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martedì 3 febbraio 2009

L'acqua di Cesena è meno buona delle altre, che fare ?

Ritorniamo ancora una volta a parlare dell'acqua, elemento che riveste una importanza fondamentale per la vita di tutti, assai più del petrolio o di qualsiasi altra sostanza. Passata la crisi idrica del 2007, tamponata provvisoriamente attingendo l'acqua dal CER (canale emiliano romagnolo). Paradossalmente, oggi abbiamo il problema opposto, l'abbondanza di precipitazioni ha riempito completamente l'invaso (come tra l'altro è quasi sempre successo in passato) fino a rendere necessaria la tracimazione nel Bidente. Potete trovare qui i dati della diga in tempo reale e qui una analisi dei dati storici degli ultimi 10 anni.

Qual'è il problema allora ?

Da almeno un anno si sono susseguite in comune varie interpellanze a proposito della scarsa trasparenza con cui si attua a Cesena la miscelazione fra l'acqua di Ridracoli e l'acqua proveniente dalle tre falde di Cesena. Sul sito di Hera dovrebbe comparire una tabella aggiornata che rende conto delle politiche di miscelazione, dapprima sono sparite, poi sono riapparse magicamente a seguito delle varie interpellanze in oggetto. In ogni caso questi dati, disponibili qui, non sono aggiornati affatto in tempo reale.

Ma che c'entra la miscelazione con la qualità dell'acqua ?

Il succo della polemica è che le acque di falda potabilizzate sono di qualità relativamente scarsa rispetto a quella ottima di Ridracoli, gli emungimenti provocano subsidenza del terreno, e tendono a raccogliere e concentrare tutti i pesticidi agricoli e gli spandimenti dell'area a monte delle falde stesse. Pertanto, essa sarà inevitabilmente carica di nitrati e altri composti critici per la salute pubblica.

Perché, pur avendo la diga che tracima, utilizziamo acqua di falda ?

Appunto, non essendo pubblicati i dati in tempo reale sulla miscelazione, a meno di continue interpellanze, non è possibile dimostrare direttamente quale miscelazione è stata apportata. Ovviamente, la convenienza a miscelare il più possibile scaturisce dal fatto che l'acqua di falda costa assai meno rispetto a quella di Ridracoli, dato che quest'ultima deve essere acquistata dal consorzio Romagna Acque. Ciò consente enormi guadagni ad Hera, soprattutto se acquisirà la gestione all'ingrosso dell'acqua, anche giocando sulla miscelazione, a discapito della qualità delle acque erogate. Dobbiamo pertanto assicurarci che la miscelazione sia commisurata alla reale necessità e non solo ad interessi economici.

Il livello di miscelazione, anche se il gestore non lo divulga, possiamo però cercare di ottenerlo indirettamente!

Per farlo, è sufficiente tenere d'occhio i dati sui parametri della qualità dell'acqua forniti dal gestore e correlarli quelli del consumo istantaneo dell'acqua di ridracoli proveniente da romagna acque. In particolare consideriamo la differenza fra Cesenatico e Cesena, a Cesenatico l'acqua è di Ridracoli al 100%, a Cesena no.

Nitrati Cesena: 16 Ml/L
Nitrati Cesenatico: 6 Ml/L
(Media I° semestre 2008, limite di legge per la potabilità = 50 Ml/L)

Notate niente di strano ? Certo, i valori sono in media almeno tre volte più alti. Conoscendo la serie storica dei dati sui nitrati e la serie storica dei dati di miscelazione, nonché la serie storica dei consumi puntuali, è possibile costruire una funzione empirica che stima la percentuale di miscelazione attuale in funzione dei valori attuali dei nitrati. Non ho ancora avuto il tempo materiale di inventare questa funzione, però in teoria è possibile e nemmeno troppo difficile, ipotizzando una correlazione lineare. Affinché tale funzione sia affidabile occorrerebbe conoscere i valori dei nitrati rilevati in una giornata in cui il 100% dell'acqua proveniva dalla falda e una serie di analisi aggiornate al mese corrente. Se li avete per favore mandatemeli!

In ogni caso, ad occhio direi che siamo oggi sull'ordine del 30% di falda e oltre, anche ora che ridracoli sta tracimando. E' lecito ? Io credo di no, abbiamo tutto il sacrosanto diritto di avere la migliore qualità dell'acqua possibile, a costi sostenibili.

Potremmo vincolare il gestore a pagare il servizio in funzione della qualità dell'acqua fornita ?

Credo che l'adeguamento tariffario in base alla qualità sia molto difficile, perché gran parte della tariffa è decisa a livello nazionale. Quello che paghiamo per la tariffa acqua è diviso in tre parti:

1- Servizio acquedotto (acqua potabile)
2- Servizio fognatura
3- Servizio depurazione

Tutte e tre le voci combinate rappresentano il prezzo finale, composto da una parte fissa e da una variabile in funzione dei consumi a metrocubo. Attualmente la tariffa del servizio idrico è definita sulla base dei provvedimenti normativi emessi dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e dal Ministero delle Attività Produttive Commercio e Artigianato.

Le disposizioni per la definizione della tariffa dei tre servizi sono contenute nella delibera CIPE n. 131 del 19 dicembre 2002. Nello spulciare la legge ho trovato però una possibilità, l'articolo 13 della legge 36/94 recita:

La tariffa del servizio idrico è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica, del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia.

Quindi, a norma di legge, sarebbe possibile intervenire su parte della quota variabile per tenere conto della qualità, ma dato che la tariffa è uniformata all'interno dell'ambito territoriale ottimale dubito che una qualsiasi modifica sarebbe molto significativa, ed in ogni caso avvantaggerebbe anche chi già riceve l'acqua buona, non solo coloro che hanno subito pratiche di miscelazione più penalizzanti come Cesena.

Io insisto che dobbiamo richiedere la pubblicazione in tempo reale del dato della miscelazione, e tempestarli di interpellanze (dato che è un ente a controllo pubblico, almeno sulla carta) per sapere il perché delle scelte fatte.

giovedì 4 ottobre 2007

Crisi idrica regionale: ordinanza del Sindaco

Ci risiamo: la Diga di Ridracoli è ai minimi storici. E' notizia di tutti i giornali locali (in sordina però) che siamo in piena crisi idrica come già dall'anno scorso qualcuno (anche noi) aveva pronosticato. Però in prima pagina troviamo omicidi, l'ennesima organizzazione teatrale, culinaria, musicale del PD per raccogliere fondi e queste notizie che riguardano il nostro quotidiano e quello di tutti davvero, in 3a pagina. Viviamo in un mondo all'incontrario! E' datata 2 ottobre l'ordinanza del Sindaco che invita tutti io cittadini all'uso limitato dell'acqua:

ORDINA

a tutti gli utenti di limitare il prelievo e il consumo dell'acqua derivata dal pubblico acquedotto, agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici.

VIETA

a tutti gli utenti del pubblico acquedotto, dalla data di pubblicazione della presente ordinanza e fino al 30 novembre 2007, salvo espressa revoca, l'impiego dell'acqua potabile per:
- il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
- il lavaggio domestico di veicoli a motore;
- l'innaffiamento dei giardini, orti e prati;
- il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo.
- Il funzionamento di fontane pubbliche o private è consentito solo se dotate di apparecchiature per il ricircolo dell'acqua. Il funzionamento delle fontanelle è consentito solo se provviste del rubinetto di arresto.

ORDINA

Ad HERA S.p.A. ed al Settore Edilizia Pubblica del Comune di Cesena, per la parte di propria competenza, di provvedere alla chiusura delle fontane ornamentali, non provviste del sistema di ricircolo, nonché delle fontanelle di erogazione prive del rubinetto di arresto fino al 30 novembre 2007, salvo espressa revoca. Sono esclusi dagli obblighi della presente ordinanza i prelievi di acqua dalla rete idrica potabile per i servizi pubblici di igiene urbana e per tutte le attività economiche specificatamente autorizzate per le quali necessiti l’uso di acqua potabile.

AVVERTE

che le inadempienze ai suddetti ordini e divieti saranno sanzionate a norma di legge nella misura compresa tra 25 Euro e 500 Euro, e che la sanzione sarà imputata in solido a chi risulterà avere titolo per disporre legittimamente del sito o dei siti dove tali inadempienze avranno luogo.

INVITA

La cittadinanza ad adottare ogni utile accorgimento teso ad attuare un risparmio idrico.

Probabilmente ha ragione chi insinua che l'acqua che arriva nei nostri rubinetti non è proprio di Ridracoli, si segnala la crisi idrica, ma non si fanno ipotesi risolutive, siamo in crisi e punto. Che storia è? Dobbiamo arrivare a toccare il fondo per affrontare il problema, quando magari non ci saranno più possibili soluzioni? Anche la raccolta differenziata porta a porta che stiamo promuovendo da mesi va verso il risparmio idrico: riciclare consuma una quantità minima di acqua rispetto che creare un prodotto nuovo non riciclato. Perchè non si impongono queste politiche? Quale soluzione alla crisi? Pensate a questo binomio: crisi idrica, privatizzazione dell'acqua. Come vi "suona"? Suona guai grossi per tutti, poichè se l'acqua scarseggia e non è più ritenuta un bene pubblico come dovrebbe essere, vuol dire che chi la gestirà avrà un potere assoluto e asseterà lucrando su ciò che dovrebbe essere nostro per diritto come esseri viventi.

Il MIZ pensa di affrontare questo come prossimo tema di indagine e tutela. Se sei d'accordo con noi, hai informazioni a rigurado e vuoi fare qualcosa per te e per la tua città, partecipa al MIZ. Per info: Barbara 349.3207788 oppure scrivi a mizcesena@fastwebnet.it

giovedì 26 aprile 2007

Ridracoli a secco

Il grafico che vedete sopra è una immagine "dinamica" in tempo reale (ricalcolata ogni giorno) indicante il livello e la portata di acqua della diga di Ridracoli, dato fornito dal consorzio Romagna Acque, dove potete trovare tante altre informazioni interessanti di monitoraggio.

Il grafico sopra (sempre in tempo reale) riporta la portata di acqua potabilizzata che segue le varie condutture dall'invaso di ridracoli via via fino alla costa marittima (i dati sono nei rettangoli azzurri).

Le immagini si commentano da sole, si può notare come nel 2006, nello stesso periodo di aprile, l'invaso era già a pieno regime da parecchi mesi (se oltre l'acqua viene fatta tracimare a valle nel bidente). Invece, ora, pur l'invaso essendo al 90% della sua capacità, forse arriverà all'estate senza nemmeno toccare il massimo. Ciò significa che, seppur la crisi idrica sia scongiurata per questo anno, non c'è garanzia che nel prossimo anno non si arrivi ad una crisi idrica spaventosa sia per l'agricoltura che per gli usi domestici cittadini, se le condizioni climatiche permarranno come quelle attuali. Occorre subito fare qualcosa per impedire che i disastri climatici arrivino ad una situazione insostenibile, un piano per il risparmio dell'acqua serve subito! Aspettare anche solo altri due anni potrebbe avere ripercussioni severe sulla comunità.