sabato 28 febbraio 2009

L'inceneritore in TV, fra pro e contro


Giovedi 26 Febbraio, la redazione di Telearena attraverso “Diretta Verona”, ha parlato dello scontro che è in corso per la riapertura del nuovo impianto di incenerimento di Cà Del Bue vicino a Verona. In ogni città è uguale, i cittadini sempre meglio informati protestano e propongono alternative, i gestori glorificano la tecnica dell'incenerimento e si trincerano cinicamente dietro alle scelte fatte dall'amministrazione. Si invoca il dialogo a parole ma si chiude completamente la porta al buon senso nei fatti. Questo filmato è veramente istruttivo, per altre informazioni rimando al post originale.

venerdì 27 febbraio 2009

Caccia grossa in commissione ambiente

La Commissione Territorio e Ambiente del Senato discute in questi giorni una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia che costituisce un vero e proprio attacco alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza. E' firmato dal senatore Franco Orsi, relatore incaricato di predisporre un testo base unificando una dozzina di altri ddl già depositati l'anno scorso. Vi chiediamo di riflettere su questo tentato scempio della Natura e se volete, di agire. (Eddi Bisulli, Associazione ViaTerrea)

Ecco alcuni particolari:

1. L'Italia, come le altre nazioni, considera giuridicamente gli animali selvatici un patrimonio "indisponibile" (cioè non appartengono a nessuno perché sono di tutti noi). Tutto questo scomparirebbe.

2. Scompare la definizione di specie particolarmente protette. Animali come il Lupo, l'Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

3. Si apre la caccia a molte specie lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

4. Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente. Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.

5. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti !

6. Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.

7. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione ?

8. Mortificata la ricerca scientifica, tolti investimenti sulla ricerca in campo naturalistico e di protezione della fauna selvatica.

9. L'Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali.

10. I semplici istituti regionali potranno rilasciare pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Cioè potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.

11. Si apre la caccia nei parchi e anche a specie non cacciabili. Un'incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!

12. Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!!! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi, fosse un reato!

13. Licenza di caccia possibile a 16 anni !!! (Con il fucile, non con la fionda...) Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili ! Già oggi la caccia è funestata da troppi incidenti mortali.

14. Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale 'dia fastidio'. Un vero e proprio Far West naturalistico.

15. Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell'Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi ?

16. Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, riparo.

17. Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d¹Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

18. Cancellato l'Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L'ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

Devo continuare oltre oppure ci sono gli estremi per prendere per un orecchio il senatore Franco Orsi e spiegargli che chi fa le leggi dovrebbe pensare al bene comune e non cedere all'istinto di soddisfare i suoi istinti e desideri personali ??


giovedì 26 febbraio 2009

Nucleare a tutta birra ?

Siete preoccupati per i recenti accordi fra la francese EDF e la nostrana ENEL, strombazzati ai quattro venti dal presidente del consiglio, nei quali si pianifica la realizzazione di ben 4 centrali nucleari in territorio italiano entro i prossimi dieci anni ?

State tranquilli, è tutta fuffa, la situazione reale è ben diversa. Sono balle a 350 gradi.

Update: E' trapelato in rete il documento originale del "memorandum of understanding" fra Francia e Italia in materia di nucleare, ovviamente nel documento non c'è alcuna menzione delle 4 centrali nucleari che i media appecoronati hanno riportato all'unisono. Come volevasi dimostrare si tratta di pura fuffa mediatica. (Ringrazio Debora Billi per la segnalazione)

mercoledì 25 febbraio 2009

Dissertazioni sul principio di precauzione

A causa della grande incertezza che abbiamo nell'affrontare temi che riguardano l'evolvere dell'umanità, prevedere il futuro sembra impresa impossibile, dominato come è da fenomeni altamente non lineari e dalla dinamica poco prevedibile. Esisteranno sempre persone disposte a sostenere: "se prevedere il futuro è impossibile, lasciamo che accada al mondo quello che deve accadere senza preoccuparcene troppo".

A causa della stessa identica incertezza, di fronte alle tante paure irrazionali o comunque frutto di non completezza nella comprensione delle cose, si invoca spesso anche il cosiddetto "principio di precauzione", che in soldoni afferma: "se non so prevederne le conseguenze, meglio evitarne la causa a prescindere".

La diatriba tra chi crede che il mondo si debba arrangiare da solo e chi crede che dobbiamo autolimitarci in tutto pur di non rischiare di danneggiarlo, sono due aspetti agli antipodi ma fin troppo comuni, che riassumono efficacemente due posizioni assolutamente estremiste. Taluni associano il primo comportamento ad una mentalità tipica di destra, il secondo comportamento ad una mentalità tipica di sinistra, anche se sovente è addirittura vero il contrario, basti pensare all'attuale PD così favorevole alla costruzione di inceneritori ovunque spacciandola per scelta inevitabile.

Ben pochi, a mio avviso, inquadrano la faccenda del principio di precauzione nella giusta ottica, che non è un "a priori" ma deve essere orientata al cercare di imparare una qualche lezione per induzione dal nostro passato. Molte cose che un tempo generavano grande preoccupazione, oggi sono state validate dal tempo e stemperate dalla consuetudine e dall'abitudine, come ad esempio la pillola anticoncezionale (tempo addietro considerata estremamente pericolosa). Il tempo aiuta quindi a stemperare giudizi irrazionali, però è un arma a doppio taglio, ci consente purtroppo di accettare di fatto come ragionevoli anche situazioni che in realtà non lo sono, poiché il loro impatto emotivo è dimenticato.

Per spiegarmi meglio, oggi ci si preoccupa fin troppo di rifiuti, di inquinamento elettromagnetico, di quello o quell'altro inceneritore o della nuova industria che le amministrazioni dall'oggi al domani hanno brama di costruire, chi si preoccupa più di un disastro immane accertato e riconosciuto come l'Ilva di Taranto e che continua tuttora ? E che dire dell'amianto ancora diffuso in molti prodotti industriali che continuerà a mietere tributi umani con un picco al 2015 ? E dei morti per la lavorazione del PVC a Porto Marghera ?

Ove cause di grave inquinamento sono state ampiamente accertate, li occorre intervenire, e quando si ripropongono industrie insalubri della stessa tipologia (le acciaierie sono immensi fornaci di inceneritori dopotutto) non serve affatto il principio di precauzione, serve dire: "Abbiamo già sperimentato ed ha provocato disastri che sono ancora sono sulla nostra coscienza, andiamoci cauti".

Ma tant'è quel che è stato è stato e non ci si pensa più, distorcendo i nostri giudizi e minando alla radice la possibilità di imparare dai nostri sbagli, spesso adducendo mirabolanti progressi della tecnica come fonte di rassicurazione e distrazione, oppure ancora peggio offrendo palliativi incredibili come costruire boschi attorno ai termovalorizzatori per sottolinearne la non pericolosità (oppure dipingerne i camini di azzurro cielo). Una follia!

Mi sono stufato poi di sentire parlare a sproposito di statistiche epidemiologiche per valutare la pericolosità o meno di un processo industriale.

Ad esempio, che probabilità ci sono che un inceneritore che ha funzionato per soli 10 anni oggi sia rilevante nelle casistiche di tumore misurate quest'anno ? Si potrebbero impiegare altri 10 anni solo per tentare di evidenziare una ulteriore correlazione di causa-effetto... ne vale veramente la pena ?

Eppure, utilizzando la "speculazione" piuttosto che la "misurazione", senza nemmeno invocare il principio di precauzione, sappiamo già che se esistono certe cause scatenanti dei tumori, qualcosa prima o poi succederà, esattamente come so che ci si può ammalare di mesotelioma se respiro fibre di amianto per anni, ma non è certo, devo avere sfortuna che queste fibre generino infiammazione, degenerino in tumore, etc. forse dopo 30 e più anni dall'esposizione. Il principio di precauzione quindi serve solo a limitare la probabilità di avere sfortuna! Ma non è da solo sufficiente per guidare razionalmente le scelte.

Quello che intendo sottolieare è che è possibile, pur nell'incertezza, avvallare alcuni concetti "speculativi" che non necessariamente devono essere scartati solo perché in assenza o in incapacità di effettuare delle "misure", specialmente quando certi meccanismi di azione sono noti o sono teoricamente plausibili, come ad esempio la pericolosità delle nanoparticelle e le polveri ultrafini.

Oggi vige uno strano concetto di scienza al contrario, che assolve con formula dubitativa qualsiasi porcheria, fino a che qualcuno non dimostra inoppugnabilmente il contrario, nei fatti come una giustizia iper-garantista che non condanna nessuno nemmeno con indizi schiaccianti. Al contempo condanna senza tregua le onde elettromagnetiche, con cui conviviamo da più di 80 anni.

Così tante cose recano danni alla salute che niente più reca "realmente" danni "comprovati" alla salute, in attesa di misurazioni che non saranno mai conclusive, perchè puramente statistiche. Ecco allora costruire inceneritori, riversare rifiuti tossici, eludere il risparmio energetico e continuare ad emettere gas in atmosfera, purchè rassicurati da adeguati palliativi.

In conclusione, non credete più ai "fatalisti" ma non credete nemmeno ai "precauzionisti" ad ogni costo, se qualcosa è dannoso non lo dimostrano le analisi epidemiologiche, perchè se si verificano danni accertati è già troppo tardi. Occorre ristabilire l'onestà intellettuale di chi impara dalle esperienze passate ed è in grado di offrire meccanismi verosimili e scientifici che spiegano la potenziale pericolosità dei fenomeni. Questo significa principio di precauzione.

martedì 24 febbraio 2009

La nuova classe dirigente che avanza

Ci ho messo molto per trovare un esempio di reale rinnovamento nella classe dirigente della sinistra italiana, finalmente l'ho trovato! Matteo Renzi, giovane presidente della provincia di Firenze, neo eletto vincitore alle primarie di Firenze, rappresenta forse l'emblema e il simbolo di un tentativo estremo di rinnovamento nel panorama politico democratico. Se il PD decidesse mai di abbandonare la gerontocrazia attuale ed affidarsi con fiducia ai giovani, Matteo Renzi con solamente 34 anni, sarebbe in pole position, darebbero probabilmente a lui una chance e lo spazio che merita.

Lasciamo perdere per il momento i suoi trascorsi giovanili in TV alla ruota della fortuna con Mike Buongiorno. Potete trovare in questo articolo di Panorama un profilo completo sul personaggio. Noi siamo interessati alle politiche ambientali, pertanto abbiamo provato a saggiarne la sensibilità in merito a questi temi. Volevamo valutarne il linguaggio e lo spessore, condividerne l'indole sorridente e positivista, apprezzarne la proprietà di linguaggio e l'uso accorto delle parole. Il nostro desiderio era quello di trovare finalmente un giovane competente, che con rinnovato impegno sapesse apportare un clima di fiducia costruttiva in un futuro fatto di sostenibilità e benessere. Cercavamo insomma un pensiero positivo di speranza, invece purtroppo abbiamo trovato questo:




Non ce l'abbiamo fatta! Quanto appena citato nel filmato non è affatto un pensiero positivo, direi piuttosto un farneticare che illude e pecca di faciloneria. Riporre la fiducia in una falsa positività, condita da idolatria contemplativa per la tecnica e le virtù taumaturgiche dell'industria, significa gettare le basi di una completa continuità con il presente. Si persevera continuando ad illudere le persone che il solito deus-ex-macchina verrà a salvarci, mentre nel frattempo siamo invitati a costruire, espanderci, inquinare, sposando in pieno la logica "business as usual". Davvero strano che Renzi non sia leader anche di Forza Italia...

Ma per quale oscuro motivo la sinistra italiana, specialmente su temi come la sostenibilità ambientale, ad ogni occasione tangibile di rinnovamento, trova così irresistibile l'istinto autolesionista di mirarsi diritto ai coglioni e sparare con il bazooka ?

E' stucchevole soprattutto il continuo e ripetuto utilizzo della parola Termovalorizzatore, (poiché chiamarlo "termovalorizzatore" equivale a chiamare "alberovalorizzatore" una motosega). Un termine che persino la comunità europea ci vieta di utilizzare.

L'inceneritore (la mancanza del quale), rappresenta a parere di Renzi la principale ragione del disastro campano. Perciò se non vogliono finire come i napoletani converrà che anche a Firenze se ne costruiscano di nuovi. Semmai è vero l'opposto, cioè il tentativo di modellare l'intero ciclo dei rifiuti sulle esigenze dell'incenerimento (tra l'altro senza realizzarli) ha causato, quello sì, la paralisi scandalosa che perdura tuttora. La scusa che l'indotto del riciclo non è in grado di assorbire la raccolta differenziata non regge, perchè se mai quello fosse il problema occorrerebbe affrontare lui, anzichè pensare a sistemi alternativi che ingessano e rendono cristallizzata la situazione.

L'inceneritore di Acerra, ad esempio, dovrebbe lavorare per ben 8 anni continuativamente solamente per smaltire le "ecoballe" accumulate, figuriamoci per risolvere il problema dei rifiuti alla radice. Come è possibile che Matteo Renzi proponga una soluzione così obsoleta, proprio in una terra che già presenta punte di eccellenza per una corretta gestione ambientale, come a capannori ?

Un inceneritore, cosa che Matteo Renzi evidentemente ignora, è in realtà questo. Bel rinnovamento che ci prepara la nuova classe dirigente che avanza ...

Update: Neanche a farlo apposta, proprio oggi Matteo Renzi è rinviato a giudizio per ingiuria e diffamazione nei confronti dell'oncoematologa Patrizia Gentilini, dal Renzi pesantemente offesa verbalmente per avere evidenziato in diretta TV i pericoli causati dall'inquinamento e dalle combustioni. Ovviamente l'alfiere del PD non si è presentato davanti al giudice. In caso di riconoscimento dei danni morali ed esistenziali valutati in 250.000 euro, l'oncologa ha affermato che devolverà l'intera cifra alla ricerca sul cancro.

lunedì 23 febbraio 2009

Anche in Abruzzo parte il Porta a Porta

Anche in Abruzzo qualcosa si sta muovendo sul fronte della raccolta domiciliare spinta. Al quartiere "pettino" di l'Aquila parte in questi giorni la campagna informativa, incentrata soprattutto sulle scuole, per partire con il Porta a Porta. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di superare il 40% di raccolta differenziata, in una regione dove ottenere anche solo il 10% sembra quasi una utopia! Abruzzo TV ha realizzato un servizio video su questo argomento.


sabato 21 febbraio 2009

Dialoghi virtuosi, differita della tavola rotonda

Sabato 14 febbraio scorso si è tenuta a Melpignano una tavola rotonda di dibattito in occasione dell'evento Dialoghi Virtuosi, centrato sul tema della sostenibilità ambientale e trattamento dei rifiuti. Siamo felici di riproporlo in differita per chi se lo fosse perso. Ringraziamo SalentoWeb.TV per avere registrato l'intera serata e avere dato a tutti la possibilità di conoscere questa lodevole iniziativa, organizzata e promossa dall'associazione dei comuni virtuosi. Nel filmato sottostante occorre saltare i primi 2 minuti di attesa del collegamento, intervengono al dibattito personaggi del calibro di Sandro Ruotolo, Nichy Vendola, Maurizio Pallante e altri interessantissimi relatori. Buona visione.

venerdì 20 febbraio 2009

Il raggiro è sempre in agguato

Vi è mai capitato di andare al supermercato, mettere due scatolette nel carrello, arrivare alla cassa e poco prima di pagare scoprire con sbigottimento che le scatolette conteggiate sono diventate tre ? Non dico per un errore o una svista, ma proprio a causa di un atto di malafede della commessa che poco prima di battere il conto ve ne rifila una extra non richiesta.

Personalmente al supermercato non mi è mai capitato, ma mi capita assai sovente in altri ambiti, come nella telefonia, nelle spese bancarie di conto corrente, ma soprattutto nelle assicurazioni, dove non è raro trovarsi servizi (a pagamento) non richiesti inseriti unilateralmente per volontà divina.

Qualche giorno fa mi reco alla mia compagnia assicurativa a seguito di un sollecito postale di pagamento per scadenza della polizza, la cedola presentava quasi 80 euro in più di quanto normalmente ho sempre pagato ogni anno. Su due piedi ho pensato ad un rincaro inaspettato, considerata la mia permanenza in prima classe di merito mi sarei addirittura aspettato una riduzione del premio... invece. Vado alla sede e faccio la solita fila chilometrica per pagare.

Con modi piuttosto sbrigativi l'impiegata, appena ricevuti i dati anagrafici, mi stava già stampando il bollino per il rinnovo dell'assicurazione, quando sommerso da un dubbio atroce la interrogo in maniera impudente e parte il seguente colloquio:

Ma avete cresciuto il premio assicurativo per caso ?

Allora, vediamo, guardi ... sono state applicate delle condizioni per lei molto vantaggiose ... la sua polizza è stata aggiornata per un massimale di due milioni di euro, inoltre ha tutti i seguenti benefici: rimborso albergo, rimborso pasto se fuori città, traino gratuito in autostrada, auto sostitutiva di cortesia a prezzo agevolato, clausola che copre la sostituzione immediata del parabrezza, rimpatrio gratuito dall'estero, copertura per il danneggiamento accidentale della tappezzeria interna, trasporto all'officina da lei scelta anziché la più vicina, riparazione a domicilio, ...... seguono almeno altre 15 voci!

Ma io tutte queste cose non le ho mica chieste!

Ah vede, è la nuova normativa che entrerà in vigore dal prossimo anno, dalla sede centrale di Bologna ci hanno dato direttive ben precise di aggiornare tutte le polizze, il prossimo anno dovrebbe farlo comunque, lo sapeva ? e bla bla bla.

Scusi, se entra in vigore il prossimo anno, perchè mi aumentate la polizza ora ? E' davvero obbligatorio farlo ? Senza nemmeno chiedermelo ? Così vado a pagare quasi 80 euro di più!

L'impiegata ci pensa un po e poi mugugna... veramente, se proprio insiste le abbassiamo il massimale a solo un milione di euro, e le togliamo questo, quello, questo, questo poi quello ancora, però dovrà aspettare un bel po e rifare tutti i documenti con una mezza dozzina di firme, le conviene ?

Un po alterato gli dico - Mi scusi, a me serve la copertura della tutela legale, il massimale minimo obbligatorio per legge e il rimborso del danno da incidente stradale, non posso avere solo ed esclusivamente questo ?

Senza dare troppo nell'occhio, mi rifà in dieci minuti tutte le carte e mi consegna la nuova polizza, non prima di una serie interminabile di firme, senza proferire parola. Poi mi sono ricordato che l'anno scorso ci avevano provato nello stesso identico modo, sostenendo che stavano adeguando alle nuove disposizioni. Erano ovviamente frottole per circuire clienti babbei.

Morale, se vi aumentano inspiegabilmente la poliza assicurativa, il contratto internet, le spese telefoniche, le spese bancarie, andate fino in fondo! C'è un alta probabilità che stiano approfittando della vostra ignoranza in materia.

Non mi va di rivelare quale compagnia assicurativa mi ha fatto questo scherzetto, mi limiterò a dire che fa rima con Interpol !

giovedì 19 febbraio 2009

Lettera di Montanari a Veronesi

Caro professor senator Veronesi, è molto malvolentieri che le scrivo.

Da giorni sono tempestato da mail e da telefonate di persone che mi chiedono un’opinione su quelle che qualcuno definisce irrispettosamente comparsate e devo, pur riluttante, rispondere. A dare occasione a tutto questo è un breve video pubblicato da Piero Ricca nel quale lei si rende protagonista di una parte che, mi permetta, vista da fuori non suona propriamente dignitosa. Si guardi: trova tutto all’indirizzo www.pieroricca.org

Il motivo per il quale scrivo malvolentieri è il rispetto che mi è stato insegnato nei confronti della vecchiaia, per arzilla e a piedi caldi, come nel suo caso, che questa sia. E a ciò si aggiunge l’umana pietà che provo verso una persona certo sofferente in cuor suo per ciò che è costretto a mettere in scena e per l’inevitabile imbarazzo che una persona intelligente deve per forza sentire quando qualcuno gli fa sbattere il naso contro sue contraddizioni e non trova altra via d’uscita se non quella d’arrampicarsi goffamente su specchi sempre più scivolosi.

Molti ricordano la trasmissione televisiva (da alcuni aggettivata Faziosa) in cui lei sparò quell’ormai troppo famoso “zero” riguardante la nocività degl’inceneritori e in cui favoleggiò delle ricerche e dei “libri e libri” che, stando a lei, dimostrerebbero, venendo al sodo, come tutta la fisica, la chimica e la tossicologia che si trova da anni e anni su milioni di libri e libri crolli al cospetto del giuramento dei suoi “esperti”.

Chi siano questi esperti e quali siano le loro credenziali non è dato sapere né è dato sapere quali siano quelli che lei definisce “i nostri studi”. Che studi ha condotto lei, professore, se di polveri, per sua stessa ammissione, non capisce nulla? “Io non mi occupo di questa materia,” dice. Dunque, in base a che, se non ne sa nulla, se di questa materia non si occupa, può affermare pubblicamente che non sono in aumento i cancri intorno agl’inceneritori quando le ricerche epidemiologiche addirittura italiane la smentiscono? E che ne dice delle malattie cardiovascolari che incidono ben di più di quelle tumorali? E ha mai sentito parlare delle polveri come “endocrine disruptors” e, dunque, responsabili, ad esempio, di tiroiditi e di diabete? E della “burning semen disease” che ne dice? E delle malattie neurologiche come Parkinson e Alzheimer? E della stanchezza cronica? E del passaggio delle polveri da madre a feto con conseguenti aborti e malformazioni? Devo continuare? O ha voglia di dare un’occhiata a ciò che hanno fatto i suoi colleghi francesi?

“Io mi occupo di salute,” dice lei nell’intervista. In che senso lo faccia non ce lo rivela. “Ci deve credere”, continua poi, un po’ comicamente dopo aver confessato con tenero candore la sua incompetenza, quando la gentile intervistatrice le fa notare che c’è chi si fa bovinamente ipnotizzare dal professore in formato catodico che pontifica su tutto e che manco sa di che sta parlando per sua stessa ammissione. Ma qui, forse io sono ingenuo: lei conosce molto meglio di me il potere che i media assicurano sulle menti umane e di questo fa un pilastro della sua fortuna e di quella dei suoi numerosi sponsor milionari.

Caro professor senator Veronesi, lei si è sempre sottratto a qualsiasi confronto pubblico e, sollecitato dall’intervistatrice, non si è smentito nemmeno questa volta. “Io non vado a fare confronti,” mormora con tono paternalistico. Ma, professore, se lei avesse qualche consuetudine con la ricerca e, soprattutto, se alla ricerca riservasse un qualunque grado d’interesse che non fosse il suo ormai famoso zero, saprebbe che è proprio confrontandosi che ci si chiariscono le idee, che idee nuove sbocciano, che si mettono in evidenza i proprio errori… Senza confronto si rischia di diventare come lei, dei signori Lei-non-sa-chi-sono-io che si aggrappano grottescamente a quell’ipse dixit, morto solo ufficialmente ma ben vivo nella psicologia della massa, con cui la filosofia aristotelica fu deformata per secoli e che diede qualche grattacapo, tra gli altri, a tale Galilei da Pisa.

Un secolo e mezzo fa Rudolf Virchow, un suo collega tedesco di cui lei certo non ignora i meriti, dava del cialtrone a un tale chiamato Louis Pasteur, un chimico che, usando un microscopio, fondò una disciplina chiamata Microbiologia. Bene, Virchow, come non pochi suoi coevi, si vantava di non aver mai accostato l’occhio ad uno strumento così ridicolo come un microscopio e si faceva beffe di quel provincialotto francese che si trastullava a guardare insignificanti animaletti che si muovevano sul vetrino. Le ricorda qualcuno?

Suo

Stefano Montanari

mercoledì 18 febbraio 2009

Una Parola

è parola che ho usato sempre con cautela, ma bisogna pur cominciare a farlo. parola che spiega la disuguaglianza, la prevaricazione del forte sul debole. parola che descrive il senso delle ronde autorizzate a pretendere l’esibizione dei documenti da chi abbia la pelle scura. parola che risolve l’interrogativo su quale forma di governo viga oggi in Italia.

è parola che è nemica dell'ambiente, perché antepone al benessere della collettività e agli ideali di una civiltà sostenibile l'interesse privato e corporativo di pochi. parola di chi vede nelle risorse naturali una ghiotta occasione per incrementare il proprio potere economico e devastare il territorio con la forza prevaricatrice dello stato. parola di facili entusiasmi ma carenza e arbitrarietà di diritti.

è parola che illustra la supinità di massa, obliata dalla droga mediatica. parola vecchia e nuova, di vecchio serpente di nuova pelle. parola che traduce la lentezza, la pigrizia, la miopia e la vecchiezza della classe dirigente dell’opposizione. parola che interpreta e dà forma ai rivolgimenti intestinali dei meschini. parola che ha un passato e parola che mette radici nel futuro.

la parola è questa

nemmeno a sinistra, d'altronde, c'è un barlume di speranza

Fonte e foto: MenteCritica (su licenza Creative Commons)

martedì 17 febbraio 2009

Intervista al presidente di Hera di Forli-Cesena Paolo Talamonti

Il 6 febbraio 2009, alcune persone del movimento consumatori di Forlì hanno intervistato Paolo Talamonti, presidente di Hera Forli-Cesena, principalmente sulla questione delle tariffe e della qualità dell'acqua. In particolare, si è fatto riferimento alle politiche di miscelazione, sulle quali esistono dubbi di trasparenza da parte del gestore. Credo che quanto afferma Talamonti sia molto interessante, alleghiamo pertanto ampi stralci dell'intervista, il cui testo originale potete trovare qui.

Presidente, i consumatori si lamentano delle tariffe dell’acqua a Forlì-Cesena (tra le più care d’Italia) e della qualità dell’acqua che è diversa da Comune a Comune.

Le contestazioni fatte più spesso alla nostra azienda sono queste:bollette elevate e acqua miscelata. Sono entrambe accuse prive di fondamento.

Soprattutto adesso, dal 1° gennaio 2009 infatti Hera ha ricevuto l’incarico da ATO1 di occuparsi solo della distribuzione dell’acqua e della raccolta e depurazione delle acque reflue. Questo diventa il nocciolo del servizio idrico integrato. In più Hera si occuperà della captazione e depurazione dell’acqua del sottosuolo.

Dal 1° gennaio si ha dunque un’azienda che possiede le fonti (Romagna Acque di intera proprietà dei Comuni) e un’azienda che distribuisce l’acqua (Hera, pro-tempore2. Noi siamo dunque solo i veicolatori dell’acqua. Cesserà finalmente la contesa che ci vede tirati in ballo sulla provenienza dell’acqua che riceveremo in punti di consegna prestabiliti alla quantità prestabilita dai Comuni. Noi ci occuperemo solo del trasferimento dell’acqua all’utente. Romagna Acque sarà il vostro nuovo interlocutore. Per quanto riguarda le tariffe, queste non le decide Hera ma ATO.

Mi scusi, ma ATO decide le tariffe sulla base di cosa?

Innanzitutto sulla base del servizio che deve essere remunerato (non lo era fino a 2-3 anni fa).Non si paga l’acqua - che è un bene pubblico - ma le spese del servizio che vanno rendicontate e controllate da ATO.

A ciò si aggiunge la quota parte di ammortamento degli investimenti chiesti sulla rete per opere di bonifica e di estensione.

Quel che chiedo è: come fa ATO a decidere come remunerare il servizio? Sarà Hera a dire quanto costa il servizio ad ATO.

Hera rendiconta le spese sostenute ad ATO che verifica, controlla.

Se poi non vuol credere che ATO controlli è un altro discorso, ma questo è il suo compito, verificare quanto rendicontiamo. Hera fa una rendicontazione seria e veritiera e ATO controlla.

Torniamo alle tariffe. Le due componenti delle tariffe sono dunque:

  1. il costo del servizio
  2. il costo degli investimenti

La ripartizione stessa è stabilita da ATO. Alcuni Comuni hanno deciso per tariffe agevolate, si tratta di una scelta politica in capo alle amministrazioni locali.

E poi non è vero che le tariffe a Forlì e Cesena sono le più care d’Italia, in alcune città d’Italia (Milano, Firenze) si paga di più, nella nostra regione a Ravenna si paga di più.

Per quanto riguarda gli investimenti Hera ha investito 70 milioni di euro negli ultimi 5 anni e nei prossimi 5 ne investirà altrettanti connessi soprattutto ai risanamenti (fognature e depurazione), investimenti che saranno rimborsati in quota parte da qui al 2023, quando scadrà l’appalto.

Cosa mi dice delle perdite che ammontano al 26%? L’anno scorso abbiamo rischiato il razionamento per la siccità, pensare che il 26% dell’acqua se ne va in perdite è un po’ irritante.

Per quanto riguarda le perdite il dato del 26% si riferisce alle perdite del Gruppo Hera. A Forlì sono solo del 18%. Bisogna poi distinguere tra perdite amministrative e fisiche. Le reali ammontano al 15% che è giudicato il massimo che in Italia si può sperare di raggiungere considerato che la media delle perdite è del 40%.

E delle tubature in cemento amianto? In due anni sono state ridotte solo di due punti percentuali.

Le tubature in cemento amianto, quelle le abbiamo ereditate dai Comuni che hanno scelto il cemento amianto piuttosto che altri materiali nel momento della costruzione delle tubature. Oggi ovviamente non lo si farebbe, ma via via che si rompono le sostituiamo. Consideri che le tubature sono ricoperte da uno strato di incrostazioni formatesi negli anni, incrostazioni che proteggono l’acqua nel passaggio lungo la rete. Le fibre di amianto sono pericolose se inalate. In ogni caso AUSL e ARPA ci hanno chiesto di monitorare se l’acqua presenta fibre di cemento amianto e le fibre non sono MAI state trovate.

Noi riceviamo dai Comuni le indicazioni su come e dove intervenire, le priorità dei Comuni di ATO ora sono altre: dobbiamo investire prioritariamente nei risanamenti

Ma parliamo della qualità dell’acqua. Ci piacerebbe poter rassicurare il consumatore sulla qualità dell’acqua del rubinetto anche per evitare alle famiglie - in momenti di crisi come quella attuale - di spendere soldi nell’acquisto di acqua minerale e di caraffe e sistemi filtranti che, oltre ad essere costosi, se non accuratamente puliti, possono addirittura peggiorare la qualità dell’acqua.

Se si bevesse acqua del rubinetto invece della minerale i consumatori risparmierebbero circa 250 euro l’anno, dai vostri calcoli.

Evitare l’acquisto di acque minerali significherebbe anche evitare tanto inquinamento derivante dai trasporti su gomma di tonnellate di bottiglie di plastica che, una volta svuotate, vanno ad aumentare il carico di rifiuti da smaltire. E’ un nonsenso, ma alimentato dalla scarsa fiducia nella bontà dell’acqua del rubinetto.

Negli ultimi tre anni l’acqua a Forlì e Cesena è molto migliorata. La riviera romagnola fino a dieci anni fa aveva un’acqua pessima, ora la sua acqua proviene al 100% da Ridracoli. Ma questo perché Cesenatico, per esempio, non ha fonti proprie utilizzabili. Dipende poi dallo stato delle reti. A Forlì, per esempio, non abbiamo un’unica rete ma un insieme di reti che sono state costruite nel tempo. In certe zone l’acqua era diversa rispetto a quella di altre, c’è una questione di conformazione del terreno, di pendenze. Abbiamo anche fatto studi dinamici sull’inversione del flusso delle acque. Da 3 anni la qualità dell’acqua di Forlì comunque è stata uniformata, abbiamo un monitoraggio completo della rete. L’acqua che entra nelle case di Forlì viene miscelata con quella della Diga a Monte Casale, poco distante dalla Diga. Poi stiamo costruendo un impianto di potabilizzazione a Cesena. Qui, rispetto a Forlì, l’acqua è più dura.

Mi allunga un foglio relativo al 2008 con le percentuali di miscelazione dell’acqua mese per mese a Forlì e a Cesena.

Ma se l’acqua è buona perché non trovate il modo per comunicarlo ai cittadini?Nel vostro sito web ci sono dati di un anno fa mentre i dati sulle emissioni dell’inceneritore sono aggiornati ogni mezz’ora e sono visibili anche dallo schermo touchscreen installato in Provincia. L’acqua è per noi importante quanto l’aria ed è importante che i dati siano aggiornati e soprattutto accessibili a tutti se si vuole che i cittadini consumino in modo veramente consapevole

Noi facciamo oltre 2000 prelievi di autocontrollo annui, ma non siamo tenuti a rendere i risultati pubblici. I nostri dati peraltro non dovrebbero aver importanza per voi, i dati ufficiali sono quelli di ARPA. Se lei va a comprare la carne chiede al macellaio se è di qualità? C’è l’AUSL che controlla.

Infatti gli scandali alimentari e le contraffazioni sono all’ordine del giorno…Ma perché questa differenza, scusi, tra i dati sull’aria e quelli sull’acqua? Anche i dati sulle emissioni sono dati di autocontrollo, anche per le emissioni i dati ufficiali dovrebbero provenire da ARPA.

E’ per un discorso di responsabilità sociale. Il nostro bilancio è certificato e ha ottenuto anche l’Oscar di Bilancio Società e Grandi Imprese per il 2007.

Anche per l’acqua dovrebbe valere lo stesso principio, altrimenti sono portata a pensare che per le emissioni si sia fatta un’operazione di immagine viste le polemiche che hanno infiammato Forlì per la costruzione del terzo inceneritore.

Ma i dati sull’acqua sono costanti. A cosa servirebbero? Dovrei poi avere una persona che mi aggiorna costantemente il sito con i dati di laboratorio. Comunque non si potrebbero avere dati aggiornati giornalmente, ci vogliono almeno 5 giorni per avere i risultati delle analisi.

Io personalmente bevo acqua di rubinetto per rispettare ll’ambiente, nonostante gli acquedotti siano cattivi comunicatori, Hera non si smentisce…

L’acqua del rubinetto è sicuramente più controllata delle acque minerali. Inoltre nelle minerali sono rilevati i parametri ma nulla si sa delle condizioni di imbottigliamento che influiscono molto sulla qualità dell’acqua, come la conservazione della stessa una volta imbottigliata.

Visto che l’acqua è un bene prezioso sarebbe bello che le amministrazioni locali, le scuole ecc. dessero il buon esempio e installassero tutti i frangigetto

Noi abbiamo regalato 144.000 kit frangigetto nel 2007 e fatto iniziative di vario genere soprattutto nelle scuole per educare le nuove generazioni al consumo responsabile. Ci sono associazioni che fanno queste cose? Certe associazioni ci contestano perché sono ideologizzate.

Dicendo questo mi allunga una serie di opuscoli informativi sulle buone pratiche

Beh sono iniziative lodevoli e apprezzabili, le associazione vorrebbero poter fare altrettanto ma non possiedono certo le risorse economiche di Hera.Poi diciamocelo,sono tutte iniziative che fanno parte di una strategia di costruzione del consenso intorno ad un’azienda che non riscuote fiducia nel territorio. Le iniziative inoltre testimoniano di uno sforzo dell’azienda ma non ci dicono nulla dell’impatto effettivo sui comportamenti quotidiani, del cambio di abitudini

Per ottenere questo ci vuole tempo e bisogna lavorare sulle nuove generazioni.

Su questo punto concordo

L’intervista finisce qui. Mi alzo, saluto e ringrazio per l’ora e mezza che il Presidente mi ha dedicato.

Mentre scendo le scale mi ricordo improvvisamente della domanda con cui avrei voluto chiudere l’intervista, ma che mi è rimasta nella penna: Ma lei, Presidente, beve acqua minerale o acqua del rubinetto?

domenica 15 febbraio 2009

Il potere del cemento a Cesena, un libro di Davide Fabbri

Stefano Severi sul suo blog pubblica una bellissima recensione dell'ultima fatica letteraria di Davide Fabbri, un libro intitolato "Il potere del Cemento". Più che una recensione sembra un disperato appello alla classe politica Cesenate, che da una parte si "vernicia" di ambientalismo di facciata, dall'altra snobba e rischia di isolare una delle poche persone che riescono, con impegno e dedizione (anche se talvolta peccando di eccesso di protagonismo), a rimanere "fuori dal coro" e fare ancora del giornalismo di inchiesta.

Davide Fabbri non ha certo bisogno di presentazioni, capogruppo dei Verdi e sempre attivo in consiglio comunale, produttore frenetico di interpellanze per ogni battaglia di interesse ambientale e di legalità.

Da indiscrezioni ufficiose ma non ancora pubblicamente confermate, Davide si proporrà per la prossima tornata elettorale come candidato sindaco della città di Cesena. Credo che leggerò con interesse il suo libro, per il momento mi accontento della recensione.

sabato 14 febbraio 2009

Buon San Valentino

venerdì 13 febbraio 2009

M'illumino di meno, anche a Forlì

Così come gli anni precedenti, anche quest'anno si terrà il 13 febbraio la giornata nazionale del risparmio energetico "M'illumino di Meno", promossa dalla trasmissione di radio2 "caterpillar". Chiunque ha a cuore il tema del risparmio energetico, è invitato in via simbolica a spegnere le luci di casa per un ora, dalle ore 18 alle ore 19.

Quest'anno il Gruppo Astrofili Forlivese "J.Hevelius", che ha da sempre collaborato volontariamente alla iniziativa, terrà una Conferenza nel Salone Comunale di Forlì, senza purtroppo collocare la strumentazione per l'osservazione del cielo in P.zza Saffi come negli anni scorsi, in quanto le previsioni meteorologiche sono di cielo coperto. A modo dimostrativo saranno comunque spenti alcuni lampioni della città.

Considerando che quest'anno l'iniziativa cade alla vigilia di S. Valentino lanciamo l'idea di "cenare a lume di candela", a casa propria o nei ristoranti che riterranno di aderire alla iniziativa (qualcuno l'ha già fatto), in tal modo si unirà l'utile del risparmio energetico al dilettevole di una più intensa ed intima relazione interpersonale. Naturalmente se si è in casa consigliamo di spegnere anche la TV.

Diretta Web - Dialoghi Virtuosi



*** La diretta è terminata ***

La diretta di dialoghi virtuosi inizierà alle ore 18.15 di Venerdì 13 Febbraio e si protrarrà fino a Domenica 15 Febbraio. In caso di problemi nella ricezione del canale streaming provare a contattare direttamente il sito www.salentoweb.tv

Tutto il Programma degli Interventi

Venerdì 13 Febbraio

Ore 18.00
APERTURA DEI DIALOGHI VIRTUOSI A LUME DI CANDELA
Saluto di apertura del Presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti e intervento telefonico di Piero Pelù. In contemporanea con l’iniziativa nazionale “M’Illumino di Meno”, promossa dalla trasmissione radiofonica di Radio2 “Caterpillar”
- SALVATORE ZULLINO (Assessore all'ambiente di Melpignano) illustra il progetto di risparmio energetico sulla pubblica illuminazione messo in atto dal Comune
- RENATO PUNTIERI (Sindaco di Olivadi - CZ) illustra il progetto "Sole, ambiente, risparmio" per la diffusione di pannelli fotovoltaici tra la cittadinanza locale
- INTERVENTI DEI RAPPRESENTANTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DEI COMUNI VIRTUOSI sui progetti attuati e vetrina espositiva delle attività svolte dai Comuni Virtuosi in difesa dell’ambiente
Ore 20,30
PRESENTAZIONE DEL LIBRO "DePilLiamoci. Liberarsi del PIL superfluo e vivere felice" Sarà presente l'autore Nello De Padova


Sabato 14 Febbraio

Ore 10.00
“STRATEGIA RIFIUTI ZERO, UTOPIA IN AZIONE”
Convegno internazionale per dimostrare che è possibile, conveniente e in corso di sperimentazione un’alternativa concreta all’incenerimento dei rifiuti
GOVERNO DEL FARE - Presentazione dei progetti più significativi attuati nei Comuni Virtuosi Relatori:
* FRANCESCO COMOTTO - Sindaco di Settimo Rottaro (Torino)
* MARCO BOSCHINI - Coordinatore dell'Associazione ed assessore del Comune di Colorno (Parma)
* ALESSIO CIACCI - Assessore all'Ambiente del Comune di Capannoni (Lucca)
* EZIO ORZES - Assessore all’Ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi (Belluno)
* MANUELA RUGGERI - Assessore all’Ambiente del Comune di Monte San Pietro (Bologna)
* LAURA PUPPATO - Sindaco del Comune di Montebelluna (Treviso)
* PATRIZIA GENTILINI - Associazione Medici per l'Ambiente ISDE
* ALEX MINUZZO - Responsabile del Centro riciclaggio di Vedelago (Treviso)
* Intervento in collegamento telefonico e video di BEPPE GRILLO
* Intervento in collegamento video di ROSSANO ERCOLINI, coordinatore della rete nazionale Rifiuti Zero
Ore 15.30
“VIAGGIO NELL'ITALIA DEI COMUNI A 5 STELLE”
Presentazione e proiezione in anteprima di un estratto del documentario prodotto dall'Associazione e relativo al Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle

Ore 16.00
TAVOLA ROTONDA: Istituzioni, impresa e giornalismo a confronto
Moderato da
- SANDRO RUOTOLO, noto giornalista della trasmissione televisiva di Rai 2 "Anno Zero"
Il dibattito vedrà gli illustri interventi di:
- NICHI VENDOLA, Presidente della Regione Puglia
- GIANLUCA FIORETTI, Presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi e Sindaco di Monsano (AN)
- SERGIO BLASI, Sindaco di Melpignano (LE)
- SEBASTIANO VENNERI, Vice segretario nazionale di Legambiente
- MAURIZIO PALLANTE, Presidente del Movimento per la Decrescita Felice
- PARIDE DE MASI, Responsabile Nazionale Ambiente per Confindustria


Domenica 15 Febbraio

Ore 9.30
ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE COMUNI VIRTUOSI
Chiusura lavori

giovedì 12 febbraio 2009

Bicentenario di Charles Darwin

Impossibile non ricordare che oggi ricorre esattamente il bicentenario della nascita di Charles Darwin, famosissimo biologo e geologo noto per avere ipotizzato per primo la teoria dell'evoluzionismo nel libro "L'origine delle specie".

Darwin ha fatto avanzare la biologia di centinaia di anni in un colpo solo, utilizzando un approccio metodologico e sperimentale che mostra in maniera convincente come grazie alla selezione naturale le specie si possano evolvere, adattandosi all'ambiente naturale, attraverso un processo continuo di ricombinazione genica e mutazioni casuali. Tutto questo in un epoca in cui la biologia molecolare come la intendiamo oggi era materia completamente sconosciuta.

Con la selezione naturale vengono eliminati gli individui più deboli, cioè quelli che, per le loro caratteristiche sono meno adatti a sopravvivere a determinate condizioni ambientali; solo i più adatti sopravvivono e trasmettono i loro caratteri ai figli.

Nonostante l'enorme importanza dei suoi studi (al di la delle scontate diatribe fra evoluzionisti e creazionisti), Charles Darwin resta a tutt'oggi, per molte persone, incompreso o male interpretato, per non dire strumentalizzato. Il termine "evoluzione" ancora oggi indica erroneamente nel senso comune l'idea di un miglioramento continuo tendente verso la perfezione.

Da qui ad arrivare ad affermare che l'uomo è il più evoluto degli esseri viventi, e pertanto può disporre a piacimento delle risorse della natura come più gli aggrada, il passo è breve. Però è un concetto totalmente sbagliato, nel senso che un fenicottero non è affatto più evoluto di un uomo (l'evoluzione ha impiegato lo stesso tempo per addattare entrambi all'ambiente), come è spiegato chiaramente in questo articolo di Ugo Bardi.

Update: Piergiorgio Odifreddi terrà oggi a Torino dalle ore 17.45 una conferenza pubblica su Darwin, è possibile seguire l'evento in diretta streaming.

Dialoghi virtuosi in diretta Web

L'associazione comuni virtuosi presieduta da Marco Boschini organizza da Venerdi 13 a Domenica 15 a Melpignano (LE) un evento da non perdere, dal nome "Dialoghi Virtuosi". Sarà una tre giorni dedicata al risparmio energetico, decrescita felice e strategie rifiuti zero. Saranno presenti ospiti illustri come: Beppe Grillo, Maurizio Pallante, Sandro Ruotolo, Piero Pelù, Nichi Vendola ... e tanti altri.

Per il lancio di questa iniziativa è stato creato un sito web apposito dove potrete trovare il programma definitivo delle varie giornate di dibattito. Gran parte degli interventi sananno trasmessi in diretta streaming a cura di SalentoWebTV. Se riusciremo, proveremo a mandare anche noi del MIZ in diretta streaming l'evento dalle pagine del nostro blog.

Il nuovo impianto di compostaggio della Busca di Cesena

Ideato e progettato appena due anni fa, l'ampliamento del vecchio impianto di compostaggio della Busca è finalmente in dirittura di arrivo, realizzato a tempo di record. Gli abitanti limitrofi da anni lamentavano la presenza di cattivi odori, a causa della tecnologia di gestione utilizzata che comprendeva l'insufflazione all'aperto di aria nei cumuli di compost per accelerarne la maturazione. Utilizzando una nuova tecnologia di origine tedesca in camera anaerobica, sarà ora possibile cogliere due piccioni con una fava, ottenendo sia l'eliminazione di gran parte degli odori sia la produzione di biogas, recuperato in modo da produrre energia di tipo rinnovabile.

A mio avviso, un impianto del genere lavora a favore del potenziamento della raccolta differenziata, essendo adibito per contratto al trattamento della sola frazione umida di provenienza urbana. Tale destinazione d'uso si sposa bene con l'ipotesi di una raccolta domiciliare spinta, anche di tipo porta a porta, trasformando un residuo maleodorante e difficile da gestire in qualcosa di utile, compost ed energia elettrica. Una vera opportunità per il nostro territorio.

Quanta energia elettrica produrrà l'impianto ?

Difficile quantificarlo esattamente prima che siano completati tutti i collaudi e le verifiche posteriori all'entrata in funzione, tuttavia possiamo fornire una stima indicativa in base ai dati pubblici provenienti dal gestore stesso (azienda Romagna Compost controllata da Hera).

Il gestore afferma, come si può leggere anche nell'articolo, che l'impianto riuscirà a generare circa 1MW di potenza elettrica continuativa, il che equivarrebbe a detta di Hera e Romagna Compost a ben il 10% del consumo della città di Cesena.

Presa per buona la quantità di energia prodotta dall'impianto, l'affermazione che riuscirà a coprire il 10% del fabbisogno di Cesena è palesemente falsa!

Hera dice che produrrà il 10% dell'energia per Cesena, afferma il falso ?

Ovvio che è falso, ma una affermazione del genere va dimostrata, cerchiamo pertanto i ricavare insieme quanto può davvero contribuire questo impianto al fabbisogno di elettricità di una città come Cesena.

Un Megawatt sarebbe per l'articolo un GIGANTESCO contributo alla produzione di energia rinnovabile.... esistono oggi in commercio generatori eolici di pezzatura medio/piccola che arrivano tranquillamente a 1MW e oltre, pertanto l'intero impianto equivale circa ad una singola pala eolica di medie dimensioni! (che però sconta ovviamente l'intermittenza del vento in ore equivalenti di funzionamento all'anno).

1 MW, supponendo che l'impianto funzioni in media circa 8000 ore all'anno, equivalgono a circa 8000MWh di energia elettrica prodotta in un anno.

Il consumo medio di una famiglia di 4 persone dovrebbe essere attorno ai 4 MWh, (dati del gestore nazionale) pertanto basta una semplice divisione per arrivare a 8000 / 4 = 2000 famiglie equivalenti composte da 4 persone.

8000 persone sono effettivamente poco meno del 10% della popolazione di cesena, però NON SI SONO TENUTI IN CONTO I CONSUMI DELLE AZIENDE. Queste incidono per ben oltre il 50% dei consumi elettrici complessivi di una città, il fabbisogno totale non può quindi essere ridotto ad una stima sulle sole bollette energetiche da abitazione civile. Occorre quindi rifare questo calcolo in un modo più accurato.

Come calcolare correttamente il contributo elettrico dell'impianto della Busca ?

I Dati di Agess sono stati prelevati dal Piano Provinciale Energetico 2007 e sono comprensivi dei dati aggregati dell'intera provincia di Forlì/Cesena. I dati della sola città di Cesena non sono disponibili, però è possibile scorporarli in proporzione al numero degli abitanti, ipotizzando una ripartizione omogenea nel territorio delle attività industriali e civili.

La provincia di Forlì/Cesena ha circa 385'000 abitanti.
I consumi elettrici per il 2007 sono stati di circa di 1900 GWh.
Questi sono suddivisi in 24% uso civile, 12% uso agricolo, 31% terziario, 34% industria.

Considerando il consumo totale dell'energia, sia per uso abitativo che industriale che agricolo, ogni abitante ha bisogno quindi mediamente di 1900000 MWh / 385000 = poco meno di 5 MWh all'anno per mantenere il suo stile di vita.

Precedente, avevamo stimato in base ai consumi domestici medi che occorrevano circa 1MWh per ogni utenza civile, mentre dalla ripartizione dei consumi totali risultano 5MWh come appena calcolato sopra, questo è in accordo con la quota stimata del 20-25% di energia totale destinata alle sole abitazioni. Pertanto possiamo affermare che:

Ogni cittadino ha bisogno di 1 MWh da consumare in casa più altri 4 MWh che l'industria, l'agricoltura, il terziario consumano per lui automaticamente.

E' un dato impressionante!

Ma torniamo a Cesena, arrotondiamo gli abitanti a 95'000

Cesena consuma da sola all'incirca 1900000 MWh / 385000 * 95000 = 470000 MWh

L'impianto a Biogas produce circa 8000 MWh, pertanto la quota che viene coperta è
8000/x * 100 = 470000 --> x = 8000/470000 * 100 = 1,7 %

A me sembra che fra 1,7% e il 10% fornito da Hera ci sia molta differenza !!!!

Lo so che sono conti della serva, se trovate una falla nel calcolo che ho appena descritto sarò lieto di considerarlo e di correggerlo, ma se ho ragione io è palesemente dimostrato che Hera è solita edulcorare i dati, pur di evidenziare risultati suggestivi buoni per ben figurare presso l'opinione pubblica.

Volete mettere dire che questo impianto, costato più di 7 milioni di euro, produce il 10% del fabbisogno di Cesena, rispetto ad un misero 1,7% ???

mercoledì 11 febbraio 2009

Strappiamoli tutti, questi alberi maledetti!

Questo è il ritmo miope e insostenibile con cui consumiamo il nostro pianeta. Sono favorevole perché nel nostro ordinamento giuridico entri il reato di stupro contro la natura. Fa venire da vomitare, letteralmente.



Aggiornamento:

Gianfranco Zavalloni, che da qualche mese lavora in Brasile a Belo Horizonte come responsabile dell'ufficio scuola del consolato Italiano, ci invia queste foto molto recenti da lui scattate, dove si mostra la distruzione causata dalla coltivazione intensiva dell'eucalipto.

martedì 10 febbraio 2009

L'energia è sempre pulita per definizione

Di tanto in tanto, il settore marketing e comunicazione aziendale di Hera, sempre molto attento alle proprie strategie di comunicazione, se ne esce sui principali quotidiani locali per pubblicizzare l'azienda e mostrare al grande pubblico quanto è delicata e sensibile verso i temi ambientali. L'ultima di queste azioni di "guerrilla marketing" la potete trovare sul resto del carlino. Ne pubblico un breve stralcio:

Il gruppo Hera è sensibile al tema dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (...) Impegnata già da diversi anni nella produzione di energia da fonte rinnovabile, Hera ha generato quasi 430.000 MW/h di energia pulita nel 2007 (...) Fotovoltaico, micro-idroelettrico e compostaggio sono le tre tecnologie relative ai nuovi impianti ad energia rinnovabile che Hera ha realizzato nel territorio di Forlì-Cesena.

Energia da fonti rinnovabili, energia pulita, un tripudio di micro-idroelettrico, fotovoltaico, biogas, chi più ne ha più ne metta, fino a 430 Gigawattora ! Davvero encomiabile non potrebbe che pensare il lettore medio del carlino.

Fortunatamente un blog non è un quotidiano, sui quotidiani possono passare intonse le letterine delle agenzie stampa senza uno straccio di verifica sui dati, mentre su un blog, che vive di reputazione personale di chi lo scrive, è d'obbligo cercare, in piccolo, di fare quella cosa che i media convenzionali, salvo rare eccezioni, hanno dimenticato, cioè verificare alla fonte le informazioni.

Non dico giornalismo di inchiesta, perchè per un povero e squattrinato blogger sarebbe troppo, però almeno una occhiata al bilancio di sostenibilità 2007 del gruppo Hera, si potrebbe darlo.

Andiamo quindi a pagina 173 del loro bilancio di sostenibilità, come correttamente riportato nell'articolo, ben 430 GWh è stata l'energia elettrica generata nel 2007, vediamo però come è ripartita in base al tipo di produzione:

Totale da termovalorizzazione rifiuti
300 GWh
Quasi i 3/4 di tutta l'energia che produce hera è quindi derivata da combustione rifiuti, sia civili che industriali, ricordo che le direttive europee impongono che non si possa considerarla energia rinnovabile, ma solo recupero energetico, pertanto non potrebbe a rigore disporre di certificati verdi (a parte i nostrani Cip6), in ogni caso di pulito ha ben poco.

Totale da cogenerazione
81 GWh
Quasi tutti questi impianti sono a gas metano e olio combustibile, ad esempio a Cesena sono impiegati per teleriscaldamento in alcune zone (ex. Zuccherificio), è quindi produzione elettrica di tipo convenzionale non rinnovabile (ne tantomeno pulita).

Totale da combustione biogas da discariche
21 GWh
Questi sono oggi in effetti considerati come fonte rinnovabile, ma se è vero che non vogliamo più discariche in futuro e che le nuove normative imporranno di portare in discarica solo lo stabilizzato (che produce meno biogas), non li possiamo considerare come rinnovabili, perchè in futuro auspicabilmente spariranno.

Totale da turboespansione gas naturale
11 GWh
Questa è davvero bella... Il Gas compresso viene riespanso per recuperare energia, come nei rigassificatori, questo è però da considerare un recupero e non una produzione, dato che la stessa quantità di energia qualcuno l'ha già spesa per portare in pressione il gas stesso che arriva dalle condutture. E' come rubare 100 euro a me stesso (o al mio vicino) per poi dire che l'ho stampato io.

Totale da combustione in processi depurazione acque
8 GWh
Questa é considerata giustamente rinnovabile per l'emissione di certificati verdi, ma tipicamente va a coprire solo una frazione degli autoconsumi degli impianti stessi nei quali viene prodotta, pertanto è qualcosa di non disponibile per la collettività. Se mangio più verdura di quanta ne coltivo nell'orto, non posso certo dire che di mestiere faccio l'ortolano!

Totale da produzione fotovoltaica
0,2 GWh
Questa é ovviamente rinnovabile, ma è molto, molto, molto poca. Con fatica, lentamente, questa è la direzione dove occorre andare in futuro, così come anche per l'energia eolica, che per Hera è assente.

Totale da produzione idroelettrica
0,5 GWh
Anche questa é ovviamente rinnovabile, ma a meno di non tentare di sfruttare anche i più piccoli rigagnoli e i salti dei fiumiciattoli che restano, difficilmente potrà dare un ulteriore contributo significativo in futuro, in ogni caso é quantitativamente molto poca come energia disponibile, a causa dell'assenza nel territorio di grandi invasi fluviali (tipo Ridracoli).

Ora un piccolo compitino per casa, sui 430 GWh di energia elettrica dichiarati da Hera come pulita e rinnovabile, quanta di questa è veramente rinnovabile ??? Quanta di questa è veramente pulita ???

lunedì 9 febbraio 2009

Cambiamenti climatici, l'irreversibile leggerezza dell'essere

Susan Solomon è una ricercatrice del National Oceanic and Atmospheric Administration che ha supervisionato una parte del lavoro dell'IPCC; insieme ad altri tre scienziati svizzeri e francesi ha da poco pubblicato l'articolo: Irreversible climate change due to carbon dioxide emissions. (1)

Secondo l'articolo i cambiamenti climatici indotti dalle emissioni di CO2 sono in larga parte irreversibili, almeno sulla scala temporale di un millennio.

In parole povere, le scelte che faremo nei prossimi decenni influenzeranno il pianeta e i nostri discendenti in saecula saeculorum.

Il motivo è illustato da questi due grafici. In alto si vede l'andamento futuro della CO2 in atmosfera ipotizzando che cresca al ritmo attuale del 2% all'anno fino a raggiungere livelli massimi di 450, 550, 650,750, 850 e 1200 ppm.

Dopo il picco si suppone che le emissioni si interrompano. Naturalmente non si tratta di previsioni realistiche, ma semplicemente di scenari volti a illustrare la risposta del sistema atmosferico. Dopo la fine delle emissioni la CO2 atmosferica decadrà perchè verrà assorbita dagli oceani, ma molto lentamente. Alla fine del millennio si prevede che rimanga ancora intorno al 40% del valore raggiunto al picco (meno il valore preindustriale di 280 ppm).

La temperatura continuerà a salire fintanto che le emissioni proseguiranno, ma dopo la loro eventuale interruzione non scenderà (grafico in basso, le curve hanno colori corrispondenti a quelli del grafico in alto).

Questo è un risultato della massima importanza. Se smettiamo di emettere CO2, la temperatura non scenderà per almeno mille anni. Ci aspetteremmo che la riduzione della CO2 dovrebbe ridurre il forcing radiativo e quindi almeno in parte la CO2, ma purtroppo non è così,perchè questo effetto verrà compensato dalla minore disponibilità degli oceani ad assorbire il calore dell'atmosfera.

Parlando in soldoni, il succo è questo:

I cambiamenti climatici ed il relativo innalzamento di temperatura accenderanno a breve un dibattito mondiale per stabilire se saranno o meno un disastro per l'umanità, oppure banalmente uno stato anomalo a cui l'umanità finirà per adattarsi. In ogni caso, le decisioni che prenderemo adesso avranno influenza per i prossimi mille anni e oltre, il danno già causato sarà pertanto irreversibile.

Siamo disposti a scommettere ora se vale la pena di intervenire oppure no ? Anche senza la matematica certezza che la situazione sia grave, siamo disposti a correre questo rischio sulle spalle dell'intero futuro dell'umanità ?

Saremo in grado noi tutti di sollevare lo sguardo dalle nostre preoccupazioni immediate ed effimere per preoccuparci del futuro ?


(1) PNAS 106,1704 (2009). L'articolo era stato già annunciato una decina di giorni fa sul sito NOAA, ma la versione integrale è disponibile solo da qualche giorno.

Leggi l'intervista alla Dr.a Solomon in occasione della presentazione del rapporto IPCC (febbraio 2007).

Fonte: EcoAlfabeta

domenica 8 febbraio 2009

Da Bogotà al Prim di Cesena

Nella precedente puntata Da Copenhagen al PRIM di Cesena, abbiamo cercato di mostrare come agire sulla mobilità urbana significhi lavorare sul lungo termine, in favore di una strategia per la "sostenibilità" delle scelte per il futuro. Non è tanto in discussione la fluidità o meno del traffico ma realmente la possibilità concreta di mantenere in futuro un concetto di "mobilità" nei termini in cui lo conosciamo oggi.

Continuiamo pertanto a mostrare altri esempi di come il problema è stato affrontato in altre realtà urbane, aprendo prima una breve parentesi su alcuni dati salienti che mi sento in dovere di condividere con voi, e che sono necessari alla comprensione del discorso.

Tasso di urbanizzazione del pianeta

Nel 1900, sul totale degli abitanti del pianeta, solamente 150 milioni vivevano in contesti cittadini, pari al 10% della popolazione totale (fonte AIIG). Nel 2000 le persone che risiedevano stanzialmente in contesti "urbani" sono passate a 2,8 miliardi, pari ad un incremento di 19 volte in un secolo. Nel 2007 (ultimi dati reperibili) si è passati a oltre i 3,3 miliardi di persone, concentrate prevalentemente in asia, superando così il 50% della popolazione mondiale... In meno di un decennio le nuove urbanizzazioni hanno superato di decine di volte il totale di quelle che esistevano nel 1900, che a loro volta hanno impiegato l'intera storia dell'umanità per crearsi ... assolutamente incredibile! Ciò ci ha reso per la prima volta nella storia classificabile come "specie urbana"

Intuite la impressionante progressione geometrica che c'è sotto ? Riuscite ad immaginare la potenza di uno spostamento colossale simile ? Nel 1900 solo una manciata di città in tutto il mondo raggiungevano il milione di abitanti, oggi sono 414! Fra esse, spiccano oltre 20 megalopoli con oltre 10 milioni di residenti. Tokio con 35 milioni (ha più abitanti di tutto il Canada). Città del messico con 19 milioni (Tanti quanti l'intera Australia). Poi New York, Sao Paulo, Bombay, Teheran, Dehli, Shangai, Calcutta, Jacarta. Un esodo biblico dalle campagne alle città, accompagnato da altrettanto intenso desiderio di mobilità urbana

Ma cesena è piccola, che c'entrano le megalopoli ?

Che c'entra Cesena, città periferica che in confronto, con meno di 100.000 abitanti, sembra uno sputo di mosca ? C'entra, perchè pensate di moltiplicare per 100 i problemi di viabilità di Cesena ed arriverete ad una pallida idea delle difficoltà che i governi hanno dovuto già affrontare per garantire la mobilità in colossi del calibro di Tokio. Pensate solo al fatto che la maggioranza di questi abitanti urbani sono necessariamente pendolari, e che quindi hanno bisogno di una rete di mobilità per sopravvivere, a meno di non iniziare coltivare grano nelle terrazze. Le esperienze delle megalopoli sono importanti per capire se certe scelte possono essere adatte anche a realtà sociali più contenute, caratterizzate da dinamiche simili.

Come si sono trasformate città in così feroce espansione ?

L'espansione fuori controllo ha comportato soprattutto una perdita di identità, le città tendono ad assomigliarsi diluendosi in enormi periferie omogenee, imponendo un nuovo concetto di urbanizzazione che sacrifica la tradizione urbanistica per una nuova filosofia, votata al soddisfacimento delle necessità del trasporto privato. La progettazione delle periferie odierne, quelle che "sembrano fatte con lo stampino" per intenderci, ne sono l'esempio lampante per chiunque. Moderne ma senza anima, e con gravissimi problemi di mobilità e inquinamento, che a stento si riescono a gestire a causa della cementificazione selvaggia e totale del territorio. 

Cosa fare per evitare questo pericolo e riappropriarsi finalmente di una dimensione umana della città senza i relativi problemi strutturali ? Per dirla con le parole dell'ambientalista Francesca Lyman
... Occorre cercare di recuperare la pianificazione urbana tradizionale, appartenente ad un epoca nella quale le città erano pensate per gli abitanti e non per le automobili.

Un esempio di intervento sostenibile, la città di Bogotà

Una delle trasformazioni urbane più interessanti si è verificata a Bogotà, in Colombia, città ove Enrique Penalosa è stato eletto sindaco nel 1998 a soli 43 anni. Allora solamente il 30% degli abitanti possedeva un automobile, ma la crescita e il desiderio di mobilità era insostenibile (oggi conta quasi 7 milioni di abitanti) ed occorrevano interventi radicali

Penalosa si è reso conto che una città con servizi adatti agli anziani ma soprattutto ai bambini avrebbe potuto funzionare per tutti, ha così intrapreso un programma piuttosto incisivo di interventi urbanistici che prevedevano:

  • Impedimento fisico dei parcheggi sui marciapiedi.
  • Recupero di 1200 zone(!) destinate a parchi pubblici ed aree verdi.
  • Costruzione della rete interconnessa di piste ciclabili più grande al mondo.
  • Coinvolgimento dei cittadini nella piantumazione pubblica (oltre 100.000 alberi).
  • Zone enormi completamente pedonalizzate per fasce orarie.
  • Programma ambizioso di estensione dei servizi pubblici (Bus Transmilenio).

Il sindaco Penalosa ha dichiarato:

Uno spazio pubblico pedonale di alta qualità, in modo particolare i parchi, sono la testimonianza di una vera democrazia che funziona (...) I parchi e gli spazi pubblici protetti dalle auto sono importanti per una società democratica perchè sono gli unici posti dove le persone si incontrano in modo egualitario (...) I parchi sono ritenuti un lusso, mentre non ci si rende conto come le strade, che altro non sono che lo spazio pubblico per le auto, ricevono infinitamente più risorse e meno tagli nel bilancio rispetto ai parchi, che sono lo spazio pubblico per i bambini (...) Perchè gli spazi pubblici per le auto sono considerati più importanti degli spazi pubblici per i bambini ?

In un suo articolo, sostiene che in un mondo in via di totale urbanizzazione esiste un conflitto insanabile fra l'automobile e la città, superata una certa soglia critica, ovvero quando l'esigenza di movimento a causa delle attività economiche si moltiplica a dismisura, le automobili sono piuttosto causa di immobilità.

Ritorniamo al Prim

Cesena, lungi da avere ancora problematiche al livello di una megalopoli, potrebbe trarre vantaggio da atteggiamenti simili verso la mobilità. Pedonalizzare il centro in fasce orarie, riqualificare il sistema dei parchi e ciclo-pedonalizzare completamente la parte "storica" della città. Impedire il parcheggio nelle vie ad ampio flusso veicolare, creare percorsi alternativi pernon creare singoli punti critici. Separare incisivamente la parte destinata agli uomini da quella destinata alle auto

Mi piace sostenere che una città vivibile non è solo quella dove il traffico è scorrevole, ma quella ritagliata a misura d'uomo, dove potere lasciare in sicurezza l'auto fuori dal centro e percorrere le vie della città guardando i palazzi, riscoprendone l'identità che li caratterizza, senza disdegnare di fare shopping leggero, di tanto in tanto, pur di non rimanere fagocitati dagli ipermercati.

Foto: Simon Bolivar Metropolitan Park, Bogotà
Fonte: Lester Brown, Piano B3.0

giovedì 5 febbraio 2009

La vedo (N)era

Sparare su Hera oramai è come sparare sulla croce rossa. Nelle infinite ramificazioni dei suoi "business" tentacolari si occupa oramai quasi di tutto, avendo a che fare direttamente o indirettamente con la tutela ambientale, Acqua, Gas, Rifiuti, Elettricità. Risulta naturale quindi che Hera attiri su di se una montagna di critiche e di malcontento, specialmente in occasione di ogni aumento tariffario pianificato da Ato.

Proprio per l'estrema importanza del ruolo cruciale che occupa, è importante che la vigilanza dei cittadini nei confronti del suo operato sia sempre attento e puntuale. Proprio in quanto fornitrice di servizi ambientali essenziali ai cittadini, è indispensabile verificare non solo il rispetto scrupoloso della legge (questo lo si da per scontato) quanto pretendere un comportamento orientato alla massima trasparenza e al di sopra di ogni sospetto.

Pur essendo sulla carta in mano pubblica (oltre il 57% delle azioni è in mano ai Comuni), come società per azioni tenderà inevitabilmente ad agire assecondando una logica privatistica nella gestione, come è naturale che sia. E' normale quindi che Hera stessa sia condizionata pesantemente nelle proprie scelte in funzione delle necessità di remunerazione degli azionisti, però non deve dimenticare che il fine ultimo non è arricchirsi ma fornire servizi ai cittadini al costo minore possibile compatibilmente con la qualità attesa e la giusta remunerazione del capitale.

Riporto al proposito un comunicato di Stefano Angeli, in larga parte condivisibile pur con qualche distinguo:

Che Hera non abbia soddisfatto le aspettative che ci erano state presentate alla sua creazione è cosa ormai arcinota, non c’è stato alcun miglioramento dei servizi, anzi a volte il contrario, e le tariffe sono aumentate dal 2002 mediamente del 40%. Molte volte in questi anni abbiamo sottolineato come i servizi di erogazione dell’acqua fornissero spesso poca qualità a costi elevati, o come le tariffe dei rifiuti fossero lievitate negli ultimi anni, senza che il servizio prendesse la strada decisa di una raccolta differenziata efficace.

Inoltre abbiamo tutti osservato come le agenzie Ato, che avrebbero dovuto controllare l’operato di Hera, valutarne i piani d’investimento e le proposte tariffarie, siano state del tutto inutili ed impotenti a fronte della volontà della società. Ora pare che da alcune settimane i sindaci, in gran segreto, abbiano siglato una nuova struttura degli Ato stessi, ma di questa delicata faccenda i consigli comunali, inspiegabilmente, non sono stati assolutamente né coinvolti, né informati delle decisioni prese.

Eppure quello delle agenzie d’ambito è uno dei nodi cruciali da risolvere nei rapporti tra enti soci ed holding. La privatizzazione della società si è infatti fermata in mezzo al guado creando di fatto interessi conflittuali tra chi deve controllare e chi dovrebbe essere controllato. Gli Ato avrebbero dovuto, ad esempio, controllare la regolarità di realizzazione delle opere e degli investimenti di Hera, ma non ne avevano alcuna possibilità essendo costituiti da pochissimo personale addirittura “prestato” dalla stessa Hera.

Al cittadino intanto arrivano nei bollettoni le conseguenze di questo monopolio pubblico-privato a cui tutto sembra essere concesso anche se entra in palese contrasto con gli interessi di società totalmente pubbliche, come Romagna Acque, o con l’interesse stesso del cittadino. Uno degli imperativi della prossima legislatura dev’essere una totale e radicale revisione del ruolo degli Ato che risolva la situazione di conflitto d’interesse attuale dei sindaci e che avvii una fase di vera apertura al mercato dei servizi.

Una liberalizzazione, anche in questo campo, che porti al cittadino reali benefici e dia possibilità di vero controllo disinteressato agli enti locali.

Stefano Angeli
Libertà e Futuro

Io personalmente mi dissocio dall'affermazione piuttosto perentoria che la qualità dei servizi erogati non sia stata soddisfacente, gran parte della rete idrica ereditata era un vero colabrodo, specialmente a Bagno di Romagna, dove sono stati fatti molti interventi di ammodernamento della rete, oppure a Ferrara la cui rete idrica era una delle più inefficienti della Romagna, Gli investimenti quindi sono stati fatti, anche se taluni ne contestano la reale efficacia.

Probabilmente, se fosse rimasta una gestione interamente pubblica e frammentata, non si sarebbero potute reperire tutte le enormi risorse finanziarie per sistemare le falle e ammodernare la rete, ma soprattutto non si sarebbero realizzati così tanti impianti di depurazione delle acque reflue, indispensabili per ridurre l'impatto ambientale delle attività agricole e industriali..

Il problema principale, dove credo che il comunicato abbia colto nel segno, è invece il conflitto di interessi, o meglio l'intruglio di opportunismi che lega a doppio filo le scelte del gestore e le scelte della politica. E' fin troppo facile alimentare il sospetto che talune scelte siano state dettate più da reciproci vantaggi fra politica e azienda, piuttosto che da reali intenti di tutelare gli interessi dei cittadini.

Se la stessa volontà ed efficienza (nel finanziare ad esempio costosi progetti di incenerimento) fosse stata applicata alla realizzazione di un efficace servizio "porta a porta", sono convinto che avrebbero ottenuto comunque un risultato industriale importante, economico per i cittadini ed efficiente. Evidentemente i guadagni auspicati non erano all'altezza, e grazie alla scusa di Ato si é ribaltato sempre e comunque la responsabilità delle scelte fatte sulle amministrazioni, che per inciso non fanno molto più che assecondare ciò che Hera desidera.

Perchè le amministrazioni sono così supine ? Principalmente penso sia per il pesante impatto sulle casse comunali causato dai dividendi che l'amministrazione incassa, pari a circa due milioni di euro all'anno solo per Cesena. Oltre ovviamente alla solita logica di spartizione, in piena ottemperanza del famoso manuale Cencelli, che vede all'interno del consiglio di Hera vari politici di professione, scelti fra la maggioranza con criteri poco trasparenti, non sempre competenti nell'esercitare un reale ruolo di controllo.

Come se ne esce da questa situazione di grave stallo ? Vorrei proprio chiederlo ai nostri candidati sindaci.

martedì 3 febbraio 2009

L'acqua di Cesena è meno buona delle altre, che fare ?

Ritorniamo ancora una volta a parlare dell'acqua, elemento che riveste una importanza fondamentale per la vita di tutti, assai più del petrolio o di qualsiasi altra sostanza. Passata la crisi idrica del 2007, tamponata provvisoriamente attingendo l'acqua dal CER (canale emiliano romagnolo). Paradossalmente, oggi abbiamo il problema opposto, l'abbondanza di precipitazioni ha riempito completamente l'invaso (come tra l'altro è quasi sempre successo in passato) fino a rendere necessaria la tracimazione nel Bidente. Potete trovare qui i dati della diga in tempo reale e qui una analisi dei dati storici degli ultimi 10 anni.

Qual'è il problema allora ?

Da almeno un anno si sono susseguite in comune varie interpellanze a proposito della scarsa trasparenza con cui si attua a Cesena la miscelazione fra l'acqua di Ridracoli e l'acqua proveniente dalle tre falde di Cesena. Sul sito di Hera dovrebbe comparire una tabella aggiornata che rende conto delle politiche di miscelazione, dapprima sono sparite, poi sono riapparse magicamente a seguito delle varie interpellanze in oggetto. In ogni caso questi dati, disponibili qui, non sono aggiornati affatto in tempo reale.

Ma che c'entra la miscelazione con la qualità dell'acqua ?

Il succo della polemica è che le acque di falda potabilizzate sono di qualità relativamente scarsa rispetto a quella ottima di Ridracoli, gli emungimenti provocano subsidenza del terreno, e tendono a raccogliere e concentrare tutti i pesticidi agricoli e gli spandimenti dell'area a monte delle falde stesse. Pertanto, essa sarà inevitabilmente carica di nitrati e altri composti critici per la salute pubblica.

Perché, pur avendo la diga che tracima, utilizziamo acqua di falda ?

Appunto, non essendo pubblicati i dati in tempo reale sulla miscelazione, a meno di continue interpellanze, non è possibile dimostrare direttamente quale miscelazione è stata apportata. Ovviamente, la convenienza a miscelare il più possibile scaturisce dal fatto che l'acqua di falda costa assai meno rispetto a quella di Ridracoli, dato che quest'ultima deve essere acquistata dal consorzio Romagna Acque. Ciò consente enormi guadagni ad Hera, soprattutto se acquisirà la gestione all'ingrosso dell'acqua, anche giocando sulla miscelazione, a discapito della qualità delle acque erogate. Dobbiamo pertanto assicurarci che la miscelazione sia commisurata alla reale necessità e non solo ad interessi economici.

Il livello di miscelazione, anche se il gestore non lo divulga, possiamo però cercare di ottenerlo indirettamente!

Per farlo, è sufficiente tenere d'occhio i dati sui parametri della qualità dell'acqua forniti dal gestore e correlarli quelli del consumo istantaneo dell'acqua di ridracoli proveniente da romagna acque. In particolare consideriamo la differenza fra Cesenatico e Cesena, a Cesenatico l'acqua è di Ridracoli al 100%, a Cesena no.

Nitrati Cesena: 16 Ml/L
Nitrati Cesenatico: 6 Ml/L
(Media I° semestre 2008, limite di legge per la potabilità = 50 Ml/L)

Notate niente di strano ? Certo, i valori sono in media almeno tre volte più alti. Conoscendo la serie storica dei dati sui nitrati e la serie storica dei dati di miscelazione, nonché la serie storica dei consumi puntuali, è possibile costruire una funzione empirica che stima la percentuale di miscelazione attuale in funzione dei valori attuali dei nitrati. Non ho ancora avuto il tempo materiale di inventare questa funzione, però in teoria è possibile e nemmeno troppo difficile, ipotizzando una correlazione lineare. Affinché tale funzione sia affidabile occorrerebbe conoscere i valori dei nitrati rilevati in una giornata in cui il 100% dell'acqua proveniva dalla falda e una serie di analisi aggiornate al mese corrente. Se li avete per favore mandatemeli!

In ogni caso, ad occhio direi che siamo oggi sull'ordine del 30% di falda e oltre, anche ora che ridracoli sta tracimando. E' lecito ? Io credo di no, abbiamo tutto il sacrosanto diritto di avere la migliore qualità dell'acqua possibile, a costi sostenibili.

Potremmo vincolare il gestore a pagare il servizio in funzione della qualità dell'acqua fornita ?

Credo che l'adeguamento tariffario in base alla qualità sia molto difficile, perché gran parte della tariffa è decisa a livello nazionale. Quello che paghiamo per la tariffa acqua è diviso in tre parti:

1- Servizio acquedotto (acqua potabile)
2- Servizio fognatura
3- Servizio depurazione

Tutte e tre le voci combinate rappresentano il prezzo finale, composto da una parte fissa e da una variabile in funzione dei consumi a metrocubo. Attualmente la tariffa del servizio idrico è definita sulla base dei provvedimenti normativi emessi dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e dal Ministero delle Attività Produttive Commercio e Artigianato.

Le disposizioni per la definizione della tariffa dei tre servizi sono contenute nella delibera CIPE n. 131 del 19 dicembre 2002. Nello spulciare la legge ho trovato però una possibilità, l'articolo 13 della legge 36/94 recita:

La tariffa del servizio idrico è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica, del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia.

Quindi, a norma di legge, sarebbe possibile intervenire su parte della quota variabile per tenere conto della qualità, ma dato che la tariffa è uniformata all'interno dell'ambito territoriale ottimale dubito che una qualsiasi modifica sarebbe molto significativa, ed in ogni caso avvantaggerebbe anche chi già riceve l'acqua buona, non solo coloro che hanno subito pratiche di miscelazione più penalizzanti come Cesena.

Io insisto che dobbiamo richiedere la pubblicazione in tempo reale del dato della miscelazione, e tempestarli di interpellanze (dato che è un ente a controllo pubblico, almeno sulla carta) per sapere il perché delle scelte fatte.

lunedì 2 febbraio 2009

Da Copenhagen al PRIM di Cesena

Sul sito Treehugger (in inglese) c'è un interessante confronto fra le capitali “ciclabili” europee: Amsterdam vs Copenhagen. Pare infatti che gli olandesi stiano salendo nelle statistiche di utilizzo della bicicletta all'interno delle grandi città rispetto ai rivali danesi: che vinca il migliore.

Il punto è un altro. Come si arriva ad ottenere risultati simili ai nostri amici nord europei, dove dal 36% al 55% delle persone dichiara di andare al lavoro in bici? Punto primo, bisogna lavorare sul lungo termine, non ci si può aspettare cambiamenti di rotta dall’oggi al domani. Punto secondo, bisogna prendere decisioni importanti. Quotiamo allora la frase che ci ha colpito maggiormente:

…the bike is used most often, and the car least often. This can be attributed to restrictive parking practices enacted since the 1990’s.

Traducendo grossolanamente: la bici è usata di più, l’auto meno grazie ai divieti di sosta entrati in vigore sin dagli anni ‘90. Ad Amsterdam esistono persone che si sono viste “costrette” a vendere l’auto o lasciarla fuori città, non per la scomodità ma per la pratica impossibilità di utilizzarla in certi contesti, crediamo che gli olandesi abbiano preso seriamente la questione.

E’ possibile realisticamente prendere Amsterdam come modello? Ci sembra oggettivamente poco praticabile, per lo meno nel breve periodo. Viviamo in città dove persino il cambio di un senso unico incontra diatribe costituzionali/politiche/lobbistiche/personali. Il fatto è che in Italia siamo bravissimi a predicare bene e a razzolare male, un esempio su tutti il PRIM di Cesena (Piano Regolatore Integrato della Mobilità). Sulla carta promette "mirabilie" in fatto di viabilità, nei fatti ha scontentato praticamente tutti, dimostrandosi irrazionale e inutilmente vessatorio.

Cosa non va in fin dei conti nel "prim" di Cesena ? A mio parere due cose. La prima è l'impostazione ideologica asservita a un fine che non è quello della sostenibilità, ma solo quello della fluidità del traffico. Non si incide quindi sul "modo" con cui si utilizza l'auto ma solo sul suo percorso all'interno del tessuto urbano. La seconda cosa che non và è l'intento di stabilire regole dall'alto che appaiono punitive senza progettare al contempo un reale percorso di confronto con i cittadini per risolvere le conseguenti e inevitabili difficoltà pratiche.

Se avessero chiuso completamente alcune vie al traffico, pedonalizzando integralmente e rimuovendo i parcheggi, magari al contempo offrendo una seria alternativa di utilizzo dei mezzi pubblici, forse paradossalmente il sacrificio ne sarebbe valsa la pena, ma ridurre a senso unico qualche via ad alta percorrenza, senza impedire l'utilizzo dell'auto ma anzi costringendo a percorsi tortuosi per arrivare nello stesso punto di prima, appare più una sadica tortura che un piano per il miglioramento della viabilità cittadina.

Notizia dell'ultima ora è che il comune di Cesena ha finalmente intenzione di rivedere alcune scelta fatte, in particolare quelle su via Plauto e la parte di corso Cavour che da Casali va verso la Stazione FS. Speriamo la saggezza prevalga e si entri finalmente nell'idea che i sacrifici devono avere uno scopo condivisibile e devono essere giustificati in una logica di mobilità nel lungo periodo, solo così i cittadini riusciranno ad accettarne il sacrificio superando le immediate convenienze di bottega. Quando si chiuse al traffico il centro di Cesenatico, tutti a piangere, poi dopo anni di distanza a tutti sembra normale che sia così.

Quello che ci sembra di capire è che tutto ha un prezzo, compresa la nostra presunta libertà di utilizzare l’auto sempre e comunque. Siamo disposti a pagarlo? Con quali tempi e modi? La parola a voi.