Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta video. Mostra tutti i post

lunedì 4 luglio 2011

Per questo vi dico... pensateci


Spegnete la TV e accendete Internet, vi renderete conto dove sta la vera società civile, quella che pensa ai beni comuni e così poco viene rappresentata nelle istituzioni. Il MIZ sta con loro.

domenica 13 febbraio 2011

Forlì parte con il porta a porta, Cesena a ruota ma in modo parziale


Uno dei motivi per cui è nata la nostra piccola associazione è stata la necessità di incentivare le amministrazioni pubbliche verso l'utilizzo delle migliori soluzioni disponibili per la raccolta dei rifiuti urbani. Il tema dei rifiuti è marginale rispetto all'impatto complessivo che la società ha sugli ecosistemi, ma indubbiamente di importanza simbolica, dato che interessa trasversalmente tutti noi cittadini. Di strada da percorrere ce n'è ancora tanta, qualcosa però si sta finalmente muovendo.

Da quando abbiamo intrapreso nel 2007 l'iniziativa di raccogliere firme a Cesena per sostenere il progetto della raccolta differenziata Porta a Porta, del quale siamo fermi sostenitori, ci sono state evoluzioni, ma non così veloci come ci aspettavamo. In Emilia Romagna vige tuttora dominante un concetto di raccolta rifiuti improntato alla gestione "industriale", affidata a un monopolista unico (Hera). Questa va benissimo quando si intende perseguire la massima efficienza finanziaria possibile, non va altrettanto bene quando le esigenze dei territori mutano rapidamente, ed una maggiore sensibilità ecologica costringe a ripensamenti radicali, sia per una migliore tutela dell'ambiente che per un uso delle risorse materiali più consapevole.

Oggi, dopo tantissimo lavoro di sensibilizzazione, vediamo finalmente affacciarsi sulla scena nuovi esempi di progetti di raccolta differenziata Porta a Porta, tenacemente difesi da pochi amministratori lungimiranti e spinti avanti fra mille difficoltà. Oltre all'esperienza già consolidata di Forlimpopoli, che avrebbe potuto rappresentare un apripista per l'intero territorio, arrivano alla meta Bertinoro, Forlì, Cesena, in ordine sparso.

Mentre Bertinoro sta adottando uno schema integrale simile a quello di Forlimpopoli (con partenza sull'intero comune), Forlì ha scelto la via prudenziale di partire con soli tre quartieri per un totale di circa 3500 abitanti, con l'obiettivo dichiarato di estendere il sistema a tutti gli oltre 115000 abitanti entro due anni, sempre con un sistema integrale simile a quello di Forlimpopoli.

A Cesena, le difficoltà (politiche) sono sempre state di ordine superiore, ma noi siamo stati tenaci, ed ora finalmente (anche se con un porta a porta parziale) verso la metà di Maggio partirà la raccolta domiciliare al quartiere oltresavio. Tutto questo ad oltre un anno di distanza dalla presentazione del progetto al quartiere stesso. Il portale ambientale del comune di Cesena riporta poche e scarse informazioni al riguardo, in posizione quasi nascosta, ma il progetto esiste ed è in fase esecutiva.

Porta a porta parziale significa che spariranno dalle strade solamente i bidoni per l'organico e per l'indifferenziato, mantenendo in strada quelli per le altre frazioni merceologiche, carta, plastica, vetro, lattine. Il quartiere ospita circa 8150 famiglie, per poco meno di 20.000 abitanti, che non sono certo pochi. Il quartiere comprende anche tre materne, tre scuole elementari, due scuole medie e l'istituto di Agraria. 

Garanzie che il sistema verrà esteso ad altre parti della città ? Nessuna.

Garanzie che il sistema verrà uniformato a quello di Forlì ? Nessuna.

Questo è quello che passa il convento, per ora accontentiamoci!

giovedì 27 gennaio 2011

Gli inceneritori e i fringuelli della società civile


Un video semplice semplice, ma ben fatto, per mostrare quanto la politica sia incerta e quanto manchi tra i suoi dirigenti una visione comune su come debbano essere smaltiti i rifiuti. In questo video gli incompetenti integrali sono del PD, ma è semplicemente un caso, potrebbero essere benissimo di qualunque altro schieramento politico. 

Basta però l'intervento di un cittadino bene infornato, per suonarle sonoramente a questi "soloni" della real politique, investiti di una autorevolezza totalmente ingiustificata. Dovrebbero sedersi ed ascoltare, anzichè pontificare.

Mi auguro, chiusa rapidamente la squallida parentesi Berlusconiana che sa tanto di decadenza da basso impero, che le forze politiche rimaste, tutte, ripresosi dallo stordimento che le attanaglia (e che spacciano per serietà), si decidano a guardare finalmente la realtà con occhi nuovi.

Le persone vanno valutate per quello che fanno e che dicono, non per la loro appartenenza culturale e ideologica. Poltici palesemente ottusi come il sindaco di Salerno De Luca potrebbero benissimo albergare nel PdL, nel PD, Fli, Udc, Idv, senza che nessuno colga differenza alcuna. 

Scelte culturalmente arretrate oggi le ritroviamo un po ovunque, fortunatamente ci sono anche tanti cittadini comuni che parlano con coraggio pur rimanendo fuori dall'agone politico. Purtroppo, appena accennano a dare il loro contributo, vengono spesso marginalizzati, bistrattati, derisi, considerati cortigiani di parte, solo perché hanno il coraggio di parlare in faccia al potere, verso coloro che confondono responsabilità per privilegio.

Il corretto trattamento dei rifiuti ad esempio è tema già chiaro oramai a tutti, eppure ci sono ancora coloro che credono nelle soluzioni tecnologiche miracolose, ignari che i tempi cambiano e che vecchie soluzioni forse non sono più adatte. Occorrerebbe solo una sana educazione ambientale per mettere in pratica le ricette migliori già disponibili sul territorio.

Ecco cosa manca oggi agli amministratori pubblici in genere, una sana educazione ambientale! E un po di ascolto verso chi sa ma non comanda.

martedì 2 novembre 2010

Padova, si comincia a pagare per quanto si produce


Bacino Padova 3, parte il nuovo sistema "RDIF" a basso costo per identificare e conteggiare gli svuotamenti del porta a porta, in modo da poter pagare effettivamente per il servizio fruito, e non più utilizzando parametri indiretti e iniqui come la dimensione dell'appartamento o la composizione dei nuclei familiari. 

Come funziona il sistema ? Molto semplice, l'operatore del porta a porta arriva sul posto per prelevare il bidoncino, con in tasca un piccolo palmare in grado di leggere una "card" personalizzata a distanza di un metro o poco più. Se il palmare emette un BIP, significa che il cliente è stato riconosciuto, e lo svuotamento può avere luogo. Il tutto senza fili tramite WiFi, senza perdite di tempo per l'operatore, senza rischio di doppi conteggi.

In questo modo è possibile informatizzare tutto il processo, fino al pubnto da poter offrire direttamente su un portale internet la situazione in bolletta della famiglia, la quale conosce in tempo reale quanto sta pagando, e potrà quindi valutare di conseguenza la propria convenienza nel cercare di produrre meno rifiuti.

Questo è l'unico sviluppo possibile in tema di raccolta industriale dei rifiuti, l'uovo di colombo che aiuta l'ambiente garantendo un alto tasso di recupero (e quindi si spera di riciclo), è equo perchè chi più produce più paga, è conveniente per le famiglie, è educativo, e sembra al contempo essere anche conveniente per le casse del comune, come l'esperienza di Padova sta dimostrando, imboccando questa strada.

Se vuoi saperne di più su questa importante innovazione visita il sito dei comuni virtuosi.

venerdì 15 ottobre 2010

Stop al consumo del territorio

Il MIZ aderisce alla campagna nazionale Stop al consumo del territorio. Perché per fare rinascere la politica occorre riacquistare la capacità di pensare al bene comune.

sabato 18 settembre 2010

La dove c'era l'erba ...


Domenica 19 Settembre dalle ore 16 il comitato cittadino "laciateci l'aria per respirare" organizza una visita guidata all'interno del frutteto dove, se i piani del comune di Cesena andranno in porto, sorgerà il nuovo parcheggio osservanza.

Portate una macchina fotografica, fra un anno potrebbe essere un bel ricordo da raccontare ai nipoti, o l'inizio di una storia della buona notte: "-C'era una volta, in una città piccola piccola, un giardino con 150 alberi di cachi... e c'erano uomini piccoli piccoli che li volevano asfaltare....."

Teleosservanza ha realizzato tempo fa un bel servizio video con intervista a Massimo Mazzotti, coordinatore del comitato, che spiega molto bene i termini della vicenda.


Il programma dell'evento può essere visionato sul volantino dell'iniziativa.
  • 16.00 Le proposte del Comitato “Lasciateci l’aria per respirare” 
  • 17.00 Visita naturalistica del luogo a cura di Viaterrea 
  • 18.00 Libro e teatro civile “Il potere del cemento”, a cura di Davide Fabbri e Roberto Mercadini 
A tutti gli intervenuti sarà offerta torta della nonna e acqua di fonte!

Il finale della storia non è ancora scritto, potremmo scriverlo insieme, passa parola e vieni a trovarci Domenica 19 Settembre (ingresso in via Pacchioni n. 365 o all'inizio della pista ciclabile) per la visita naturalistica a cura di Viaterrea e lo spettacolo di teatro civile "Il potere del cemento" di Davide Fabbri e Roberto Mercadini. Il MIZ sarà presente all'iniziativa per manifestare la nostra solidarietà.

Per info: aria_per_respirare@libero.it

martedì 1 giugno 2010

Panocha, la storia di una pannocchia di mais messicana


Questo filmato d’animazione racconta la storia di Panocha, una pannocchia di mais messicana, che vive tranquilla con il suo contadino, in compagnia di un maiale e di altre pannocchie. Un giorno, però, scopre di essere una pannocchia di mais transgenica, e parte per un lungo viaggio per scoprire qual è la sua vera natura e quali le conseguenze delle coltivazioni OGM per il suo contadino e per le popolazioni locali.

Biocombustibile anziché cibo, globalizzazione e sovrasfruttamento anzichè produzione locale e benessere distribuito. Ne vale la pena ?

giovedì 21 gennaio 2010

Dove sono finite le navi dei veleni ?



Il giornalista freelance Gianni Lannes denuncia come lo smantellamento di parti di una centrale nucleare sia stato affidato ad una società di Genova molto chiaccherata di nome Ecoge, (fondatore Gino Mamone, originario di Gioia Tauro) che si dice sia controllata dalla 'ndrangheta. A quanto afferma il giornalista, le maggiori testate non hanno voluto riportare questa notizia.

Al giornalista foggiano di Orta Nova, direttore del giornale on line "Terra nostra", sono state rivolte negli ultimi mesi minacce di morte e attentati incendiari. Fin dagli anni 90 si è occupato di reati ambientali, ed ultimamente soprattutto di navi dei veleni, sostenendo che intere flotte di mercantili da smantellare, navi come la Eden V, siano state in realtà utilizzate da mafie senza scrupoli per un ultimo, drammatico, viaggio della morte. Affondamento con conseguente smaltimento illecito di pericolosi carichi chimici o radioattivi, troppo costosi per disfarsene altrimenti.

Accuse gravissime impossibili da far passare inosservate, mi auguro che il Ministro Prestigiacomo, che in realtà si è sempre affrettata a smentire qualsiasi vicenda sulle cosiddette navi dei veleni, con sospetti addirittura di insabbiamento delle inchieste, abbia il coraggio di fare chiarezza su questi accorati appelli che vengono dal giornalismo di inchiesta.

venerdì 15 gennaio 2010

Porta a Porta in tempi di autarchia


Il periodo del fascismo pre-bellico era noto anche come autarchia, ossia il desiderio di mantenere una economia chiusa e autosufficiente, cercando di ridurre le importazioni e le dipendenze da approvvigionamenti all'estero. Una nazione autarchica produce e consuma quello di cui ha bisogno, e se i materiali non bastano occorre rimboccarsi le maniche e riciclare quello che si può.

Non sto sostenendo che sia un destino inevitabile quello di ritornare presto a un periodo di autarchia, ne che sia desiderabile, curioso però come molte delle soluzioni che oggi sembrano futuriste (come la raccolta differenziata spinta porta a porta) fossero in realtà già di uso comune nel ventennio!

Se davvero arriveremo vicini a una condizione di economia chiusa globale, dove nemmeno le importazioni  saranno sufficienti a soddisfare le nostre necessità a causa di una crisi globale di risorse, non ci resterà che rimboccarci ancora le maniche, e riscoprire le pratiche che il periodo illusorio di petrolio a basso costo ci ha fatto dimenticare completamente.

Fare passare oggi comportamenti e stili di vita improntati alla decrescita è ancora difficile, ma le soluzioni ci sono, impiegarle oggi ci consente di prepararci meglio per le sfide di domani. Se infatti la crisi davvero finisse come d'incanto (come il governo va strombazzando continuamente) e i consumi ripartissero  a ritmi insostenibili come nel recente passato, potremmo incontrare molti limiti di sfruttamento delle risorse ben prima di quanto ci potremmo aspettare. E per allora potrebbe essere molto più complicato e costoso organizzare una società equa ed eco-efficiente quando la priorità sarà reperire l'indispensabile per sopravvivere dignitosamente.

mercoledì 30 dicembre 2009

Il discorso shock di Hugo Chavez al summit sul clima

Vorrei concludere l'anno 2009 proponendovi il video del discorso shock che Hugo Chavez ha sostenuto al vertice di Copenhagen conclusosi da poche settimane. Ovviamente è stato in larga parte boicottato dai media o relegato al massimo a uno sparuto angolino di qualche forum (quello delle cose curiose o bizzarre).

Ma che cosa ha detto poi di così sconvolgente Hugo Chavez davanti alla platea ?



Due frasi, che resteranno forse nella storia, se non altro in qualche libro di citazioni famose, andrebbero ricordate. Sono state lette (a suo dire) sugli striscioni di alcuni manifestanti che stavano protestando fuori dalle porte del congresso.

"Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema"
"Se il clima fosse una banca, lo avrebbero già salvato"

E' davvero una feroce lotta contro quel capitalismo selvaggio che Chavez chiama con disprezzo "Dittatura imperiale" e "fantasma innominabile che vaga in silenzio per questa sala". Questi paesi economicamente così superiori rappresentano una volontà di risolvere i problemi del clima che è solo di facciata, poichè i paesi ricchi mirano a ben altro, perseverare il più a lungo possibile quel modello di sviluppo che sta arricchendo i pochi ma al contempo destabilizzando l'intero pianeta.

La cosa che più mi disturba non è tanto quello che dice, ma il fatto che noi "nord ricco" di queste cose non vogliamo nemmeno parlare, sono discorsi tabù, mentre in una vera democrazia queste cose dovrebbero aprire un dibattito pubblico intenso e irrefrenabile.

Oppure forse Chavez ha ragione, il mondo davvero non è democratico, e scambiamo per democrazia quello che in realtà è l'egoistico sentimento di far quel che ci pare e piace fino a che siamo in casa nostra. Se fosse vero quanto afferma Chavez, un reale accordo per il clima penso che non riusciremo a trovarlo mai.

Ringrazio il blog petrolio per avere scovato il filmato youtube del discorso di Chavez sottotitolato in italiano.  Auguro a tutti voi un felice e sereno 2010, più attento all'ambiente e consapevole che una rivoluzione dei nostri stili di vita (in positivo) è ancora possibile.

sabato 7 novembre 2009

L'incubo nucleare, documentario francese




Chi minimizza il pericolo delle scorie nucleari, dovrebbe vedere questo documentario. In Francia ad esempio si è creato un vero scandalo, scorie a bassa intensità riversate in mare, spedite in siberia e stoccate in strutture inadatte, mescolate al cemento per costruire stadi di calcio....

Viviamo proprio nell'era della stupidità globale, e ci faranno pure un film, si chiamerà The Age Of Stupid. Sicuro che andrò a vederlo!

mercoledì 28 ottobre 2009

In Giappone si ricicla ma senza ipocrisie


Tutto si può dire dei Giapponesi tranne che siano ipocriti in tema di tutela ambientale e gestione dei rifiuti. La raccolta di tipo "porta a porta" è ubiquitaria e viene presa dannatamente sul serio, come abbiamo già dimostrato in un precedente post sulla città di Kamicatsu, dove sperimentalmente la raccolta differenziata è stata portata all'estremo.

Perchè si può sostenere che non sono ipocriti ? Perchè sanno benissimo che il loro sistema di vita, ad alta intensità di shopping, non è il massimo della sostenibilità e non consente loro di riciclare efficacemente una larga fetta dei materiali post-consumo che acquistano. Lo stato ha così deciso già alcuni decenni fa di puntare molto sull'utilizzo massiccio degli inceneritori (che li vengono chiamati infatti esattamente così, senza ipocrisie come "termovalorizzatori"). L'obiettivo strategico è quello di ridurre virtualmente a zero l'impiego delle discariche per smaltire il materiale non differenziabile. In tutto sono oltre 1800 inceneritori, anche di piccolissima taglia, disseminati capillarmente sul territorio giapponese.

Il video in oggetto è parte di una serie di documentari promossi della rete radiofonica australiana abc, dal nome A world without waste: Japan e mostra una delle campagne informative sui rifiuti tipiche del territorio giapponese. I cittadini del sol levante vengono educati a dividere i rifiuti suddividendoli come inceneribili e non inceneribili. Ovviamente è sottinteso che i rifiuti non inceneribili debbano per forza di cose essere riciclabili. Ciò che può essere riciclato viene differenziato e chiuso in sacchi trasparenti per essere ispezionati dal servizio di raccolta.


Che succede se i rifiuti (non inceneribili) non sono correttamente separati ? Le multe per chi non fa bene il proprio lavoro sono terribili, ma prima di arrivare a vere e proprie denunce l'operatore ecologico addetto al ritiro (vedi immagine) applica un bel post-it sul sacco trasparente, che recita all'incirca:

Questa spazzatura non è differenziata in modo corretto, riprovaci ancora oppure verrà lasciata qui ...

Inutile dire che questo per un giapponese rappresenta una vergogna enorme, tale da essere additato dai vicini come incivile, normalmente la cosa si risolve quindi pacificamente, ma in casi estremi si può arrivare ad identificare la famiglia coinvolta e convincerla "con le buone" a fare quanto è un suo preciso dovere, cioè differenziare tutto correttamente e senza errori.

Per i Giapponesi gli inceneritori sono quindi solo un modo per trattare la parte del problema che ancora non sanno risolvere, non una strategia da perseguire a lungo termine, infatti si affidano a tanti piccoli impianti anzichè a pochi maxi-impianti molto costosi (e quindi difficili da smantellare se non servono più). Per tutto il resto c'è una differenziazione spinta e una educazione della cittadinanza rigorosa e inflessibile. Dovremmo prendere un po spunto anche da loro.

Fonte: ecoblog.it

venerdì 9 ottobre 2009

Appello delle popstar in difesa della foresta pluviale


Lo scorso maggio Carlo il principe di Inghilterra aveva lanciato un appello contro la deforestazione, con uno spot pubblicitario in difesa delle foreste. Quella che vedete oggi è la risposta di Sting e di altre pop star che hanno assecondato l’appello del principe. Per dare il vostro simbolico contributo al progetto per la salvaguardia delle foreste, potete lanciare il vostro SOS al mondo compilando il form di Rainforest.org, proprio come Sting.

Comunque, davvero bello questo video! Se può convincere qualcuno che prendersi cura della foresta pluviale significa prendersi cura del nostro futuro, forse è perfino servito a qualcosa.

martedì 6 ottobre 2009

L'inceneritore di Modena in fiamme, quante diossine nell'aria ?


Il 29 settembre scorso, l’inceneritore di Modena ha preso fuoco. Sulla notizia ignari cittadini che non possono far altro che filmare con il cellulare e mettere su youtube. Sul sito del Comune di Modena è stato diffusa la seguente nota:

Dal Comune massima attenzione nell’emergenza.

L’assessore Arletti: “ora attendiamo i dati delle verifiche effettuate”.

Il Comune di Modena ha seguito fin dal primo allarme l’incendio che si è sviluppato nell’impianto di una delle vecchie linee del termovalorizzatore di via Cavazza, tenendosi in contatto con Vigili del Fuoco, Arpa, Ausl e, ovviamente, il gestore HERA.
“L’incendio -afferma l’Assessore alle politiche ambientali Simona Arletti- è stato subito circoscritto e poi rapidamente domato dai Vigili del Fuoco. Il funzionamento della catena di emergenza, dalla prima segnalazione fino al cessato allarme, ha sicuramente consentito di limitare l’impatto sull’ambiente esterno. Il fumo, secondo quanto riferito da Hera, è da imputare soprattutto alla combustione di parte dell’impianto elettrico. Nel corso dell’emergenza, comunque, sono stati effettuati rilevamenti in tempo reale che andranno ora ad incrociare i dati raccolti, nello stesso periodo di tempo, dalle centraline fisse di misurazione. Per ogni ulteriore riflessione -conclude l’assessore Arletti- bisognerà dunque attendere i risultati di queste verifiche e l’esito degli accertamenti in corso sulle cause specifiche dell’incendio.”

Riferisce ViaEmiliaNet che l’incendio si è propagato dalla fossa dei rifiuti considerati non pericolosi. In pratica se una parte dei modenesi ha respirato diossina o altre sostanze nocive, lo saprà solo dopo averle inalate. Alla cittadinanza non sono state fornite indicazioni su eventuali precauzioni.

Occorre ricordare che gli inceneritori sono considerati industrie insalubri di prima categoria, e i rischi di incidenti sono tutt'altro che remoti. Anche se difficilmente riguardano la camera stessa di ombustione, nelle "fosse" di stoccaggio sono presenti normalmente grosse quantità di materiali infiammabili (i rifiuti), che bruciando senza controllo possono inquinare pesantemente l'aria e sprigionare diossine. Costruirli in pieno centro abitato, seppure conveniente dal punto di vista dell'utilizzo della energia termica residua per teleriscaldamento, espone la popolazione a pericoli potenziali troppo elevati. In poche ore di combustione accidentale possono essere vanificati i costosi controlli di emissione di anni interi!

La soluzione ? Evitare di costruirli, adottare sistemi di trattamento meccanico biologico, chiudere il cerchio dei materiali post-consumo ben prima dello smaltimento, con il riuso e il riciclo, attività tanto più facile quanto più si utilizzano sistemi di raccolta domiciliare come il Porta a Porta.

Fonte: EcoBlog

mercoledì 9 settembre 2009

Campagna canadese per incentivare il cibo a km zero


Il sistema di approvigionamento di cibo canadese è da qualche tempo in grossi guai, totalmente sbilanciato sul fronte delle importazioni. Per questo in Canada è stata lanciata l'iniziativa Eat Real Eat Local che punta alla promozione del cibo locale. La cosa buffa è che lo sponsor di questa iniziativa è la Unilever canadese, multinazionale globalizzata dell'alimentazione con tantissimi marchi molto noti anche in italia..

Cos'è quindi, una gigantesca operazione di green washing ? Possibile che proprio coloro che sono paladini della globalizzazione alimentare siano i principali finanziatori di campagne per riscoprire il biologico e i prodotti a "km zero" ?

Non saprei dirlo, il video (anche se in inglese) comunque è assai ben fatto e comprensibile, rende l'idea di come potrebbe essere fatta una buona campagna informativa per promuovere i prodotti locali. Penso però che il primo passo dovrebbe essere il ridimensionamento di queste gigantesche multinazionali dell'alimentazione globalizzata, e soprattutto non affidare proprio a loro contenuti propagandistici di carattere etico.

Sarebbe come se la impregilo si mettesse a fare in Italia campagne pubblicitarie contro la cementificazione selvaggia del territorio...

Fonte: ecoblog

martedì 7 luglio 2009

Insediamento di Paolo Lucchi a Cesena


Purtroppo la qualità video è quella che è, una modesta fotocamera digitale portata a braccio che dopo una decina di minuti di riprese video cominciava a pesare terribilmente. Gli inconvenienti tecnici verranno (forse) presto risolti grazie all'impegno della giunta di videoregistrare i consigli comunali, e renderli fruibili su internet, progetto fortemente portato avanti da Natascia Guiduzzi, consigliere unico della lista civica Cesena 5 stelle.

L'impianto audio della sala di palazzo Albornoz è talmente vetusto da utilizzare ancora vecchi registratori a bobina e microfoni antidiluviani, inaccettabili nell'era del digitale. Ecco quindi la prima (traballante) riproduzione online della nomina degli assessori in consiglio comunale e parte del discorso di insediamento di Paolo Lucchi, neo sindaco di Cesena, al quale rivolgiamo i nostri migliori auguri per un proficuo e soddisfacente lavoro.

P.S. La prossima volta uso un cavalletto, lo giuro!

lunedì 15 giugno 2009

Home, un film per salvare la terra

Un vero spettacolo per gli occhi, è il film Home, diretto dal famoso fotografo Yan Arthus-Bertrand fondatore dell'associazione ecologista goodplanet.org e curato da Luc Besson. Il pianeta terra è il protagonista assoluto e unico di questo documentario epico, il cui racconto è affidato esclusivamente ad una suadente voce fuori-campo. Chi si aspettava solo un tributo alla bellezza della natura rimarrà deluso, perchè in realtà il film è un grido di dolore, una richiesta disperata di aiuto, per salvare un pianeta che sta lentamente morendo.

Ci possiamo trovare di tutto li dentro, dalle teorie del peak oil, alla decrescita, alla storia del mondo civilizzato occidentale che sfrutta ciecamente le risorse a ritmo sempre crescente, fino ad arrivare ai cambiamenti climatici e al dramma della sovrapopolazione. Ma anche e soprattutto grandi segnali di speranza e una fede incrollabile sulle capacità dell'uomo di capire e riflettere su quanto velocemente e pericolosamente stiamo perturbando le condizioni che permettono la nostra stessa vita sulla terra. Oltre una cinquantina di paesi visitati e 120 località dipinte con colori spettacolari. Una serie di immagini emozionanti.

Il Film attualmente in proiezione in mezza europa è stato, per volere degli autori, inserito gratuitamente su internet visionabile utilizzando il nuovo sistema ad alta definizione di YouTube HD. Le voci fuori campo sono in inglese, ma sono a disposizione i sottotitoli in varie lingue. Purtroppo, non è disponibile in italiano, ma se accedete al menù CC (closed caption) della finestra di YouTube (bottone triangolare a destra del volume) potete utilizzare la funzionalità "Translate" ed avere sottotitoli nella lingua preferita, pur con una traduzione automatica un po zoppicante. Vi consiglio di metterlo a pieno schermo, con la funzione HD abilitata, ed i sottotitoli tradotti in Italiano. L'autore non ne permette l'incorporamento nei siti blog, pertanto troverete in basso un link verso il canale streaming di YouTube Homeproject.

Comunque godibilissimo, saranno le immagini a parlare, per un viaggio di oltre 1 ora e mezza fra i segreti di quella piccola isola chiamata Terra, la nostra casa, Home appunto.

Guarda il Film HOME

Sito ufficiale www.home-2009.com

Canale su YouTube HD Homeproject

lunedì 1 giugno 2009

Sindaco, c'è posta per te


Non importa chi si imporrà alle prossime elezioni amministrative, l'associazione Comuni Virtuosi coordinata da Marco Boschini ha deciso di inviare a tutti i sindaci degli 8100 comuni italiani il DVD da loro realizzato dal nome "L'Anticasta, l'italia che funziona". Quì sopra ne potete apprezzare un brevissimo trailer. Il documentario è una sorta di viaggio nei comuni a cinque stelle (da non confondere con quelli di Grillo), comuni nei quali non si sono fatti solo proclami da campagna elettorale ma si sono realizzate realmente cose.

L'associazione Comuni Virtuosi è andata alla scoperta di persone e progetti che se non fossero veri sembrerebbero incredibili. Uno schiaffo all'immobilismo della politica e agli sprechi della CASTA, l'esempio concreto che un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo. Realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico e economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifiuti, dell'acqua e del territorio... queste informazioni devono diffondersi a macchia d'olio fra chi avrà l'onere/onore di governarci. Perchè cittadini consapevoli non sono sufficienti, servono anche amministratori capaci.

L'iniziativa si chiama sindaco c'è posta per te.

sabato 30 maggio 2009

Balzani incontra Grillo a Forlì e promette il Porta a Porta


Questo video è stato girato in backstage al termine dello spettacolo di Beppe Grillo il 28 maggio scorso a Forlì, seguitelo con attenzione. Roberto Balzani candidato sindaco del PD si intrufola e promette a Grillo la realizzazione del porta a porta, invitandolo alla sua futura inaugurazione. Non voglio entrare nel contesto delle polemiche riguardo all'opportunità di un candidato sindaco di sfruttare qualsiasi buona occasione per darsi visibilità, vorrei rimanere sul fatto specifico di ciò che ha affermato Balzani con presenti numerosi testimoni: L'impegno a partire al più presto con il porta a porta.

Forse qualcuno dovrebbe ricordargli del fatto che sono passati oltre 4 anni da quando i cittadini forlivesi hanno raccolto ben 17.000 firme a Forlì per il porta a porta, sentendosi rispondere sempre "picche" in ogni occasione. Anzi, subendosi la costruzione di un nuovo inceneritore assolutamente sovradimensionato da ben 120.000 tonnellate. Non ce la si può cavare dicendo banalmente "prima o poi dobbiamo pure iniziare".

Per lo meno a Cesena il candidato sindaco Paolo Lucchi non è stato così ipocrita, decidendo fin da subito di non mettere il porta a porta all'interno del proprio programma elettorale, con il sottointeso pretesto fornitogli da Hera di presunti costi superiori per i cittadini.

La realtà è che non solo il porta a porta permette performance ambientali inarrivabili rispetto alla differenziata da cassonetto stradale, ma costa anche nettamente di meno nel medio-lungo periodo, come dimostrato da tante esperienze, specialmente in Veneto con il consorzio priula. I loro costi sono dimezzati rispetto ai nostri, pur utilizzando un sistema porta a porta (con tariffa puntuale) fin dal 2003, davvero i costi del sistema in sè sono elevati oppure è Hera a non essere così efficiente ?

Nonostante la campagna elettorale agli sgoccioli e lo promesse spese, il PD crede ancora alle favole di Hera. Bisogna svegliarlo!

mercoledì 27 maggio 2009

La scheda su Cesena


Condensare i fatti salienti di una Città non è un compito banale, si rischia sempre di semplificare oltremisura una realtà che necessariamente è molto più complessa di quanto una manciata di dati statistici possa fare trasparire. Ci sono però indicatori che hanno un significato intrinseco e che non possiamo sottovalutare, proviamo a riassumerne alcuni:
  • 3500 appartamenti sfitti e 6000 nuovi appartamenti in costruzione, pari a 252Km2 di consumo di territorio, senza contare gli innumerevoli abusi edilizi sulle colline.
  • 474 richieste di case popolari, solo 16 assegnate nel 2008, nell'arco di ben 10 anni assegnate solo 150 case popolari, mentre i palazzinari costruiscono interi nuovi quartieri.
  • Acqua pubblica monitorata per ben 2000 volte all'anno ma analisi mai pubblicate se non in forma di inutili medie semestrali.
  • Utilizzo improprio dell'acqua dei pozzi al limite della potabilità con miscelazioni poco trasparenti con quella di buona qualità proveniente da Ridracoli. Si mescolano veleno con acqua pura e si ottengono erogazioni di acqua pubblica appena accettabile.
  • Numero di sforamenti dei PM10 che supera ogni due mesi il bonus dell'intero anno.
  • Vecchie discariche da bonificare o ampliare per milioni di euro (Rio Eremo, Busca), il cui costo alla collettività non è mai stato correttamente computato nelle tariffe del gestore, il quale nel frattempo rinnega metodi come il porta a porta che permetterebbero di limitare questi costi occulti anzichè rigirarli al cittadino in altre forme.
  • Ben 84000 auto per 95000 abitanti, con una densità di automobilisti sul territorio fra i primi in Italia e assai superiore a quello della città di NewYork.
  • Parcheggi multi piano (CAPS) e a raso spacciati per riqualificazione urbanistica del territorio, ovviamente la cui realizzazione è affidata sempre ai soliti imprenditori noti a cui tutto sembra concesso (Trevisani & c.).
  • Aree verdi programmate per i nuovi insediamenti urbani che sono tali solo nelle simulazioni patinate al computer, mentre in realtà sono solo aiuole cittadine e abbellimenti per strade e parcheggi.
  • Episodi serpeggianti di razzismo, xenofobia, precariato e sfruttamento intensivo dei lavoratori stagionali per la troppa concentrazione di produzioni avicole e di ortofrutta.
Ci sono anche tanti aspetti positivi ovviamente, come la capillare rete di volontariato e di protezione sociale, una buona coesione fra gli strati sociali economici più fragili, una fiorente attività di commercio, un ambiente culturale di buon livello, una elevata quantità di ricchezza da redistribuire, un ecosistema fatto di produzioni locali di qualità in netta espansione, ma si sa come alle cose buone ci si fa presto l'abitudine.

Si potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui. La prossima amministrazione avrà davvero un bel po di gatte da pelare per raddrizzare l'andazzo di questa città e valorizzarne adeguatamente i tanti aspetti potenzialmente positivi, specialmente dal lato della trasparenza e tutela dell'ambiente.