martedì 19 agosto 2008

Rapporto inglese sugli inceneritori


E' uscito da pochi mesi in Inghilterra l'atteso aggiornamento 2008 del rapporto "Effetti sulla salute dell'incenerimento" (in lingua inglese), studio promosso dalla BSEM (British Society for Ecological Medicine). Il bravissimo Claudio Messora di ByoBlu ne ha parlato in questo suo provocatorio post.

La HPA (Health Protection Agency) Inglese ha risposto ufficialmente al documento qui, sostenendo che tale report non è valido in quanto... non tiene conto di alcuni studi precedenti indicanti che gli inceneritori sono innocui, per poi contraddirsi concludendo che, anche se non fossero stati così innocui, lo studio non tiene conto del fatto che le normative nel frattempo introdotte sono molto più severe di prima. Inoltre, come chicca finale, la HPA sostiene che l'aumento di casi attesi di cancro è da attribuirsi al fatto che gli inceneritori inglesi vengono costruiti tipicamente in zone povere già parzialmente contaminate... ma che bravi, se non sono così inquinanti perchè incrementare la disuguaglianza sociale (sostiene la BSEM) andando a farli vicino ai poveri o comunque chi già ha un più alto rischio di malattia ? Non è un comportamento etico in ogni caso!

Insomma, secondo accreditati studi "precedenti" gli inceneritori avevano rischio minimo (pari a zero direbbe cancronesi), però nel frattempo le normative sono diventate molto più severe e restrittive e poi tanto li fanno in zone già disastrate ambientalmente... qualcosa non torna, anzi decisamente puzza!

Infatti, sempre la BSEM ha risposto prontamente alla agenzia della salute inglese con questo dettagliato documento (vale la pena di leggerlo), evidenziando come il botta e risposta fra studi scientifici ed agenzie governative pubbliche rappresenti il classico teatrino già visto e che in passato si è già verificato con il DDT, con l'amianto, asbesto, PVC, CFC, etc. etc. Il documento risponde in maniera brillante, putno su punto, alle poche argomentazioni ancora rimaste a difesa dell'incenerimento.

Negare, negare sempre anche l'evidenza, nel frattempo con ritardi di decenni si introducono misure per controllare quanto basta le emissioni e ridurre un po l'inquinamento, ma senza fare troppo rumore in giro, altrimenti la gente scopre che in nome del business la salute pubblica non vale proprio niente.

Cosa dice in sostanza il rapporto inglese sull'incenerimento ? Ecco riassunti i punti salienti, che poi sono gli stessi espressi da vari studiosi come il dott.Montanari:
  • Gli inceneritori non sono una forma di smaltimento ma trasformano un rifiuto di un tipo in altro rifiuto di tipo diverso (intrinsecamente più pericoloso).
  • Lieve aumento statistico dei casi di cancro e di malformazioni fetali nei pressi dell'inceneritore, soprattutto nelle donne.
  • Correlazione lineare fra la concentrazione delle particelle ultrafini PM <2.5um>
  • Presenza di sostanze che si formano per ricombinazione dei fumi che hanno tossicità certa (metalli pesanti, sostanze organiche tossiche), trovate anche a centinaia di miglia di distanza dal camino.
  • Rischio di fumi radioattivi, che se inalati possono essere centinaia di volte più dannosi che per esposizione diretta alla stessa radiazione.
  • Ceneri pesanti talmente tossiche da necessitare di vetrificazione per essere smaltite in sicurezza (pratica tuttora non utilizzata in inghilterra).
  • Potenziale pericolo per i lavoratori esposti durante lo startup e lo shutdown dell'impianto (la legge non li monitorizza).
  • Costi occulti degli inceneritori totalmente esternalizzati (conferimenti impropri, rischi per la salute, bonifica dei luoghi).
  • PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: Ci sono alternative al contempo meno costose, altrettanto efficaci, e assai meno pericolose, come la raccolta differenziata, il trattamento meccanico biologico, riciclo, compostaggio, pirolisi, gasificazione, stoccaggio a secco ...
  • La misurazione normativa delle diossine è inefficace, perché limitata a pochi campioni all'anno e non si tiene conto del bioaccumulo ma solo della concentrazione.
Comunque la si rigiri, chiunque sano di mente non può che sostenere che tali arnesi non dovrebbero più essere costruiti, come è infatti la conclusione dello studio inglese appena descritto.

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