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venerdì 20 marzo 2009

Romagna acque società delle fonti

Dal 1 Gennaio 2009 una rivoluzione silenziosa è avvenuta nella gestione dell'acqua nel nostro territorio Emiliano Romagnolo. In precedenza la gestione dell'acqua era affidata ad Hera per quanto riguarda la rete distributiva e l'emungimento dei pozzi acquiferi, mentre alla società pubblica Romagna Acque era demandato lo sfruttamento della sola risorsa idrica del bacino di Ridracoli.

Con la nascita della società unica "Romagna Acque società delle fonti", fortemente voluta dai sindaci, la parte degli asset di Hera riferiti alla gestione e produzione della risorsa idrica sono stati scorporati e ceduti interamente a tale società, decisione già presa fin dal lontano 2005. In sostanza, Romagna Acque diventa proprietaria sia dell'acqua di ridracoli che dell'acqua dei pozzi, agendo quindi da ora come fornitore unico verso Hera, che si occuperà solo della distribuzione e della rete idrica, nonchè della tariffazione verso i cittadini.

E' una buona cosa ?

Sulla carta direi di si, si parla tanto di acqua come bene pubblico imprescindibile e Romagna Acque interamente pubblica in effetti lo è davvero. Affidando la produzione della risorsa ad una società interamente pubblica i comuni acquistano collettivamente un maggiore controllo, vendendo ad Hera la risorsa si assicurano inoltre che la multiutility abbia tutto l'interesse ad ammodernare e mantenere efficiente la rete da lei gestita (pagherebbe l'acqua anche in caso di perdite nella propria rete), i cittadini avrebbero un servizio più efficiente, e magari auspicabilmente bollette inferiori e un accesso più equo alla risorsa.

Ma è davvero così ?

Non del tutto, per una serie di ragioni che provvederò ad elencare, alcune delle quali emerse durante un recente ordine del giorno al consiglio comunale di Cesena promosso da Stefano Angeli (LF).

Il contratto fra Romagna Acque Società delle Fonti ed Hera, prevede la cessione da parte di Hera non solo della proprietà e dei diritti di sfruttamento dei pozzi, ma anche di tutte le infrastrutture tecniche di corredo, come canali, potabilizzatori, chiuse, miscelatori, attrezzature tecniche, tutte cose iscritte nei bilanci di Hera come valore residuo di investimenti fatti in passato.

Ebbene, a seguito della cessione la società Romagna Acque dovra sborsare la bellezza di 3.600.000 euro come corrispettivo del valore residuo ceduto alla società, cioè qualcosa di già completamente ammortizzato dalle varie comunità locali, molte di queste opere nemmeno realizzate da Hera stessa ma ereditate in dote dai vari comuni. Questi beni servivano ovviamene in parte per mantenere alto il valore patrimoniale posseduto da Hera, ora si è trasformato per contratto in denaro sonante cash, come corrispettivo della perdita presunta. Chi li paga questi soldi ? Ovviamente i cittadini in tariffa!

Uno dei vincoli del contratto era che il passaggio da Hera a Romagna Acque avvenisse ad invarianza tariffaria per i cittadini, non possiamo però dimenticarci come meno di un anno fa Hera avesse raggelato tutti in ambito ATO chiedendo proprio un aumento clamoroso delle tariffe, di oltre il 6% !!! Aumento che è stato in parte frenato perchè diluito in vari anni da parte di ATO, nei fatti però è stato sostanzialmente concesso ad Hera, senza reali motivazioni.

Mettiamoci nei panni di Hera. Che convenienza ha avuto ?
  1. Ha monetizzato un patrimonio di valore residuale difficilmente monetizzabile trasformandolo in liquidità per oltre tre milioni e mezzo di euro, per la gioia degli azionisti.
  2. Si è sbarazzata delle recenti polemiche sulla qualità dell'acqua, non disponendo più la gestione diretta dei pozzi, e quindi delle relative responsabilità per le politiche di miscelazione tanto contestate fra acqua di ridracoli e acqua da emungimento, che avevano fatto crollare la qualità dell'acqua nella nostra città.
  3. Ha ridotto notevolmente le spese di gestione dato che non deve più occuparsi dei pozzi, mantenendo al contempo gli occupati che ci lavorano, passati in parte a Romagna Acque.
  4. Conserva de-facto la gestione degli stessi comunque dato che per contratto è previsto un periodo di tre anni di affiancamento del personale Hera per la gestione della risorsa ceduta a Romagna Acqua.
  5. Ha mantenuto invariato il suo monopolio dato che ha un unico fornitore e un unico cliente.
Insomma, Hera ci ha guadagnato alla stragrande, per non cambiare in realtà praticamente nulla al suo interno, dato che continuerà a gestire i pozzi per conto di Romagna Acque almeno per altri tre anni, erogando l'acqua esattamente con le stesse modalità di prima, scelte di miscelazione comprese, che sulla carta appartengono ora a Romagna Acque.

Cosa ci ha guadagnato Romagna Acque ?

Ben poco, dato che ha dovuto pagare una cifra consistente per occuparsi anche dei pozzi e dovra sostenere spese gestionali aggiuntive, ha però accentrato in un unico soggetto il controllo di tutta la risorsa. Controllata ora da un singolo soggetto pubblico, la gestione dell'acqua fornisce a Romagna Acque un enorme potere strategico. Chi governa Romagna Acque controlla l'acqua! E' quindi una finta pubblicizzazione, molto più simile ad una privatizzazione spinta, dato che sembra agire rispetto a regole puramente economiche verso le quali i singoli sindaci difficilmente saranno in grado di incidere.

Cosa ci ha guadagnato il cittadino ?

Ben poco, in quanto ora l'acqua dovra essere venduta da Romagna Acque ad Hera, e da Hera al cittadino. Già succedeva prima, ora la divisione è finalmente stata resa trasparente e completa, ma già le aziende si sono cautelate cercando di alzare enormemente le tariffe.

Cosa ci hanno guadagnato i comuni ?

Essendo proprietari sia di Romagna Acque (interamente pubblica) che di Hera (a maggioranza pubblica) ci guadagnano due volte, introitando i dividendi di Hera e le quote di competenza di Romagna Acque, aumenteranno quindi i flussi di cassa verso i comuni (già drammaticamente ridotti dal dimezzamento del valore delle azioni di Hera).

Molti comuni, fra i quali Ravenna, si lamentano di come l'accentramento di tutta la produzione in una singola società pubblica abbia ridotto l'autonomia gestionale nel loro territorio. Inoltre aumenta lo spazio per il solito malcostume di infilare in società pubbliche o controllate i soliti politici trombati, ex sindaci, consiglieri politici, insomma lo scontato e prevedibile giro di poltrone.

Concludendo

Cambia tutto per non cambiare niente, la politica si crogiola del suo nuovo giocattolo che regala agli amministratori sempre più potere decisionale. Ed i cittadini pagano queste scelte come al solito.

Nota positiva su Romagna Aque è se non altro il fatto di essere stata una delle poche aziende ad essere riuscita autonomamente a ridurre i compensi ai suoi top manager.

Il presidente di Romagna Acque è Ariana Bocchini, ex sindaco di Bertinoro, personaggio molto in vista del PD forlivese.

lunedì 24 novembre 2008

Gestione dei rifiuti fra Roma e Berlino


Assolutamente imperdibile la puntata di Report del 23-Novembre-2008 interamente dedicata ai rifiuti e alla raccolta differenziata, dal titolo "L'oro di Roma". Nella parte centrale del servizio si pongono a confronto la realtà pressoché fallimentare di Roma con la gestione virtuosa della raccolta a Berlino, che già da 20 anni si colloca all'avanguardia come performance di riciclo e riduzione dei rifiuti urbani.

Ovviamente a Berlino, oltre tre milioni di abitanti, utilizzano la raccolta domiciliare porta a porta, con cassonetti di prossimità condominiali, ed inceneriscono solo quanto non è possibile recuperare (da noi si recupera la plastica per incenerire meglio, l'esatto opposto).

La tesi del servizio della Gabanelli, che condivido in pieno, è che una gestione pubblica della raccolta e dello smaltimento sia la sola che consenta di generare politiche che davvero riescano a ridurre il rifiuto urbano alla fonte.

Una gestione totalmente privata o con controllo pubblico inefficace (leggi Hera), pur efficiente dal punto di vista industriale, è destinata a mancare completamente l'obiettivo. Essendo per forza di cose monopolistica e senza una reale concorrenza, inevitabilmente sarà incentivata a fare accordi con i comuni allo scopo di garantire la produzione del maggiore rifiuto possibile.

Il privato è contento perché guadagna di più, il pubblico è contento perché in cambio di questa garanzia di "produzione illimitata e incentivata" si ritrova ad avere dei congrui sconti in tariffa, per l'ambiente però è un disastro, poiché la differenziata rimarrà sempre volutamente al palo con in più l'obbligo di dovere ingrandire continuamente sia le discariche che gli inceneritori. Se poi la legge stabilisce degli obiettivi minimi, c'è sempre la possibilità di ricorrere allegramente a trucchi contabili (pur leciti) come l'adozione degli assimilati e le autodichiarazioni di smaltimento delle imprese (RD da sgravi in tariffa).

Questo stato di reciproca convenienza e conflitto di interesse, spesso è rafforzato da campagne di informazione (pagate comunque dai cittadini) devianti ed ipocrite, pensate per mettere in risalto le performance positive dell'azienda (in puro stile marketing) piuttosto che educare realmente i cittadini.

Spacciare la bontà della raccolta differenziata come la soluzione di tutti i mali, rifilando al cittadino la piena responsabilità della sua mancata attuazione, è una scelta ipocrita, dato che spesso si accompagna ad una azione politica che rifiuta l'attivazione di qualsiasi pratica di riduzione e recupero reale. Tanto è vero che in Italia abbiamo un record assoluto di produzione di rifiuto pro-capite.

In Italia queste cose elementari ancora non riusciamo ancora a capirle, mi sento triste per le sorti di questo paese.

venerdì 9 maggio 2008

Current, la TV della rete fondata da AlGore

Il teatro Jovinelli di Roma era davvero strapieno giovedì scorso, in occasione dell'incontro con Al Gore in diretta su SkyTG24. All'ingresso durante la fila per gli accrediti abbiamo conosciuto il simpaticissimo Marco Montemagno di "reporter diffuso", esperto di internet e sempre sulla notizia per tutto quanto riguarda il mondo della rete. Abbiamo inoltre incredibilmente (ma neanche tanto) incontrato nuovamente alcuni dei personaggi che hanno presenziato pochi giorni prima al secondo convegno di Aspo Italia a Torino, come Debora Billi e Pietro Cambi. Il mondo dei blogger era comunque molto ben rappresentato, con persone che arrivavano da tutta Italia. Un breve video sull'evento con interviste sul campo potete trovarlo quì.

Tornando a Current, che cosa centra Al Gore in tutto questo ? L'ex vice presidente americano, nobel per la pace, che per poche centinaia di contestatissimi voti in florida non batteva Bush nelle elezioni del 2000, da lungo tempo si sta battendo per una politica incisiva sui cambiamenti climatici, come dimostra anche l'oscar ricevuto per il film documentario "An inconvenient trust". Nell'intervista al teatro Jovinelli, ha dichiarato che "la politica cambia troppo lentamente per poter risolvere la crisi climatica", il suo recente tentativo é pertanto il cercare un modo per innovare laddove le coscienze si formano, la Televisione.

Già nel 2005 era già nata in America Current TV, la cui particolarità consiste nell'avere in palinsesto almeno il 30% di video inviati direttamente dal popolo della rete in ogni parte del mondo. Il suo vanto è quello di garantire di essere libero e non asservito a nessun gruppo di potere o spalleggiare qualunque partito. Trattasi di una TV (cosa assai rara in italia) completamente indipendente e che vive soprattutto con il contributo spontaneo dei video-blogger, concepita "par dare respiro alla democrazia",utilizzando le parole di Al Gore. L'italia, é il primo paese di lingua non anglofona ad ospitare la versione italiana di Current, grazie al contratto stipulato con Rupert Murdoch (SKY, canale 130).

Ora, in italia la TV via satellite SKY conta poco più di quattro milioni di abbonati, con tutta l'offerta della programmazione esistente dubito che poco più di qualche migliaio di persone passino il proprio tempo su questo canale, in ogni caso dubito fortemente che questa "democratizzazione" della TV abbia un qualche effetto tangibile in Italia, dominata tuttora da una TV generalista obesa ed asservita completamente a logiche di potere e manipolazione ambientale sistematica dell'informazione. Comunque il tentativo è apprezzabile e speriamo davvero che abbia fortuna.

Al Gore cambia quindi strategia per fermare i cambiamenti climatici, puntando molto sui giovani, e cercando così di cambiare il mondo. Non più lezioni frontali con grafici e battute per spiegarci come le attività umane emettono gas che cambiano il clima, la sua azione si spinge da ora più in alto. Parla di democrazia, di restituire il potere di decidere ai cittadini, potere che si basa sull’informazione libera.

Per dimostrare come l'informazione, anche negli Stati Uniti, fosse manipolata, basta pensare (esempio citato da Gore) come persino ora, dopo sette anni dall'11 settembre, almeno un terzo (alcuni sostengono oltre la metà) degli americani sia ancora convinto che la mente dietro gli attacchi di Al Qaeda alle torri gemelle sia quella di Saddam Hussein. Il dittatore sanguinario non c'entrava assolutamente nulla, ma tanto bastò per scatenare una guerra (del petrolio) le cui conseguenze si stanno trascinando anche al presente.

L'informazione è davvero il nodo cruciale nel quale si gioca il futuro della democrazia, il fatto che abbia proprio scelto l'Italia la dice lunga, pur sapendo che da anni Freedom House afferma che siamo un paese semi libero per quanto riguarda la libertà di stampa e di informazione. Se avremo tempo e voglia proveremo anche noi a mandare su current TV qualche nostro breve contributo, ritengo però che parlare direttamente alla gente e fra la gente sia cosa molto più importante ed efficace che puntare sulla televisione, anche se sicuramente Berlusconi non sarà sicuramente d'accordo con questa analisi.

venerdì 19 ottobre 2007

Prosegue la crisi idrica in Romagna

Il Comitato Istituzionale riunitosi oggi a Bologna per fare il punto sull’emergenza idrica della Romagna, anche sulla scorta del parere del Comitato tecnico, non ha ritenuto necessario adottare nell’immediato misure di riduzione dell’erogazione dell’acqua nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla protezione civile e difesa del suolo Marioluigi Bruschini che presiede il Comitato stesso.

Negli ultimi giorni il prelievo di acqua dalla Diga di Ridracoli si è ridotto, attestandosi a quota 63 mila metri cubi al giorno. Complici la riduzione della pressione nelle condutture già attuata dai gestori dalla fine di settembre, l’abbassamento delle temperature che ha contribuito a ridurre la domanda, ma, anche la realizzazione e l’operatività di alcune delle opere infrastrutturali previste dal secondo Piano di interventi urgenti approvato il 24 settembre con decreto del Presidente della Regione Errani. Si tratta tra l’altro, dell’interconnesione dell’acquedotto di Cesena, di quella di Covignano e dei lavori realizzati a Torre Pedrera.


“La situazione – ha detto Bruschini – resta tuttavia complessa e richiede un monitoraggio attento e costante”. Per questo Bruschini ha deciso di convocare il Comitato in seduta permanente e di fissare già per lunedì 29 ottobre il prossimo incontro a Bologna .

“In quella riunione - ha detto - valuteremo, sulla base dell’evolvere della situazione, se e quali provvedimenti adottare.”
Bruschini ha anche annunciato che la Regione chiederà al Governo la proroga dello stato di emergenza dichiarata lo scorso mese di luglio e che verrà lanciata una campagna di comunicazione “perché i cittadini siano informati e coinvolti. L’acqua è un bene limitato ed è responsabilità di ciascuno di noi contribuire al risparmio”


Nell’incontro odierno si è anche deciso di fissare a quota 4 milioni di metri cubi il volume minimo dell’invaso di Ridracoli, che nella giornata odierna, alle ore 9, era di 5 milioni 607 mila metri cubi. Il livello minimo raggiunto risale al 1994 quando venne toccata quota 4 milioni 814 mila metri cubi. Secondo i dati forniti da Romagna Acque l’acquedotto della Romagna nei primi 9 mesi del 2007 ha erogato 33 milioni 660 mila metri cubi di acqua contro i 47 milioni 260 mila messi in rete nello stesso periodo del 2006.

(Fonte :Sestopotere)