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lunedì 26 ottobre 2009

La sostenibilità ambientale in parole semplici

Vorrei riportare l'esemplare discorso che Ugo Bardi di Aspo Italia ha tenuto in occasione del terzo convegno nazionale di Aspo tenutosi a Lucca il 24 ottobre 2009, dal titolo "La sostenibilità nel vivere, abitare, produrre e consumare". L'articolo è una dimostrazione di come con parole semplici si possono affrontare discorsi apparentemente complessi.

La sostenibilità poggia su tre gambe

Buongiorno a tutti, cercherò di essere molto breve per lasciare spazio ai nostri ospiti che vengono da Bruxelles; per cui mi limiterò a qualche considerazione generale su come la sostenibilità è correlata alle risorse naturali; in particolare alle risorse minerali, ma non solo.

Oggi rappresento qui l'associazione "ASPO", associazione per lo studio del picco del petrolio. E' un'associazione di ricercatori e scienzati che ha cominciato studiando più che altro l'esaurimento del petrolio e degli altri combustibili fossili, gas naturale e carbone; principalmente. Col tempo, ci siamo accorti che le stesse tendenze e gli stessi modelli sono validi per tutte le risorse naturali, sia rinnovabili che non rinnovabili. E ci siamo accorti che ovunque c'è un problema di esaurimento.

Attenzione, non c'è da cadere nella solita sciocchezza di andare a dire "finisce il petrolio", oppure finisce questa o quella risorsa. No; le risorse non stanno per finire; quasi tutte le risorse non rinnovabili che sfruttiamo per l'economia sono ancora - relativamente - abbondanti. Ma via via che le consumiamo, diventa sempre più caro estrarle. Questo è il problema che chiamiamo esaurimento e che ci porta a non poter più mantenere lo stesso flusso di risorse nell'economia che ci ha permesso di fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi, ovvero crescere. Un andamento del genere è valido anche per le risorse rinnovabili. Queste non si "esauriscono", propriamente parlando. Ma se le sfruttiamo più in fretta di quanto non si possano rinnovare; allora in pratica si esauriscono anche quelle.

Allora - esiste un problema di esaurimento delle risorse naturali. Curiosamente, qui siamo di fronte - spesso - a una certa riluttanza a parlarne. Sembra quasi che la parola "esaurimento" sia una parolaccia. E non si capisce perché. Una cosa del tutto ovvia è che se consumi piano piano una cosa di cui c'è una quantità finita, prima o poi la esaurisci. Si può discutere sulle date; si può discutere di tante cose; ma non c'è dubbio che quello che non si rinnova si esaurisce.

Se permettete, dunque, io vorrei dire che l'esaurimento delle risorse naturali è un punto essenziali. Io vorrei paragonare la sostenibilità a uno sgabello a tre gambe: due di queste gambe sono quelle di cui abbiamo parlato oggi estesamente.

Una delle tre gambe è la questione climatica. Cosa importantissima, forse la più importante dato che è la cosa che ci può fare più danni di tutti.

Un'altra gamba è quella del risparmio e della qualità della vita. Vivere in modo sostenibile ti fa risparmiare e vivere anche bene. Non è detto affatto che per vivere bene ci voglia per forza un SUV o cose del genere.

Con queste due gambe, molti di noi riescono a far stare lo sgabello in piedi e a giustificare il concetto di sostenibilità. Ma, per molti - quella cosa che chiamiamo "opinione pubblica" - non basta. Per molti, il clima rimane ancora una cosa lontana da capire; poco rilevante per la vita di tutti i giorni. Questo deve cambiare presto e ce ne accorgeremo nei prossimi anni che non si può ignorare la questione climatica, ma per ora c'è ancora tanta gente scettica o poco informata. E per quanto riguarda la qualità della vita, per molta gente si tratta di sciocchezze per ambientalisti e tipi strani.

Così, io credo che sia essenziale cominciare a parlare da subito di sostenibilità in termini di risorse naturali. Questo è il punto veramente essenziale. Se non gestiamo le risorse in modo da preservare la loro capacità di rinnovarsi, allora prima o poi saremo nei guai e - sotto molti aspetti - ci siamo già. Allora, per preservare risorse rinnovabili come i prodotti agricoli bisogna stare attenti, fra le tante cose, a sovrasfruttare il soulo, non cementificarlo. Anche di suolo, ne abbiamo una quantità limitata e una volta che l'abbiamo rovinato ci vogliono centinaia di anni, anche migliaia, per riformarlo.

Per quanto riguarda le risorse non rinnovabili, lì non è questione di sovrasfruttamento. La sola possibilità di sfruttare risorse minerali in modo sostenibile è di riciclarle. E questo del riciclaggio non è un capriccio per ambientalisti - è una cosa essenziale. La buona gestione di quello che chiamiamo "rifiuti" è un elemento assolutamente fondamentale per la sostenibilità. Non ce ne siamo ancora accorti, ma pensateci solo un attimo. Quello che facciamo oggi è scavare per estrarre le risorse minerali, le purifichiamo, le mettiamo sul mercato, le vendiamo alle ditte che le usano per fare dei manufatti. Poi, questi manufatti li buttiamo via e finiscono dentro un inceneritore che li trasforma in cenere fine (che è anche pericolosa per la salute) dalla quale poi non possiamo più recuperare niente. Vi sembra una cosa intelligente da fare? Eppure, si sostiene che è così che dobbiamo gestire i nostri rifiuti.

Quindi, dobbiamo lavorare sul far passare questi concetti fra chi ha il potere di prendere delle decisioni. La sostenibilità è un concetto al momento piuttosto "di sinistra", ma ci sono là fuori anche delle teste pensanti che si rifanno ad altre aree politiche e con le quali si può discutere. Certo, non con tutti. Ci sono persone - sia a destra che a sinistra- che vedono complotti dappertutto e soltanto complotti. A questi, se gli parlate di esaurimento del petrolio vi diranno che è un complotto per farci pagare più cara la benzina. Appunto, ci sono delle teste fatte in un certo modo che sono impervie a ogni discorso razionale. Però, come vi dicevo, ce ne sono anche di persone con le quali si può ragionare.

Concludo qui; come dicevo abbiamo questo compito di far passare all'attenzione del pubblico e dei decisori questo fatto che l'esaurimento delle risorse naturali è un problema reale e immediato. Questo è un compito che abbiamo tutti; voi che siete in platea a sentire avete questi concetti già in testa in vari stadi di approfondimento. Ma, in ogni caso, se siete qui a sentire oggi e non siete invece a guardare la televisione, vuol dire che avete pensato delle cose e che avete tutti delle cose da dire. In altre parole siete tutti degli "opinion leader", persone che possono influenzare il comportamento della società con il loro esempio e con la loro competenza specifica. Quindi, cominciamo tutti a lavorarci sopra. E grazie per l'attenzione.

Ugo Bardi, Lucca 24 ottobre 2009

Fonte:
Risorse, Economia, Ambiente

venerdì 2 ottobre 2009

Stasera a Forlì serata sulle energie rinnovabili

“Comprereste un auto da uno che ha una faccia così?” (cit. *) Forse no, ma Lui vi consiglierebbe di certo l’auto che consuma meno, che inquina meno, ecc. Il nostro esperto di “energia”, l’ing. Andrea Fanelli in una serata a tema vi parlerà dei nostri tempi e di quelli che verranno, che direzione ha preso il mondo, ecc. ma soprattutto quello che possiamo fare noi semplici cittadini nelle nostre case, per risparmiare energia o produrla a beneficio delle nostre tasche e dell’ambiente.

La serata sul risparmio e sulle fonti di energia è organizzata dal FOLUG e si terrà venerdì 2 ottobre alle ore 21 nella sala della Circoscrizione 3 (ex 4) in via Dragoni a Forlì, al centro musicale per capirci.

Principale relatore sarà Andrea Fanelli, membro di ASPO Italia nonché esperto e grande conoscitore dei vantaggi e svantaggi delle fonti di energia rinnovabili (e non).


* Tipica frase ricorrente durante la campagna elettorale americana. I media sottopongono i volti dei candidati all’opinione pubblica per misurarne il gradimento epidermico. Andrea Fanelli, al momento, non ha ambizioni presidenziali!

sabato 5 settembre 2009

Parte il Kitegen, il futuro dell'eolico ad alta quota

Un lungo stelo alto 25 metri sopra una strana cupola trasparente spunterà dalla campagna questo settembre a Berzano S. Pietro, in provincia di Asti. Lo stelo, o stem, sorreggerà un grande aquilone a forma allungata, analogo a un parapendio, ma di alcune decine di metri quadrati. Due potenti ventilatori lo innalzeranno in cielo, fino a 200 metri. «Ma ne basteranno 80 perché l'aquilone cominci a galleggiare nel vento per poi salire fino a 800 metri. E intanto lo stelo ne governerà le funi, facendogli compiere un volo calibrato. Con una portanza, in salita, che farà girare alternatori anche da tre megawatt. Poi, raggiunti gli 800 metri, basterà tirare una sola fune per mettere l'aquilone in scivolata d'ala (come se fosse una bandiera), quindi ritirare velocemente le funi quasi senza dispendio di energia, tornare a 400 metri, rimetterlo in portanza e ripetere la risalita oscillante, con connessa produzione di energia elettrica dai venti di alta quota. Il tutto per 5mila ore medie annue stimate, ben di più di una torre eolica normale». Una sorta di yo-yo energetico, un saliscendi continuo, ma altamente controllato.


Questa è la descrizione che Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation di Chieri, fa della sua prima creatura, il Kitegen-stem. È il primo prototipo al mondo di centrale elettrica da energia eolica di alta quota, oggi in fase di produzione e che dovrebbe cominciare a operare in autunno nel «laboratorio a cielo aperto», di Berzano, con l'aiuto del comune astigiano, «fino a farne un centro dimostrativo, di ricerca e di formazione su questa grande risorsa naturale che è il vento di alta quota».

Leggi l'intervista integrale a Massimo Ippolito sul sito de "IlSole24ore".

Più leggo di questo innovativo eolico ad alta quota più mi convinco che un futuro di energia disponibile e a buon mercato potrà esistere anche dopo la fine dell'era del petrolio, più vicina e imminente di quanto si creda. Credo molto in questo progetto e penso che andrò presto a visitare l'impianto sperimentale in prima persona. Se possibile, magari prenderò parte al progetto come piccolo finanziatore, qualora si decidesse di finanziarlo in maniera simile a quanto già fatto con esperienze tipo il solare collettivo.

martedì 6 maggio 2008

Resoconto sul secondo convegno di ASPO Italia

Assistere ad un convegno tanto coinvolgente quanto interessante, come quello di ASPO Italia svoltosi a Torino il 3 Maggio scorso, è stata una vera esperienza rivelatrice. Luca Mercalli ha aperto il tavolo dei lavori con una sua breve introduzione, portando fin da subito ognuno di noi a pensare con una piccola ma furba domanda: "voi sapreste fare una stima di quanta energia elettrica consumate nella vostra casa ogni giorno" ?

Qualcuno ha alzato la mano sostenendo di si, sono convinto invece che la grande maggioranza di noi non ne avrà mai la più pallida idea, abituati come siamo a consumare risorse senza la minima preoccupazione, confondendole con il denaro con cui le paghiamo. Siamo autorizzati dal sistema ad esserne inconsapevoli, avendo pareggiando comunque il conto con i nostri soldi.

Gli ottimi interventi di Ugo Bardi, Piero Cambi, Massimo Ippolito, e tutti gli altri relatori, nascondono un filo comune che guida tutta la storia: "La superficialità con cui consumiamo deriva dall'abitudine consolidata ad avere sempre e comunque a disposizione energia concentrata ed illimitata, derivata dal Petrolio o dal gas naturale".

E' davvero così illimitata l'energia ? Sicuramente no, non serve un super esperto geologo per capire che in un mondo limitato lo sfruttamento di una risorsa limitata (come il petrolio ma vale anche per i minerali) parte da zero, si incrementa, e prima o poi torna allo zero, lentamente o velocemente non importa. Da qui il concetto assai intuitivo di "picco delle risorse".

Raggiungere il picco non significa in se stesso parlare di "declino", ma semplicemente di un punto di massimo in una curva che ha area finita, matematicamente rappresentabile con un qualche tipo di funzione logistica che assomiglia ad una campana. Raggiunta la cima, sappiamo che la disponibilità di risorsa via via estratta non terrà più il passo con la domanda (sempre crescente per definizione), pertanto il mercato dovrà necessariamente adeguarsi per farne gradualmente a meno.

L'economia reagisce attuando una "distruzione della domanda", come si fa ? Semplice, aumentandone continuamente il prezzo. Vi dice niente il petrolio che ha raggiunto i 120 euro al barile ? Tale prezzo crescerà per sempre, fino a quando non sarà più ne energeticamente ne economicamente conveniente continuare ad estrarre quel bene.

Ciò non vale solo per il petrolio, ma anche per il rame, il piombo, il mercurio, il litio, il fosforo, e un sacco di altri materiali che hanno già raggiunto o stanno raggiungendo il picco, e che assai difficilmente saranno sostituibili. Cosa significa tutto questo ? Semplicemente che viviamo in una illusione energivora, ed assai presto avremo un brusco o graduale risveglio. In ogni caso ci sarà una presa di coscenza che lo sviluppo ha un limite, come suggerito fin dal 1971 dal club di roma. Gente che allora veniva presa per visionaria, e che ora avrà la magra soddisfazione postuma di essere stata riconosciuta come profetica.

Tornando a casa dopo il convegno, la vista di tutte quelle auto sfreccianti in autostrada, le luci dei fari accese, le fabbriche in funzione, la febbrile attività in tutte le case, tutto mi rimandava ad un pensiero fisso: "qua siamo diventati tutti folli, me stesso incluso, possiamo solo sperare che duri ancora un po di più".

Interessante l'intervento di Euam Mearns, geologo scozzese, che ci ha illustrato cosa sta succedendo in termini di sfruttamento della risorsa gas naturale, la quale avrà ovviamente anche essa un picco probabilmente attorno al 2014. Attualmente stiamo estraendo come matti gas dai mari del nord europa e dalla Russia, entrambi i giacimenti giganti sono già avviati verso un declino irreversibile di produzione. Se aggiungiamo poi che la Russia dovrà dirottare molto del proprio gas per i propri usi interni e quindi nel tempo ridurrà le esportazioni, si capisce come siamo messi veramente male.

Facciamo nuovi rigassificatori ? Facciamo nuove pipeline ? Non servirà, perché non avremo modo di riempirli quanto vorremmo, però potrebbero essere utili più per minimizzare i rischi per la "sicurezza" degli approvvigionamenti che per la quantità di risorsa trasportata in se. Rigassificatori contro il rischio di guerre per le risorse, già il paragone che solo poco tempo fa mi sarebbe parso azzardato mi sembra ora pure un po inquietante.

Nel pomeriggio, il convegno ha cambiato di tono, passando dall'analisi dei problemi al delineare possibili soluzioni, con una tavola rotonda guidata dalla bravissima (e assai carina) Debora Billi, che ha interloquito con ospiti eccellenti. Fra tutti spiccava la signora Dalma Domeneghini, ex pubblicitaria pentita e coordinatrice della campagna "vado al minimo", la quale ha stigmatizzato il folle mondo pubblicitario legato alla manipolazione dei bisogni di consumo, argomento che conosce assai bene per averci lavorato professionalmente.

Davvero difficile essere esaustivi e citare tutti gli interventi, personalmente penso che mi associerò ad ASPO Italia per saperne di più. Ritengo che conoscere cosa ci aspetta davanti, senza perdere mai un razionale punto di vista scientifico, e soprattutto senza cedere a proclami moralistici e draconiane semplificazioni, sia una cosa nobile ed importante. Siamo l'unico animale che produce rifiuti ma siamo anche l'unico essere capace di pianificare il proprio futuro, e per farlo occorre conoscerlo e non tapparsi occhi e orecchie per negare l'evidenza di una crisi che solo in pochi non percepiscono come incombente.

venerdì 2 maggio 2008

Domani il MIZ sarà al convegno di Aspo Italia a Torino

Si terrà domani Sabato 3 Maggio a Torino il secondo convegno nazionale di ASPO Italia, associazione che studia gli effetti dell'esaurimento delle riserve energetiche fossili. Paolo e Barbara del MIZ saranno presenti al convegno, nel cui programma saranno presentati interventi molto autorevoli di Luca Mercalli, Ugo bardi, Debora Billi (famosissimo il suo blog Petrolio), Massimo Ippolito con il suo "KiteGen", nonchè ospiti internazionali del calibro di Euan Mearns (The Oil Drum). L'evento si terrà per tutto il giorno presso la sala convegni del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (Via Giolitti 36). Ingresso gratuito. Si parlerà quindi di risorse petrolifere, scenari energetici, energie rinnovabili, strategie per il futuro di questo bistrattato pianeta. Argomenti di sicuro interesse.

Introduzione al convegno
  • 10-10:30 Luca Mercalli (Associazione meteorologica Italiana)
SESSIONE I (mattino)– Risorse
  • 10:30 – 11:15 Euan Mearns (The Oil Drum). La sicurezza delle forniture di gas in Europa
  • 11:15 – 11:45 Pierangela Magioncalda (ERG - Power&Gas). Il futuro del gas naturale in Italia
  • 11:45 – 12:15 Ugo Bardi (ASPO-Italia). Il futuro delle risorse petrolifere
  • 12:15 – 12:45 Marco Pagani (ASPO-Italia): Il futuro delle risorse minerali mondiali
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(13:00-14:30 – pausa pranzo)
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SESSIONE II (pomeriggio) – Le risposte
  • 14:30 – 15:00 Eugenio Saraceno (ASPO-Italia)- Il piano energetico nazionale secondo ASPO-Italia
  • 15:00 – 15:20 Leonardo Libero (Energia dal sole). Le nuove frontiere dell’energia solare
  • 15:20 – 15:40 Pietro Cambi (EUROZEV). Le nuove frontiere della trazione elettrica
  • 16:00 -18:30 TAVOLA ROTONDA: La risposta umana al picco. Introduce e presiede Debora Billi
  • Debora Billi (Blog "Petrolio") - Il picco del petrolio e i media
  • Sherif el Sebaje (Associazione Inturin, Politecnico di Torino) - Islam e occidente nell'era del petrolio
  • Dalma Domeneghini - e se la fede nei consumi non ci salva dalla crisi?
  • Don Gabriele Scalmana – Il Cristiano di fronte alla crisi delle risorse

domenica 16 settembre 2007

Il raggiro Cip6

Tratto da un articolo del blog ASPO Italia gestito da Ugo Bardi, la lista di chi ha goduto degli scandalosi incentivi statali che dovevano essere destinati alle fonti rinnovabili:

Dal 1992 gli italiani pagano i sovrapprezzi elettrici “A3”, imposti dal governo di allora (Andreotti) col pretesto del sostegno alle fonti rinnovabili; fonti che invece non sono mai state adeguatamente sostenute perché il gettito di quel balzello è sempre andato in gran parte a fonti dette “assimilate alle rinnovabili”, ma invece inquinanti, come i residui petroliferi e i rifiuti non biodegradabili. Il 6 novembre 2003, la truffa è stata stimata in 30 miliardi di euro dalla X^ Commissione della Camera, che l’ha definita “Una tassa occulta in favore dei petrolieri”. Nel 2004, i 10 maggiori beneficiari di una “torta” da 3.511,4 milioni di euro (saliti a 3.988,6 nel 2005 ed a 4.361,7 nel 2006) sono stati: Edison (53,4%), ERG-Garrone (10,8%), Sarlux-Moratti (10.3%), Rosignano Energia (6,3%), Foster Weeler (5,1%), EniPower (3,8%); ApiEnergia (5,3%), Elettra GLT (3,2%), Irene (0,9%), Italiana Coke (0,3%). L’ultima concessione Cip6 a scadere dovrebbe essere quella di Sarlux-Moratti, nel 2021. Uno sconcio ormai tanto radicato nel sottobosco politico-energetico italiano che una misteriosa manipolazione della Finanziaria 2007, tendente ad allargare le possibilità di godimento della torta Cip6, è stata di fatto accettata dal governo; cosicchè l'ignota "manina" ha potuto dire di avercela fatta ai propri intuibili mandanti.

Immagine artistica rappresentante la Raffineria ERG a Genova-San Quirico di Cecilia Ravera Oneto.

mercoledì 20 giugno 2007

La tutela ambientale schizofrenica

Fonte il blog di ASPO Italia, questo articolo sulle lavatrici autosterilizzanti illustra (come Ugo Bardi e pochi altri sanno fare) le eterne contraddizioni di coloro che pretendono di agire nel nome del progresso ed al contempo vantano la tutela dell'ambiente e della salute. La sintesi è questa, se focalizziamo l'analisi su un punto particolare di una qualsiasi tecnologia innovativa, perdiamo di vista l'interesse generale. Tecnologia ed ambiente non vanno daccordo se ci si limita all'analisi delle prestazioni di un oggetto. Leggendo l'articolo queste contraddizioni emergono in tutta la loro realtà. Siamo il popolo che spende miliardi in armi sofisticatissime per fare la guerra e poi chiede miliardi per gli aiuti umanitari. Siamo il popolo che costruisce auto velocissime e poi si adopera per limitarne la velocità sulle strade. Siamo il popolo che reclamizza un bene vantandone le proprietà mirabolanti di igiene e tutela della salute (come nel caso della lavatrice illustrata nell'articolo) e poi si disinteressa di quanto questo stesso bene sia in realtà fonte di inquinanti. Siamo il popolo che gioisce di fronte all'inceneritore che ci affranca dal problema dei rifiuti e al contempo grida a gran voce l'indignazione di vivere una vita sotto la spada di damocle del cancro. Vogliamo il petrolio e le tecnologie derivate a buon mercato, poi ci lamentiamo del riscaldamento globale e della siccità. Forse è davvero il caso di cominciare a porre argine a queste schizofrenie e adoperarci per usare la "vera" tecnologia al servizio dell'ambiente, per vivere in un ambiente globalmente più sano, per prevenire i tumori, per salvaguardare la salute della collettività a lungo termine (non solo quella dei singoli). Non è possibile andare oltre a lungo su questa strada, occorre usare le fonti energetiche rinnovabili al servizio di un nuovo tipo di sviluppo, non per sostituire le fonti fossili credendo così di allungare in continuità il corrente modello di sviluppo. In poche parole, forse quello che ci serve è un pò di sana decrescita.

sabato 16 giugno 2007

Le biforcazioni dei sistemi complessi

Colgo l'occasione di questo spazio per segnalare un blog che considero veramente interessante, gestito e scritto da Ugo Bardi di ASPO Italia. Non fa che darmi tantissimi spunti di riflessione. In particolare vi invito a leggere questo articolo che, a dispetto dell'apparente introduzione nella quale si parla quasi esclusivamente di emicrania, delinea in realtà alcuni principi generali realmente importanti sui sistemi "complessi". In sintesi, l'articolo dimostra come non esistano scelte semplici e indolori quando si è di fronte a sistemi complessi, come il global warming (riscaldamento globale), il picco del petrolio, oppure la gestione integrata dei rifiuti urbani. Ogni sistema che presenta un elvato livello di complessità tende tipicamente ad essere non lineare, cioè presentare effetti di "biforcazioni" molto evidenti del suo comportamento a fronte di cause di entità modesta se non minima. Pensateci, quando vi dicono che certi comportamenti vanno proseguiti perchè così si è fatto da sempre e non è mai successo nulla di grave, come continuare questo dissennato sperpero di risorse naturali, oppure bruciare qualsiasi combustibile che abbia un qualche ritorno economico. L'effetto farfalla potrebbe già essere in agguato. Oggi apriamo un nuovo inceneritore, domani ci troviamo un uragano in polonia, piuttosto che una tromba d'aria in trentino.. la natura va rispettata! Altrimenti le sue biforcazioni non lineari non è detto che vadano tutte a nostro favore.