L'ambientalismo non è più di moda

La civilizzazione della quale siamo così orgogliosi, non solo idolizza l'uomo e lo esalta come padrone del mondo, se non dell'universo intero, ma anche perdona qualsiasi cosa che l'uomo faccia per asserire il suo primato e giustifica ogni mezzo per arrivare a questo fine. Sebbene teoricamente si affermi che l'uomo dovrebbe essere guidato da nobili principi basati su un corpo di virtù e valori spirituali, etici e morali, la nostra civilizzazione dominante ha delle basi così antropocentriche e centrate su se stessa che l'uomo ha in pratica la libertà di ignorare questi principi ogni volta che lo ritenga conveniente o che interferiscano con il suo immediato interesse o con l'adulazione del suo ego.
Peccei, Torinese, è stato un grande pensatore; lo ricordiamo come il fondatore del Club di Roma, nel 1968 e come l'origine dello studio noto in Italia come "I Limiti dello Sviluppo" pubblicato nel 1972. In sostanza, quello che Peccei ci dice è che non abbiamo un problema di risorse: abbiamo un problema di uso arrogante che facciamo delle risorse. Il comune sentire umano è talmente antropocentrico che chiuderà gli occhi anche di fronte all'evidenza del proprio fallimento ambientale, minimizzando volutamente i principi essenziali di sostenibilità, fino alle inevitabili conseguienze. Se Peccei ha avuto ragione lo scopriremo presto, nel frattempo l'arroganza dei negazionisti e dei fautori dell'aumento del PIL a tutti i costi è stata prevista con chirurgica e puntuale precisione. Per averne un illuminante esempio, basta considerare i toni sprezzanti con cui Franco Battaglia scrive i suoi irriverenti articoli.
Aggiornamento: Alessandro Ronchi segnala giustamente nei commenti che il premio in questione è stato consegnato poche settimane dopo le elezioni del 2006, pertanto il ministero reggente che ha proclamato i vincitori era quello del centro-destra. Se continuità amministrativa c'è mai stata nella denigrazione del movimento ecologista, ciò è accreditabile al governo berlusconiano e non al transitorio passaggio del ministero "verde" di Prodi e Pecorari, che in ogni caso non si è certo distinto per scelte coraggiose.
Ora, lungi dal voler difendere a tutti i costi Pecoraro Scanio, del quale non condivido le ultime scelte come presidente del partito dei Verdi, occorre fare una importante precisazione.
RispondiEliminaQuesto premio che citi è stato consegnato il 20 Aprile per opportunità politica, perché era prevista la consegna già il 29 di Marzo.
Le elezioni, come saprai, si sono tenute il 10 e certamente il 20 il Ministero reggente era ancora quello del Governo Berlusconi.
Quindi se volevi dimostrare la continuità con il futuro, hai sbagliato esempio.
Pecoraro non ha mai smentito il riscaldamento globale o il picco del petrolio, anzi ha promosso in prima persona il patto per il clima, che voleva essere lo strumento per coalizzare tutti coloro che potevano dare il loro contributo per contrastare questa tendenza.
Io spero veramente che la Prestigiacomo faccia meglio di Pecoraro, anche se ho qualche serissimo dubbio.
La precisazione è importante, in effetti semmai evidenzia la continuità con la passata amministrazione berlusconiana.
RispondiEliminaGrazie tante per questo aspetto che mi era sfuggito.
Di nulla.
RispondiEliminaSul coraggio delle scelte del Governo precedente: certamente non è stato rispettato il programma, che era lungo ma equilibrato.
Purtroppo le scelte coraggiose si fanno quando se ne ha la forza, e di certo sia il Governo sia i Verdi nella passata legislatura erano tutt'altro che forti...
Come uscirne?