Questa è una bottiglia di plastica: cosa ne dobbiamo fare?

Associazione cittadina di volontariato per promuovere la raccolta porta a porta (PaP)
a Cesena ed incentivare politiche di salvaguardia e tutela razionale dell'ambiente.

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Paolo Marani
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Etichette: bilancio energetico, bottiglie plastica, riciclo
Nella giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, anche Cesena e Rimini (il giorno successivo) hanno la loro Casa dell’Acqua. A Cesena si trova in via IV Novembre e a Rimini all’interno del Parco “Cervi”, vicino all’Arco di Augusto. Entrambe distribuiscono acqua pubblica, refrigerata e, volendo, anche gasata. L’erogazione è programmata per rilasciare 1 litro d'acqua. È vietato l'impiego di contenitori di capienza superiore a 2 litri, quali taniche o altro. L'acqua deve essere prelevata con bottiglie preferibilmente in vetro.
E’ possibile prelevare un massimo di 6 bottiglie. L'imbottigliamento, il trasporto e la conservazione dell'acqua sono a totale responsabilità dell'utente. L’impianto sarà attivo con orari diversi a seconda della stagione. Nel periodo dal 1 maggio al 30 settembre sarà aperta dalle 6 alle 24. L'acqua gassata refrigerata è l’unica ad aver un costo, pari a 5 centesimi a litro (fino al 31 marzo gratuita). La qualità dell'acqua erogata è garantita dal gestore (Hera) e, in questo caso, dalla proprietà delle reti (Romagna Acque), in virtu' dei circa 100 controlli giornalieri in Regione.
L’impatto ambientale dell’iniziativa è notevole. Si prevede l’erogazione di circa 2.500 litri di acqua al giorno, mediamente 600.000 bottigliette d’acqua in plastica in meno ogni anno. Con il progetto si ridurrà annualmente l’utilizzo di circa 150 tonnellate di plastica e 100.000 litri di petrolio per la produzione di bottiglie, oltre a 27 tonnellate di emissioni di CO2 nell’ambiente per la loro produzione e circa 40 tir in meno per il relativo trasporto.Il progetto si colloca, nel più ampio progetto di collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni, Gruppo Hera e Romagna Acque Spa, per la promozione delle buone pratiche per la salvaguardia dell’ambiente e per la promozione dell’acqua del rubinetto, buona e sicura, sottoposta ad oltre 100 controlli al giorno. L’intervento offre un beneficio sociale, prospettando un risparmio per le famiglie che utilizzeranno la Casa dell’Acqua, pari a circa 250 euro all’anno rispetto all’acquisto delle normali acque minerali in bottiglia.
Il progetto, che fa parte dell’iniziativa “L’acqua dei Sindaci”, è promosso da Adriatica Acque e coinvolge già dieci città (oltre Rimini e Cesena), tra cui Forlì, Ravenna e Bologna. Ha l’obiettivo di creare un network per garantire la qualità dell’acqua erogata e a breve dovrebbe essere esteso anche a Santarcangelo, Riccione ed altre città della costa romagnola.
Noi della redazione ci siamo chiesti se questa acqua è filtrata da un qualche sistema brevettato. Abbiamo chiamato il numero verde, visto che nel sito non compaiono informazioni in merito e una gentile operatrice ci ha informato che l’unico filtro presente è quello antiparticolato. Trattasi unicamente di un filtro meccanico con tela in polipropilene 50 micron (conforme ex dm 443 del 1990), che trattiene micro particelle in sospensione (ferro, sabbia, limo, ecc...) e che può essere installato anche nel rubinetto della propria abitazione, quindi in pratica non esiste un sistema di filtraggio vero e proprio del termine.
In sintesi ben vengano le case dell’acqua che promuovono “l’acqua del sindaco” contro quella in bottiglia meno controllata e altamente inquinante per via dell’utilizzo della plastica, pensiamo sia comunque un atto di trasparenza doveroso verso il cittadino, pubblicare nella casa dell’acqua le analisi di riferimento, come fanno tanti altri Comuni (come quello di Capannori ad esempio www.comune.capannori.lu.it/node/3066 ) e di fornire col tempo un sistema di filtraggio vero e proprio, migliore di quello attuale.
Romagna e dintorni a tutto GASPeriodico di informazione ecosostenibile e del gioioso coordinamento dei G.A.S.Via V. Bachelet, 65 47522 Cesenatel. 0547.345238cell. 334.3661552
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BargiBlog
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10:28 AM
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Le nanopatologie sono patologie indotte dall'ingresso di polveri estremamente sottili nell'organismo umano o animale. L'uomo le assimila, ad esempio, sotto forma di smog e di esalazioni (industriali e di inceneritori). La questione è rilevante perché queste sostanze conducono a cancro, infarto e ictus e si trasmettono da madre a feto.
No assolutamente no. Il termine termovalorizzatore non è corretto, è un'invenzione.Un inceneritore non valorizza nulla. Pensi che per ogni tonnellata di rifiuti che entra in un inceneritore ne vengono prodotte due sotto forma di ceneri, di gas ma anche sotto forma di acqua, ammoniaca, calce e bicarbonato. Non solo non si riducono i rifiuti ma il risultato della combustione è ancora più tossico di quanto è entrato. Il danno, capirà, non è solo per l'aria ma per tutto l'ambiente.
Dobbiamo partire dall'assunto che il rifiuto è un problema. Bisogna ragionare nell'ottica del minor danno. Sicuramente riduzione e recupero sono due attitudine corrette.Pensi che mandando in un inceneritore una bottiglia di plastica otteniamo, in energia, un centottantesimo di quella spesa per portare il prodotto finito sulla nostra tavola. I passaggi sono l'estrazione della materia prima, la lavorazione, l'imballaggio e la spedizione. Se io riuso solo una volta quella bottiglia faccio novanta volte meglio.
Penso che siano uno spreco e come tali dovrebbero essere razionalizzati con leggi che li proibiscono o li limitano come succede già in Germania. In merito mi viene da pensare al Tetrapack. Un altro mito da sfatare è che può essere reciclato. Il tetrapack è costituito da quattro materiali saldati insieme. In teoria dovrei scinderli. Ammesso che fosse possibile sarebbe un grosso dispiego di tempo e di energia.
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Aless@ndro
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8:46 AM
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Etichette: imballaggi, intervista, Montanari, nanopatologie, termovalorizatori
Riporto dal sito degli amici IL GIORNALE DEL PASSATORE:"L’acqua sarà fra qualche anno (in realtà lo è già) al centro delle dispute per il controllo dei territori mondiali che ne hanno un’alta disponibilità. Ancora più del petrolio, per un semplice motivo; l’acqua serve per vivere, il petrolio no."
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Barbara Martini
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12:41 PM
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Etichette: acqua, bottiglie plastica, consumo acqua, pasatore, petrolio
Un camion tir per muoversi costa, ad un’azienda italiana, in media 1 euro e 30 centesimi al km. Il dato (Fonte: Trasportale) è riferito ad un veicolo di 5 assi con rimorchio con una vita media di 6 anni e una percorrenza media di circa 100 mila km/anno su territorio nazionale. In questo € 1,30 si comprende un po’ tutto, il costo di ammortamento del trattore e del semirimorchio, il costo dell’autista (oltre 45.000 euro l’anno), il costo dei pneumatici (quasi 10.000 euro), i costi di assicurazione base (RCA e Incendio e furto che variano moltissimo da città a città e che crescono man mano che si scende da nord a sud), i costi di manutenzione di un autoarticolato che tra ricambi, manodopera e lubrificanti pesa su un’azienda per oltre 8.000 euro, il costo della tassa di possesso, i pedaggi autostradali (stimati in circa 10.000 euro l’anno) e infine il costo del carburante, la voce che più oscilla all’insù ovviamente con i quasi 30.000 euro l’anno.Un camion tir moderno di taglia media trasporta all'incirca 10 tonnellate.Consideriamo un consumo medio di 3Km/litro di gasolio, sono 10 tonnellate trasportate per 3Km impiegando un litro, equivalenti a 30 tonn/km per litro.
Mettiamo pure che il gasolio per autotrazione costi, esageriamo, 1,5€/L. Trasportare 30 tonn per un km costa quindi circa 1,5€, usando esattamente un litro di carburante.
Una tonnellata trasportata (1000Kg) costerà pertanto circa 1,5/30 = 50 cent al Km.
Prendiamo allora una bottiglia di ketchup, e trasportiamola da Parigi a Roma (Circa 1500Km), supponiamo che il barattolo pesi circa 100gr circa. In una tonnellata di carico ci stanno circa 10.000 barattoli di ketchup, che a 0,05€/km, per 1500Km, fa grossomodo 0.0,5*1500/10000 = 0.0075 € al barattolo.
Massì, arrotondiamo ancora per eccesso, rimaniamo comunque su 1 cent al barattolo per portarlo da Parigi a Roma.
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Paolo Marani
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8:39 AM
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Etichette: costi, imballaggi, merci, petrolio, trasporti
Da noi ancora ci si arrabatta per fare due distributori in croce di latte sfuso, il vuoto a rendere obbligatorio è ancora pura utopia, mentre la raccolta differenziata, se mai si realizza seriamente, spesso fa da pane e companatico per gli inceneritori, se non peggio. Quando si leggono voci su come funzionano nelle piccole pratiche quotidiane paesi molto più attenti come la Finlandia, viene voglia di emigrare... Ecco alcuni esempi tratti dal blog personale del cesenate Stefano Severi, attualmente in Finlandia grazie al progetto Erasmus:A fine pasto, in mensa, devi fare di nuovo la fila. Fai scorrere il tuo vassoio: prima incontri i bidoni dei rifiuti (ovviamente raccolta differenziata), quindi metti i piatti nell’apposito vassoio, poi c’è quello per le forchette ed infine per i bicchieri. L’addetto alle pulizie prende il vassoio e lo mette direttamente in lavastoviglie… bella vita!I vuoti sono tutti a rendere, anche quelli di plastica. Se riporti al supermercato una bottiglia, ad esempio, di Batman Cola (la Conad Cola non c’è) da 1,5 litri di danno 40 centesimi, mentre una lattina di birra da 66 cl ne vale almeno 15. Il buon Giucas potrebbe farne un mestiere, quello di bere e riportare i vuoti.
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Paolo Marani
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12:35 PM
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Etichette: buone pratiche, finlandia, inceneritori, vuoto a rendere
Si è conclusa domenica scorsa l'intensa due giorni di Gambettola interamente dedicata ai rifiuti e alle buone pratiche ambientali. I tanti relatori che sono intervenuti all'evento hanno dato, nessuno escluso, un importante contributo per esplorare ogni lato dell'argomento. L'evento è stato in buona parte coperto in diretta streaming.
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Paolo Marani
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11:16 AM
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Etichette: acqua, conferenza pubblica, produzione rifiuti
Aborto, devastazione dell'ambiente e violazione dei diritti umani. Ma anche causa della sterilità maschile. La pillola anticoncezionale, quella comunemente usata dalle donne di tutto il mondo, torna sul banco degli imputati. A muoverle accuse di crimini gravi e finora sottovalutati o ignorati è un articolo dell'Osservatore Romano firmato dal presidente della Federazione Internazionale delle associazioni dei medici cattolici, Pedro José Maria Simon Castellvi."Affermazioni fantascientifiche": così Gianbenedetto Melis, vice presidente della Società italiana della contraccezione ha definito le riflessioni riportate dall'Osservatore Romano. "La pillola - ha spiegato - non è in grado di provocare l'aborto in quanto impedisce l'ovulazione e se non c'è l'ovulo da fecondare non ci può essere gravidanza"."Assurde" per gli esperti anche gli effetti "ecologici" della pillola. "Gli ormoni contenuti nei contraccettivi orali - ha detto ancora Melis - una volta metabolizzati dal fegato non sono più in grado di indurre effetti ormonali femminili". "Se vogliamo dare la colpa dell'infertilità maschile agli estrogeni - gli fa eco la farmacologa Flavia Franconi - dobbiamo ricordare che il mondo è pieno di sostanze ad attività estrogeniche".
"Anche una bottiglia di plastica lasciata al sole libera estrogeni ‘inquinando' il liquido che beviamo", ha esemplificato.