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lunedì 6 aprile 2009

La crisi come grande opportunità

La crisi globale può trasformarsi da preoccupazione a grande opportunità.

In un mondo impazzito perché drogato dal paradigma della crescita infinita, sia economica che di sfruttamento indiscriminato e insostenibile delle risorse, occorre un periodo di riflessione per riprendere in mano ciò che realmente ci rende uomini.

Ciò condurrà auspicabilmente al ritorno del considerare la solidarietà come un valore, e la sobrietà, il senso della misura, l’umiltà nel rapportarsi ad un mondo in troppo rapida trasformazione, come una necessità.

Il riconoscimento di una nuova dimensione etica e morale dell’economia è elemento imprescindibile per condurre l’umanità verso un nuovo tipo di sviluppo, basato sul benessere distribuito delle persone anziché sull’egoistica predazione delle risorse a scopo monetario.

In altre parole, la decrescita, se gestita con intelligenza e lungimiranza, non potrà che farci del bene nel lungo periodo, non dobbiamo pertanto temerla oltre misura. Spero ci riconduca ad un mondo più reale, degno di essere preservato per i nostri figli, riavvicinandoci tutti al senso intimo delle cose.

E' per questo che quando sento parlare di vincoli economici e burocratici al recupero dei materiali, oppure di gestione privatistica dell'acqua, oppure di cambiamenti climatici che ci fanno bene, mi arrabbio come una pantera.

P.S. A Cesena ieri notte verso le 22:30 il terremoto si è avvertito distintamente, è sempre inquietante quando dalla tranquillità la natura ritorna improvvisamente a farsi sentire, giusto per ricordarci chi comanda realmente.


venerdì 19 ottobre 2007

Prosegue la crisi idrica in Romagna

Il Comitato Istituzionale riunitosi oggi a Bologna per fare il punto sull’emergenza idrica della Romagna, anche sulla scorta del parere del Comitato tecnico, non ha ritenuto necessario adottare nell’immediato misure di riduzione dell’erogazione dell’acqua nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla protezione civile e difesa del suolo Marioluigi Bruschini che presiede il Comitato stesso.

Negli ultimi giorni il prelievo di acqua dalla Diga di Ridracoli si è ridotto, attestandosi a quota 63 mila metri cubi al giorno. Complici la riduzione della pressione nelle condutture già attuata dai gestori dalla fine di settembre, l’abbassamento delle temperature che ha contribuito a ridurre la domanda, ma, anche la realizzazione e l’operatività di alcune delle opere infrastrutturali previste dal secondo Piano di interventi urgenti approvato il 24 settembre con decreto del Presidente della Regione Errani. Si tratta tra l’altro, dell’interconnesione dell’acquedotto di Cesena, di quella di Covignano e dei lavori realizzati a Torre Pedrera.


“La situazione – ha detto Bruschini – resta tuttavia complessa e richiede un monitoraggio attento e costante”. Per questo Bruschini ha deciso di convocare il Comitato in seduta permanente e di fissare già per lunedì 29 ottobre il prossimo incontro a Bologna .

“In quella riunione - ha detto - valuteremo, sulla base dell’evolvere della situazione, se e quali provvedimenti adottare.”
Bruschini ha anche annunciato che la Regione chiederà al Governo la proroga dello stato di emergenza dichiarata lo scorso mese di luglio e che verrà lanciata una campagna di comunicazione “perché i cittadini siano informati e coinvolti. L’acqua è un bene limitato ed è responsabilità di ciascuno di noi contribuire al risparmio”


Nell’incontro odierno si è anche deciso di fissare a quota 4 milioni di metri cubi il volume minimo dell’invaso di Ridracoli, che nella giornata odierna, alle ore 9, era di 5 milioni 607 mila metri cubi. Il livello minimo raggiunto risale al 1994 quando venne toccata quota 4 milioni 814 mila metri cubi. Secondo i dati forniti da Romagna Acque l’acquedotto della Romagna nei primi 9 mesi del 2007 ha erogato 33 milioni 660 mila metri cubi di acqua contro i 47 milioni 260 mila messi in rete nello stesso periodo del 2006.

(Fonte :Sestopotere)

mercoledì 10 ottobre 2007

L'acqua della Diga ha i minuti contati

L'acqua della Diga di Ridracoli ha i minuti contati, fra poco saremo abbeverati come pecore dal Cer (canale emiliano romagnolo) che come ben si sà contiene acqua che convoglia quella dell'agricoltura, quindi a rischio di contaminazioni e si mettano pure tutti i depuratori che si vuole, ma i pesticidi quelli non li ferma nessun filtro purtroppo.
Quello che mi sconcerta di più, non è tanto la crisi idrica, oramai c'è bisogna farci i conti, ma l'assenza totale di prevenzione a siccità ancor maggior e soluzioni in direzione di ripristino del livello dell'acqua in diga. La politica dovrebbe servire anche a questo a prevenire il problema , coltivare la lungimiranza e invece si è solo provvisti di pezze, toppe da mettere qua e là quando siamo in emergenza e ormai il problema esploso. Non mi si venga a dire che il problema è solo la pioggia, sono anche le scelte politiche industriali, i maggior consumatori di acqua sono l'agricoltura e l'industria: nessuna regolamentazione per l'uso dell'acqua tranne che per i poveri comuni mortali cittadini? Tipo legiferare per un riciclo spinto che consuma un terzo del quantitativo d'acqua, raccolta di acque piovane, vietare la privatizzazione dell'acqua. Se volete saperne di più venite a sentire Maurizio Pallante il 24 ottobre a Cesena (seguirà invito), c'è gente che ha scritto libri su queste cose, ma fanno finta tutti che non ci siano soluzioni per arginare il problema, che va affrontato e subito. Ma io sulla bolletta pago acqua di ridracoli o di Cer? Perchè se ora arriva l'acqua del Cer giustizia vuole che almeno il prezzo sia diverso visto ch ela qualità è peggiorata. Cornuti e mazziati no! Viviamo a Paperopoli ne sono sempre più convinta!

Riporto la notizia da Sestopotere.it:

L’Agenzia regionale di protezione civile ha dato attuazione ai provvedimenti urgenti previsti dal Secondo piano degli interventi per fronteggiare la crisi idrica, approvato con decreto del presidente della Regione Vasco Errani lo scorso 24 settembre.

La Provincia di Forlì-Cesena è stata autorizzata, con un’assegnazione di 600 mila euro, ad acquisire un terzo potabilizzatore mobile, di grossa taglia (40 litri/secondo) per il prelievo delle acque superficiali del Canale emiliano-romagnolo (Cer). Questo terzo potabilizzatore andrà ad affiancare i due che la Società Romagna Acque sta realizzando, su disposizione della Regione, rispettivamente a Cesena, in località Macerone, e a Faenza, sempre con prelevamento di acqua dal Cer.
Con ulteriore provvedimento è stato disposto l’invio di un quarto potabilizzatore mobile, da 15 litri/secondo, nella dotazione della Protezione civile regionale, per l’impiego integrativo delle acque ricavate dal ripristino di un pozzo per l’acquedotto di Faenza.

Questi interventi sono finalizzati a compensare la minore disponibilità dell’acqua del bacino di Ridracoli, anche in considerazione del fatto che le previsioni meteo confermano un andamento sfavorevole per le precipitazioni soprattutto in Romagna, fino a tutto il mese di novembre.
Ulteriori interventi nell’area occidentale della Regione, con l’installazione di otto serbatoi per l’acqua potabile e di quattro potabilizzatori mobili, di media dimensione (6 litri/secondo), nella dotazione della Protezione civile regionale.
Gli otto serbatoi, con una capacità di accumulo dai 32 ai 50 metri cubi, sono destinati ai comuni di Bore, Neviano degli Arduini, Langhirano e Corniglio in provincia di Parma; Monte San Pietro e Vergato in provincia di Bologna.
I quattro potabilizzatori mobili sono stati installati dalla Protezione civile regionale nei comuni di Felino, Collagna, nel Parmense e Villa Minozzo in provincia di Reggio Emilia.

Per fare il punto della situazione, la Protezione civile regionale ha convocato d’intesa con la Direzione regionale Ambiente, difesa del suolo e della costa, per mercoledi 10 ottobre, la cabina tecnica di regia regionale di cui fanno parte i rappresentanti delle amministrazioni provinciali, dei Servizi regionali coinvolti, di Romagna Acque, delle principali società di Servizi, degli Ambiti territoriali ottimali.

giovedì 4 ottobre 2007

Crisi idrica regionale: ordinanza del Sindaco

Ci risiamo: la Diga di Ridracoli è ai minimi storici. E' notizia di tutti i giornali locali (in sordina però) che siamo in piena crisi idrica come già dall'anno scorso qualcuno (anche noi) aveva pronosticato. Però in prima pagina troviamo omicidi, l'ennesima organizzazione teatrale, culinaria, musicale del PD per raccogliere fondi e queste notizie che riguardano il nostro quotidiano e quello di tutti davvero, in 3a pagina. Viviamo in un mondo all'incontrario! E' datata 2 ottobre l'ordinanza del Sindaco che invita tutti io cittadini all'uso limitato dell'acqua:

ORDINA

a tutti gli utenti di limitare il prelievo e il consumo dell'acqua derivata dal pubblico acquedotto, agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici.

VIETA

a tutti gli utenti del pubblico acquedotto, dalla data di pubblicazione della presente ordinanza e fino al 30 novembre 2007, salvo espressa revoca, l'impiego dell'acqua potabile per:
- il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
- il lavaggio domestico di veicoli a motore;
- l'innaffiamento dei giardini, orti e prati;
- il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo.
- Il funzionamento di fontane pubbliche o private è consentito solo se dotate di apparecchiature per il ricircolo dell'acqua. Il funzionamento delle fontanelle è consentito solo se provviste del rubinetto di arresto.

ORDINA

Ad HERA S.p.A. ed al Settore Edilizia Pubblica del Comune di Cesena, per la parte di propria competenza, di provvedere alla chiusura delle fontane ornamentali, non provviste del sistema di ricircolo, nonché delle fontanelle di erogazione prive del rubinetto di arresto fino al 30 novembre 2007, salvo espressa revoca. Sono esclusi dagli obblighi della presente ordinanza i prelievi di acqua dalla rete idrica potabile per i servizi pubblici di igiene urbana e per tutte le attività economiche specificatamente autorizzate per le quali necessiti l’uso di acqua potabile.

AVVERTE

che le inadempienze ai suddetti ordini e divieti saranno sanzionate a norma di legge nella misura compresa tra 25 Euro e 500 Euro, e che la sanzione sarà imputata in solido a chi risulterà avere titolo per disporre legittimamente del sito o dei siti dove tali inadempienze avranno luogo.

INVITA

La cittadinanza ad adottare ogni utile accorgimento teso ad attuare un risparmio idrico.

Probabilmente ha ragione chi insinua che l'acqua che arriva nei nostri rubinetti non è proprio di Ridracoli, si segnala la crisi idrica, ma non si fanno ipotesi risolutive, siamo in crisi e punto. Che storia è? Dobbiamo arrivare a toccare il fondo per affrontare il problema, quando magari non ci saranno più possibili soluzioni? Anche la raccolta differenziata porta a porta che stiamo promuovendo da mesi va verso il risparmio idrico: riciclare consuma una quantità minima di acqua rispetto che creare un prodotto nuovo non riciclato. Perchè non si impongono queste politiche? Quale soluzione alla crisi? Pensate a questo binomio: crisi idrica, privatizzazione dell'acqua. Come vi "suona"? Suona guai grossi per tutti, poichè se l'acqua scarseggia e non è più ritenuta un bene pubblico come dovrebbe essere, vuol dire che chi la gestirà avrà un potere assoluto e asseterà lucrando su ciò che dovrebbe essere nostro per diritto come esseri viventi.

Il MIZ pensa di affrontare questo come prossimo tema di indagine e tutela. Se sei d'accordo con noi, hai informazioni a rigurado e vuoi fare qualcosa per te e per la tua città, partecipa al MIZ. Per info: Barbara 349.3207788 oppure scrivi a mizcesena@fastwebnet.it

giovedì 26 aprile 2007

Ridracoli a secco

Il grafico che vedete sopra è una immagine "dinamica" in tempo reale (ricalcolata ogni giorno) indicante il livello e la portata di acqua della diga di Ridracoli, dato fornito dal consorzio Romagna Acque, dove potete trovare tante altre informazioni interessanti di monitoraggio.

Il grafico sopra (sempre in tempo reale) riporta la portata di acqua potabilizzata che segue le varie condutture dall'invaso di ridracoli via via fino alla costa marittima (i dati sono nei rettangoli azzurri).

Le immagini si commentano da sole, si può notare come nel 2006, nello stesso periodo di aprile, l'invaso era già a pieno regime da parecchi mesi (se oltre l'acqua viene fatta tracimare a valle nel bidente). Invece, ora, pur l'invaso essendo al 90% della sua capacità, forse arriverà all'estate senza nemmeno toccare il massimo. Ciò significa che, seppur la crisi idrica sia scongiurata per questo anno, non c'è garanzia che nel prossimo anno non si arrivi ad una crisi idrica spaventosa sia per l'agricoltura che per gli usi domestici cittadini, se le condizioni climatiche permarranno come quelle attuali. Occorre subito fare qualcosa per impedire che i disastri climatici arrivino ad una situazione insostenibile, un piano per il risparmio dell'acqua serve subito! Aspettare anche solo altri due anni potrebbe avere ripercussioni severe sulla comunità.