Visualizzazione post con etichetta acqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acqua. Mostra tutti i post

domenica 5 giugno 2011

Giornata mondiale dell'ambiente


Oggi è la giornata mondiale dell'ambiente, il tema di quest'anno sono le Foreste. In effetti, noi paese "ricco" subiamo questa indecente contraddizione, da una parte i nostri crinali si stanno riforestando, complice l'abbandono dei piccoli paesi di montagna, dall'altra importiamo sempre più legname, specialmente dal Congo (L'Italia ne è il secondo importatore mondiale), disboscando quindi le foreste altrui.

Il video che vi propongo non riguarda però le foreste, ma l'acqua. Fra una settimana appena si terrà infatti il referendum, fra cui quello importantissimo sull'acqua pubblica. Le immagini del video mi sembrano poetiche e bellissime, fanno capire che preservare l'ambiente, oltre al diritto alla salute, consente di tutelare l'enorme bellezza che ci offre, e che non ci stanca mai.

P.S. Il 7 Giugno al San Biago di Cesena, in occasione della visita di Andrea Segrè, si terrà contestualmente anche una piccola mostra sull'acqua a cura del comitato referendario acqua pubblica, oltre ad alcune pillole di teatro civile, specifiche sull'acqua, dell'attore Roberto Mercadini.

venerdì 27 novembre 2009

Conferenza sull'acqua a Forlì: "Non ce la danno a bere"


In occasione della penultima giornata della settimana europea dei rifiuti, si terrà a Forlì una interessante conferenza dal nome NON CE LA DANNO A BERE, a cui sono stato invitato come relatore.

L'incontro si svolgerà il 28 Novembre dalle ore 16 nella sala S.Caterina in via Romanello da Forlì (vedi mappa) a poca distanza dal parcheggio San Domenico (ndr: vero insulto architettonico, non mi stancherò mai di dirlo).

Si parlerà di Acqua e di Rifiuti, di bottigliette di plastica, del loro riciclo, della mania tutta italiana di consumare costosissima acqua in bottiglia anziché acqua del rubinetto. Ma anche della qualità dell'acqua pubblica, non sempre all'altezza delle aspettative. L'evento è organizzato dall'associazione clan-destino, che da anni si batte per la tutela ambientale del nostro territorio provinciale.

Vi invito quindi a venirci a trovare in occasione di questo evento, che ospita relatori di eccezione come l'assessore all'ambiente di Forlì Alberto Bellini, e la bravissima moderatirice Anna Barbi, presidentessa e ispiratrice del movimento consumatori FC.

Il volantino completo potete scaricarlo qui.

giovedì 19 novembre 2009

Vuoi bere ? Paga!


Ieri è stato un giorno nero per la democrazia, è stata infatti privatizzata l'acqua, o più propriamente verranno obbligati i comuni a ridurre gradualmente la loro quota di partecipazione nelle aziende che hanno in gestione la risorsa idrica fino a meno del 30% entro il 2015. Badate bene, ciò vale per tutti i servizi pubblici locali primari, energia, trasporti pubblici, e soprattutto la gestione dei rifiuti urbani (anche se con tempi più dilatati).

Lo spazio politico di manovra dei comuni ne verrà quindi fortemente ridimensionato, lasciando ai privati l'onere di gestire le risorse del territorio con principi che dipenderanno prevalentemente da considerazioni di carattere economico e non più dalla consapevole scelta dei cittadini . Non potremo più scegliere realmente amministratori che rendono conto del loro operato agli elettori. Non è solo un fatto di tariffe, è un immenso problema etico!


Una multinazionale non ha alcun interesse reale nel migliorare l'efficienza della rete, mentre ha forti interessi nel salvaguardare il proprio margine di impresa. Pertanto, avrà interesse che si consumi più acqua possibile (o trattare più rifiuti possibile), non certo a tappare i buchi della rete o ridurre gli sprechi, poiché sa che può sempre riversare i costi sulle tariffe dei cittadini pur di mantenere inalterati i suoi profitti. Le associazioni dei consumatori prevedono infatti che nel giro di pochi anni le tariffe possano aumentare anche del 40% per acqua e rifiuti.

Grazie governo!

Spero proprio che non finiremo come in Bolivia.

lunedì 2 novembre 2009

Acqua pubblica o privata? domani si decide.

Il decreto legge 135/09 approderà in aula al Senato il 03 Novembre per la conversione definitiva in legge. Tale provvedimento, se convertito, sottrarrà di fatto ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, per consegnarlo, a partire dal 2011 agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati. Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione così completa potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Riportiamo sotto il testo integrale di una lettera inviata ai senatori promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua:

Gentile Senatore/Senatrice,

ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.

Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%. Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento,

chiediamo ai Senatori

- di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;

- di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;

- di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.

Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Per riscontro e contatti:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Fonte: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

giovedì 5 febbraio 2009

La vedo (N)era

Sparare su Hera oramai è come sparare sulla croce rossa. Nelle infinite ramificazioni dei suoi "business" tentacolari si occupa oramai quasi di tutto, avendo a che fare direttamente o indirettamente con la tutela ambientale, Acqua, Gas, Rifiuti, Elettricità. Risulta naturale quindi che Hera attiri su di se una montagna di critiche e di malcontento, specialmente in occasione di ogni aumento tariffario pianificato da Ato.

Proprio per l'estrema importanza del ruolo cruciale che occupa, è importante che la vigilanza dei cittadini nei confronti del suo operato sia sempre attento e puntuale. Proprio in quanto fornitrice di servizi ambientali essenziali ai cittadini, è indispensabile verificare non solo il rispetto scrupoloso della legge (questo lo si da per scontato) quanto pretendere un comportamento orientato alla massima trasparenza e al di sopra di ogni sospetto.

Pur essendo sulla carta in mano pubblica (oltre il 57% delle azioni è in mano ai Comuni), come società per azioni tenderà inevitabilmente ad agire assecondando una logica privatistica nella gestione, come è naturale che sia. E' normale quindi che Hera stessa sia condizionata pesantemente nelle proprie scelte in funzione delle necessità di remunerazione degli azionisti, però non deve dimenticare che il fine ultimo non è arricchirsi ma fornire servizi ai cittadini al costo minore possibile compatibilmente con la qualità attesa e la giusta remunerazione del capitale.

Riporto al proposito un comunicato di Stefano Angeli, in larga parte condivisibile pur con qualche distinguo:

Che Hera non abbia soddisfatto le aspettative che ci erano state presentate alla sua creazione è cosa ormai arcinota, non c’è stato alcun miglioramento dei servizi, anzi a volte il contrario, e le tariffe sono aumentate dal 2002 mediamente del 40%. Molte volte in questi anni abbiamo sottolineato come i servizi di erogazione dell’acqua fornissero spesso poca qualità a costi elevati, o come le tariffe dei rifiuti fossero lievitate negli ultimi anni, senza che il servizio prendesse la strada decisa di una raccolta differenziata efficace.

Inoltre abbiamo tutti osservato come le agenzie Ato, che avrebbero dovuto controllare l’operato di Hera, valutarne i piani d’investimento e le proposte tariffarie, siano state del tutto inutili ed impotenti a fronte della volontà della società. Ora pare che da alcune settimane i sindaci, in gran segreto, abbiano siglato una nuova struttura degli Ato stessi, ma di questa delicata faccenda i consigli comunali, inspiegabilmente, non sono stati assolutamente né coinvolti, né informati delle decisioni prese.

Eppure quello delle agenzie d’ambito è uno dei nodi cruciali da risolvere nei rapporti tra enti soci ed holding. La privatizzazione della società si è infatti fermata in mezzo al guado creando di fatto interessi conflittuali tra chi deve controllare e chi dovrebbe essere controllato. Gli Ato avrebbero dovuto, ad esempio, controllare la regolarità di realizzazione delle opere e degli investimenti di Hera, ma non ne avevano alcuna possibilità essendo costituiti da pochissimo personale addirittura “prestato” dalla stessa Hera.

Al cittadino intanto arrivano nei bollettoni le conseguenze di questo monopolio pubblico-privato a cui tutto sembra essere concesso anche se entra in palese contrasto con gli interessi di società totalmente pubbliche, come Romagna Acque, o con l’interesse stesso del cittadino. Uno degli imperativi della prossima legislatura dev’essere una totale e radicale revisione del ruolo degli Ato che risolva la situazione di conflitto d’interesse attuale dei sindaci e che avvii una fase di vera apertura al mercato dei servizi.

Una liberalizzazione, anche in questo campo, che porti al cittadino reali benefici e dia possibilità di vero controllo disinteressato agli enti locali.

Stefano Angeli
Libertà e Futuro

Io personalmente mi dissocio dall'affermazione piuttosto perentoria che la qualità dei servizi erogati non sia stata soddisfacente, gran parte della rete idrica ereditata era un vero colabrodo, specialmente a Bagno di Romagna, dove sono stati fatti molti interventi di ammodernamento della rete, oppure a Ferrara la cui rete idrica era una delle più inefficienti della Romagna, Gli investimenti quindi sono stati fatti, anche se taluni ne contestano la reale efficacia.

Probabilmente, se fosse rimasta una gestione interamente pubblica e frammentata, non si sarebbero potute reperire tutte le enormi risorse finanziarie per sistemare le falle e ammodernare la rete, ma soprattutto non si sarebbero realizzati così tanti impianti di depurazione delle acque reflue, indispensabili per ridurre l'impatto ambientale delle attività agricole e industriali..

Il problema principale, dove credo che il comunicato abbia colto nel segno, è invece il conflitto di interessi, o meglio l'intruglio di opportunismi che lega a doppio filo le scelte del gestore e le scelte della politica. E' fin troppo facile alimentare il sospetto che talune scelte siano state dettate più da reciproci vantaggi fra politica e azienda, piuttosto che da reali intenti di tutelare gli interessi dei cittadini.

Se la stessa volontà ed efficienza (nel finanziare ad esempio costosi progetti di incenerimento) fosse stata applicata alla realizzazione di un efficace servizio "porta a porta", sono convinto che avrebbero ottenuto comunque un risultato industriale importante, economico per i cittadini ed efficiente. Evidentemente i guadagni auspicati non erano all'altezza, e grazie alla scusa di Ato si é ribaltato sempre e comunque la responsabilità delle scelte fatte sulle amministrazioni, che per inciso non fanno molto più che assecondare ciò che Hera desidera.

Perchè le amministrazioni sono così supine ? Principalmente penso sia per il pesante impatto sulle casse comunali causato dai dividendi che l'amministrazione incassa, pari a circa due milioni di euro all'anno solo per Cesena. Oltre ovviamente alla solita logica di spartizione, in piena ottemperanza del famoso manuale Cencelli, che vede all'interno del consiglio di Hera vari politici di professione, scelti fra la maggioranza con criteri poco trasparenti, non sempre competenti nell'esercitare un reale ruolo di controllo.

Come se ne esce da questa situazione di grave stallo ? Vorrei proprio chiederlo ai nostri candidati sindaci.

martedì 3 febbraio 2009

L'acqua di Cesena è meno buona delle altre, che fare ?

Ritorniamo ancora una volta a parlare dell'acqua, elemento che riveste una importanza fondamentale per la vita di tutti, assai più del petrolio o di qualsiasi altra sostanza. Passata la crisi idrica del 2007, tamponata provvisoriamente attingendo l'acqua dal CER (canale emiliano romagnolo). Paradossalmente, oggi abbiamo il problema opposto, l'abbondanza di precipitazioni ha riempito completamente l'invaso (come tra l'altro è quasi sempre successo in passato) fino a rendere necessaria la tracimazione nel Bidente. Potete trovare qui i dati della diga in tempo reale e qui una analisi dei dati storici degli ultimi 10 anni.

Qual'è il problema allora ?

Da almeno un anno si sono susseguite in comune varie interpellanze a proposito della scarsa trasparenza con cui si attua a Cesena la miscelazione fra l'acqua di Ridracoli e l'acqua proveniente dalle tre falde di Cesena. Sul sito di Hera dovrebbe comparire una tabella aggiornata che rende conto delle politiche di miscelazione, dapprima sono sparite, poi sono riapparse magicamente a seguito delle varie interpellanze in oggetto. In ogni caso questi dati, disponibili qui, non sono aggiornati affatto in tempo reale.

Ma che c'entra la miscelazione con la qualità dell'acqua ?

Il succo della polemica è che le acque di falda potabilizzate sono di qualità relativamente scarsa rispetto a quella ottima di Ridracoli, gli emungimenti provocano subsidenza del terreno, e tendono a raccogliere e concentrare tutti i pesticidi agricoli e gli spandimenti dell'area a monte delle falde stesse. Pertanto, essa sarà inevitabilmente carica di nitrati e altri composti critici per la salute pubblica.

Perché, pur avendo la diga che tracima, utilizziamo acqua di falda ?

Appunto, non essendo pubblicati i dati in tempo reale sulla miscelazione, a meno di continue interpellanze, non è possibile dimostrare direttamente quale miscelazione è stata apportata. Ovviamente, la convenienza a miscelare il più possibile scaturisce dal fatto che l'acqua di falda costa assai meno rispetto a quella di Ridracoli, dato che quest'ultima deve essere acquistata dal consorzio Romagna Acque. Ciò consente enormi guadagni ad Hera, soprattutto se acquisirà la gestione all'ingrosso dell'acqua, anche giocando sulla miscelazione, a discapito della qualità delle acque erogate. Dobbiamo pertanto assicurarci che la miscelazione sia commisurata alla reale necessità e non solo ad interessi economici.

Il livello di miscelazione, anche se il gestore non lo divulga, possiamo però cercare di ottenerlo indirettamente!

Per farlo, è sufficiente tenere d'occhio i dati sui parametri della qualità dell'acqua forniti dal gestore e correlarli quelli del consumo istantaneo dell'acqua di ridracoli proveniente da romagna acque. In particolare consideriamo la differenza fra Cesenatico e Cesena, a Cesenatico l'acqua è di Ridracoli al 100%, a Cesena no.

Nitrati Cesena: 16 Ml/L
Nitrati Cesenatico: 6 Ml/L
(Media I° semestre 2008, limite di legge per la potabilità = 50 Ml/L)

Notate niente di strano ? Certo, i valori sono in media almeno tre volte più alti. Conoscendo la serie storica dei dati sui nitrati e la serie storica dei dati di miscelazione, nonché la serie storica dei consumi puntuali, è possibile costruire una funzione empirica che stima la percentuale di miscelazione attuale in funzione dei valori attuali dei nitrati. Non ho ancora avuto il tempo materiale di inventare questa funzione, però in teoria è possibile e nemmeno troppo difficile, ipotizzando una correlazione lineare. Affinché tale funzione sia affidabile occorrerebbe conoscere i valori dei nitrati rilevati in una giornata in cui il 100% dell'acqua proveniva dalla falda e una serie di analisi aggiornate al mese corrente. Se li avete per favore mandatemeli!

In ogni caso, ad occhio direi che siamo oggi sull'ordine del 30% di falda e oltre, anche ora che ridracoli sta tracimando. E' lecito ? Io credo di no, abbiamo tutto il sacrosanto diritto di avere la migliore qualità dell'acqua possibile, a costi sostenibili.

Potremmo vincolare il gestore a pagare il servizio in funzione della qualità dell'acqua fornita ?

Credo che l'adeguamento tariffario in base alla qualità sia molto difficile, perché gran parte della tariffa è decisa a livello nazionale. Quello che paghiamo per la tariffa acqua è diviso in tre parti:

1- Servizio acquedotto (acqua potabile)
2- Servizio fognatura
3- Servizio depurazione

Tutte e tre le voci combinate rappresentano il prezzo finale, composto da una parte fissa e da una variabile in funzione dei consumi a metrocubo. Attualmente la tariffa del servizio idrico è definita sulla base dei provvedimenti normativi emessi dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e dal Ministero delle Attività Produttive Commercio e Artigianato.

Le disposizioni per la definizione della tariffa dei tre servizi sono contenute nella delibera CIPE n. 131 del 19 dicembre 2002. Nello spulciare la legge ho trovato però una possibilità, l'articolo 13 della legge 36/94 recita:

La tariffa del servizio idrico è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica, del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia.

Quindi, a norma di legge, sarebbe possibile intervenire su parte della quota variabile per tenere conto della qualità, ma dato che la tariffa è uniformata all'interno dell'ambito territoriale ottimale dubito che una qualsiasi modifica sarebbe molto significativa, ed in ogni caso avvantaggerebbe anche chi già riceve l'acqua buona, non solo coloro che hanno subito pratiche di miscelazione più penalizzanti come Cesena.

Io insisto che dobbiamo richiedere la pubblicazione in tempo reale del dato della miscelazione, e tempestarli di interpellanze (dato che è un ente a controllo pubblico, almeno sulla carta) per sapere il perché delle scelte fatte.

lunedì 9 luglio 2007

Avere acqua calda gratis è possibile

Avere acqua calda praticamente gratis, una volta installato l'impianto, è possibile grazie ai pannelli solari termici. L’Italia, il Paese del Sole, utilizza solo in modo marginale il suo enorme potenziale di energia solare. Altri paesi come Israele, Grecia, Austria e Germania hanno una diffusione di impianti solari termici che é dalle 10 alle 40 volte superiore. Uno dei principali motivi di questo ritardo consiste nella mancanza di un’adeguata consapevolezza dei benefici economici ed ecologici legati all’uso di tali impianti. La tencnologia del solare termico ha già raggiunto una alta maturità e una diffusione capillare degli impiantisti sul territorio. Tra i numerosi incentivi vi sono bandi del Ministero dell'Ambiente, bandi Regionali, Provinciali e di alcuni Comuni. Il più importante ed attuabile è il nuovissimo incentivo Statale tramite un contributo di deducibilità IRPEF del 55% sulla spesa d'installazione, dilazionato in 3 anni, previsto dalla Finaziaria 2007: un buon motivo per pensarci sopra. Ma come funzionano e quanto costano? I pannelli solari funzionano secondo un principio molto semplice: catturare l'energia che giunge dal Sole sulla Terra e utilizzarla per produrre acqua calda. Noi del MIZ ci siamo fatti fare un preventivo e i prezzi per noi sono stati questi: variano dai €3.750 per un appartamento di 95mq circa a € 4.100 per collegare 2 appartamenti posti uno sopra all'altro, esclusa iva al 10%, quindi per abitazioni multiple conviene ancora di più. E' chiaro che l'ammortamento delle spese d'installazione è relativo al consumo procapite, ma in media si stima che in soli 3-4 anni si rientri delle spese e si inizi ad avere acqua calda gratis tranne pochi mesi all'anno! Vi invitiamo a non perdere l'occasione per il contributo statale, i preventivi sono gratuiti. I pannelli solari sono in grado di produrre energia termica anche se il sole è intermittente, dato che accumulano energia in un serbatoio per essere rilasciata nei momenti di bisogno. In situazioni di cielo nuvoloso o comunque di insolazione parziale, i pannelli con tubi sottovuoto hanno la maggior efficacia. Per poter disporre di acqua calda sempre e a prescindere dal clima è tuttavia indispensabile ricorrere a soluzioni miste integrative della radiazione solare.

Ciò può essere realizzato in due modi:

  1. Se nella casa già esiste una caldaia istantanea a gas a controllo elettronico per la produzione dell'acqua calda sanitaria, è possibile collegare il sistema solare all'impianto termico esistente. In questo caso, l'impianto solare integra quello tradizionale, con un considerevole risparmio di energia (e di soldi!)

  2. Se non è possibile collegarsi alla caldaia a gas, occorre inserire nel serbatoio una resistenza elettrica di almeno 1 kW con termostato tarato a circa 40°C. Tutti i sistemi solari compatti in commercio sono dotati di una resistenza elettrica integrativa posizionata all'interno del serbatoio.

(fonti: il portale del sole e enerwell )

giovedì 17 maggio 2007

Un mare di plastica ...

Riporto dal sito degli amici IL GIORNALE DEL PASSATORE:
"L’acqua sarà fra qualche anno (in realtà lo è già) al centro delle dispute per il controllo dei territori mondiali che ne hanno un’alta disponibilità. Ancora più del petrolio, per un semplice motivo; l’acqua serve per vivere, il petrolio no."

L’imbottigliamento di acqua minerale è uno degli esempi più evidenti della gestione disastrosa che stiamo portando avanti di un bene così prezioso e limitato. Pensate allo spreco di energia per produrre bottiglie, riempirle, trasportarle, quando sarebbe tanto semplice aprire il rubinetto e metterci un bicchiere sotto. Enerzine ha pubblicato il rapporto sul consumo di acqua imbottigliata nel mondo nel quinquennio 2000-2005; se ne evince che gli italiani sono i più grandi consumatori planetari di acqua in bottiglia: quasi 192 litri annui a testa nel 2005, erano 160 nel 2000 (foto: selezione manuale della plastica)

giovedì 26 aprile 2007

Ridracoli a secco

Il grafico che vedete sopra è una immagine "dinamica" in tempo reale (ricalcolata ogni giorno) indicante il livello e la portata di acqua della diga di Ridracoli, dato fornito dal consorzio Romagna Acque, dove potete trovare tante altre informazioni interessanti di monitoraggio.

Il grafico sopra (sempre in tempo reale) riporta la portata di acqua potabilizzata che segue le varie condutture dall'invaso di ridracoli via via fino alla costa marittima (i dati sono nei rettangoli azzurri).

Le immagini si commentano da sole, si può notare come nel 2006, nello stesso periodo di aprile, l'invaso era già a pieno regime da parecchi mesi (se oltre l'acqua viene fatta tracimare a valle nel bidente). Invece, ora, pur l'invaso essendo al 90% della sua capacità, forse arriverà all'estate senza nemmeno toccare il massimo. Ciò significa che, seppur la crisi idrica sia scongiurata per questo anno, non c'è garanzia che nel prossimo anno non si arrivi ad una crisi idrica spaventosa sia per l'agricoltura che per gli usi domestici cittadini, se le condizioni climatiche permarranno come quelle attuali. Occorre subito fare qualcosa per impedire che i disastri climatici arrivino ad una situazione insostenibile, un piano per il risparmio dell'acqua serve subito! Aspettare anche solo altri due anni potrebbe avere ripercussioni severe sulla comunità.