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giovedì 18 febbraio 2010

Pronta la bozza del nuovo Conto Energia

Sembra che a partire dal 2011 il vecchio conto energia che promuoveva le tariffe incentivanti per il fotovoltaico sarà rinnovato ma con qualche deciso ritocco al ribasso. La nuova bozza di decreto emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MSE)  contiene infatti importanti novità rispetto alle tariffe incentivanti e al tetto della potenza massima cumulata.

A livello nazionale è stata stabilita una potenza nominale cumulata da installare di 8.000 MW entro il 2020. La potenza fotovoltaica incentivabile complessiva è pari a 3000 MW, a cui si sommano 200 MW di “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative” e 150 MW di “impianti fotovoltaici a concentrazione”.

Gli impianti solari fotovoltaici che entreranno in esercizio, a seguito di interventi di nuova costruzione, con rifacimento totale o potenziamento, in data successiva al 31 dicembre 2010 hanno diritto alle tariffe incentivanti indicate nella (Tabella A) in base alle due categorie di appartenenza “impianti realizzati sugli edifici” e “altri impianti”. Per gli impianti che entrano in esercizio negli anni successivi è prevista una riduzione del 6% ogni anno rispetto ai valori riferiti al terzo quadrimestre del 2011.

Resta confermato il riconoscimento per venti anni della tariffa stabilita, il cui valore sarà costante per tutto il periodo di incentivazione. È previsto un premio per gli impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell’energia e per specifiche tipologie e applicazioni di impianti fotovoltaici.

In soldoni, si tratta di un taglio di circa il 25% sulle tariffe incentivanti,  Assosolare ha dichiarato in un suo comunicato che questa notevole riduzione rischia di frenare uno dei pochi settori che stava marciando a ritmo serrato, al punto da suggerire che non appare quasi più conveniente l'installazione di nuovi impianti, dato il decremento del tasso di rendimento dell'investitore privato di oltre il 40%.

Ad oggi il costo medio di un impianto chiavi in mano si aggira attorno ai 5000€ per ogni Kw di picco instalati. Ogni Kwp necessita di una superficie di pannelli sul tetto di circa 8 metri quadrati, con una produzione media nelle zone centrali dell'Italia di circa 1200 KWh/anno (atlante solare).



TARIFFA CORRISPONDENTE


A)
B)
C)
Intervallo di potenza
1 gennaio–30 aprile 2011
1 maggio-31 agosto 2011
1 settembre-31 dicembre 2011
 Impianti  realizzati sugli edifici
Altrigimpianti
 Impianti  realizzati sugli edifici
 Altrigimpianti
 Impianti  realizzati sugli edifici
 Altri impianti
 kW
 €/kWh
 €/kWh
 €/kWh
/kWh
/kWh
/kWh
 1≤P≤3
0,401
 0,358
 0,390
0,345
 0,380
0,333
 3≤P≤20
 0,372
 0,334

 0,357
 0,319
 0,342
 0,304
 20≤P≤200
 0,353
 0,315
 0,338
 0,300
 0,323
 0,285
 200≤P≤1000
 0,348
 0,304
 0,331
 0,285
 0,314
 0,266
 P>1000
 0,337
 0,298
0,316
 0,277
0,295
 0,257

Tabella A

Tariffe incentivanti diverse saranno riconosciute agli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative (v. Tabella B) e agli impianti a concentrazione .

 Intervalloddippotenza 
 Tariffaccorrispondente 
 kWp
 €/kWh
da 1 a 20
 0,44
 da 20 a 200
 0,40
 oltre 200
 0,37

Tabella B

Intervalloddippotenza
 Tariffadcorripondente
kW
 €/kWh
 DA 1 A 200
0,32
oltre 200
 0,28

Per ulteriori informazioni consultare: Energoclub.it

mercoledì 6 gennaio 2010

Il pollo di trilussa e le fonti energetiche intermittenti


Viene genericamente indicato come Pollo di Trilussa quel concetto secondo il quale attribuire in statistica un "valore medio" equivale a perdere informazione e a non dire realmente alcunchè di significativo. La questione potrebbe essere secondaria ma invece non lo è, come anche dice Jovanotti in Penelope, traccia n°7 del 16° album di jovanotti "Buon Sangue":

Se io mangio due polli e tu nessuno statisticamente noi ne abbiam mangiato uno per uno!

Analogamente, come dice beffardo Des McHale, «l’umano medio ha una mammella e un testicolo». Più seriamente Aldous Huxley ci ha insegnato che «nella vita reale non c’è alcun uomo medio». La media, comunque calcolata, è un concetto astratto. Una delle poche certezze assolute della statistica è che ciò che è “medio” in realtà non esiste.

Ovviamente quanto citato sopra l'ho fatto perchè avevo in mente un motivo preciso, che è analizzare una critica ricorrente che si rivolge alle tecnologie energetiche rinnovabili, che utilizzano proprio il concetto di "media" per misurare le relative performance produttive.

Un impianto solare, è cosa risaputa, funziona solamente quando c'è il sole, un impianto eolico quando c'è il vento, altri quando ci sono le maree, correnti marine sotterranee, invasi pieni d'acqua, etc.

I detrattori delle energie rinnovabili citano spesso il paradosso del "pollo di trilussa" per evidenziare il fatto che la produttività media di tali impianti, ammesso di non disporre di sufficiente capacità di accumulo, tende ad essere fuorviante rispetto alla reale disponibilità della risorsa, un po come il pollo di giovanotti, dove di momento in momento qualcuno potrà gustarsi il pollo intero, e altri no (perchè non c'è sole o vento), ma in media sarebbe toccato un mezzo pollo a testa.

Ebbene, se io mangio tipicamente solo mezzo pollo "elettrico" (perchè questi sono i miei consumi istantanei), cosa me ne faccio di un pollo intero per qualche ora al giorno e di niente per le rimanenti ? Non utilizzo bene tutta la risorsa! Anche se potrei utilizzarla esattamente per quanto mi servirebbe in media.

Per contrastare questo "paradosso del pollo" o del valore medio che dir si voglia, é necessario un semplice stratagemma, un sistema di interconnessione su larga scala per veicolare le eccedenze la dove mi servono. Solo in quel caso posso dire che la mancanza di sole quì ora mi sarà compensata dalla presenza di vento la in olanda, e viceversa. Più è larga e capillare questa interconnessione, più il mio consumo sarà soddisfatto dalla energia media prodotta.

E' esattamente quanto stanno tentando di fare i paesi che si affacciano nel mare del nord, con il progetto Europa unita dell'energia. Non è cosa da poco, interconnettere tutti i pannelli solari tedeschi con i mulini a vento olandesi e con l'idroelettrico svedese, per un totale di 100GW di potenza interconnessa. Un colossale investimento di miliardi di euro. L'obiettivo ambizioso è arrivare a interconnettere dai freddi paesi del nord al Desertec in costruzione nel sahara, la più grande centrale solare del mondo (sito italiano).

Questo investimento sarebbe completamente ingiustificato nell'ottica di una produzione centralizzata di energia da fonti tradizionali (compreso il nucleare), mentre diventa indispensabile per garantire alle vetuste reti elettriche nazionali l'iniezione di rilevanti quote di energie rinnovabili intermittenti. Ne verrebbe fuori una sorta di nuova internet dell'energia, basata interamente sul mutuo bilanciamento di carico fra le sole fonti rinnovabili.

Se avessi qualche miliardo di euro da spendere vorrei investirlo proprio li, e non in antidiluviane centrali nucleari nei paesi dell'est.

Leggi l'articolo su Repubblica: Europa unita dell'energia

lunedì 6 ottobre 2008

L'italia è il paese del sole

Secondo un recente sondaggio, appena il 9% dei cittadini italiani con meno di 30 anni pensa che l'ambiente sia un problema prioritario! Ciò è frutto evidente di disinformazione, bombardati come siamo da pensieri ben più contingenti ed immediati, come la criminalità, la disoccupazione, la recessione economica. Bob Dylan disse che non si possono pretendere virtù morali dai poveri che pensano solo a campare. Non ci rendiamo conto però, noi gente ancora relativamente ricca e benestante, che se il problema ambientale scoppia ne andiamo di mezzo tutti. Senza energia e ambiente non c'è economia, non c'è lavoro, non c'è cibo, io e quello sparuto 9% continueremo imperterriti a considerare quello ambientale IL PROBLEMA, non solo una opzione da coltivare a tempo perso. Il SOLE, questa davvero sarà una delle poche ancore di salvezza, per un nuovo rinascimento a carattere ambientale, non certo il nucleare convenzionale (l'uranio si esaurirà fra appena 40 anni). La tutela ambientale, l'energia, i cambiamenti climatici, sono fenomeni strettamente correlati e per i quali occorre adottare strategie unificate. Spazio al sole quindi, che l'italia ne è piena, fortunatamente.


Tratto da ByoBlu

Allego una lettera aperta di Vincenzo Balzani dell'università di Bologna, affinchè chi può ne tragga saggi consigli:

L'Italia non ha combustibili fossili né uranio, ma una risorsa pulita e illimitata per 4 miliardi di anni. Appello al governo: adesso i politici devono saper ascoltare gli scienziati, gli unici che sanno guardare lontano.

Per mettere a fuoco il problema dell'energia bisogna considerare che la Terra è come un’astronave che viaggia nell'immensità dell'Universo. Non consuma sue risorse energetiche per viaggiare, ma ha bisogno di tanta energia per i numerosi passeggeri che trasporta: già oggi sono più di 6,7 miliardi, con un aumento di circa 75 milioni all'anno. Ogni minuto nascono 32 indiani e 24 cinesi.

La storia della civiltà è strettamente correlata al progressivo sviluppo delle risorse energetiche, perché con l'energia si può fare tutto, o quasi. Si può anche rimediare alla scarsità di altre risorse; per esempio, se l'acqua potabile scarseggia, se ne può ottenere a volontà dall'acqua del mare, ma al caro prezzo energetico di un litro di petrolio per ogni 3 metri cubi di acqua.

Nell'attuale fase storica l'energia è fornita quasi esclusivamente dai combustibili fossili, ma ci rendiamo conto che sono un regalo irripetibile e quantitativamente limitato che la natura ci ha fatto. Oggi sappiamo anche che il loro uso massiccio e prolungato reca gravi danni all'uomo e all'ambiente. Partendo da questi incontrovertibili dati di fatto, è necessario compiere scelte sagge e prendere rapide decisioni nel campo della politica energetica.

La questione energetica mette l'umanità di fronte ad un bivio. Da una parte c'è la difesa ad oltranza dello stile di vita ad altissima intensità energetica dei Paesi ricchi. Uno stile di vita che non si fa carico dei danni dell'ambiente, non esclude azioni di forza o, addirittura, di guerra per conquistare le riserve fossili residue, non si cura di ridurre le disuguaglianze, si espone ai rischi della proliferazione nucleare e lascia in eredità alle generazioni future scorie radioattive per migliaia di anni. Dall'altra parte la necessità di rispettare i vincoli fisici del nostro pianeta imporrebbe un cambiamento dello stile di vita, che dovrebbe anche essere visto come una scelta etica: uno stile di vita fondato su più bassi consumi energetici, sobrietà e sufficienza.

Questa seconda alternativa prevede un periodo di transizione, nel quale dovrà essere progressivamente ridotto l'utilizzo dei combustibili fossili, evitata l'espansione del nucleare e sviluppati tutti i tipi di energie rinnovabili, diffuse e non inquinanti, ciascuna valorizzata a seconda della specificità del territorio.

Per fare la scelta giusta ci vuole una politica che guardi lontano. De Gasperi ha scritto che proprio in questo sta la differenza fra un politico e un vero statista: il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda invece alla prossima generazione. Per agire come statisti, i politici dovrebbero ascoltare più spesso gli scienziati che, avendo minori condizionamenti, possono guardare più lontano.

Questo è fondamentalmente lo scopo che ha spinto un folto gruppo di scienziati a rivolgere al governo un appello (http://www.energiaperilfuturo.it/), che è stato poi illustrato in un incontro presso il ministero per lo Sviluppo Economico. L'appello sottolinea l'urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell'energia, mette in guardia contro un inopportuno e velleitario rilancio del nucleare e, infine, esorta il futuro governo a sviluppare l'uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell'energia solare.

L'Italia non ha combustibili fossili e neppure uranio. La sua più grande risorsa è il Sole, una fonte di energia che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un'immensa quantità di energia, 10 mila volte quella che l'umanità intera consuma. Guardare lontano, quindi, significa sviluppare l'uso dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili, non quello dell'energia nucleare.

E' un guardare lontano nel tempo, perché non lascia alle prossime generazioni un immane fardello di scorie radioattive. E' un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell'uranio, l'energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.

L'Italia ha più Sole dell'Austria, ma ha una superficie pro capite di pannelli solari termici 20 volte meno estesa. L'Italia ha più Sole della Germania, ma la potenza fotovoltaica pro capite installata in Germania è 30 volte maggiore. Fa specie che in Italia, dove l'unica risorsa energetica ampiamente disponibile è proprio il Sole, la maggior parte dei politici e degli industriali, e persino alcuni scienziati, non si siano ancora accorti che l'attuale crisi energetica offre al nostro Paese una grande opportunità che nazioni meno ricche di Sole hanno già colto, sviluppando nuove industrie e creando nuove forme di occupazione. Il risparmio, l'uso più efficiente dell'energia e lo sviluppo del solare e delle altre fonti rinnovabili sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.

Tratto da: MondoElettrico

sabato 13 settembre 2008

Tingiamoci di energia!

Benvenuta la vernice solare, un pannello solare liquido, spalmabile come la vernice. Ecco la straordinaria invenzione nata in Italia, frutto del lavoro di un team di ricercatori che operano nell’ambito dell’Istituto per lo studio dei "materiali nanostrutturati" del Cnr di Bologna e commercializzata dall’austriaca Bleiner ag.

L’idea di creare una vernice capace di trasformare in energia la luce del sole, operando come un vero e proprio pannello solare, non è nuova: decine di università e aziende in tutto il mondo hanno provato e stanno cercando di realizzarla. "Ma a riuscirci", racconta Thomas Bleiner, presidente dell’azienda, "noi siamo stati i primi. Si tratta dell’esito di una serie di studi compiuti da un gruppo capeggiato da Fabio Cappelli, Antonio Maroscia e Stefano Segato, che mette l’Italia all’avanguardia nel settore".

Photon Inside, questo il nome del prodotto recentemente brevettato, è una vera e propria vernice solare, che può essere applicata direttamente sulle superfici. I vantaggi di Photon Inside rispetto ai prodotti fotovoltaici sembrano enormi: nessun impatto architettonico e ambientale, resistenza agli agenti atmosferici, nessun rischio di furto, possibilità di essere applicata su grandi superfici di tutti i tipi, persino su un vetro. E questo permette di trarre un grande rendimento.

Con 50 metri quadrati si realizzano 3 KWp, ma visto che si possono trattare superfici enormi si potrebbero ricavare davvero grandi quantità di energia rinnovabile. I costi rispetto al fotovoltaico tradizionale sono sulla carta dimezzati: per un utilizzatore tipo (una famiglia), o una palazzina di tre piani suddivisa in sei appartamenti, ciascuno con un contratto standard di circa 3 KW, si dovranno verniciare 288 metri quadrati di tetto e/o facciata per soddisfare la domanda energetica, con una spesa totale di 59.400 euro, certo ancora non a buon mercato, ma abbordabile.

Ma quali sono gli impieghi possibili per Photon Inside? Tutti quei settori dove è precondizione fondamentale la leggerezza (nautico, aerospaziale, automotive), ma anche e soprattutto l’edilizia. La prima comparsa sul mercato avverrà infatti nel campo navale. Pannelli solari verranno verniciati su yacht, che li sfrutteranno per alimentare le apparecchiature di bordo e il motore in caso di emergenza.

Penso che inizierò a fare l'imbianchino! :-)

Fonte: www.yeslife.it

domenica 24 giugno 2007

Centrale solare termodinamica in Calabria

Siamo contenti di segnalare una buona notizia da una regione martoriata da molti, troppi problemi, spesso ultima, in coda rispetto ad altri tipi di sviluppo, ora invece in primo piano per un bel primato: la costruzione della prima centrale solare termodinamica in Calabria. Esempio di energia rinnovabile e pulita, in Calabria si inizia a costruire la prima centrale solare termodinamica d'Italia, voluta dal ministro dell'ambiente Pecorare Scanio e declamata dal Nobel Carlo Rubbia.Secondo lo scienziato gli impianti a concentrazione solare (Csp) possono diventare competitivi con i combustibili entro il 2020. Basti pensare all’esempio dell’Arabia Saudita che, ha sottolineato Rubbia, riceve sotto forma di sole un’energia mille volte superiore a quella che produce con il petrolio e il gas:un millesimo di superficie a specchi potrebbe produrre lo stesso petrolio che si estrae oggi. Un barile di petrolio corrisponde a un metro quadro di impianti solari.La Spagna ha attualmente 30 centrali di 50 megawatt ciascuna: il progetto calabrese è il primo passo che dimostra che si può produrre energia solare. Secondo Rubbia il sole è “l’unica sorgente compatibile e rappresenta l’unica alternativa dal momento che petrolio e fonti fossili sono destinate ad esaurirsi; i costi del petrolio e dell’uranio non sappiamo quali saranno - ha aggiunto - mentre i costi del Csp sono calcolabili.

(Fonte: il giornale di calabria)

sabato 23 giugno 2007

Cesena: energie rinnovabili aperte al pubblico

L’Ises Italia promuove “I giorni delle rinnovabili”, aprendo ai cittadini le porte di alcuni impianti eolici, idroelettrici, centrali geotermiche e a biomasse, sistemi solari termici e fotovoltaici. A Cesena sabato 23 e domenica 24 giugno i cittadini potranno visitare il parco educativo sperimentale delle energie alternative (Pesea) che si trova a Bagnile in via San Giorgio 5755.
“L’argomento delle energie alternative – sottolinea l’assessore all’Ambiente Severino Bazzani – è sempre più attuale. Le energie non rinnovabili sono in via di esaurimento mentre i consumi continuano a crescere, sia nel mondo industrializzato sia nei paesi in via di sviluppo come Cina e India.

In pochi decenni queste fonti energetiche, che contribuiscono non poco all’inquinamento, sono destinate a finire. E’ una via obbligata perseguire la strada delle fonti energetiche alternative, che non inquinano e sono inesauribili (sole, vento). Anche i singoli cittadini hanno la possibilità di operare in questa direzione, tramite l’installazione di pannelli solari per la produzione dell’acqua calda, pannelli fotovoltaici in grado di produrre energia elettrica per il fabbisogno della propria abitazione, oppure ricavare l’energia elettrica sfruttando il vento. Tutto questo si potrà osservare direttamente al
Parco Pesea, dove nelle due giornate saranno fornite informazioni utili sulle energie rinnovabili e il loro sfruttamento. Nella mattinata di sabato 23 giugno saranno presenti al Parco Pesea, insieme all’assessore Bazzani, anche l’assessore provinciale all’Agricoltura Gianluca Bagnara e il suo collega all’Ambiente Roberto Riguzzi.