dell'incontro. Nelle prospettive del progetto, il nuovo sistema di raccolta dovrebbe sostituite completamente quello di tipo stradale oggi esistente, attraverso un modello "porta a porta"; tra l'altro si prevede che venga introdotto in via sperimentale in alcune zone della città fin dal prossimo autunno. È evidente - ha poi aggiunto Salvati - che il successo dell'iniziativa dipenderà anche dalla sensibilità e dalla partecipazione dei cittadini ternani e dal contributo che in questa materia possono dare tutte le associazioni di categoria e in particolare quelle ambientaliste.

FONTE: Il Messaggero, (Umbria) Cronaca Locale Martedì 04 Marzo 2008

giovedì 10 gennaio 2008

Matteoli sniffa dai camini

Altero Matteoli, uno dei più scandalosi ex ministri dell'ambiente che l'italia abbia mai avuto, principale responsabile dello scandalo dei Cip-6 nonché inceneritorista convinto, è stato ospite ieri sera alla trasmissione Porta a Porta. Ovviamente ha proposto la solita costruzione a tappeto di termovalorizzatori a destra e a manca. Quando Vespa gli ha chiesto se gli inceneritori erano realmente innocui ha risposto che egli stesso è andato personalmente a visitare il famoso inceneritore di Brescia, che è salito fin su in cima sul camino, e che - udite udite - ha messo la faccia sul camino ed ha respirato l'aria che esce!
Non si sentiva nessun odore, avevo i fumi che mi arrivavano in faccia, ho messo le mani avanti e le ho tolte perfettamente pulite, non c'era nessuna polvere, era come se fosse aria, sono assolutamente sicuri.

Caro Matteoli, le auguro di non avere respirato troppo profondamente, se mai dovesse un giorno ammalarsi (e non gle lo auguro davvero) di qualche neoplasia respiratoria, forse si ricorderà di quella simpatica giornata che ci ha raccontato. Giusto per rinfrescarle la memoria le allego una analisi sulle emissioni generate dall'inceneritore di Brescia. (Altre informazioni su questo fantomatico impianto dal quale esce aria pulita potete trovarle quì).


-- Dati forniti dal "Comitato Ambiente città di Brescia"

venerdì 29 giugno 2007

INCENERITORE FORLI: Consiglio di stato respinge sospensiva clan-destino

Vogliamo dare spazio ad una notizia del 27 giugno che riguarda la salute di tutti noi romagnoli, purtropppo anche il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza cautelare promossa tra gli altri dall’Associazione Clandestino contro la realizzazione dell’Impianto di termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani in Forlì, situato a Coriano. Questa è la seconda bocciatura in sede giudiziaria delle richieste dell’Associazione Clandestino e degli altri oppositori al progetto, in quanto il Tar aveva già dichiarato inammissibile per carenza di legittimazione attiva il loro ricorso. L'impianto è già in costruzione e prevede il raddoppio della capacità di smaltimento da 60mila a 120mila tonnellate l'anno. Clan-destino da anni oramai si batte contro tale costruzione poichè considerata inopportuna, l'associazione - lo ricordiamo - si è da sempre opposta alla sua costruzione in quanto rispetto al PPGR (Piano Provicniale Gestione Rifiuti) che prevede una riduzione della produzione dei rifiuti per rientrare nelle direttive europee, non è stata attuata nessuna pratica di Raccolta Differenziata a Forlì atta alla diminuzione dei rifiuti e che quindi abrebbe potuto rendere inopportuna la costruzione del 3° forno inceneritore. Recentemente l'associazione ha presentato una proposta di conversione di tale impianto in un centro di riciclaggio dei rifiuti invece che di incenerimento. Consideriamo che la cosa veramente triste di questa vicenda, oltre al danno ambientale e sanitaro che oramai tutti gli scienziati confermano e che solo gli amministratori comunali continuano ad ignorare, sia la totale assenza di ascolto dell'amministrazione dei cittadini che con ben 17.000 firme presentate non sono stati mai ricevuti dal Sindaco Nadia Masini, non si è mai aperto un tavolo di discussione comune per concordare una mediazione tra gli interessi del Comune (che dovrebbero essere quelli del cittadino) e quelli della popolazione (che purtroppo non sono quelli del Comune). La costruzione di tale impianto riguarda tutti i cittadini e la provincia e dovrebbe essere concordata in accordo fra tutte le parti che le rappresentano. La chiusura totale di questo dibattito da parte del Comune è il segnalo chiaro che la politica è fatta da personalismi egoistici ed è lontana anni luce dal suo significato più vero. Noi del MIZ utilizzeremo tutte le nostre risorse affinchè a Cesena si attivi la Raccolta Differenziata domiciliare e un dibattito democratico con l'amministrazione, che ci auguriamo, non ricalchi lo stile di quella forlivese.

Aggiornamento: In realtà il contenuto dell’articolo non è esatto. Il Consiglio di Stato ha respinto la sospensiva dei lavori, quindi il ricorso continua il suo percorso ma i lavori all’impianto continueranno. Leggete altre informazioni quì.

lunedì 18 giugno 2007

Come si ricicla il Tetrapak?

Visto che il tetrapak è riciclabile, come ci martella incessante la pubblicità di questi ultimi giorni in tv, perchè in molti comuni dicono di buttarlo nel secco (indifferenziato)? Il Tetrapak è solo potenzialmente riciclabile: Se nel vostro comune si possono buttare i tetrapak insieme alla carta, è perchè esiste un accordo di smaltimento particolare. Nella maggior parte dei comuni italiani questo accordo non c'è, quindi in questi Comuni di fatto non è considerato riciclabile e finisce o nelle discariche o negli inceneritori. Solo 300 circa su un totale di 8ooo comuni italiani ha questo accordo di smaltimento particolare del Tetrapak, da noi in Romagna purtroppo (o per fortuna?) non c'è, quindi cari consumatori attenzione a ridurre i vostri acquisti in questo materiale.. Le aziende che lo producono stanno solo cercando di conquistarsi una nuova verginità spacciandosi per ecologiche. Il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) riporta che nel 2002 solo il 35% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato è stato avviato al recupero, parliamo di 38.000 tonnellate di tetrapak. Tetrapak stessa, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che "il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta" e da lì noi temiamo prosegua egualmente in larga misura verso alcuni dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia. I cartoni poliaccoppiati (carta + plastica + alluminio) rappresentano circa lo 0.4% dei rifiuti prodotti da una persona, per questo è antieconomico (e antiecologico) raccoglierli separatamente e dividerli in maniera appropriata. Il vostro tetrapak, dal cassonetto della raccolta differenziata o va ad un termovalorizzatore o va alla cartiera di Santarcangelo per il recupero o al centro di compostaggio di Modena, ma se abitate in romagna sappiate che in massima parte va, se differenziato, praticamente solo all'inceneritore, perchè non ci sono strutture idonee a separarne in maniera efficace i materiali costituenti.

mercoledì 6 giugno 2007

Una lettera di Davide Fabbri

Inoltriamo una (lunga) lettera, spedita al MIZ dal Consigliere Comunale per i Verdi Davide Fabbri, che commenta il Progetto "Concretamente" presentato in Comune qualche giorno fa da Anima Mundi. Ci auguriamo che si apra un dialogo con i cittadini su questi temi di gestione alternativa dei rifiuti. La lettera è riportata in veste integrale. Perdonate l'eccessiva lunghezza.

Cari amici del MIZ, vorrei inserire il qui presente commento sul blog del MIZ, riprendendo il documento che ho presentato e distribuito nella serata di presentazione del progetto "Concretamente" di Animamundi, che si è svolta nella sala del Consiglio Comunale il 30 maggio scorso. Nel mio intervento ho detto che ero estremamente soddisfatto sul fatto che altri interlocutori - oltre ai Verdi, alle Associazioni Ambientaliste, al Movimento Impatto Zero - si occupassero di miglioramento delle politiche di gestione dei rifiuti. Infatti i responsabili e i soci di Animamundi non si sono mai fatte vedere ai diversi incontri pubblici che ci sono stati nella nostra città - una ventina negli ultimi 2 anni - sul tema dei rifiuti. Non solo: non si sono mai visti ai tavoli del MIZ sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Quale è quindi il loro reale interesse sul tema? Solo adesso, a finanziamento pubblico ricevuto da parte dell'Amministrazione Provinciale, Animamundi si fa viva con noi chiedendoci l'indirizzario prezioso delle persone interessate al tema, per evitare un nuovo "buco nell'acqua" dal punto di vista delle presenze agli incontri da loro organizzati: all'incontro del 30 maggio, erano presenti solo una ventina di persone: pochi cittadini, molti addetti ai lavori (tecnici e amministratori pubblici). La loro pretesa è letteralmente inaccettabile: noi facciamo i volontari senza risorse pubbliche, ci spendiamo come dei dannati per sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni sul tema della raccolta differenziata, Animamundi non si è mai vista a tali iniziative, presenta e ottiene un finanziamento pubblico sul tema senza citare il porta a porta, illustra il proprio progetto senza fare riferimenti alle diverse esperienze di porta a porta in Italia, e ora Animamundi desidera collaborare con noi chiedendoci i nomi dei firmatari la petizione. Come chiamarlo questo comportamento: ambiguo? opportunista? Animamundi ha invitato la cittadinanza all'acquisizione di una responsabilità condivisa, e cioè a collaborare con le Istituzioni per migliorare le politiche di gestione dei rifiuti: il dramma è che ha trascurato due aspetti per me fodamentali:
a) non ha citato quello che la Provincia ha in mente di fare sulla programmazione dei Rifiuti.
b) non ha citato appunto le esperienze positive, presenti in Italia, di raccolta differenziata porta a porta.
Animamundi omettendo questi dati fondamentali, corre il rischio di assumere una posizione ipocrita, doppia, sponsor di politiche ambientali di facciata. Come si fa a trascurare il nuovo Piano dei Rifiuti? tale Piano non promuove un cambiamento del registro nelle politiche sui rifiuti. Il Piano, valevole per un decennio, si caratterizza infatti sui seguenti aspetti (in sintesi i contenuti e gli obiettivi di rilievo):
- Realizzazione immediata di un inceneritore a Coriano di Forlì da 120.000 t/anno: si ritiene ingiustificato l'assunto della necessità di un inceneritore di tale potenzialità, che si sta costruendo senza aver atteso i risultati di un più efficiente sistema di raccolta differenziata;
- Incremento della produzione dei rifiuti (aumento dell'1% annuo), in netto contrasto con i principi di "Agenda 21", in direzione opposta rispetto agli obiettivi indicati nel protocollo di Kyoto, in direzione opposta rispetto al progetto di Animamundi;
- Aumento conferimento rifiuti presso inceneritori;
- Stabilità nei conferimenti rifiuti presso discariche;
- La previsione di incremento della raccolta differenziata prevista nel Piano si limita pertanto ad una dichiarazione di intenti, poiché prevalgono in tale Piano da un lato politiche di forte incenerimento, e dall'altro è carente la strategia per il perseguimento delle percentuali previste di raccolta differenziata;
- Non viene fatta una valutazione attenta relativa agli aumenti degli impatti ambientali degli inceneritori per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico.
Tale gestione dei rifiuti, basata sulle modalità di smaltimento attraverso l'incenerimento e la discarica, ignora colpevolmente che esse deprimono e rendono ancora più difficile il perseguimento di politiche di prevenzione, riduzione, riciclo e recupero dei materiali presenti nelle diverse frazioni dei rifiuti; tale politica la reputo inaccettabile, letteralmente tossica per la salute e per l'ambiente. E pensare che una svolta delle politiche sui rifiuti sarebbe necessaria e indispensabile. La nostra Provincia - con il 30,3% nel 2006 - percentuale da verificare che è stata fornita da Hera spa per i soli Comuni a gestione Hera - è agli ultimi posti nella graduatoria della nostra Regione per quanto riguarda le percentuali di raccolta differenziata. Non è un buon risultato, come afferma invece Animamundi, sostenuta in questa affermazione dalle Amministrazioni Pubbliche del territorio. Da ecologista convinto dico che è indispensabile opporsi alla costruzione di sovradimensionati inceneritori come quello di Forlì, che, se realizzati, metteranno in un angolo le politiche di raccolta differenziata, anche nel nostro Comune di Cesena: far prevalere l'incenerimento dei rifiuti significa contrastare nettamente le politiche di raccolta differenziata e il loro riciclo; è inammissibile e ingiustificabile sostenere che sia compatibile sviluppare elevati livelli di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e contestualmente promuovere il loro inquinante incenerimento. Desidero con forza riconoscere:
a) La incompatibilità e intrinseca contrapposizione fra riciclo e incenerimento; l'inceneritore frena fortemente la raccolta differenziata, poiché il fatturato è in funzione della quantità: viene così incenerito tutto, anche se la materia è riciclabile o riutilizzabile.
b) L'inceneritore è fonte di pesante inquinamento dell'atmosfera: la miscela di materie incenerite è imprevedibile e mutevole nel tempo, varia a seconda del processo di separazione, il che rende continuamente variabile e imprevedibile la composizione dei gas che escono dai camini e inefficace qualsiasi operazione di abbattimento dell'inquinamento atmosferico.
In un inceneritore ogni 100 tonnellate che si bruciano - oltre a ciò che si immette in aria sotto forma di nanopolveri prodotte dalle alte temperature, diossine e altre sostanze nocive - rimangono circa il 30% di ceneri tossiche da stoccare in discariche speciali per i rifiuti tossiciPropongo per Cesena e per tutto il territorio provinciale, alla luce della interessante sperimentazione del Comune di Forlimpopoli della raccolta domiciliare "porta a porta", di trasformare l'attuale sistema di raccolta (fatto con cassonetti stradali, che ha un limite strutturale di raccolta differenziata non superiore al 30-35%), in una raccolta "porta a porta", raccolta domiciliare, con l' eliminazione di tutti i contenitori stradali, valorizzando e potenziando l'impianto di compostaggio collocato in adiacenza alla discarica della Busca, per recuperare ulteriormente il materiale organico che diventa poi compost di qualità per l'agricoltura. Un sistema tramite un ciclo integrato che, ovunque applicato, ha dato risultati anche superiori al 60% - 70% di materiale inviato a riciclaggio, oltre ad indurre ad una diminuzione della produzione di rifiuti del 20%, il tutto agli stessi costi complessivi attualmente sostenuti dai cittadini. Occorre inoltre promuovere i comportamenti virtuosi dei cittadini, la riduzione dei rifiuti attraverso il compostaggio domestico, la riduzione dei beni usa e getta, specie nelle iniziative pubbliche, la definizione di accordi di programma per ridurre l'uso degli imballaggi negli esercizi commerciali, l'uso della distribuzione alla spina per detersivi e bevande, e qualsiasi altra azione che si traduca in una riduzione concreta della quantità dei rifiuti. Proposte quindi, capaci di incentivare la riduzione effettiva dei rifiuti prodotti, e il deciso aumento delle quote di rifiuti avviati a riciclaggio, soluzioni che rappresentano i cardini della nuova politica di gestione dei rifiuti. Alla luce del quadro definito dalla nuova normativa nazionale e regionale in tema di gestione dei rifiuti, si propone all'Amministrazione della città di Cesena (e all'intera Provincia) l'assunzione di alcuni impegni precisi relativamente a:
- La riduzione dei RSU prodotti;
- La raccolta differenziata dei RSU;
- La valorizzazione, sia in termini commerciali che a scopi di tutela ambientale, di tutte le frazioni utilizzabili ricavate dai RSU raccolti;
- L'occupazione, la creazione di impresa e la sostenibilità delle imprese impegnate nella gestione dei rifiuti;
- Un rapporto tra Amministrazione e cittadinanza basato sul principio della responsabilità condivisa, su una attenzione maggiore per le esigenze specifiche di ogni categoria, sulla collaborazione il più possibile diretta tra utenti e addetti al servizio; Seguendo l'ordine di priorità indicato dalla normativa europea, nazionale e regionale, si chiede di dare la massima priorità alle iniziative tese alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti urbani e assimilati prodotti. Proposte e azioni concrete - accordi di programma - da proporre, possibilmente, a livello provinciale o regionale - con le associazioni dei ristoratori, dei gestori di pubblici esercizi, dei commercianti, della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, per promuovere la riduzione degli imballaggi superflui e la sostituzione degli imballaggi a perdere con imballaggi a rendere, utilizzando protocolli di comportamento concordati e premiando i comportamenti virtuosi, e tradursi anche in beneficio finanziario attraverso uno sconto sulla tariffa;
- Maggiore controllo sui conferimenti di rifiuti speciali e assimilabili al circuito di raccolta dei RSU da parte di piccole e medie imprese industriali, artigiane o commerciali, anche attraverso la promozione - insieme ad altri soggetti - di servizi di raccolta di queste tipologie di rifiuti specificamente rivolte a questa categoria di utenza;
- Promozione di un'indagine su tutte le forniture utilizzate dagli uffici e dai servizi comunali e, eventualmente anche da altre amministrazioni pubbliche o private che ne facciano richiesta, per studiare le possibilità di una loro sostituzione con prodotti che generino meno rifiuti, o rifiuti più facilmente gestibili a livello di raccolta differenziata e di recupero;
- Potenziamento delle stazioni attrezzate per la raccolta, il recupero e l'eventuale re-immissione su mercati paralleli dell' usato, di una vasta tipologia di rifiuti ingombranti, o di loro componenti ancora utilizzabili;
- Promozione di servizi di assistenza a feste e manifestazioni pubbliche che mettano a disposizione stoviglie pluriuso evitando - contestualmente ad una sua penalizzazione in sede di tariffazione del servizio di nettezza urbana;
- Il ricorso a stoviglie usa-e-getta;
- Promozione e incentivazione, secondo modalità da individuare e da definire con i rappresentanti delle popolazioni interessate, del compostaggio domestico;
- Campagne di educazione ambientale indirizzate alle scuole, alle associazioni professionali e volontarie, agli operatori della comunicazione, volte a diffondere una maggiore conoscenza delle origini, della destinazione finale, degli impatti ambientali e delle possibilità di recupero degli articoli di maggiore uso corrente; in modo da rendere i cittadini-utenti più responsabili nei confronti delle proprie scelte di acquisto. In questa direzione andrà valorizzata al massimo le opportunità offerte dalla raccolta differenziata come occasione per riflettere sui propri consumi e sui vantaggi e i costi, economici e ambientali, di ogni singolo acquisto. Le Amministrazioni dei Comuni più importanti in questo territorio (Cesena e Forlì) e l'Amministrazione Provinciale, si devono riappropriare delle proprie prerogative, dando un alt al concessionario del servizio Hera spa, che finora ha preteso di far adeguare le politiche dei Comuni al proprio Piano Industriale, e di dettare le politiche "ambientali" e dei servizi degli Enti Locali. Il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti si è adeguato e appiattito pertanto sul Piano Industriale del gestore Hera spa, mirato a fare business coi rifiuti che, attraverso la distorta interpretazione del Decreto "Ronchi", prevede la moltiplicazione dello smaltimento tramite inceneritori e una politica di raccolta finalizzata a questo obiettivo, senza alcun impegno rivolto alla qualità del servizio ed alla salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente. E' evidente che una società multiutility come Hera spa, incenerire i rifiuti rappresenta un grande affare in termini economici, perché produce energia elettrica che gli utenti - cittadini pagano sulla bolletta quattro volte di più rispetto al prezzo normale, scambiando quell' energia per rinnovabile: niente di più falso.

Saluti ecologisti.

Cesena, 2 giugno 2007
Davide Fabbri
Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena
e-mail: davide.fa@virgilio.it
www.verdicesena.it


martedì 29 maggio 2007

Inceneritori e salute: resoconto della serata a Forlì

Interessanti e allarmanti dati sono stati quelli che ieri sera a Forlì ci hanno fornito i medici-biologi che hanno partecipato all'incontro sul tema "inceneritori e salute: studio sanitario a confronto" promosso dal Tavolo delle Associazioni di Forlì, prima fra tutti l'Assoc. Clan-destino. Hanno commentato lo studio sanitario svolto dall'amministrazione locale sull 'impatto che l'inceneritore ha nella zona di Coriano di Forlì dove è appunto situato. I dati sono stati in parte contestati dagli studiosi presenti, che ricordiamo sono affermati professionisti di fama nazionale e internazionale (l'oncoematologa Patrizia Gentilini, il biologo Gianni Tamino, l'epidemiologo dell' istituto dei Tumori di Genova Valerio Gennaro,il pediatra siciliano Ernesto Burgio presidente dell'ISDE medici per l'ambiente), in quanto presentano delle parziali omissioni d'indagine e imprecisi metodi di ricerca e statistica. Un esempio: alcuni dati maschili e femminili sarebbero stati accorpati tra loro durante l'indagine sulla popolazione , mentre in realtà andavano differenziati in quanto è ormai noto che ad alcune patologie sono costituzionalmente più sensibili le donne e ad altre gli uomini. Inoltre non sono state svolte indagini sulle famose fasce deboli della popolazione, quelle dei neonati (sensibilissimi a certe forme tumorali) e dei bambini. Tutto ciò scredita pesantemente l'attendibilità dello studio condotto dall'amministrazione che, ricordiamo non è stato sottoscritto dall' eminente medico Tomatis, esperto in questo campo d'indagine, poichè non ha condiviso i criteri della ricerca compiuta. Non è stato possibile nessun confronto con le autorità locali, responsabili dello studio condotto: non si sono presentate, su tre invitati dell'amministrazione, quali Dr.Franco Scarponi Direttore ARPA F/C, Dr.ssa Romana Bacchi Direttore Dipartimento AUSL Forlì, Loretta Bertozzi Assessore Welfare Comune di Forlì nemmeno uno si è presentato lasciando i cittadini presenti senza la possibilità di approfondire il dibattito con domande legittime. Se da una parte il contraddittorio non si è potuto verificare a causa delle, è il caso di dirlo, ingiustificate assenze, nessuna smentita potrà essere sostenuta dalle autorità verso i commenti degli esperti presenti. Per altri commenti sul resto dell'esposizione, vi rimandiamo al dettagliato resoconto fatto dagli amici del "il Giornale del Passatore", presenti anche loro assieme a noi del Miz alla serata. A parte l'enorme l'importanza dell'argomento trattato all'incontro, troviamo inqualificabile che amministratori pubblici, pagati dai cittadini, eludano indistrurbati gli incontri di pubblico confronto, che dovrebbero rappresentare invece le occupazioni pricincipali della loro carica pubblica, proprio perchè, come direbbe un comico famoso, sono "dipendenti" dei cittadini stessi a cui dovrebbero render conto.

giovedì 24 maggio 2007

Inceneritori e salute: incontro pubblico a Forlì

Oggi vogliamo segnalare questo importante evento informativo a tutela della salute dei forlivesi-cesenati che si terrà a Forlì, dove prosegue lo sciopero della fame a staffetta, insieme a Trento, Roma e Genova. L'assoc. Clan-destino ha organizzato questo evento per motivare la loro obiezione all'inceneritore e per permettere di informare tutti i cittadini forlivesi sulla reale ripercussione dell'impianto, non solo sull'ambiente ma anche e soprattutto sulla salute. Il MIZ sarà presente in solidarietà e partecipazione. Anche Padre Alex Zanotelli ha scritto ai cittadini forlivesi sollecitandoli ad informarsi e a parteicpare all'evento. Partecipate anche voi numerosi!

TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI

Ass. Medici per l’Ambiente ISDE Forlì, Ass. contro le Leucemie (AIL), Ass. Romagnole Ricerca Tumori (ARRT), Ass. Pediatrica Forlivese, Ass. Malattie Autoimmuni Rare, A.P.E. Confedilizia, Sezione Giovani Confedilizia, WWF Sezione di Forlì, Arci Nuova Associazione, Sinistra Ecologista, Italia Nostra Sezione di Forlì, Comitato Romagnolo Tutela Salute (CRTS), Assoutenti Forlì-Cesena, Assocasalinghe, AssindatColf, Registro Amministratori, Lega Consumatori ACLI, Associazione Tutela Verde e Restauro Ambientale “P.Canziani”, Federazione Guide Turistiche Forlì, Associazione Clan-Destino Forlì, Comitato di Quartiere di Coriano.


INCONTRO PUBBLICO
LUNEDI' 28 MAGGIO 2007 ORE 20:45

Auditorium Cassa dei Risparmi di Forlì

Via Flavio Biondo, 16

INCENERITORI E SALUTE

Esperti a confronto sullo Studio sanitario a CORIANO

Sono stati invitati i seguenti Relatori :

Dr.ssa PATRIZIA GENTILINI Oncoematologo ISDE Italia
Prof. GIANNI TAMINO Biologo e Docente di Diritto Ambientale Università di Padova
Dr. VALERIO GENNARO Medico Epidemiologo presso Ist.Naz Ricerca sul Cancro di Genova
Dr. FRANCO SCARPONI Direttore ARPA Sezione Forlì-Cesena
Dr.ssa ROMANA BACCHI Direttore Dipartimento Sanità Pubblica AUSL Forlì
LORETTA BERTOZZI Assessore alle Politiche del Welfare Comune di Forlì

LA CITTADINANZA è INVITATA

Per info: 340-5995091 (Dr.ssa Patrizia Gentilini) oppure 347-4162842 (Raffaella Pirini)

lunedì 21 maggio 2007

INCENERITORE: nuove adesioni alla catena del digiuno

La gente va ascoltata, è impensabile che ancora gli amministratori non solo non ascoltino ma non ricevino nemmeno i cittadini. Ecco perchè prosegue la catena del digiuno e la raccolta di adesioni a Forlì, iniziativa di resistenza civile contro il progetto di potenziamento dell'inceneritore di Forlì. Sono 170 le persone che hanno deciso di digiunare sperando tenacemente che il loro sacrificio contribuisca a modificare le scelte delle Amministrazioni forlivesi, Comune e Provincia, in merito alla gestione dei rifiuti.
I cittadini, infatti, chiedono già da anni che venga intrapresa la strada della raccolta differenziata con il sistema “porta a porta” che permetterebbe di evitare, così, il ricorso all’incenerimento come metodologia primaria di smaltimento dei rifiuti e renderebbe inutile la realizzazione del terzo inceneritore. I lavori di costruzione stanno già procedendo alacremente.
Il Tavolo delle Associazioni propone che la struttura in via di realizzazione venga riconvertita, fin da ora, in un impianto della filiera del riciclaggio dei materiali derivanti dai rifiuti separati a monte attraverso la raccolta differenziata “porta a porta”. Vogliamo ricordare che anche Cesena chiede attraverso una petizione promossa da noi del MIZ l'attuazione del sistema domiciliare per la raccolta dei rifiuti e che anche i rifiuti di Cesena finiscono nell'inceneritore di Forlì, è dunque un problema provinciale, un problema comune.
Il MIZ aderisce al digiuno nelle giornate 26 e 27 luglio 2007.
Riportiamo qui di seguito il calendario del digiuno della settimana entrante ed evidenziamo a fianco oltre al numero progressivo delle giornate di digiuno forlivese quello delle altre città italiane iniziato già da tempo (Trento, Roma e Genova).

Giorni totali di digiuno a staffetta accumulati fino ad oggi in varie città italiane:

Domenica 20 Maggio
Forlì 13° giorno
Trento 1156° giorno
Roma 336° giorno
Genova
48° giorno

Calendario del digiuno settimanale a Forlì:

Domenica 20 Maggio
Daniele Pizzigati
Lunedì 21 Maggio
Franco Garavini
Martedì 22 Maggio
Morena Silvestrini
Mercoledì 23 Maggio
Giancarlo Pezzi
Giovedì 24 Maggio
Fausto Pardolesi
Venerdì 25 Maggio
Daniela De Paoli
Sabato 26 Maggio
Ornella Mordenti

lunedì 14 maggio 2007

Il MIZ aderisce al digiuno contro l'inceneritore

Il MIZ non si pone come movimento integralista in Cesena, ma vuole essere un movimento ambientalista di buon senso, a tal proposito abbiamo riscontrato che questo inceneritore non è affatto una scelta sensata, per cui anche noi aderiamo alla catena del digiuno nei giorni 26-27 luglio e invitiamo altri a farlo per essere ascoltati o perlomeno per fare arrivare a tutti le opportune informazioni. Come abbiamo già più volte ricordato se si attuasse la PaP raccolta differenizata dei rifiuti, questo inceneritore (il suo ampliamento) non avrebbe senso di esistere, inquina inutilmente il nostro ambiente e quindi mette in serio pericolo la salute di forlivesi e cesenati, poichè l'estensione dei fumi prodotti ha un raggio che supera abbondantemente i 30 km, quindi è un problema comune, non solo forlivese. Sentiamolo tutti!



LA CATENA DEL DIGIUNO
...l'unico momento, in cui porteremo il digiuno fuori dalle case sarà nelle giornate iniziali. Per i primi tre giorni (8-9-10 maggio) verrà infatti allestito un gazebo in Piazza Saffi, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, in cui sarà distribuito materiale informativo e in cui il "digiunante" che vi presenzierà sarà affiancato da persone appartenenti al Tavolo delle Associazioni e da chiunque di voi ne abbia la possibilità...


Digiuniamo perchè:

Siamo estremamente preoccupati per la nostra salute e per quella dei nostri bambini • Continuiamo a bruciare rifiuto aumentando le emissioni di CO2 quando il protocollo di Kyoto ci impone di diminuirle • Vogliamo che vengano bloccati i lavori di costruzione del terzo inceneritore • Non condividiamo assolutamente la politica di gestione dei rifiuti scelta dagli amministratori attraverso il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti • C'è stata una totale mancanza di considerazione alle proposte presentate dal Tavolo delle Associazioni da parte delle amministrazioni locali • Le conclusioni relative allo studio sanitario su Coriano (ENHANCE HEALTH) redatte da ARPA, AUSL e Comune sono ambigue e contraddittorie • Volgiamo unirci alle altre realtà italiane che stanno già da tempo praticando questa forma di opposizione non violenta • Vogliamo far conoscere la coesione esistente fra i comitati attivi sul territorio nazionale, sfatando così il mito della sindrome di NIMBY.

Il digiuno a staffetta è organizzato dal tavolo delle associazioni, che riunisce fra le tante anche l'associazione clan-destino e l'ISDE medici per l'ambiente. Per avere informazioni sugli incontri e le attività del tavolo delle associazioni:

Raffaella Pirini 3474162842
Michela Nanni 3474162742
clan.destinoforli@libero.it
www.clan-destino.it
www.isde.it