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martedì 7 luglio 2009

Insediamento di Paolo Lucchi a Cesena


Purtroppo la qualità video è quella che è, una modesta fotocamera digitale portata a braccio che dopo una decina di minuti di riprese video cominciava a pesare terribilmente. Gli inconvenienti tecnici verranno (forse) presto risolti grazie all'impegno della giunta di videoregistrare i consigli comunali, e renderli fruibili su internet, progetto fortemente portato avanti da Natascia Guiduzzi, consigliere unico della lista civica Cesena 5 stelle.

L'impianto audio della sala di palazzo Albornoz è talmente vetusto da utilizzare ancora vecchi registratori a bobina e microfoni antidiluviani, inaccettabili nell'era del digitale. Ecco quindi la prima (traballante) riproduzione online della nomina degli assessori in consiglio comunale e parte del discorso di insediamento di Paolo Lucchi, neo sindaco di Cesena, al quale rivolgiamo i nostri migliori auguri per un proficuo e soddisfacente lavoro.

P.S. La prossima volta uso un cavalletto, lo giuro!

venerdì 3 luglio 2009

Nuovo piano rifiuti nel giro di sei mesi a Cesena

Se fossi al posto del sindaco Paolo Lucchi, mi tremerebbero letteralmente i polsi. Come ha egregiamente espresso nel discorso di investitura del suo mandato, le prospettive economiche e sociali di Cesena (e non solo) non sono affatto rosee, si naviga a vista in una sorta di "limbo" nell'attesa che la crisi sia passata e che l'economia ritorni a tirare. Nel frattempo non solo regna incertezza e sfiducia (condizione solo psicologica come sostiene Berlusconi), ma si hanno anche segni evidenti di un tessuto sociale e imprenditoriale "sotto stress", in cui il rischio di licenziamenti è alto e si tira avanti principalmente utilizzando le ferie residue dei lavoratori.

Comprendo quindi appieno le preoccupazioni di Lucchi, il quale ha dichiarato pubblicamente il timore che "per la prima volta potremmo avere una generazione di figli con aspettative di sviluppo peggiori rispetto a quelle dei nostri padri". Il tutto si traduce nel motto tanto caro al PD che parla continuamente di "garantire la coesione sociale" e "sostenere famiglie e imprese in difficoltà economica".

E' evidente quindi come in un periodo di vacche magre occorra avere un occhio preferenziale nell'evitare di aumentare ulteriormente le tariffe ai cittadini, occupandosi al contempo anche dell'ambiente, che rappresenta un bene economico primario, (forse l'unico reale e durevole che abbiamo aggiungo io), e va ovviamente tutelato e valorizzato.

Il tema dei rifiuti, che il MIZ porta avanti da tempo, deve andare in questa direzione, è indispensabile diminuirne la produzione, al duplice scopo di tutelare l'ambiente e di risparmiare risorse, quindi anche soldi dei cittadini, che con poco sacrificio possono abituarsi benissimo ad un benessere fatto anche di sobrietà dei consumi e utilizzo razionale dei beni.

E' per questo motivo che giudico inaccettabile e incomprensibile l'accento un po demagogico che Lucchi intende dare nel trattare il problema dei rifiuti. Da una parte si rassicurano i cittadini su tariffe invariate (come se nel passato non fossero cresciute invece a dismisura, con incrementi di oltre il 3% all'anno), dall'altra propone innovativi sistemi misti di gestione che dovrebbero a parer suo risolvere il problema brillantemente ed a costi contenuti.

Bene allora, cosa è realmente un sistema misto ? Non è altro che il tanto decantato cassonetto di prossimità, il quale ovunque è stato impiegato ha ottenuto un incremento percentuale di RD modesto, un innalzamento dei costi, e soprattutto un aumento del quantitativo totale di rifiuto prodotto. L'articolo di giornale in calce al post ne fa della qual cosa addirittura elogio, glorificando la superiore quantità di materiale differenziato raccolto, come se fosse un valore in se, senza specificare se quello indifferenziato si è ridotto di conseguenza.

Dato che non amo argomentare senza portare dei dati concreti, vorrei evidenziare come il sistema di prossimità (ovvero il porta a porta misto), rappresenti in realtà un costo superiore rispetto al porta a porta convenzionale, che pertanto andrebbe privilegiato proprio per fare risparmiare costi ai cittadini.

Faccio riferimento allo studio di Natale Belosi, papabile futuro assessore all'ambiente di Forlì, il quale ha commissionato uno studio completo su oltre 1800 comuni italiani del Nord Italia, mettendo a confronto i costi delle varie soluzioni. Ecco qui di seguito un grafico riassuntivo dei suoi risultati:

Sorpresa!! Il sistema misto è quello che costa più di tutti!

Il motivo è semplice, in un sistema misto i cassonetti rimangono in strada, aumentano di numero e diventano più piccoli, pertanto i costi di Hera aumentano, dato che hanno più svuotamenti da fare nel territorio e raccolgono più materiale da trattare, quindi fanno più viaggi di trasporto. Tra l'altro senza incrementare sensibilmente l'occupazione. Nei sistemi porta a porta integrali invece, i cassonetti stradali spariscono (minori costi), i ritiri avvengono a giorni prestabiliti della settimana, si ottimizzano i trasferimenti, si impiega più personale, ma si ritira anche complessivamente meno materiale (fino al 20% in meno), pertanto i costi di smaltimento compensano la maggiore manodopera ed i costi tendono complessivamente a ridursi.

Nel grafico, s/u sta per secco/umido, si mettono a confronto vari sistemi in cui c'è o non c'è la raccolta secco/umido (bidoni marroni), con o senza porta a porta (bidoncini nelle abitazioni). Tutti i documenti tecnici che spiegano in dettaglio i dati elaborati da Natale Belosi, aggiornati al 2007, li trovate QUI nel sito dell'Ecoistituto di Faenza, dove Natale lavora.

Il MIZ pertanto rivolge un appello a Paolo Lucchi e alla sua giunta, di non mescolare la propaganda di Hera con la reale tutela ambientale, brandendo l'arma retorica del "volere garantire invarianza di tariffe ai cittadini", poiché se non si adotta il porta a porta in tempi brevi (in sinergia con Forlì, Bertinoro, Forlimpopoli, Meldola) si rischia di peggiorare la situazione, con l'effetto pratico di assecondare i desideri di Hera di movimentare più materiale, quindi indurre maggiori profitti di impresa, che andrebbero anche bene ma che siamo tutti noi cittadini in ultima analisi a pagare con le nostre tariffe.

Nota: Il 57% dichiarato da Hera per CaOssi e Cesuola è solo uno specchietto per le allodole, per capirlo basta conoscere cosa è successo a Longiano.

venerdì 19 giugno 2009

Cesena, la nuova giunta

Età media 45 anni (ci sono anche due under 40), con perfetta parità numerica fra uomini e donne, molti volti nuovi e due riconferme: ecco alcune delle caratteristiche salienti della nuova giunta di Cesena, presentata ufficialmente nella mattinata di Giovedì 18 giugno scorso. Mentre altre città sono alle prese con il ballottaggio, a otto giorni dall'insediamento ufficiale Paolo Lucchi ha già pronta la squadra che lo affiancherà nel governo della città.

Gli otto assessori scelti si prospettano come un riuscito minestrone fra continuità e innovazione, caratterizzati da una forte assunzione di responsabilità politica da un lato, unita ad una altrettanto spiccata volontà (a parole) di aprire alle nuove istanze della città, prime fra tutte il variegato mondo delle associazioni.

Ecco quindi tutti i curricula degli assessori tratti da un articolo de "Il Resto Del Carlino".

Riconfermato al timone della Cultura Daniele Gualdi, che ha già ricoperto questo ruolo dal 2002 al 2004 e dal 2004 al 2009, concorrendo fra l'altro al potenziamento delle attività del San Biagio e al decollo della Fondazione Serra. Decisamente una scelta di manifesta continuità con il passato.

Cambio di assessorato, invece, per Maura Miserocchi, che passa dall'Urbanistica (di cui si è occupata dal 2004) ai Lavori Pubblici, con competenze anche sulla viabilità e i quartieri. Prezioso, in quest'ultimo settore il bagaglio accumulato in quindici anni di esperienza prima come consigliere e poi come presidente del Quartiere Dismano.

Al debutto nell'amministrazione di un ente locale, ma forte di esperienze importanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze e, prima ancora, alla guida di associazioni di categoria territoriali, Carlo Battistini, che rivestirà il ruolo di vicesindaco oltre a occuparsi delle deleghe legate alle risorse e alle politiche del personale.

Ha alle spalle un impegno quasi ventennale in campo educativo Elena Baredi, che torna a Palazzo Albornoz come assessore alla Formazione e all'Istruzione a dieci anni di distanza dalla sua precedente esperienza di consigliere comunale, durata due legislature.

E' cresciuta nel mondo della cooperazione, occupandosi a lungo di welfare, e dal maggio scorso fa parte del consiglio di amministrazione dell'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (Asp) del Distretto Cesena - Valle Savio, Simona Benedetti oggi chiamata a occuparsi delle politiche sociali.

Ha una specifica competenza nell'ambito delle relazioni con l'Unione Europea, e la sua militanza nel campo associazionistico le da in qualche modo anche la patente di persona attenta al mondo dei movimenti cittadini, Lia Montalti, designata ad occuparsi della Sostenibilità ambientale e Progetti Europei (un assessorato ritagliato su misura).

Arriva da 14 anni di impegno nella Giunta Provinciale (prima come assessore alle Attività Economiche e al Turismo, poi alla Programmazione e alle Politiche Urbanistiche) Orazio Moretti che a Palazzo Albornoz si occuperà delle politiche della qualificazione urbana: a questo assessorato il compito di promuovere un cambio di passo nel rapporto fra imprese e urbanistica, puntando specialmente sulla sburocratizzazione dei procedimenti.

Ha la qualifica di Ispettore Superiore ed responsabile dell'Ufficio Protocolli operativi esterni - settore Immigrazione e Frontiera al Caps di Cesena Ivan Piraccini, nominato assessore alla Promozione delle sicurezze (sicuramente una carica atipica).

La prima riunione ufficiale della nuova giunta è stata fissata per martedì 23 Giugno.

Questa quindi, riassumendo, la composizione della nuova giunta:

Paolo Lucchi - Sindaco
Deleghe: Programmazione e controllo strategico - Macro-Organizzazione degli uffici e dei servizi - Innovazione, semplificazione e trasparenza - Partecipazione - Comunicazione - Turismo

Carlo Battistini - Vicesindaco - Assessore alle Risorse e Politiche del Personale
Deleghe: Bilancio, Politica complessiva delle entrate, controllo di gestione - Società partecipate - Risorse tributarie e patrimoniali - Sistemi informativi - Politiche del Personale

Elena Baredi - Assessore alla Formazione e Istruzione
Deleghe: Pubblica Istruzione - Servizi educativi e per l'infanzia - Formazione professionale e continua - Lotta alle diseguaglianze - Politiche giovanili - Iniziative di pace e solidarietà

Simona Benedetti - Assessore alle Politiche per il benessere dei cittadini
Deleghe: Welfare di comunità e Famiglia - Sanità - Politiche dell'integrazione - Volontariato

Daniele Gualdi - Assessore alla Cultura
Deleghe: Cultura - Istituzioni culturali (Istituzione Biblioteca Malatestiana, Fondazione "R. Serra") - Teatro - Sport - Università e ricerca

Maura Miserocchi - Assessore ai Lavori Pubblici
Deleghe: Lavori pubblici, manutenzione continua e diffusa della città - Sicurezza edifici ed impianti - Viabilità e mobilità - Quartieri

Lia Montalti - Assessore alla Sostenibilità Ambientale e Progetti Europei
Deleghe: Qualità ambientale, sviluppo di nuove fonti energetiche, Progetti europei

Orazio Moretti - Assessore alle Politiche di qualificazione urbana
Deleghe: Programmazione e attuazione piani urbanistici - Sviluppo produttivo e residenziale del territorio - Economia del territorio, industria e artigianato, commercio e sistema agro-alimentare

Ivan Piraccini - Assessore alla Promozione delle sicurezze
Deleghe: Politiche per le sicurezze e Polizia Municipale - Protezione civile - Servizi demografici

giovedì 4 giugno 2009

Quando le associazioni fanno politica

Il candidato sindaco Paolo lucchi ha evidentemente deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa rispondendo prontamente (addirittura all'interno dello stesso articolo) alle legittime pressioni delle associazioni, fra cui il MIZ e il comitato Osservanza, riguardo alla questione ambientale. La velata accusa che rivolge ai movimenti è quella di "perdere spontaneità" qualora al loro interno esistano esponenti che appoggiano formazioni politiche (ovviamente che non siano la sua).

La differenza fra un partito politico e un movimento cittadino (o associazione) sta appunto proprio in questo, i primi si (pre)occupano di schierarsi, i secondi si impegnano in attività per veder realizzare i propri (limitati) obiettivi sociali.

L'obiettivo principale di una associazione come il MIZ è quello di portare all'attenzione della cittadinanza temi come il Porta a Porta, non quella di appoggiare questo o quel partito politico, è per questo motivo che comunichiamo con tutti ma siamo particolarmente critici soprattutto verso coloro che non accolgono le nostre istanze in maniera per noi soddisfacente.

Il fatto che taluni esponenti di questi movimenti preferiscano anche impegnarsi politicamente in prima persona non fa delle loro associazioni "soggetti partito", ma ne accresce semmai il ventaglio di relazioni e di esperienze diffondendone le istanze all'interno di tutta la società, senza ergere muri a difesa di piccoli orticelli ideologici. Si chiama onestà intellettuale e apertura mentale.

Ad esempio, sappiamo che in Veneto gran parte delle amministrazioni che hanno abbracciato il porta a porta sono guidate dalla Lega Nord, e in questo caso specifico possiamo dire "Brava Lega Nord che fai queste cose". Questo non significa certo che il MIZ simpatizza con la lega nord, che anzi considera quanto di peggio possa esserci in merito alla sensibilità verso l'ambiente e al rispetto dei diritti umani e delle minoranze, dato che persevera nel consueto mantra della crescita economica a tutti i costi.

Se le stesse cose fossero state proposte dal Pdl o dal PD avremmo avuto lo stesso identico atteggiamento. Il nostro scopo è quello di creare un interesse trasversale verso i temi specifici della sostenibilità e dell'ecologia. Non ci possiamo ne vogliamo interessare anche di legalità, di lavoro, di razzismo, di giustizia, anche se sono tutti temi strettamente correlati. Ci limitiamo ai temi ambientali e su quelli facciamo le nostre valutazioni.

Questi temi vogliamo quindi non siano ne appannaggio dei soli Verdi ne tantomeno patrimonio privato di una riscoperta ambientalista dell'ultima ora da parte del PD. Sono temi che devono diventare patrimonio di tutti, e quando i politici (loro si) lasciano l'impressione di strumentalizzarli é proprio in quel frangente che diventa nostro preciso dovere mostrare loro tutte le relative contraddizioni. Senza sconti per nessuno.

Questo è il comunicato che è stato inviato ieri alla stampa, il cui contenuto è stato appena menzionato nell'articolo in apertura:

Titolo: Quanti PD ci sono in materia ambientale?


Il Movimento Impatto Zero fin dal 2007 chiede la partenza a Cesena di un sistema di raccolta differenziata domiciliare in grado di garantire un riciclo ottimale, tutelare l’ambiente, evitare spreco di risorse, ridurre le tariffe ai cittadini tramite la tariffa puntuale.


Il PD di Forlì guidato dal professor Balzani ha introdotto con forza questo punto nel proprio programma, avvalendosi fin da subito di consulenti come Laura Puppato (Sindaco di Montebelluna, alla cui esperienza sul porta a porta Balzani si ispira) e Natale Belosi (tecnico ambientale di Forlimpopoli, esperto di costi del sistema domiciliare). Addirittura Balzani si è esposto pubblicamente, piombando sul palco di Beppe Grillo e chiedendo al comico di tornare come “testimonial” quando il porta a porta verrà inaugurato a Forlì entro il prossimo anno.


Il PD di Cesena sembra avere preso una via radicalmente differente. Da una parte Paolo Lucchi si vanta di possedere un innovativo e radicale programma di tutela ambientale, dove pone l’Ambiente come “timone di tutte le scelte”, dall’altra manca nel programma qualsiasi scadenza entro la quale si impegni a realizzare alcunché. Sappiamo però che, per stessa ammissione di Paolo Lucchi in occasione di un dibattito pubblico (i famosi Venerdì di Lucchi), nel PD Cesenate il coordinamento in materia ambientale è affidato a Roberto Sacchetti, consigliere di amministrazione stipendiato da Hera. Il conflitto di ruoli ancora prima che di interessi è lampante, non si capisce più chi sia il controllore e chi il controllato.


Non dobbiamo quindi stupirci se il trittico PD+Hera+Bulbi che da sempre si è battuto a favore dell’inceneritore oggi diffonda il verbo che il porta a porta costa troppo ai cittadini e quindi “non s’ha da fare”, parafrasando un’espressione di manzoniana memoria. Pensiamo che Paolo Lucchi, che è persona attenta e preparata, dovrebbe rendere conto del perché il PD di Forlì con Balzani, e quello Cesenate con Lucchi, in materia ambientale sembrino così tanto diversi, indicandoci quale delle due visioni sul porta a porta sia quella ufficiale del PD.


La classe dirigente sottostante é immutata, non si rinnova e ripropone in provincia lo stesso Massimo Bulbi che, lo ricordiamo, è colui che ha sponsorizzato la costruzione del nuovissimo inceneritore di Forlì da 120.000 tonnellate, scelta che Lucchi dichiara di non volere assolutamente per Cesena.


Chi detiene sensibilità ambientaliste queste contraddizioni non può non notarle, chiediamo al PD di esprimersi in merito.

Cesena, 3-6-09

Paolo Marani – vicepresidente MIZ Cesena

domenica 3 maggio 2009

Intervista a Paolo Lucchi - PD, IdV, Comunisti


Scheda del Candidato

Paolo Lucchi ha 44 anni, padre di due bambine (Sofia e Giulia), diplomato in maturità classica. Inizia ad interessarsi alla politica fin dal 1985 lavorando presso la federazione del PCI di Forlì. Dal 1992 al 2001 ha diretto la sede della Confesercenti di Cesenatico, per poi diventare segretario dell'intera Confesercenti Cesenate, incarico che ha lasciato nel 2006. Nel 2005 è stato eletto come consigliere regionale alla Regione Emilia Romagna, incarico tuttora in vigore. Oggi è candidato sindaco per la lista "PD + IdV" più una nutrita serie di partiti della iperframmentata galassia della sinistra, che comprende Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Socialisti. Possiede un profilo su facebook e un sito blog personale.

venerdì 21 novembre 2008

Gli "EcoDem" e il porta a porta, fare scelte o fare fichi

Riporto integralmente un messaggio a noi pervenuto da Palmiro Capacci, assessore all'ambiente di Forlì.

Leggo le proposte degli “Ecodem”, gli ambientalisti del Partito Democratico tese ad “estendere in modo generalizzato la raccolta dei rifiuti 'porta a porta' da iniziare in alcuni quartieri di Forlì a questo punto dall'inizio del prossimo anno, ma prima delle elezioni, per poi estenderla a tutta la città di Forlì nel giro di uno o due anni”.

Non posso che concordare, in quanto questa proposta è anche letteralmente uguale a quella “ho portato in Giunta” il 9 novembre 2008, (non facevo però alcun accenno alle elezioni). Dalla riunione di quella Giunta non è scaturita alcuna decisione perché bisogna: "..approfondire, definire i particolari non chiari, concordare con HERA, incontrare ATO”.

Io penso invece che il tempo delle scelte sia arrivato, non è più possibile “continuare a fare dei fichi” (tanto per usare una espressione popolare). Oggi dilazionare le scelte è già una scelta.

Infine una domanda agli ECODEM. Ma perché oltre a prospettare giustamente al popolo la necessità di compiere scelte di grande valenza ambientale non provate a convincere anche gli amministratori del vostro partito?

Poi tutto sarebbe più facile e convincente.

Distinti saluti, Palmiro Capacci


Ma come, il partito democratico per il porta a porta ??

Forse qualcuno dovrebbe spiegarlo anche a Paolo Lucchi, che ancora preferisce rimanere sul vago lasciandosi scappare solo un generico: " ... utilizzeremo le migliori tecnologie a disposizione per gestire i rifiuti nella maniera più efficace".

Purtroppo il PD cesenate risulta incastrato fra consiglieri che siedono nel consiglio di amministrazione di Hera, e che pertanto dettano al PD la politica ambientale da adottare, anziché il viceversa come una visione etica della politica comporterebbe.

sabato 8 novembre 2008

L'ambiente come faro di tutte le scelte, ma senza gli ambientalisti "antipatici"

Con grande interesse e non senza qualche malcelato scietticismo ho partecipato venerdì scorso all'atteso incontro pubblico di Paolo Lucchi dal nome "I Venerdì per la Città". Atteso soprattutto in quanto l'argomento della serata era dedicato a fare il punto sulle politiche ambientali del PD, più volte richiamate da lucchi come "il faro di tutte le scelte". Essendo argomento di grande interesse per noi del MIZ, ci siamo presentati all'evento con una nutrita schiera di nostri rappresentanti.

Appurato che la consapevolezza energetica ed ambientale era il faro di tutte le scelte, non potevo certo mancare per capire dove questo faro avesse puntato, sono riuscito finalmente a farmene un idea personale: il faro punta a seconda di cosa si converrà illuminare di volta in volta.

Questa affermazione, così espressa a freddo, potrebbe sembrare assai irrispettosa e perentoria, proverò pertanto a motivarla cercando di fare un breve resoconto sulle cose sentite e dette, tanto per fare il punto della situazione.

A parere di Paolo Lucchi (atteggiamento che in parte condivido), gli ambientalisti sono "Antipatici" per natura e tendono inevitabilmente a spacciarsi depositari di una verità nascosta ai più, con il rischio di diventare iperconfidenti e radicalizzati nelle proprie convinzioni. Nessuno può negare che talvolta, in certi movimenti ambientalisti, sia davvero così. Questo però non può fungere da pretesto o alibi per evitare di prendere una posizione netta nello scremare le "scelte" strategiche che gli amministratori hanno di fronte. Quali scelte e soprattutto quali impegni concreti ha quindi illustrato il PD, tali da caratterizzare la propria politica ambientale ?

Vediamo cosa scrive Paolo Lucchi in evidenza nel suo volantino:

"Dare a Cesena una connotazione di stampo Europeo, adeguata a un mondo che sta cambiando a grande velocità."
Detto così non significa assolutamente nulla, cosa è una connotazione di stampo europeo ? Cosa manca per raggiungerla ? Quali azioni specifiche intraprendere ?

"Porre il tema del rispetto e della sostenibilità ambientale, così come della consapevolezza energetica, come "timone" di tutte le scelte".
Bel principio, quale sarebbe una a caso di queste scelte "timonate" verso la sostenibilità ambientale ? Lo stop alla cementificazione del territorio da parte dei palazzinari dei nuovi quartieri Novello e Europa ? Rinegoziare il nuovo piano dei parcheggi che "incoronano" la città, attualmente senza alcuna garanzia scritta riguardo alla pedonalizzazione e riduzione del traffico in centro ? Buono il principio ma mancano le scelte.

"Intervenire con sperimentazioni avanzate, con progetti e soluzioni conseguenti alla dimensione "planetaria" del problema."
Corbezzoli... significa ad esempio che la sperimentazione a lungo attesa a Cesena sul porta a porta finalmente si farà ? Quali sarebbero queste sperimentazioni avanzate ? E quando/dove/come farle ?

"Vedere la via Emilia trasformata in un viale qualificato e simbolo di identità riconquistata."
Che vuol dire ? Qualificato da che ? La chiudiamo così passeranno tutti dalla secante anche per andare alla barriera a bersi un caffè ?

"Avviare una corposa azione di intervento sul risparmio energetico, rivolta direttamente anche alla macchina pubblica, che dovrà caratterizzarsi per scelte decise quali l'attivazione di protocolli di risparmio e la graduale fotovoltaicizzazione dei tetti degli edifici pubblici, e la raccolta dei rifiuti."
Ottimo il risparmio energetico, però occorre spiegare al PD che questo non si attua aumentando l'offerta (installazione di pannelli fotovoltaici) ma riducendo la domanda e gli sprechi (illuminazione, coibentazione, riscaldamento efficiente). Installare pannelli fotovoltaici senza prima avere ridotto gli sprechi è come cercare di non fare uscire acqua da un secchio cambiando il tipo di acqua anzichè chiudendone i buchi. Quale poi sarebbe la "scelta" invocata in termini di rifiuti non è dato saperlo, dato che ci si è genericamente appellati all'utilizzo delle più moderne ed efficienti tecnologie a disposizione (potrebbero benissimo essere quelle che già si adottano, come Hera sostiene).

"Dare risposta alla sempre più forte richiesta di abitazioni a basso costo e nuova edilizia popolare."
Bizzarro, nuova edilizia come strategia per l'ambiente, mentre Cesena straripa di appartamenti sfitti e si costruiscono nuovi quartieri di sana pianta a furia di bandi internazionali ma con meno del 5% di edilizia pubblica, nemmeno particolarmente spinti dal punto di vista dell'efficienza energetica.

"Piano del verde che leghi le nuove aree residenziali a parchi urbani di qualità, grazie a corridoi verdi collocati lungo i corsi d'acqua."
Ma dove li abbiamo mai visti tutti questi corsi d'acqua che collegano fra loro le aree residenziali ? Forse ritireranno fuori il Cesuola murato da decenni, oppure dirotteranno il savio che si inoltra in aperta campagna ? Il rigagnolo dell'osservanza con a lato la pista ciclabile ? Dove sarebbero tutti questi corridoi verdi ?

"Avviare un lungo percorso verso "l'autosufficienza energetica" di Cesena."
Come ? Forse si vuole construire una centrale a carbone alla panighina? Oppure tapezzare ogni angolo di strada con i pannelli solari, sapendo che forniranno meno del 2% al massimo dell'energia necessaria oggi alla città ? Più che un programma appare un auspicio, meno male che almeno è stato utilizzato l'aggettivo "lungo".

"Riduzione dei consumi attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, con standard più elevati, adeguamento illuminazione pubblica, riscaldamento degli edifici."
Magari con il teleriscaldamento fortemente voluto da Hera, che vende acqua calda prodotta da fonte non rinnovabile e la fa pagare a prezzi stratosferici come se fosse gas naturale.

"Riduzione degli spostamenti in auto a favore del mezzo pubblico."
Infatti si costruiscono nuovi parcheggi per le auto, poi se e come pedonalizzare lo si vedrà solo domani, senza impegno, eh ?

"Nuove politiche urbanistiche che privilegino l'uso delle aree urbane interne, in alternativa a ulteriori dispersioni degli insediamenti, inevitabilmente legate all'uso dell'auto."
Quà proprio non ci siamo, vogliamo incentivare il mezzo pubblico, ed invece costruiamo nuovi quartieri popolari a ridosso del centro ? Distribuire gli insediamenti diluendo così la densità abitativa dovrebbe ridurre l'uso dell'auto in città, non certo aumentarlo!

"Anche le attività produttive e terziarie compatibili devono trovare posto all'interno della città, per ridurre gli spostamenti in auto."
Non mi sento proprio di condividere questa affermazione, a meno che non si voglia aumentare ulteriormente il traffico pesante per il trasporto di beni e merci, compatibili poi rispetto a che ?

"Scelte di gestione dei rifiuti che operino per ridurli alla fonte, con obiettivi numerici e metodologie innovative."
Pertanto, largo spazio al sistema industriale attuale a cassonetti stradali suppongo, che di innovativo ha ben poco, mentre non si ha il coraggio di avviare la sperimentazione di qualcosa che sperimentale non lo è già più da un pezzo, come il metodo porta a porta utilizzato a Forlimpopoli tanto boicottato da Hera, che può essere utilizzato e confrontato proprio per verificare se soddisfa in parte questi obiettivi.

"Solare termico, fotovoltaico, biomasse, geotermia, piccolo idroelettrico, si dovrà verificare l'opportunità di una società a partecipazione pubblica per la produzione di energia alternativa al servizio della comunità cesenate."
Tradotto in volgare, Hera ha intenzione di buttarsi anche sul business delle rinnovabili, non gli bastava quello degli inceneritori. Si dovrebbe invece diversificare sfruttando le tante microimprese distribuite sul territorio, come già sta succedendo ad esempio per il solare termico, per creare molti più posti di lavoro sfruttando le conoscenze sulle energie alternative tramite società ESCO private.

"Sviluppare la massa arborea per catturare la CO2, "boschi urbani" per filtrare gli inquinanti, corridoi ecologici per lo sviluppo della biodiversità."
Nel frattempo, la zona sopra la secante la trasformiamo in parcheggio con qualche alberello giusto per abbellire, e ci costruiamo pure una strada per congiungere la cervese con via calcinaro. Il bosco urbano è una immagine suggestiva che significa parco pubblico con qualche albero in più. Basterebbe porre un freno alla cementificazione selvaggia del territorio e limitare le concessioni edilizie alle vere esigenze abitative, anzichè in accomandita delle speculazioni dei soliti noti palazzinari, questo si che catturerebbe molta più CO2.

"Facciamo di Cesena una realtà sul modello delle Transition Town."
Non credo che il PD abbia inteso realmente cosa ciò comporta in termini di priorità strategiche, provo a riassumerle sapendo di essere approssimativo ed incompleto:
  • Riscoperta e diffusione dei saperi e dei mestieri perduti (falegnami, fabbri, calzolai, riparatori, agricoltori, sarti, ...)
  • Politiche che spingono l'autoproduzione e l'autoconsumo di beni e servizi (orti cittadini, autoproduzione di manufatti, banche del tempo, volontariato produttivo, forni comuni, ...)
  • Impiego razionale e sobrio delle risorse (risparmio idrico, risparmio energetico, abitazioni passive, riduzione dei bisogni energetici, ...)
  • Attività prevalentemente a bassa densità energetica e ridotta intensità di capitale (gestione dei rifiuti non solo industriale, utilizzo preferenziale della forza lavoro al posto della meccanizzazione spinta, tecnologie a basso impatto energetico ed ambientale, ridimensionamento delle attività produttive sproporzionate rispetto ai bisogni del territorio locale, ...)
  • Rete solidaristica e di coesione sociale (volontariato, socializzazione, attività culturali, istruzione, mutuo soccorso, comunità basate sul dono e sullo scambio, mercatini dell'usato, democrazia partecipativa, ...)
  • Abbandono progressivo delle fonti fossili (energie rinnovabili, investimenti su tecnologie di produzione meno energivore, mobilità elettrica, case passive, ...)
  • Chiusura del ciclo dei rifiuti (che non significa smaltimento, ma riconversione industriale affinchè tutto quanto produciamo sia smontabile, compostabile, riusabile, fondibile, aggiustabile, riciclabile, nell'ottica di una civiltà a rifiuti zero ...)
Si sa che i proclami politici, specialmente durante le stagioni elettorali, devono necessariamente essere molto generici, perchè nati allo scopo di accontentare tutti, ed in effetti il programma del PD accontenta proprio tutti, dicendo tutto e non decidendo niente! Gli ambientalisti saranno anche "antipatici", però molte idee concrete sanno portarle avanti, alla politica lo spazio per coglierle ed armonizzarle in termini economici e gestionali. C'è purtroppo chi parla ancora di sviluppo sostenibile, senza rendersi conto di recitare un ossimoro.